![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|||||||
| Registrazione | Blog | FAQ | Gruppo sociale | Calendario | Cerca | I messaggi di oggi | Segna i forum come già letti |
![]() |
|
|
Strumenti discussione | Valuta discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#2 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Qua trovate l'articolo completo tratto da Soldi&Diritti di Altroconsumo
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...esView=Libero# |
|
|
|
|
|
#3 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
29 dicembre 2005
Conti e depositi bancari: chiuderli è un salasso Al.An. Lunghe attese e spese di chiusura del conto corrente esorbitanti, fino a 60 euro: spese «ingiustificate», secondo un'inchiesta dell'associazione di consumatori Altroconsumo (pubblicata sulla rivista "Soldi&Diritti") su un campione di 36 istituti di credito, per l’estinzione del deposito titoli e per il trasferimento dei titoli, che può arrivare sino alla cifra esorbitante di 625 euro: in Italia, sostiene Altroconsumo, «divorziare dalla propria banca è un’impresa titanica, e l’utente trova ostacoli di tutti i tipi a far giocare la concorrenza, quando volesse optare per la banca meno cara per il proprio profilo di utenza; ciò contribuisce a mantenere un mercato bancario dai costi elevati, viziato proprio dalla mancanza di concorrenza»; oltretutto per il consumatore «non c'è alcuna contropartita in termini di servizi né di tempi». Secondo Altroconsumo la Banca d'Italia finora non ha fatto nulla per abbattere le barriere in uscita imposte all’utente, pur avendo l’associazione più volte invitato formalmente Via Nazionale a intervenire. Di qui l'appello all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l'Antitrust), a cui con la nuova legge sul risparmio è delegata la vigilanza sulla concorrenza, «a intervenire immediatamente per eliminare tali pratiche anticoncorrenziali». Qualche esempio tratto dall'inchiesta: le spese di estinzione del conto in media sono 30 euro, ma «c’è chi chiede il doppio (Credem), 60 euro», e chi «pur avendo dimezzato il costo rispetto al 2004», come la ben nota, ma per altre vicende, Antonveneta, «chiede ancora troppo: 50 euro». È sul trasferimento titoli, però, che si supera l'immaginazione: le pretese arrivano a centinaia di euro per una semplice comunicazione dalla banca al Monte Titoli, che non comporta costi. Un esempio concreto: l’investitore con 20 mila euro di titoli italiani e 10 mila euro in titoli esteri deve sborsare in media, nelle 36 banche considerate, 142,20 euro, con esempi-limite di 625 euro per Credem o 425 euro del Credito Bergamasco. C’è chi si comporta meglio: Banca Fineco chiede 19,90 euro, dimostrando così che è possibile fare profitti senza depauperare i clienti. |
|
|
|
|
|
#5 (permalink) |
|
lavoratoriii...
Data registrazione: Aug 2005
Messaggi: 14,028
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Io con bper l'annos corso ho speso 60e, nonostante lì non siano menzionate, ma ero così contento di chiudere per sempre il raporto umano con quei cioccapiatti dei ragionieri bancari che gliene avrei date anche il doppio.
|
|
|
|
|
|
#6 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: May 2001
Messaggi: 5,582
Popolarità: 42949684 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Legati dai costi di chiusura-Plus Sole 24 ore 24 dic.05
In sintesi la Ue vorrebbe la gratuità dei costi di chiusura , ma le banche non cedono e preferiscono che sia il libero mercato a stabilirlo e non la legge.
C'è comunque un'indagine conoscitiva in corso da parte dell'Antitrust che, non solo per i conti correnti bancari, vuole verificare se non ci siano ostacoli alla mobilità della clientela. Infatti pare che il legame banca-cliente in Italia sia più lungo di tanti matrimoni, in media 15 anni, e chi cambia è solo il 7,4% dei clienti. Quando ho cambiato banca io ho trovato anche molte difficoltà per cambiare le utenze e questo sicuramente è un altro motivo per cui i clienti rimangono legati alla banca. Sempre nell'articolo di Plus è scritto che cambiando banca il cliente non dovrebbe preoccuparsi di modificare le domiciliazioni, ma aggiunge che per ora la portabilità automatica delle utenze c'è solo come idea del consorzio Pattichiari. |
|
|
|
|
|
#7 (permalink) | |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
Indagine in completo "stallo" http://www.agcm.it/agcm_ita/DSAP/DSA...n=-4#_Section4 |
|
|
|
|
|
|
#8 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
13 gennaio 2006
Corriere della sera «Le banche si potenzino ma siano più trasparenti con i cittadini» Antitrust, indagine sui costi dei conti correnti L'authority punta i riflettori sulle spese dei servizi bancari: divario tra quelle dichiarate dagli istituti e quelle sostenute dagli utenti ROMA - L'Antitrust realizzerà un'indagine sui costi dei servizi bancari, un settore su cui l'autorità garante della concorrenza «vuole intervenire». L'annuncio è stato dato dal presidente dell'authority, Antonio Catricalà, nel corso di un'intervista a Radio 24. «Vogliamo fare grande chiarezza su un settore che ne ha grande bisogno e acquisire dati certi anche sui costi dei conti correnti», ha spiegato Catricalà, ricordando che «si va dai 30 euro dichiarati dall'Abi fino ai 200 denunciati dai consumatori». COSTI TRASPARENTI - Anche sui trasferimenti e la chiusura dei conti l'Antitrust vuole vederci chiaro, visto che si parla di spese che ammontano «a 100 euro, quando le banche ne dichiarano 35/40». A giudizio di Catricalà, infatti, «i costi dei trasferimenti devono essere stabiliti prima, immutabili ed equi, e anche i tempi dei trasferimenti devono essere ridotti». Del resto, ha sottolineato, anche in una fase economica debole «le banche stanno andando benissimo, con profitti enormi e diventano così bocconi appetibili: quindi è opportuno che si potenzino, ma anche che diano un servizio ai cittadini il più trasparente possibile». STABILITA' E EFFICIENZA - Quanto al passato, quando la vigilanza sulla concorrenza era in capo alla Banca d'Italia, Catricalà ha affermato di non voler dare giudizi, ma osserva che la preoccupazione per la stabilità del sistema ha messo «in secondo piano» quella per la competizione all'interno del settore. Però, ha concluso, «se la stabilità è una priorità per il sistema bancario, l'efficienza dipende dalla concorrenza e la concorrenza può prevedere anche il fallimento». ENERGIA SOTTO ESAME - Ma non sono solo le banche nel mirino dell'Authority. Anche il settore dell'energia è messo sotto esame essendo uno di quelli dove maggiormente si avverte la mancanza di concorrenza. «Nell'energia - ha spiegato Catricalà - esistono monopoli naturali: purtroppo importiamo energia e non ne produciamo, subendo così le scelte contrattuali dei nostri importatori esteri». Quanto al mercato italiano, ha ribadito, «ci sono le due posizioni dominanti forti di Enel e Eni» che sono «sotto osservazione». In particolare l'Autorità tiene d'occhio il colosso petrolifero, chiamato a rispondere di «presunti abusi su cui decideremo entro marzo». |
|
|
|
|
|
#9 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Sarà la prima indagine dopo il passaggio di competenze sul credito. «Intervenire sulla portabilità»
Banche troppo care, l’Antitrust indaga Risparmio, slitta di due mesi la trasparenza sulle obbligazioni ROMA - «L’economia non tira ma le banche fanno profitti enormi e nei servizi ai cittadini c’è scarsa chiarezza. È una cosa strana, dovremo indagare». A pochi giorni dall’entrata in vigore della riforma del risparmio che assegna alcune competenze sul settore bancario all’Antitrust, il presidente Antonio Catricalà, ha annunciato che intende «avviare un’indagine conoscitiva per capire i costi dei servizi bancari anche perché si va dai 30 euro dichiarati dall’Abi fino ai 200 denunciati dai consumatori». Confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi, il garante della concorrenza e del mercato inaugura così il ruolo di «guardiano del sistema bancario». In particolare, ha precisato Catricalà ai microfoni di Radio 24 , un punto sul quale l’Antitrust intende intervenire riguarda i costi per il «trasferimento del conto corrente che deve essere stabilito prima e deve rimanere immutabile per tutto il rapporto e deve essere equo». Il presidente dell’Abi, l’associazione delle banche, Maurizio Sella ha dichiarato di «essere a disposizione per offrire collaborazione all’autorità di controllo» mentre il direttore generale Giuseppe Zadra ha anticipato che la nuova iniziativa di Pattichiari andrà proprio nella direzione sollevata dall’Antitrust riconoscendo «che non siamo assolutamente soddisfatti dell’attuale livello di servizio e siamo determinati a migliorarlo». Intanto l’Abi incassa dal governo una proroga di 60 giorni per l’articolo 11 della nuova legge sul risparmio che introduce l’obbligo per le banche di redigere un prospetto informativo per l’emissione di bond rivolti alla clientela. In realtà, analoga richiesta era stata fatta anche dall’Ania (l’associazione delle compagnie assicuratrici in quanto un prospetto era divenuto obbligatorio anche per i prodotti assicurativi). Anche l’Isvap, l’autorità di controllo per il settore assicurativo, ha accolto con favore il provvedimento di proroga. Nei prossimi giorni la task force Antitrust di una decina di persone, dedicata al mondo bancario e guidata da Corrado Calabrò, comincerà a raccogliere dati. «Vogliamo fare chiarezza su un settore che ne ha un grande bisogno - ha spiegato Catricalà con indiretto riferimento al ruolo avuto finora dalla Banca d’Italia - e acquisire dati certi anche sui costi dei conti correnti». L’iniziativa è stata accolta con grande soddisfazione dalle associazioni dei consumatori che da anni invocavano un intervento. Secondo i calcoli di Adusbef, l’associazione che si occupa proprio dei prodotti finanziari, i costi dei servizi bancari a listino sono lievitati del 100% nel giro di 4 anni arrivando a 600 euro l’anno. Che scendono a 252 calcolando anche i costi dei conti correnti «convenzionati» ma sempre più del doppio della media europea. Roberto Bagnoli corriere |
|
|
|
|
|
#10 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Inchiesta Cambiare istituto di credito sembra facile, in realtà l’operazione è caricata da commissioni pesantissime. Soprattutto se ci sono azioni e Btp da trasferire Banche, un divorzio pagato a caro prezzo Chiudere conto corrente e deposito titoli costa in media 356 euro, con punte di 770. Unipol e Bpi tra le più esose
P rimeggiano anche nel caro-depositi Unipol Banca e Banca Popolare Italiana, al centro delle cronache economico-giudiziarie di queste settimane per le tentate scalate a Antonveneta e Bnl. Chiudere un conto corrente con un deposito titoli per spostarsi su un’altra banca, in questi due istituti di credito, costa infatti carissimo: si possono toccare i 778,2 euro con Unipol e i 759,7 con la Bpi. È la spesa più alta fra i dieci istituti analizzati da Corriere Economia (oltre a Unipol e Bpi, anche Intesa, Unicredit, SanpaoloImi, Banca Sella, Banca di Roma, Banco di Sicilia, Popolare di Milano e Bnl). Ed è il doppio della media: che, comunque, raggiunge la cifra non indifferente di 356,8 euro. Con voci di costo che toccano in media i 40,9 euro per il trasferimento di una singola azione estera su un altro conto. Una commissione, questa, che spesso tocca picchi altissimi: 75 euro all’ex Lodi, e 77,47 euro in Unipol Banca. Che annuncia di abbassare questo costo, a 50 euro, proprio oggi (chiudere il conto costerebbe così 558,42 euro). Il caso preso in esame è quello di un conto corrente per famiglie (per Unipol, Completo 7 e per Bpi Prestoconto), al quale sia agganciato un portafoglio di otto titoli, per un totale investito di 40 mila euro. Così suddivisi: 20 mila euro in due titoli di Stato, 10 mila in due azioni italiane, 5 mila in due azioni estere e 5 mila in due obbligazioni italiane. Si ipotizza che il conto venga chiuso in questi giorni, quindi siano addebitate in anticipo le spese semestrali di gestione del portafoglio che andrebbero caricate in giugno. Il calcolo finale somma i costi per il trasferimento titoli, quelli per la gestione del portafoglio (azioni più obbligazioni), il bollo (17,1 euro al semestre), l’estratto conto titoli, infine le commissioni di estinzione del conto corrente e della pratica titoli. Ebbene, chiudere un conto simile è un salasso. A seguire Unipol e l’ex Popolare di Lodi, ci sono i 409,6 euro chiesti dalla Popolare di Milano, i 397,10 della Bnl e i 329,10 del Banco di Sicilia. Sotto i 300 euro, ecco i 294,6 della Banca di Roma, i 275,3 del Sanpaolo Imi, quindi i 254,10 euro di Unicredit. Istituto nel quale però emerge un segnale interessante: chi ha il conto Genius Club da più di sei mesi, ora paga zero il trasferimento titoli, la chiusura del conto corrente e il deposito titoli. «Abbiamo eliminato questi costi perché crediamo nella concorrenza», spiega Gabriele Piccini, direttore generale di Unicredit Banca. Chiudono la nostra classifica Banca Sella con 242,77 euro e Banca Intesa che risulta, con Conto Intesa, la più conveniente: 157,10 euro. Ma perché spostare un conto corrente costa tanto? In sostanza per un fatto: le commissioni per il trasferimento dei titoli sono applicate non su tutto il pacchetto di azioni o obbligazioni, come ci si potrebbe aspettare, bensì su ogni codice, cioè su ogni singola azione o Bot trasferiti. Si tratti pure di depositi piccolissimi, la cifra resta quella: tanto che spesso le commissioni si mangiano i margini maturati in Borsa o i rendimenti offerti dal Tesoro. Unipol fa notare che i suoi conti per famiglie (gamma Completo), legati all’Euribor, hanno tassi lordi sulle giacenze altissimi: dall’1,20% (Completo 7) all’1,75% (Completo 12). Sono saggi più alti di dieci volte rispetto alla media di mercato, neanche le Poste arrivano più a tanto. Perciò, sostengono nell’istituto bolognese, non ci sono emorragie di correntisti: «Al contrario - dicono -in dicembre abbiamo aperto il 30% di nuovi conti in più al giorno, mille solo nei primi quattro giorni di gennaio. Siamo consapevoli che questa esposizione mediatica non ci fa bene, ma abbiamo un modello vincente, la rete lavora sui 6 milioni di assicurati del gruppo». Ma all’ex Popolare di Lodi qualcuno che sta spostando titoli e soldi su un’altra banca c’è (e all’Adusbef risultano almeno un centinaio di segnalazioni di denunce recenti di correntisti contro la Bpi). Anche pensionati: com’è il caso di una signora della provincia milanese, alla quale è toccato sborsare 256,17 euro - senza conteggiare le spese di gestione e i bolli - per soli quattro titoli: due tranche di Bot (totale, 16 mila euro) e due azioni italiane, Enel e Telecom. Il pacchetto di Enel era irrisorio: 262 titoli, per un controvalore di circa 1.800 euro. L’ex Lodi vi ha applicato la commissione standard di 75 euro: il 4,1%. Ironia della sorte più o meno quello che Enel aveva guadagnato in un anno. corriere economia |
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||