![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|||||||
| Registrazione | Blog | FAQ | Gruppo sociale | Calendario | Cerca | I messaggi di oggi | Segna i forum come già letti |
![]() |
|
|
Strumenti discussione | Valuta discussione | Modalità visualizzazione |
|
|
#1 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Antitrust sanziona Ania per intesa restrittiva concorrenza
Antitrust sanziona Ania per intesa restrittiva concorrenza
antitrust 12/12/2005 - 15:50 L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato che l'Ania, Associazione nazionale delle imprese assicurative, ha posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell'entità dei risarcimenti per danni a cose. La sanzione comminata è pari a 2 milioni di euro. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 30 novembre 2005, ha deliberato che l'Ania, Associazione nazionale delle imprese assicurative, ha posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell'entità dei risarcimenti per danni a cose. La sanzione comminata, che tiene conto della gravità e della durata dei comportamenti, è pari a 2 milioni di euro. L'Ania dovrà inoltre interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate adottando le misure ritenute più idonee che dovranno essere comunicate all'Autorità entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento. Nell'ambito della stessa istruttoria l'Autorità ha anche stabilito che l'Ania e le Associazioni dei periti assicurativi, attraverso l'accordo sulle tariffe delle prestazioni, hanno attuato un'intesa restrittiva della concorrenza, violando l'articolo 81 del Trattato Ce. Per questa seconda intesa la sanzione è di 200.000 euro per l'Ania, 1.000 euro, rispettivamente per Aicis (Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale) e Snapis (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Infortunistica Stradale,), 800 euro per Cnpi (Consiglio Nazionale Periti Industriali). Non sono state invece previste sanzioni per Snapi (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Industriali), Snapia (Sindacato Nazionale Periti Industriali Assicurativi) e Uipa (Unione Italiana Periti Assicurativi): pur avendo partecipato all'intesa queste associazioni non hanno sostanzialmente registrato negli ultimi anni entrate associative sulle quali poter calcolare la sanzione. L'istruttoria era stata avviata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 15 luglio 2004, per valutare la restrittività dell'accordo stipulato nel 2003 tra l'Ania e le associazioni peritali maggiormente rappresentative sul territorio nazionale, che definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi da parte delle imprese di assicurazione che le modalità ed i criteri di accertamento dei danni. In particolare l'accordo prevedeva l'utilizzazione di un modulo standard predisposto dall'associazione e l'applicazione dei parametri di costo delineati dall'Accordo Ania-carrozzieri, quali prezzi dei pezzi di ricambio originali (se utilizzati), tempi di riparazione e sostituzione delle autovetture, nonché costi della manodopera. Dalle risultanze istruttorie sono dunque emerse due diverse e separate intese restrittive, sia pur tra loro collegate. La prima è relativa appunto alle tariffe per le prestazioni peritali, la seconda riguarda le modalità e i criteri di determinazione dei risarcimenti per danni a cose. HC 2005 - redattore: NZ http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=4801 |
|
|
|
|
|
#2 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
COMUNICATO STAMPA
SANZIONE DI 2 MLN DI EURO ALL'ANIA PER INTESA RESTRITTIVA DELLA CONCORRENZA Favoriti criteri uniformi nella determinazione dei costi per danni a cose. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 30 novembre 2005, ha deliberato che l'Ania, Associazione nazionale delle imprese assicurative, ha posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell'entità dei risarcimenti per danni a cose. La sanzione comminata, che tiene conto della gravità e della durata dei comportamenti, è pari a 2 milioni di euro. L'Ania dovrà inoltre interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate adottando le misure ritenute più idonee che dovranno essere comunicate all'Autorità entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento. Nell'ambito della stessa istruttoria l'Autorità ha anche stabilito che l'Ania e le Associazioni dei periti assicurativi, attraverso l'accordo sulle tariffe delle prestazioni, hanno attuato un'intesa restrittiva della concorrenza, violando l'articolo 81 del Trattato Ce. Per questa seconda intesa la sanzione è di 200.000 euro per l'Ania, 1.000 euro, rispettivamente per Aicis (Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale) e Snapis (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Infortunistica Stradale,), 800 euro per Cnpi (Consiglio Nazionale Periti Industriali). Non sono state invece previste sanzioni per Snapi (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Industriali), Snapia (Sindacato Nazionale Periti Industriali Assicurativi) e Uipa (Unione Italiana Periti Assicurativi): pur avendo partecipato all'intesa queste associazioni non hanno sostanzialmente registrato negli ultimi anni entrate associative sulle quali poter calcolare la sanzione. L'istruttoria era stata avviata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 15 luglio 2004, per valutare la restrittività dell'accordo stipulato nel 2003 tra l'Ania e le associazioni peritali maggiormente rappresentative sul territorio nazionale, che definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi da parte delle imprese di assicurazione che le modalità ed i criteri di accertamento dei danni. In particolare l'accordo prevedeva l'utilizzazione di un modulo standard predisposto dall'Ania e l'applicazione dei parametri di costo delineati dall'Accordo Ania-carrozzieri, quali prezzi dei pezzi di ricambio originali (se utilizzati), tempi di riparazione e sostituzione delle autovetture, nonché costi della manodopera. Dalle risultanze istruttorie sono dunque emerse due diverse e separate intese restrittive, sia pur tra loro collegate. La prima è relativa appunto alle tariffe per le prestazioni peritali, la seconda riguarda le modalità e i criteri di determinazione dei risarcimenti per danni a cose. Roma, 12 dicembre 2005 |
|
|
|
|
|
#3 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
ANTITRUST: CERCHIAI, PROVVEDIMENTO SORPRENDENTE
CHE IMPUGNEREMO DAVANTI AL TAR Roma, 12 dicembre 2005 - “Un provvedimento sorprendente e obiettivamente privo di fondamento, che dovremo necessariamente impugnare davanti al TAR”. Così il Presidente dell’ANIA Fabio Cerchiai commenta a caldo la decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di sanzionare l’Associazione per presunte violazioni della normativa antitrust in materia di determinazione dell’entità dei risarcimenti per danni a cose. L’istruttoria dell’AGCM, che ha preso l’avvio un anno e mezzo fa, aveva come oggetto l’accordo ANIA/Organizzazioni dei Periti automobilistici per la determinazione delle tariffe di questi professionisti, quando essi lavorano per le imprese di assicurazione. Si trattava in sostanza di un accordo nazionale di lavoro, non diverso da tanti altri, peraltro previsto da una legge (n.166/1992) che, una volta entrata in vigore, doveva essere necessariamente rispettata dai destinatari. L’ANIA e le associazioni peritali sono state dunque sanzionate per aver ottemperato ad un obbligo di legge. Peraltro, in caso di mancato accordo, la legge prevedeva che le tariffe fossero fissate dai pubblici poteri, con il rischio di ulteriori lievitazioni dei costi. Sul piano generale, ci sfugge la logica di fondo sottesa all’intero ragionamento dell’AGCM: quasi che l’ANIA avesse interesse a mantenere alto il costo dei risarcimenti !! La verità è che, ovviamente, l’ANIA ha sempre cercato in tutti i modi di contribuire a tenere sotto controllo il costo dei risarcimenti perché questo è nell’interesse delle imprese e perché solo in questo modo è possibile contenere la dinamica dei prezzi delle polizze. A questo scopo era stato concepito, nell’ormai lontano 1992, anche l’accordo con i carrozzieri, tendente a fissare i tempi di riparazione dei veicoli e il relativo costo orario, accordo che, a giudizio dell’Autorità, continuerebbe tuttora ad esercitare i suoi effetti sul mercato. Quando, nel 2003, al termine di un’apposita indagine conoscitiva, l’AGCM espresse dei semplici dubbi sull’utilità dell’accordo con i carrozzieri, l’ANIA, senza esservi tenuta, disdettò l’accordo stesso, pur nella consapevolezza, divenuta poi realtà, che ciò avrebbe portato ad una crescita dei costi di riparazione dei veicoli. E’ ovvio, infatti, che in assenza di strumenti di riferimento oggettivi e generalizzati per la determinazione del costo delle riparazioni, ogni carrozziere, insindacabilmente scelto dal danneggiato, è libero di fissare i prezzi che vuole senza che gli assicuratori possano opporvisi, essendo essi obbligati, per legge, a provvedere al risarcimento integrale dei danni. In queste condizioni, non si capisce quale concorrenza possa instaurarsi fra i carrozzieri e fra gli assicuratori, mentre è evidente che l’assenza di parametri oggettivi per la valutazione dei costi non può che tradursi in un aumento del contenzioso con i danneggiati. Dopo la disdetta dell’accordo con i carrozzieri, l’ANIA decise di cedere a terzi il restante complesso di queste attività; il cessionario è stato scelto tra i soggetti che più professionalmente e in piena indipendenza di giudizio si occupano dei problemi del mercato automobilistico. Si tratta dell’editoriale DOMUS, editore della rivista Quattroruote, da sempre impegnata a tutela degli automobilisti e spesso in polemica col mondo assicurativo. Riteniamo che questa cessione di attività, perfezionata prima che fosse aperta l’istruttoria, non sia stata adeguatamente considerata dall’AGCM. Ci sembra comunque necessario sottolineare che né la Commissione Europea né le altre Autorità antitrust nazionali hanno mai contestato analoghe attività svolte dagli assicuratori europei finalizzate a dare obiettività e certezza ai processi di liquidazione dei sinistri, con vantaggio per i consumatori. “Non resta, conclude il Presidente Cerchiai, che affidarsi al controllo di legittimità del provvedimento da parte dell’Autorità giudiziaria, convinti che in quella sede sarà possibile ricostruire serenamente l’intera vicenda e far venire alla luce i vizi formali e sostanziali che inficiano la decisione dell’AGCM”. da comunicato di stampa dell'ANIA |
|
|
|
|
|
#4 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Sanzionati anche periti e consulenti di infortunistica stradale
Antitrust: multa di 2 milioni di euro all'Ania «Ha posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza favorendo la diffusione di parametri uniformi per i risarcimenti» ROMA - L'Antitrust ha inflitto all'Ania una multa di 2 milioni di euro per aver posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza «favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell'entità dei risarcimenti per danni a cose». COORDINAMENTO - L'Ania, afferma l'Autorità garante della concorrenza in una nota, «dovrà inoltre interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate adottando le misure ritenute più idonee che dovranno essere comunicate all'Autorità entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento». Nell'ambito della stessa istruttoria, l'Autorità ha inoltre stabilito che l'Ania e le associazioni dei periti assicurativi, attraverso l'accordo sulle tariffe delle prestazioni, «hanno attuato un'intesa restrittiva della concorrenza, violando l'articolo 81 del Trattato Ce». Per questa seconda intesa la sanzione è di 200.000 euro per l'Ania, 1.000 euro rispettivamente per Aicis (Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale) e Snapis (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Infortunistica Stradale,), 800 euro per Cnpi (Consiglio Nazionale Periti Industriali). Non sono state invece previste sanzioni per Snapi (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Industriali), Snapia (Sindacato Nazionale Periti Industriali Assicurativi) e Uipa (Unione Italiana Periti Assicurativi): «pur avendo partecipato all'intesa - spiega l'Autorità - queste associazioni non hanno sostanzialmente registrato negli ultimi anni entrate associative sulle quali poter calcolare la sanzione». ISTRUTTORIA - L'istruttoria era stata avviata dal Garante il 15 luglio 2004, per valutare la restrittività dell'accordo stipulato nel 2003 tra l'Ania e le associazioni peritali maggiormente rappresentative sul territorio nazionale, che definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi da parte delle imprese di assicurazione che le modalità ed i criteri di accertamento dei danni. In particolare, ricorda l'Antitrust, l'accordo prevedeva l'utilizzazione di un modulo standard predisposto dall'Ania e l'applicazione dei parametri di costo delineati dall'accordo Ania-carrozzieri, quali prezzi dei pezzi di ricambio originali (se utilizzati), tempi di riparazione e sostituzione delle autovetture, nonchè costi della manodopera. «Dalle risultanze istruttorie - conclude l'Autorità - sono dunque emerse due diverse e separate intese restrittive, sia pur tra loro collegate. La prima è relativa appunto alle tariffe per le prestazioni peritali, la seconda riguarda le modalità e i criteri di determinazione dei risarcimenti per danni a cose». 12 dicembre 2005 corriere |
|
|
|
|
|
#5 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Rc auto, multa alle assicurazioni
http://www.assinews.it/rassegna/arti...le131205rc.pdf |
|
|
|
|
|
#6 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
13 dicembre 2005
Puniti gli accordi pregressi con periti e carrozzieri sui costi delle riparazioni Rc auto, compagnie multate per le tariffe dei risarcimenti L´Antitrust chiede 2 milioni all´Ania: concorrenza violata I consumatori all´attacco: servono consulenti "terzi" scelti dagli assicurati LUCIO CILLIS ROMA - Le compagnie assicuratrici entrano di nuovo nel mirino dell´Antitrust che punisce per la prima volta direttamente l´Ania, con una sanzione di 2,2 milioni di euro. Secondo l´Autorità presieduta da Antonio Catricalà, l´associazione che rappresenta il mondo assicurativo ha dato vita «ad un´intesa restrittiva della concorrenza, favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell´entità dei risarcimenti per danni». In sostanza, la lente del Garante ha messo a fuoco la raccolta dei dati messa in atto dall´Ania relativa ai costi dei ricambi, ai tempi di lavoro dei carrozzieri e al complesso delle riparazioni sulle auto. Un sistema che, a detta dell´Authority, ha segnato la strada a tutte le compagnie dando un colpo secco alla concorrenza nel settore. Per questo, l´Antitrust ha stabilito una sanzione pari a 2 milioni di euro. Il secondo intervento riguarda l´Ania e le associazioni dei periti assicurativi che «attraverso l´accordo sulle tariffe delle prestazioni, hanno attuato un´intesa restrittiva della concorrenza», violando l´articolo 81 del trattato comunitario. In questo caso l´ammenda è pari a 200.000 euro per l´Ania, 1.000 euro per Aicis e Snapis, 800 euro per Cnpi. Nessuna sanzione, invece, per Snapi, Snapia e Uipa. L´istruttoria era stata avviata nel luglio 2004, per valutare il patto stipulato l´anno prima tra l´Ania e le associazioni dei consulenti. Un accordo che definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi dalle imprese, sia le modalità ed i criteri di accertamento dei danni: «In particolare - spiega l´Antitrust - l´accordo prevedeva l´utilizzazione di un modulo standard predisposto dall´Ania e l´applicazione dei parametri di costo delineati dall´accordo Ania-carrozzieri - saltato due anni fa - come i prezzi dei pezzi di ricambio originali, i tempi di riparazione e di sostituzione delle autovetture, nonché i costi della manodopera». Altro caso quello dei listini dei periti pattuito con l´Ania. Questa intesa prevedeva per i danni fino a 15.500 euro l´applicazione di una percentuale a favore dei consulenti compresa tra l´1,7% e l´1,9%. Oltre i 15.500 euro e fino a 25.000 euro, la percentuale applicata era compresa tra l´1,2% e l´1,4% mentre al di sopra dei 25.000 euro, la quota riservata ai periti andava dall´1% all´1,2%. In sostanza una politica dei prezzi controllati che non avrebbe lasciato alcun margine alla libera contrattazione delle perizie che, ricordiamo, rappresentano una voce significativa dei costi di liquidazione: nell´esercizio 2002 queste spese pesavano per il 6,5% degli importi. Su un totale di 12 mila miliardi di euro le spese di liquidazione ammontavano quindi a 790 milioni. Diverse le reazioni al provvedimento. L´Ania, col presidente Fabio Cerchiai parla di «una misura sorprendente e obiettivamente priva di fondamento, che sarà impugnata davanti al Tar. L´istruttoria dell´Antitrust aveva come oggetto l´accordo con i periti, in sostanza un accordo nazionale di lavoro, non diverso da tanti altri. La verità - aggiunge Cerchiai - è che l´Ania ha sempre cercato in tutti i modi di contribuire a tenere sotto controllo il costo dei risarcimenti perché questo è nell´interesse delle imprese e perché solo in questo modo è possibile contenere la dinamica dei prezzi delle polizze». I periti, dal canto loro si dicono «esterrefatti». Tra i consumatori, l´Adiconsum rilancia la proposta «del perito terzo indipendente, scelto dall´automobilista» mentre l´Intesaconsumatori, «chiede all´Ania il risarcimento dei danni e l´apertura di procedimenti disciplinari, compresa la cancellazione dall´albo, per i periti che hanno dato vita alle infrazioni riscontrate dall´Antitrust». http://www.assinews.it/rassegna/arti...131205ba3.html |
|
|
|
|
|
#7 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
13 dicembre 2005
Sanzione dell'Antitrust da 2 mln di euro. Cerchiai: impugneremo al Tar. Ania, violata la concorrenza sui risarcimenti danni a cose L'Antitrust ha inflitto una sanzione da 2 milioni di euro all'Ania per aver posto in essere ´un'intesa restrittiva della concorrenza'. La decisione di multare l'Ania (associazione nazionale imprese assicurative) è stata presa nella riunione del 30 novembre. L'Ania, secondo l'Authority, ha posto in essere un'intesa anti-concorrenziale ´favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell'entità dei risarcimenti per danni a cose'. La sanzione, prosegue la nota, ´tiene conto della gravità e della durata dei comportamenti'. Inoltre l'Ania ´dovrà interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate adottando le misure ritenute più idonee che dovranno essere comunicate all'Autorità entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento'. Nell'ambito della stessa istruttoria l'Antitrust ha anche stabilito che l'Ania e le associazioni di periti assicurativi, attraverso l'accordo sulle tariffe delle prestazioni hanno attuato un'intesa restrittive della concorrenza, violando l'articolo 81 del Trattato Ce. Per questa seconda intesa, informa l'Antitrust, la sanzione è di 200 mila euro per l'Ania e 1000 euro rispettivamente per Aicis (Associazione italiana consulenti infortunistica stradale) e Snapis (Sindacato nazionale autonomo periti infortunistica stradale), 800 euro per Cnpi (Consiglio nazionale periti industriali), mentre non sono state comminate sanzioni a carico di Snapi (Sindacato nazionale autonomo periti industriali), Snapia (Sindacato nazionale periti industriali assicurativi) e Uipa (Unione italiana periti assicurativi) che ´pur avendo partecipato all'intesa non hanno sostanzialmente registrato negli ultimi anni entrare associative sulle quali poter calcolare al sanzione'. Infine, l'istituzione guidata da Antonio Catricalà ricorda che l'istruttoria era stata avviata il 15 luglio 2004 per valutare l'accordo stipulato nel 2003 tra Ania e associazioni peritali che ´definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi da parte delle imprese di assicurazione che le modalità e i criteri di accertamento dei danni'. In particolare tale accordo prevedeva ´l'utilizzazione di un modulo standard predisposto dall'Ania e l'applicazione dei parametri di costo delineati dall'accordo Ania-carrozzieri, quali prezzi dei ricambi originali (se utilizzati), tempi di riparazione e sostituzione delle autovetture, nonché costi della manodopera'. Le intese anti-concorrenziale, dunque, sono due ´diverse e separate, sia pure tra loro collegate': la prima riguarda le tariffe delle prestazioni peritali, la seconda riguarda le modalità e i criteri di determinazione dei risarcimenti per danni a cose.Pronta la replica del presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai che ha definito il provvedimento dell'Antitrust ´ sorprendente e obiettivamente privo di fondamento'. Cerchiai ha annunciato quindi che la questione darà impugnata davanti al Tar. ´L'istruttoria dell'Antitrust, che ha preso l'avvio un anno e mezzo fa' ha sottolineato ´aveva come oggetto l'accordo Ania/organizzazioni dei periti automobilistici per la determinazione delle tariffe di questi professionisti, quando essi lavorano per le imprese di assicurazione. Si trattava in sostanza di un accordo nazionale di lavoro, non diverso da tanti altri, peraltro previsto da una legge (n.166/1992) che, una volta entrata in vigore, doveva essere necessariamente rispettata dai destinatari. L'Ania e le associazioni peritali sono state dunque sanzionate per aver ottemperato ad un obbligo di legge. Peraltro, in caso di mancato accordo, la legge prevedeva che le tariffe fossero fissate dai pubblici poteri, con il rischio di ulteriori lievitazioni dei costi'. http://www.assinews.it/rassegna/arti...o131205ba.html |
|
|
|
|
|
#8 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Antitrust: multa da 2 milioni di euro all’ANIA
14/12/2005 Cerchiai, provvedimento sorprendente che impugneremo davanti al Tar Due milioni di euro. È la sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato all’Ania per aver posto in essere “un’intesa restrittiva della concorrenza favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell’entità dei risarcimenti per danni a cose”. Oltre alla multa l’Ania si è anche vista recapitare una diffida per il futuro. In questo modo è giunta a conclusione l’istruttoria avviata il 15 luglio 2004, che ha preso in esame l’accordo stipulato nel 2003 tra l’Ania e le principali associazioni peritali che definiva sia il valore dei compensi corrisposti ai periti assicurativi da parte delle imprese di assicurazione che le modalità e i criteri di accertamento dei danni. Secondo quanto deliberato dall’Antitrust l’Ania dovrà interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate e comunicare, entro i prossimi 90 giorni, le misure che intende adottare. La stessa istruttoria ha anche appurato che attraverso l’accordo sulle tariffe delle prestazioni l’Ania e le Associazioni dei periti assicurativi hanno attuato un’intesa restrittiva della concorrenza, violando l’articolo 81 del Trattato Cee. “Per questa seconda intesa – spiega una nota dell’Antitrust – la sanzione è di 200.000 euro per l’Ania, 1.000 euro, rispettivamente per Aicis (Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale) e Snapis (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Infortunistica Stradale), 800 euro per Cnpi (Consiglio Nazionale Periti Industriali). Non sono state invece previste sanzioni per Snapi (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Industriali), Snapia (Sindacato Nazionale Periti Industriali Assicurativi) e Uipa (Unione Italiana Periti Assicurativi) che pur avendo partecipato all’intesa non hanno sostanzialmente registrato negli ultimi anni entrate associative sulle quali poter calcolare la sanzione”. I parametri dell’accordo prevedevano l’utilizzazione di un modulo standard predisposto dall’Ania e l’applicazione dei parametri di costo delineati dall’accordo Ania-carrozzieri, quali prezzi dei pezzi di ricambio originali, tempi di riparazione e sostituzione delle autovetture e i costi di manodopera. Dalle risultanze istruttorie sono dunque emerse due diverse e separate intese restrittive, sia pur tra loro collegate. La prima è relativa appunto alle tariffe per le prestazioni peritali, la seconda riguarda le modalità e i criteri di determinazione dei risarcimenti per danni a cose. Immediata la replica del Presidente dell’ANIA Fabio Cerchiai che definisce la decisione dell’AGCM “Un provvedimento sorprendente e obiettivamente privo di fondamento, che dovremo necessariamente impugnare davanti al Tar”. In una nota, l’Associazione sottolinea come l’accordo ANIA/Organizzazioni dei Periti automobilistici fosse in sostanza «un accordo nazionale di lavoro, non diverso da tanti altri, peraltro previsto da una legge (n.166/1992) che, una volta entrata in vigore, doveva essere necessariamente rispettata dai destinatari.» L’ANIA e le associazioni peritali sarebbero dunque state sanzionate per aver ottemperato ad un obbligo di legge. Peraltro, in caso di mancato accordo, la legge prevedeva che le tariffe fossero fissate dai pubblici poteri, con il rischio, commenta l’ANIA, di ulteriori lievitazioni dei costi. «Sul piano generale, ci sfugge la logica di fondo sottesa all’intero ragionamento dell’AGCM: quasi che l’ANIA avesse interesse a mantenere alto il costo dei risarcimenti!! La verità è che, ovviamente, l’ANIA ha sempre cercato in tutti i modi di contribuire a tenere sotto controllo il costo dei risarcimenti perché questo è nell’interesse delle imprese e perché solo in questo modo è possibile contenere la dinamica dei prezzi delle polizze. A questo scopo era stato concepito, nell’ormai lontano 1992, anche l’accordo con i carrozzieri, tendente a fissare i tempi di riparazione dei veicoli e il relativo costo orario, accordo che, a giudizio dell’Autorità, continuerebbe tuttora ad esercitare i suoi effetti sul mercato. Quando, nel 2003, al termine di un’apposita indagine conoscitiva, l’AGCM espresse dei semplici dubbi sull’utilità dell’accordo con i carrozzieri, l’ANIA, senza esservi tenuta, disdettò l’accordo stesso, pur nella consapevolezza, divenuta poi realtà, che ciò avrebbe portato ad una crescita dei costi di riparazione dei veicoli. È ovvio, infatti, che in assenza di strumenti di riferimento oggettivi e generalizzati per la determinazione del costo delle riparazioni, ogni carrozziere, insindacabilmente scelto dal danneggiato, è libero di fissare i prezzi che vuole senza che gli assicuratori possano opporvisi, essendo essi obbligati, per legge, a provvedere al risarcimento integrale dei danni. In queste condizioni, non si capisce quale concorrenza possa instaurarsi fra i carrozzieri e fra gli assicuratori, mentre è evidente che l’assenza di parametri oggettivi per la valutazione dei costi non può che tradursi in un aumento del contenzioso con i danneggiati. Dopo la disdetta dell’accordo con i carrozzieri, l’ANIA decise di cedere a terzi il restante complesso di queste attività; il cessionario è stato scelto tra i soggetti che più professionalmente e in piena indipendenza di giudizio si occupano dei problemi del mercato automobilistico. Si tratta dell’editoriale DOMUS, editore della rivista Quattroruote, da sempre impegnata a tutela degli automobilisti e spesso in polemica col mondo assicurativo. Riteniamo che questa cessione di attività, perfezionata prima che fosse aperta l’istruttoria, non sia stata adeguatamente considerata dall’AGCM. Ci sembra comunque necessario sottolineare che né la Commissione Europea né le altre Autorità antitrust nazionali hanno mai contestato analoghe attività svolte dagli assicuratori europei finalizzate a dare obiettività e certezza ai processi di liquidazione dei sinistri, con vantaggio per i consumatori. » “Non resta – conclude il Presidente Cerchiai – che affidarsi al controllo di legittimità del provvedimento da parte dell’Autorità giudiziaria, convinti che in quella sede sarà possibile ricostruire serenamente l’intera vicenda e far venire alla luce i vizi formali e sostanziali che inficiano la decisione dell’AGCM”. http://www2.assinews.it:8080/testi/v...141205com.html |
|
|
|
|
|
#9 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
15 dicembre 2005
Frignani: «Con la multa all’Ania colpito l’utente» «Nessuno vuole più assicurarmi la macchina, speriamo almeno che i consumatori mi vogliano bene», con questa battuta Antonio Catricalà ha commentato la multa di 2 milioni che l’Antitrust ha comminato all’Ania lunedì scorso con l’accusa di aver stabilito le tariffe dei risarcimenti firmando un accordo con i carrozzieri. Ma quanto dovrebbero essergli grati i consumatori? Ben poco a sentire l’opinione di Aldo Frignani, professore ordinario di Diritto delle comunità europee a Torino ed esperto in diritto della concorrenza. «In questa vicenda gli assicurati e l’Ania sono dalla stessa parte - dice Frignani - lo scopo che perseguiva l’associazione firmando l’accordo non era infatti restrittivo della concorrenza ma volto piuttosto a calmierare i prezzi dei risarcimenti e a stabilire criteri standard e uniformi validi per tutto il territorio nazionale». L’accordo dell’Ania con i carrozzieri era stato firmato nel ’92 ma quando nel 2003 l’Antitrust espresse dubbi sulla sua utilità l’Ania decise di cancellarlo. «Eppure il sistema di standardizzazione dei costi e degli orari era utile per aumentare la trasparenza di un settore dove spesso i carrozzieri operano in una posizione di forza». Ma allora, in base a quali criteri è intervenuto Catricalà? «Credo che l’Antitrust abbia fatto un esame formale dell’accordo che prevede un prezzario uniforme e appare contrario alla concorrenza - conclude Frignani - ma ha omesso di valutarne gli effetti complessivi e di considerare che interesse dell’Ania è abbassare i costi. L’articolo 2 della legge 287 del ’90 sulla concorrenza dice infatti che sono illeciti gli accordi che hanno per oggetto o per effetto la restrizione della concorrenza. Ma questi avevano incrementato la trasparenza e la comparabilità. Catricalà avrebbe forse dovuto aspettare qualche anno per verificarlo». http://www.assinews.it/rassegna/arti...151205ba2.html |
|
|
|
|
|
#10 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
16 dicembre 2005
Ania-periti, per l’Isvap l’accordo portava anche unpo’ di chiarezza Nonostante l’istituto guidato da Giannini abbia segnalato all’Antitrust il documento, nel parere fornito a Catricalà rileva che i parametri per i risarcimenti non hanno fatto salire i costi, ma ridotto la discrezione Era stata l'Isvap a segnalare all'Antitrust le incongruenze legislative dell'accordo siglato dall'Ania con periti e carrozzieri.Ma l'intervento di Antonio Catricalà, cheha deciso di multare l'associazione delle assicurazioni per 2,2 milioni, ilmassimo che il patrimonio consente, sembra più "realista del re". Almeno a leggere il provvedimentodell'Antitrust pubblicato ieri che riporta il parere dell'Isvap sull'argomento. Con riferimento all'uso di parametri uniformi per gli indennizzi l'Isvap afferma infatti che "il richiamo dell'accordo Ania-periti ai parametri del cessato accordo Ania-carrozzieri si giustificava con la necessità di fornire criteri oggettivi, trasparenti e controllabili, per verificare la ragionevolezza delle stime effettuate dai periti, che altrimenti presenterebbero un margine marcato di opinabilità", si legge nel documento. L'Isvap ha fornito poi dati che mostrano come le spese di liquidazione dei danni hanno inciso in maniera decrescente sui premi dal 2000 al 2004, passando dal 5,38 al 4,83%, specificando che l'accordo "non ha contribuito all'incremento dei costi dei risarcimenti, ne ha svolto una funzione calmieratrice sui costi delle riparazioni ". L'Antitrust ha invecemotivato la sanzione affermando che le tariffe dei carrozzieri avevano raggiunto livelli massimi e che le compagnie avrebbero dovuto incentivare il ricorso a partidi ricambio delle autonon originali, che costano meno. Ma l'Isvap stessa considera questo ricorso contrario al "diritto del danneggiatodi ottenere il ripristino del veicolo allo status quo ante". Intanto, sempre in tema di Rc auto, ieri l'Isvap ha aperto la gara per selezionare il fornitore cui affidare il progetto "Checkbox", l'iniziativa che prevede l'installazione di dispositivi satellitari sulle automobili per contenere il costo delle tariffe. A.M. http://www.assinews.it/rassegna/arti...161205ba5.html |
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||