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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2003
Messaggi: 5,885
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Se Fallisce Una Banca Italiana
SE FALLISCE UNA BANCA ITALIANA , OGGI COME OGGI , CHE SUCCEDE A CHI HA UN DEPOSITO O UN C/C ?
VI PREGO DARE LUMI , PERCHE' SULLA NORMATIVA ATTUALE NON SONO AGGIORNATO..GRAZIE A TUTTI
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Dec 2005
Messaggi: 809
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Dipende dalle somme che hai in c/c: a memoria fino a 75.000€ esiste un fondo di garanzia che ti rimborsa la perdita, altrimenti sei perduto.
Se hai tempo puoi andare a vederti le istruzioni di vigilanza sul sito www.bancaditalia.it lì trovi tutta la normativa e le circolari relative. Vorrei cmq tranquillizzarti, generalmente si tende a "sistemare" situazioni scomode tramite acquisizioni e non chiedere la liquidazione coatta amministrativa della banca in crisi. |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2003
Messaggi: 5,885
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
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Il legislatore italiano ha recepito la direttiva con il D.L. del 4 Dic 1996 n° 659, in cui si prevede che il limite massimo di rimborso, richiamato dallo Statuto del FITD, non può essere inferiore a 103.291,38 Euro, per depositante.
http://www.fitd.it/index.htm Se il conto è acceso presso una bcc opera invece un fondi di garanzia diverso http://www.creditocooperativo.it/def...e=0&ilivello=0 |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2003
Messaggi: 5,885
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
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L’intervista/Alessandro Azzi (Federcasse) «Un fondo di garanzia per proteggere i clienti in banca»
E fficienza e protezione dal rischio: per tenersi stretto il cliente. Èla strada «manageriale» imboccata dalle banche del credito cooperativo (Bcc) per fare fronte alla concorrenza dei grandi istituti. Le piccole Bcc rafforzano l’offerta di prodotti finanziari. La fabbrica del gruppo, Aureo Gestioni, dal 10 luglio mette a disposizione anche i fondi a rendimento assoluto multimanager: «Abbiamo selezionato una ventina di case, andiamo a investire nei migliori fondi di terzi», dice il direttore generale, Giuseppe Malinverni. Da 26 fondi in titoli (che hanno reso, in media, meno del benchmark: 8,97% in un anno, contro il 9,88%), l’offerta, dopo un accorpamento dei fondi specializzati, passa infatti a 12: otto fondi comuni, fra cui due total return e, novità, quattro fondi di fondi. Ma, soprattutto, le Bcc stanno varando un «fondo di protezione della clientela» che garantisce tutti i creditori della banca, dai correntisti agli enti istituzionali: chiunque abbia un credito con la banca, insomma, se la banca fallisce, non perde quattrini. «Chi va in crisi viene garantito dagli altri istituti», dice Alessandro Azzi, presidente di Federcasse. Che raduna 439 banche di credito cooperativo e casse rurali, con 3.617 sportelli. Cioè il 55,5% delle banche italiane - una su due -e l’11% degli sportelli. Una fetta seminascosta del sistema: «Siamo andati a presentare il credito cooperativo ad Antonio Catricalà, presidente Antitrust, per dare maggiore visibilità - dice Azzi -. Siamo più vitali del sistema: l’anno scorso abbiamo avuto una raccolta diretta per 102,7 miliardi, ?8,8% contro il ?8% delle altre banche. E impieghi per 84,8 miliardi: ?11% contro il ?7,8% del resto del credito. Ora puntiamo all’efficienza dei prodotti». Perché? Il risiko bancario dei grandi gruppi vi minaccia? «Al contrario. Noi siamo avvantaggiati su un fronte, quello delle relazioni: l’identità è la nostra forza, lì la concorrenza è in affanno. I processi di concentrazione tendono a omologare il rapporto bancario: ci hanno quindi facilitato sia con le famiglie sia con le imprese. Però siamo svantaggiati sul fronte delle economie di scala: siamo 440 soggetti, con volumi ampi da gestire. Perciò abbiamo cercato l’efficienza investendo sulle fabbriche di prodotto e servizio. Non basta più l’intermediazione, servono strumenti finanziari sofisticati. Così anche una minuscola Bcc lombarda può sopravvivere». I correntisti delle piccole aumentano? Sì, lo dice Bankitalia: il numero dei conti correnti negli ultimi due anni si è ridotto dell’8,2% nelle maggiori banche ma è aumentato dell’8,3% nelle minori. Qualcuno sostiene che non è merito nostro, ma demerito degli altri». Però anche voi avete aumentato i costi... «Quando la situazione economica delle famiglie non è brillante, avere un rapporto di partnership con la banca è altrettanto importante delle commissioni che si pagano sul conto». Lo pensano anche le Popolari. «Sì, ma le Popolari sono meno numerose e più grandi. Noi l’opposto. Abbiamo problemi e soluzioni diversi. Per noi fare sistema è indispensabile». Uno scandalo-Lodi avrebbe potuto scoppiare in una Bcc? «Non sto a dire che siamo tutti senza colpe. Ma noi abbiamo tutele diverse, come il fondo di garanzia degli obbligazionisti, lanciato l’anno scorso. Le Bcc garantiscono le obbligazioni da loro emesse per 14,8 miliardi di euro: siamo gli unici in Italia. Ora estenderemo questa garanzia dalle obbligazioni ad altri prodotti emessi dalla banca, con un fondo istituzionale di protezione della clientela. Sono in corso le procedure. Grazie a questo fondo, contiamo di ottenere un rating entro fine anno: le agenzie come Standard & Poor’s e Fitch valutano le garanzie incrociate elementi di stabilità». Un voto di qualità. A che vi serve? «Potremo approvvigionarci di provvista anche sui mercati internazionali, a condizioni migliori. Pagare di meno il denaro, insomma. E fare più prestiti a famiglie e imprese». Il nuovo business. «Un servizio in più». ALESSANDRA PUATO corriere |
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