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Vecchio 22-12-05, 08:48   #1 (permalink)
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Risarciti i clienti danneggiati dalla Bpi

«Risarciti i clienti danneggiati dalla Bpi» Sella: lo ha annunciato Gronchi. L’Abi si costituirà parte civile contro Fiorani, chiederà i danni
ROMA - «Noi non facciamo così». Il comportamento tenuto da Gianpiero Fiorani «non appartiene» alla classe dei banchieri. Che invece esprime la «massima esecrazione» e la «ferma condanna» per quanto hanno fatto i vertici della Banca Popolare messi sotto accusa dalla magistratura. Non si era mai vista un’Abi, l’associazione che riunisce le banche italiane, così aggressiva e il suo presidente, Maurizio Sella, così determinato nell’esprimere una presa di posizione contro qualcuno. Meno che mai contro un ex collega come Fiorani. «Il fatto è che non si era mai visto neanche un caso come quello della Bpi» spiega Sella, che ha in serbo un annuncio ancora più grosso che la presa di distanza dalle mosse dell’istituto di Lodi.

I RIMBORSI -«I clienti della Banca Popolare che avessero subito danni saranno rimborsati» dice riferendo l’impegno preso con l’Abi dall’attuale direttore generale di Bpi, Divo Gronchi, al quale i colleghi ieri hanno dato tutta la loro solidarietà per il compito che si è assunto. E poi «l’Abi si costituirà parte civile» nel processo contro Fiorani chiedendo il rimborso dei danni di reputazione e immagine che i suoi comportamenti hanno causato al sistema. Ma non basta. Saranno avviate sin da subito le procedure per sospendere la banca lodigiana dall’Associazione, aprendo un’istruttoria che terrà comunque conto «della discontinuità del nuovo gruppo dirigente» rispetto al vecchio. Insomma linea dura, per recuperare un po’ di immagine per la categoria dopo i colpi inferti dalla scoperta del «tesoretto» di Fiorani costruito anche ai danni di milioni di correntisti della ex Banca Popolare di Lodi. A deciderla è stato l’intero comitato esecutivo presente ieri al gran completo a Palazzo Altieri, dopo una intensa discussione trainata, a quanto riferisce chi vi ha partecipato, dagli amministratori delegati di Banca Intesa, Corrado Passera e di Capitalia, Matteo Arpe.


LA SOSPENSIONE - Ma l’Abi ieri ha preso altre importanti iniziative. Nella prima riunione dopo le dimissioni del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, il «massimo vigilante» come lo ha definito Sella, i banchieri hanno auspicato una rapida approvazione della legge sul risparmio. E si sono anche espressi a favore del passaggio della tutela della concorrenza bancaria all’Antitrust. In contrasto quindi con la linea che è stata sempre espressa proprio da Fazio.
I rappresentanti del sistema creditizio si sono detti anche favorevoli al cambiamento delle procedure di nomina del governatore («Nuovo governatore, nuove procedure, nuova legge del risparmio» ha osservato qualcuno) a patto però che la proposta del governo venga arricchita da un passaggio parlamentare. «Per bilanciare la scelta del governo e del capo dello Stato, nel caso in cui - e non è quello attuale - le due figure istituzionali siano espressione dello stesso sentire politico» ha osservato Sella. Quanto al successore di Fazio, il presidente dell’Abi, senza far nomi, ha auspicato la scelta di «una personalità di grande livello e di una riconosciuta statura internazionale, perché alla figura del governatore è connesso il buon giudizio sull'Italia».


IL MANDATO - Sull’uscita di scena di Fazio, invece, nessun commento. Sella ha quindi proseguito sulla linea del riserbo seguita durante tutta la vicenda. È stato lui stesso a spiegarne il motivo. «Per cinque mesi c'è stato un silenzio di garbo istituzionale e di potenziale conflitto di interessi» ha detto, ribadendo che «il presidente dell'associazione dei vigilati non esprime alcun giudizio sul vigilante». Sella ha quindi manifestato perplessità sulla nuova Commissione per la tutela del risparmio prevista nell’emendamento del governo alla legge.
Infine, il consiglio dell’Abi, che si è riunito subito dopo l’esecutivo, nel comunicato diffuso alla stampa, invita i legislatori a considerare l’ipotesi di allungare oltre i sei anni previsti dalla modifica del disegno di legge sul risparmio varata dal Consiglio dei ministri il mandato del governatore della Banca d’Italia, ma senza rinnovo. «Ciò -spiega una nota dell’Abi - per evitare condizionamenti nel periodo che precede l’eventuale secondo mandato». I banchieri del consiglio hanno inoltre «espresso dissenso sulle ultime ipotesi di modifiche del reato di falso in bilancio».


I RICORSI -Ma c’è ancora di più: ieri è stato deciso anche un altro affondo. Quello contro le Poste, accusate dal sistema delle banche, in sostanza, di concorrenza sleale. L’Abi ha infatti deciso di ricorrere alla Commissione europea contro la società attualmente presieduta da Vittorio Mincato, ex numero uno dell’Eni, puntando il dito contro la super-remunerazione, di poco inferiore al 4% e quindi «fuori mercato», riconosciuta dal Tesoro sulla provvista delle Poste per l’eccedenza non utilizzata quotidianamente. Inoltre, i banchieri protesteranno a Bruxelles anche contro l’esclusiva che hanno le Poste nel collocare i titoli di risparmio postale emessi dalla Cassa depositi e prestiti. «Si tratta di titoli come tutti gli altri e la Cassa è ormai privatizzata. Non c’è alcuna ragione per mantenere la disparità di trattamento» ha spiegato ancora Sella.
Stefania Tamburello
Corriere della Sera
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Vecchio 22-12-05, 09:42   #2 (permalink)
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RISPARMIO. Abi: "Ci costruiremo parte civile contro BPI"
21/12/2005 - 15:38


"L'Abi (Associazione delle banche italiane) si costituirà parte civile nei procedimenti che saranno eventualmente promossi contro la Banca popolare italiana che hanno provocato undanno d'immagine a tutto il sistema bancario italiano". Lo ha annunciato il presidente dell'Abi, Maurizio Sella, nel corso della conferenza stampa di fine d'anno, sottolineando che l'associazione procederà alla richiesta di rimborso per i danni subiti..

HC 2005 - redattore: SB

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=5045
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Vecchio 22-12-05, 14:05   #3 (permalink)
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21 dcembre 2005
«Gronchi: risarciremo i clienti danneggiati»



Il direttore generale di Bpi, Divo Gronchi, «risarcirà i clienti danneggiati»: ad annunciarlo è il presidente dell'Abi, Maurizio Sella. L'Associazione bancaria - ha spiegato - si costituirà parte civile nell'eventuale futuro processo che interesserà gli esponenti della banca lodigiana nei recenti scandali e chiederà un rimborso per i danni di reputazione e immagine che questi comportamenti hanno portato a tutto il sistema bancario.
«Esprimo la massima esecrazione e la ferma condanna per il comportamento dei vertici della Bpi», ha aggiunto Sella, che ha invitato comunque a distinguere i destini della banca da quelli delle persone, sottolineando che «la classe dei banchieri non si vede rispecchiata per nulla in questi comportamenti».
Il sole 24ore
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Vecchio 25-12-05, 17:39   #4 (permalink)
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Fate attenzione agli sciacalli

E' giunta notizia che truffatori, per importi minimi, contattino (come facciano non si sa) via email/telefono clienti BPI per proporre assistenza nel risarcimento per addebiti e commissioni fittizie, prelievi ad insaputa dei clienti etc...

Fate attenzione e denunciate eventuali truffe
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Vecchio 20-01-06, 09:35   #5 (permalink)
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La lettera Bpi, partono i rimborsi
Le banche del gruppo Bpi restituiranno lunedì gli addebiti caricati tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 dalla passata gestione Fiorani sui conti correnti dei clienti della banca. È quanto si apprende da Lodi, dove ieri il direttore generale dell’istituto, Divo Gronchi ha scritto ai correntisti. corriere
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