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Via all'Ops di Bbva, Bankitalia autorizza la corsa alla Bnl 2
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Via all'Ops di Bbva, Bankitalia autorizza la corsa alla Bnl |
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La Consob ieri notte ha annunciato di aver rilevato un patto nascosto tra Unipol e Deutsche Bank per rilevare la Bnl. Questo significa che l’Opa di Unipol dovrà essere lanciata al prezzo più alto pagato dalla banca tedesca per comprare azioni della Bnl, vale a dire 2,755 euro rispetto ai 2,7 iniziali rendendo così più cara e difficile l’Opa. |
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FILIPPO CAVAZZUTI
Le coop controllino cosa accade in Via Stalingrado ( f. fub.) I «banchieri rossi»? Per Filippo Cavazzuti ( foto ), già commissario Consob e senatore della sinistra indipendente, da giugno presidente della CariBologna, i soli di questo tipo sono quelli «rossi di vergogna per le loro malefatte». E’ ovviamente una battuta, ma anche il sintomo dell’insofferenza verso una tradizione. E che la discontinuità ci sia, si nota dal commento che Cavazzuti ha affidato al sito «lavoce.info». A difesa di Unipol dai critici interessati, ma con una messa in guardia. E’ falso che la scalata a Bnl tradisca lo spirito cooperativo, attacca l’economista. Ed è «strumentale» eccepire all’Opa perché i grandi azionisti Unipol non sono scalabili. No, taglia corto l’ex sottosegretario di Ciampi al Tesoro, il problema è altrove: «Nel piano industriale e finanziario» di Unipol. Perché se di scalate a debito ci sono esempi «in tutto il mondo», il problema è che poi occorrono i ricavi per sostenere quei debiti e intanto bisogna remunerare anche gli azionisti di minoranza. Tutti motivi per i quali servono amministratori «che facciano gli interessi di tutti i soci, non solo di chi li ha designati» e «non traggano vantaggi privati dalla loro posizione». Invece Unipol dà segni di essersi data un obiettivo troppo grosso. Cavazzuti ne mette in fila alcuni alcuni: Aurora (controllata da Unipol) ceduta in parte a Finsoe «per finanziare la scalata»; o quelle cooperative presenti in Holmo (che controlla Unipol tramite Finsoe) che comprano titoli Bnl da trasferire alla stessa Unipol. «E’ qui che deve entrare in gioco lo spirito della cooperazione», avverte l’economista. Ossia, la trasparenza. D’accordo Marcello Messori, il quale però avverte: l’impresentabilità dei «finanzieri ribaldi» non basta di per sé a nascondere le debolezze del «salotto buono». corriere della sera |
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«Unipol e Deutsche Bank, patto nascosto per Bnl» La Consob alza il prezzo dell’offerta a 2,755. Opa più cara e difficile per Consorte
MILANO - Nuova tegola per Giovanni Consorte e il suo piano di conquista di Bnl. La Consob ha rilevato l’esistenza di un patto tra Unipol e Deutsche Bank e imposto il rialzo del prezzo dell’offerta a 2,755 euro dagli attuali 2,7. Il provvedimento della Consob sposta di poco i termini dell’offerta (si tratta, per la compagnia bolognese, di un aggravio di 80 milioni su un’operazione da cinque miliardi), anche se rischia di dilatarne ancor più i tempi, ma accende un faro sui rapporti tra gli alleati. E, in particolare, sul ruolo della stessa banca tedesca guidata in Italia da Vincenzo De Bustis, risultata attiva in diverse partite finanziarie e il cui comportamento non era stato mai fino a ieri censurato da un’Autorità italiana. Da parte sua Deutsche Bank ha già fatto sapere che pur essendo in disaccordo con quanto sostenuto dalla Consob «continuerà a collaborare» con la Commissione e «non presenterà alcun ricorso per non danneggiare l’operazione, procrastinandone i tempi». Mentre Unipol si è limitata a «prendere atto» del verdetto di Lamberto Cardia riservandosi di «valutare la decisione nel chiaro convincimento di proteggere i nostri interessi». IL PIANO TECNICO - Sul piano tecnico, la Commissione ha motivato la delibera con una disattesa della cosiddetta best price rule , ovvero il principio di parità di trattamento fra i destinatari dell’offerta stabilito dalla legge. L’impegno dalla banca tedesca a non aderire all’Opa promossa da Unipol, né ad altre eventuali offerte concorrenti, può essere considerato un «accordo rilevante» poiché pone dei limiti al trasferimento di azioni della Bnl e quindi Deutsche Bank «è da considerarsi soggetto aderente ad un patto parasociale con Unipol». Secondo quanto gli investigatori di Lamberto Cardia hanno potuto ricostruire «anche grazie ai riscontri della cooperazione internazionale» alcuni acquisti di Bnl da parte di Deutsche Bank «sono avvenuti, in parte, a 2,755 euro per azione». Ne discende che «il prezzo dell’intera offerta pubblica di acquisto promossa da Unipol su Bnl dovrà essere adeguato al prezzo più alto pagato da Deutsche Bank per i titoli Bnl», vale a dire a 2,755 euro. ISTRUTTORIA FINITA - Si chiude così l’istruttoria avviata dalla Commissione cinque mesi fa, in contemporanea al sì condizionato al prospetto presentato dall’Unipol. Il nuovo prezzo d’Opa e la messa in chiaro dei rapporti con Deutsche Bank andranno ora inseriti nel supplemento informativo già in corso di scrittura da parte dell’Unipol e che necessiterà del nuovo via libera Consob. Quanto al resto dell’iter autorizzativo Banca d’Italia riceverà a breve il nuovo parere chiesto all’Isvap e potrà forse già entro la fine dell’anno far ripartire la procedura, sospesa l’8 dicembre in attesa del verdetto della Consob. Per il nuovo Governatore, è stato osservato da più parti, Unipol-Bnl sarà il primo banco di prova. Sempre che l’inchiesta della Procura di Roma non sparigli prima nuovamente le carte. Paola Pica corriere della sera |
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Bnl, Consob accerta patto rialzato il prezzo dell'Opa
ROMA - La strada di Unipol per la conquista della Bnl si fa sempre più in salita. Ed i tempi si allungano. Se vorrà conquistare Via Veneto infatti, la compagnia bolognese dovrà infatti sborsare oltre 75 milioni di euro in più d rispetto alla cifra inizialmente preventivata (oltre 5 miliardi di euro). La Consob ha infatti accertato l'esistenza un patto parasociale non dichiarato fra Unipol e Deutsche Bank e, di conseguenza, ha fissato il prezzo a 2,755 euro, in rialzo rispetto ai 2,7 euro inizialmente offerti da Via Stalingrado. Una decisione che la Commissione ha motivato con una disattesa della cosiddetta 'best price rule', ovvero il principio di parità di trattamento fra i destinatari dell' offerta stabilito dalla legge. "In sostanza - spiega la Commissione - è da ritenere contrario al principio di parità stabilito dalla legge che un soggetto che sta proponendo un'offerta a determinate condizioni rivolta a tutti gli azionisti, contemporaneamente acquisti da taluno di essi ad un prezzo maggiore; tale contrarietà è però sanabile tramite l'elevazione del prezzo di offerta ma se tale adeguamento non avviene si ha una violazione insanabile del principio di parità di trattamento e delle norme in materia di opa". Oltre ad intervenire direttamente sull'elemento prezzo, l'Autorità di piazza Verdi, con la sua decisione, allunga inevitabilmente i tempi di un'operazione che la compagnia assicurativa bolognese aveva preventivato partisse entro la fine di quest'anno. Alla luce del provvedimento Consob infatti, Unipol dovrà riscrivere il prospetto informativo e le Authority chiamate a valutare l'operazione (Isvap, Banca d'Italia e Antitrust) dovranno riesaminare tutte le carte, anche in considerazione dell'entrata in vigore del nuovo codice dell' assicurazioni ed in particolare della norma che assoggetta ad autorizzazione preventiva le acquisizioni di una compagnia in settori diversi da quello assicurativo. "Prendiamo atto e valuteremo la decisione della Consob nel chiaro convincimento di proteggere i nostri interessi", è stato il commento in tarda serata di fonti vicine ad Unipol, mentre ambienti vicini a Deutsche Bank hanno fatto sapere che, pur "non essendo d'accordo con la decisione della Consob" la banca tedesca "non farà appello per non posticipare l'Opa. Vogliamo andare avanti - proseguono le medesime fonti - Per noi era una transazione del tutto normale e continuiamo ad essere di supporto e collaborativi con la Consob e le autorità di vigilanza dei mercati". A complicare lo scenario poi, ci sono le posizioni giudiziarie del presidente ed ad di Unipol, Giovanni Consorte e del vice presidente Ivanio Sacchetti. La magistratura romana, che proprio per la scalata a Bnl li ha iscritti nel registro degli indagati, era infatti in attesa delle conside3razioni della Consob per proseguire nelle sue indagini. Prendono così corpo le voci che volevano, a breve, un interrogatorio di Consorte. 23/12/2005 - 22:18 Repubblica |
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Patto tra Unipol e Deutsche Bank
http://www.assinews.it/rassegna/arti...e241205ba3.pdf Consorte verso le dimissioni dopo l'interrogatorio http://www.assinews.it/rassegna/arti...e241205ba4.pdf |
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24 dicembre 2005
Per la compagnia di Consorte il maggior onere finanziario è di 80 milioni di euro. L´offerta costerà 2,755 euro invece di 2,7 Tegola Consob sull´Opa Unipol Imposto un rialzo del prezzo: patto con Deutsche Bank per Bnl ANDREA GRECO MILANO - La Consob impone a Giovanni Consorte di spendere di più, se vuole conquistare la Bnl: 2,755 euro, poco sopra i 2,70 offerti a metà luglio dai bolognesi. Dopo una riunione prolungata fino a tarda sera, la Commissione ha deciso che l´accordo tra Unipol e Deutsche Bank stipulato il 18 luglio, e finora rubricato come avente natura solo finanziaria, è da considerarsi invece un patto parasociale non dichiarato, «in quanto ha posto limiti al trasferimento delle azioni Bnl». Ne consegue un maggior onere finanziario da circa 80 milioni di euro per i bolognesi, e la responsabilità in solido del gruppo tedesco, qualora Consorte e le Coop – tenuti a un´offerta di carattere obbligatorio dopo l´acquisizione del 27% di Via Veneto in mano agli immobiliaristi – non potessero far fronte agli impegni. «Prendiamo atto e valuteremo la decisione della Consob, nel chiaro convincimento di proteggere i nostri interessi», è il commento a caldo di Unipol. Il prezzo iniziale, 2,7 euro, era già stato contestato dal cda di Bnl e dai rivali scalatori del Bilbao. Per questi ultimi, che hanno anche inoltrato un esposto al Tar in autunno sul tema del corrispettivo – e attendono la decisione sul merito per gennaio – il prezzo da chiedere sarebbe dovuto essere ancora più alto: 2,95 euro, il valore della massima transazione tra i bolognesi e lo stuolo di alleati da cui si sono fatti aiutare per l´ardimentosa scalata romana. La Consob ha invece applicato la best price rule solo a Deutsche Bank, che il 14 ottobre – tre mesi dopo gli accordi – eseguì una transazione di una manciata di azioni Bnl al prezzo di 2,755 euro, su strumenti derivati. Si chiude nel peggiore dei modi un´annata avara di soddisfazioni in Italia per il gruppo tedesco. Specie la filiale di Londra, molto attiva, in questa stagione finanziaria, pure negli affidamenti a Ricucci nella tentata scalata con Rcs e nel finanziamento dell´Opa di Fiorani su Antonveneta. «Non siamo d´accordo con la decisione della Consob e comunque non faremo appello per non posticipare l´Opa – commentano la decisione fonti di Deutsche Bank – per noi era una transazione del tutto normale». A Francoforte non si capisce, soprattutto, perché a ottobre, uscendo i prospetti d´Opa e dell´aumento di capitale Unipol, le autorità non abbiano avuto da eccepire sulla natura del "concerto" tra i bolognesi e i tedeschi, ora accertata ai sensi dell´articolo 42 del Regolamento emittenti. La decisione complica ulteriormente la già complessa operazione Roma per Unipol; tuttavia gli 80 milioni necessari a ritoccare il corrispettivo non dovrebbero essere il problema centrale per Consorte, che ha già esteso al 2006 con le banche finanziatrici garanzie per 4 miliardi di euro necessarie al pagamento dei titoli Bnl. L´offerta, con cui Unipol conta di incamerare circa la metà del capitale romano, dovrebbe costare circa 5 miliardi. La strada però è tutta in salita. Oltre agli intrecci giudiziari che vedono i manager delle assicurazioni emiliane coinvolti su più fronti accusatori, a Roma e a Milano, c´è un processo autorizzativo in piedi da cinque mesi e non ancora vicino a una conclusione, positiva o negativa che sia per Unipol. Ora la palla ritorna all´Isvap, cui la Banca d´Italia ha chiesto un bis informativo sull´ottemperanza alla nuova normativa dei conglomerati finanziari. A cavallo delle festività la vigilanza assicurativa dovrebbe tornare a esprimersi, poi il dossier più complesso degli ultimi anni tornerà a Via Nazionale, che ha ancora un paio di settimane per esprimersi. In caso affermativo, toccherebbe comunque a Unipol un ampliamento corposo del prospetto informativo dell´offerta, ormai "vecchio" di quattro mesi. Ieri a Piazza Affari Bnl è rimasta ferma in area 2,8 euro, comunque sopra il prezzo dell´Opa emiliana. Unipol invece ha continuato il suo recupero, ieri con un rialzo dello 0,64%. Più la salita romana si fa irta, più l´azione bolognese respira. Il Bbva prepara un´altra offerta anche il Sanpaolo alla finestra Entro febbraio le scelte del gruppo torinese: crescita attraverso le acquisizioni o valorizzazione dei propri asset VITTORIA PULEDDA MILANO - Mentre si complica di ora in ora la "scena primaria" Unipol-Bnl, sempre più insistentemente cominciano a proporsi le potenziali alternative. Partendo da un dato di fatto: ogni soluzione "italiana" per Via Veneto dovrà fare i conti con il ritorno in campo degli spagnoli del Bilbao, ipotesi che ogni ora di più si fortifica. Finora, si sono udite solo generiche e lontane dichiarazioni, finalizzate a monetizzare il 14,7% di Via Veneto e a investire la plusvalenza altrove, magari negli Stati Uniti. Tuttavia, si concretizza nelle file dei baschi una ben strutturata strategia di logoramento, fatta da una parte di esposti e denunce ai regolatori – Tar, Isvap e Bankitalia ne sono già stati investiti – dall´altra di paziente e rispettosa attesa degli eventi, mentre cadono uno dopo l´altro i protagonisti delle scalate estive e si indebolisce il rivale bolognese. Nei desk del Bilbao già si lavora a una seconda offerta, che se avesse gli stessi caratteri di quella di primavera (un titolo ogni cinque di Bnl) valuterebbe quasi 3 euro l´azione romana. Ma, appunto, c´è chi si interroga sulle possibili alternative. Una delle quali passa per Torino e vede scendere in campo il Sanpaolo. L´ipotesi non è scontata ma neppure peregrina, anche perché tra i due istituti potrebbe crearsi una contiguità "politica" di grande valore. Se infatti dovesse sfumare l´ipotesi Unipol-Bnl, traghettare la banca romana verso un istituto non del tutto estraneo all´area prodiana-diessina potrebbe essere la scelta più naturale. E siccome l´Mps è troppo schierato – e allo stesso tempo troppo poco propenso ad abbracciare fino in fondo Bnl – a qualcuno è venuto in mente che promuovere il Sanpaolo al rango di cavaliere bianco potrebbe essere una buona mossa. Dal punto di vista dell´istituto torinese, l´ipotesi è affascinante ma non priva di rischi. Dal lato dell´attivo c´è la crescita dimensionale – magari da dividere con qualcun altro, perché no proprio l´Mps nelle aree di sovrapposizione territoriale – mentre al passivo ci sono le duplicazioni di business (per esempio sulla clientela corporate) e la difficoltà di gestire un boccone impegnativo, lontano dalle logiche sabaude. All´interno della banca, le diverse anime si interrogano e cercano di prepararsi a un´eventuale chiamata alle armi. Perché lo stesso Sanpaolo ha componenti diverse: quella dell´amministratore delegato, Alfonso Iozzo, quella di Pietro Modiano e quella di Enrico Salza, ognuno con le proprie idee di sviluppo. Infine, all´interno del Sanpaolo si tratta di verificare qual è l´opzione più urgente di crescita, per vie esterne o attraverso la valorizzazione dell´esistente: quindi, l´asset management del Sanpaolo e Aip-Fideuram. Il tempo delle scelte potrebbe essere entro febbraio. http://www.assinews.it/rassegna/arti...241205ba2.html |
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24 dicembre 2005
Consorte rischia l´insider trading E i pm indagano sulla Vigilanza di Bankitalia, Frasca nel mirino ELSA VINCI ROMA - Le carte di Consob sono già in procura, quelle da Bakitalia continuano ad arrivare. La pm Perla Lori, che ha iscritto sul registro degli indagati per aggiotaggio informativo e ostacolo alle autorità di controllo il presidente dell´ Unipol, Giovanni Consorte, e il suo vice Ivano Sacchetti, ha disposto acquisizioni mirate sulla attività svolta dall´area vigilanza della Banca d´Italia. Ad aprire il filone di indagine è un esposto presentato dal presidente di Bnl, Luigi Abete, nel quale si denuncia il mancato rispetto dell´articolo 19 del testo unico bancario, che si riferisce alla necessità di un´autorizzazione della Banca d´Italia per un soggetto che intenda superare il 5 per cento nel capitale di un istituto di credito. L´autorità di vigilanza, recita il testo, «rilascia l´autorizzazione quando ricorrano condizioni atte a garantire una gestione sana e prudente della banca. L´autorizzazione può essere sospesa o revocata». Dunque i magistrati intendono analizzare gli atti autorizzativi della vigilanza di palazzo Koch che hanno consentito a Unipol di salire nel capitale di Bnl. Ma Consorte adesso rischia una nuova ipotesi di reato, quella di insider trading. Adesso si spiega l´interesse degli inquirenti per il lavoro dell´Isvap, organismo di controllo sulle assicurazioni. Si vuole indagare sulla capacità di Unipol di reggere, in termini finanziari e patrimoniali, l´acquisto di una banca più grande. E ancora si vuole capire se i manager di Unipol hanno comunicato in maniera trasparente tutti i dati che riguardano la compagnia. Nel mirino ci sono i voluminosi passaggi ai blocchi dei titoli Bnl tra giugno e agosto di quest´anno: movimenti azionari e di rastrellatori che potrebbero consentire di dimostrare la tesi della «premeditazione» dell´Opa Unipol prima che fosse confessata alla Consob e al mercato, con la regia della compagnia bolognese. La polizia valutaria sta ricostruendo gli acquisti. Nel mirino ci sono, ad esempio, pacchetti comprati il 30 giugno e il 4 luglio da Unipol e Aurora a un prezzo di 2,9 euro, ben sopra del prezzo di 2,7 euro proposto per l´Opa obbligatoria. Non è da escludere che in merito a questi movimenti azionari possa essere formulata l´accusa di insider trading. Giovanni Consorte dopo le feste sarà sentito dai pm milanesi che indagano sulla scalata ad Antonveneta, è iscritto per concorso in aggiotaggio. Poi toccherà convocarlo alla procura romana, che tra Natale e Capodanno ascolterà Sergio Billè di Confcommercio sul «saccheggio» dei fondi dell´associazione e sugli affari con l´immobiliarista Stefano Ricucci. Intanto la pm valuta se interrogare nell´ambito dell´inchiesta Unipol-Bnl Francesco Frasca, capo della vigilanza di Bankitalia, già sotto inchiesta per abuso d´ufficio con l´ex governatore Antonio Fazio per i "favori" all´ex ad della Bpi, Giampiero Fiorani. Fazio resta all´orizzonte anche nella vicenda Unipol. Dal monitoraggio disposto dalla procura, subito dopo gli interrogatori di funzionari della vigilanza, emerge un quadro diverso da quello ricostruito su Antonveneta. Il suo ruolo sembrerebbe più sfumato. Zulli: "Consorte e Tremonti non si sono mai incontrati" il caso MILANO - «Non ho mai parlato con Giulio Tremonti dell´operazione Unipol-Bnl». Claudio Zulli, commercialista e socio di Emilio Gnutti, aveva già precisato, nei mesi scorsi, i contenuti delle conversazioni con Giovanni Consorte intercettate dalla Guardia di Finanza. «Per quanto mi risulta – aveva detto ancora Zulli – il professor Tremonti non ha avuto alcun incontro con il presidente Consorte. Inoltre Tremonti non si è mai occupato dell´operazione Unipol-Bnl». Nelle telefonate intercettate, Zulli, in risposta alla richiesta di Consorte di incontrare Tremonti, rispondeva: «Il professore si è mosso, e ha fatto il tifo per voi». «Scherzano – prosegue poi il brogliaccio della Guardia di Finanza – dicendo che Tremonti capisce tutto, anche i soldi che Zulli gli deve dare». http://www.assinews.it/rassegna/arti...241205ba3.html |
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24 dicembre 2005
L’Opa Unipol sale a 2,75 euro Per Consob c’era il concerto La decisione della Commissione al termine di una riunione conclusa a tarda sera L’appoggio di Deutsche Bank costa a Consorte un ritocco al rialzo del prezzo È iniziata alle 19,30 la riunione degli uomini della Consob sulla delicata questione dell’Opa che Unipol ha lanciato su Bnl. E in tarda serata è arrivata la decisione finale: riconosciuto il concerto per l’operazione effettuata con Deutsche Bank su 49mila azioni Bnl e dunque il prezzo d’Opa dev’essere ritoccato a 2,755 euro dai 2,7 euro dell’offerta promossa dalla compagnia bolognese. Una decisione che di fatto rimanda al 2006 l’intera operazione, il cui iter dovrà ricominciare da capo. Il responso della Consob era atteso non solo dalla compagnia bolognese ma anche dalla Banca d’Italia che lo considera vincolante per riprendere la sua istruttoria. E anche dall’Isvap, cui martedì scorso si è nuovamente Via Nazionale per chiedere informazioni aggiuntive sul delicato dossier. Le risposte dell’istituto guidato da Giancarlo Giannini, da aggiungersi alle osservazioni già inviate alla Vigilanza lo scorso 30 novembre erano previste subito dopo Natale. Alla base dell’incremento del prezzo dell’offerta voluto da Consob c’è la convinzione che Deutsche Bank, il 14 ottobre scorso, a due mesi dall’avvio dell’Opa Unipol, eseguì un’operazione su 49mila azioni di Bnl a un prezzo leggermente superiore (2,755 euro) rispetto ai 2,7 euro stabiliti per l’offerta. Con questa motivazione e ritenuto Deutsche Bank soggetto aderente a un patto parasociale con Unipol, la transazione è stata giudicata rilevante ai fini dell’Opa comportando quindi un incremento del prezzo della stessa. Unipol aveva negato che gli accordi sottoscritti con Deutsche Bank, concretizzatisi in contratti derivati sul titolo Bnl, potessero configurare l’esistenza di un patto di sindacato. «Non c’è stato nessun patto segreto», hanno ribadito ieri da Bologna. Ora l’operazione dovrà ripartire da capo. Dovrà essere infatti riformulata l’offerta e dovrà essere presentato un nuovo prospetto informativo. Meno rilevanti appaiono invece le conseguenze sui conti della compagnia, comportando un ritocco del corrispettivo previsto inferiore a 80 milioni. Bnl è rimasta invece invariata a Piazza Affari, ferma ai 2,8 euro della vigilia. Gli operatori sono rimasti alla finestra in attesa delle comunicazioni dell’autorità di controllo guidata da Lamberto Cardia, arrivata però quando la Borsa era già chiusa. Anche gli scambi sono stati da clima prefestivo con 2,6 milioni di azioni passate di mano contro una media giornaliera che nell’ultimo mese è stata 7,7 milioni di titoli. Intanto, sul fronte delle indagini la Procura di Roma sta esaminando le migliaia di documenti giunti prima da Isvap e Consob e poi quelli relativi alle acquisizioni fatte dal Nucleo valutario della Guardia di Finanza, in Via Nazionale, il giorno dopo le dimissioni da governatore di Antonio Fazio mentre era in corso il Consiglio superiore della Banca centrale. Nel mirino dei magistrati ci sono alcuni comportamenti dei vertici di Bankitalia che, dopo il caso Antonveneta-Bpi, avrebbero manifestato giudizi discordanti nell’ambito dell’istruttoria sull’Opa lanciata da Unipol. E sempre in riferimento alle inchieste, ma questa volta nell’ambito della scalata a Banca Antonveneta, Consorte verrà interrogato la settimana prossima dai magistrati milanesi. http://www.assinews.it/rassegna/arti...m241205ba.html |
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L'offerta adesso è sotto lo scacco delle Authority
http://www.assinews.it/rassegna/arti...e271205un2.pdf La Lega coop prende le distanze http://www.assinews.it/rassegna/arti...e271205un3.pdf Gnutti: "Quei soldi a Consorte" http://www.assinews.it/rassegna/arti...e271205un4.pdf L'intreccio di interessi tra Brescia e Siena http://www.assinews.it/rassegna/arti...e271205un5.pdf |
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