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Vecchio 07-12-05, 09:17   #1 (permalink)
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Parmalat - Citigroup 2

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Parmalat - Citigroup
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Vecchio 07-12-05, 09:18   #2 (permalink)
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«Rappresentano un mondo alla rovescia»
Parmalat, sulle banche l’atto d’accusa di Greco
«Gli istituti hanno potuto coprirsi dai rischi, i risparmiatori invece no»
«Banche e controllori sono anime innocenti rispetto ai risparmiatori, biechi speculatori. È questo il mondo alla rovescia che i revisori di Deloitte & Touche e Bank of America hanno rappresentato nel tentativo di difendersi». Sono parole taglienti quelle con cui il pubblico ministero Francesco Greco è intervenuto ieri all'udienza riservata alle repliche delle parti civili nel processo Parmalat che si sta svolgendo a Milano. «Nel corso del 2003 le banche si erano coperte dai rischi con vari strumenti, dagli swap alle garanzie assicurative - ha scandito -. I risparmiatori, invece, non hanno nessun cash collateral». Davanti a istituti di crediti e società di revisione che si ritengono «parti lese», Greco si è appellato al giudice per ribadire che «i veri danneggiati esistono e vanno risarciti». Intanto, sul fronte finanziario, oggi è intervenuto da Ancona il ministro per le Attività produttive, Claudio Scajola. Il quale, commentando la posizione di Granarolo che ha escluso il lancio di un'opa e ha lanciato segnali di collaborazione verso gli altri gruppi interessati, ha chiarito che «Parmalat è uscita da una fase difficile» e ora l' obiettivo «è di fare un polo agroalimentare più vasto, che possa competere al meglio con i colossi europei». Chiarimenti sono arrivati anche sul versante delle revocatorie: Parmalat ha infatti ribadito in una nota ufficiale che l'entità è di 7,458 miliardi di euro, mentre l'ammontare delle azioni risarcitorie è stimato intorno ai 13,140 miliardi per il gruppo in amministrazione straordinaria e sui 13,889 miliardi per la controllata Parmalat spa in amministrazione straordinaria.
Sul piano giudiziario ora l’attenzione è già tutta rivolta all'udienza del 19 dicembre, quando il giudice dovrebbe rendere note le sue decisioni sull’ammissibilità delle «memorie» che le parti avranno presentato entro il 14 dicembre.
R.F. corriere
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Vecchio 07-12-05, 10:17   #3 (permalink)
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Giallo sulle cifre delle revocatorie



È giallo sui veri numeri delle revocatorie Parmalat: il gruppo di Collecchio ribadisce che l'importo complessivo richiesto alle banche coinvolte nel crack finanziario di due anni fa è di 7,458 miliardi di euro, come riportato nel supplemento al prospetto informativo del 3 ottobre scorso e come ha ricordato l'amministratore delegato Enrico Bondi nel corso dell'assemblea degli azionisti dell'8 novembre; una cifra ben diversa da quella accertata attraverso un censimento dal Tribunale di Parma e diffusa lunedì 6 novembre dall'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor, secondo cui l'importo complessivo è di 39,64miliardi in 110 cause avviate nei confronti di una settantina di istituti di credito italiani ed esteri.


La differenza tra i due importi è tanto più stupefacente perché contrasta con quanto dichiarato dalla società nel prospetto informativo per la quotazione in Borsa e inciderebbe pesantemente sulla capitalizzazione. Nella nota si precisa che le società del gruppo «hanno svolto azioni revocatorie in via riconvenzionale come complemento ad altre difese» per «circa 450 milioni di euro». La Consob continua comunque a studiare la documentazione per cercare di capire da dove nasca l'enorme divario tra l'importo che risulta al Tribunale e quello indicato da Bondi nel prospetto di quotazione.

In un recente report su Parmalat gli analisti di Mediobanca hanno stimato il valore del contenzioso a un valore ancora più basso, tra 1,82 e 2,88 miliardi. Sulla vicenda grava anche la decisione del Tribunale di Parma di rinviare alla Consulta i ricorsi avanzati da numerosi istituti bancari per una presunta incostituzionalità della legge Marzano che consente l'utilizzo dello strumento delle revocatorie. In attesa che la Corte Costituzionale si esprima le cause sono sospese.

Intanto al processo di Milano a carico dell'ex patron di Parmalat, Calisto Tanzi, e di altri 18 imputati, il pm Francesco Greco ha affermato che il revisore Deloitte Touche e Bank of America hanno rappresentato nel tentativo di difendersi un «mondo alla rovescia in cui banche e controllori erano anime innocenti rispetto ai risparmiatori biechi speculatori». «Tutte le banche - ha aggiunto - nel 2003 si erano coperte con vari strumenti, dagli swap alle garanzie assicurative. I risparmiatori invece non avevano nessun cash collateral da incassare», ha sottolineato Greco, spiegando che «se Deloitte non avesse certificato i bilanci Parmalat non sarebbe qui come imputata». Il pm ha invitato i giudici a valutare la possibilità di consentire ai danneggiati di costituirsi parte civile anche contro le società imputate di violazione della legge 231, quella sulla cosiddetta responsabilità oggettiva.
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...lesView=Libero
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Vecchio 08-12-05, 09:16   #4 (permalink)
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Sometimes they come back

I titoli, per circa 10 milioni, congelati dai magistrati.
L’ex patron di Collecchio: per comprarli un prestito dalla Lodi
Il ritorno di Tanzi. Fra gli azionisti amici di Fiorani

Il patrimonio personale di Calisto Tanzi per una fetta consistente è composto da titoli della Banca Popolare Italiana (Bpi, ex Popolare Lodi). Non sarà il mitico tesoro (sempre negato da Tanzi) ma si tratta pur sempre di un discreto capitale: 10 milioni di euro all’epoca dell’investimento, poco meno oggi. Per la precisione 1.239.163 azioni Bpi, compresa una piccola tranche di sottoscrizione dell’aumento di capitale lanciato la scorsa estate da Gianpiero Fiorani per conquistare Antonveneta . La partecipazione, rilevata prima del tracollo Parmalat e mantenuta anche dopo, fa di Tanzi uno degli azionisti più importanti della banca, ma non nella prima fila dove ci sono i soliti Gnutti , Unipol , Barilla . Come, quando e perché ha comprato, in parte lo spiega lui, attraverso il suo avvocato Giampiero Biancolella , e in parte lo si ricava dai documenti della banca, tra cui il libro soci. Va detto, però, che il pacchetto Bpi, così come il resto del patrimonio dell’ex proprietario della Parmalat, è finito sotto sequestro un anno fa su istanza dell’allora amministratore straordinario del gruppo Enrico Bondi . È stato movimentato per l’aumento di capitale ma con il preventivo consenso della Procura di Parma.
Il conto su cui sono depositati i 10 milioni in titoli Bpi è presso la stessa banca lodigiana. Il salto di qualità, cioè il passaggio da pochi titoli a un pacchetto consistente, sarebbe avvenuto all’inizio del 2003. Proprio in quel periodo, tra l’altro, un pool di banche guidato da Capitalia (e con Lodi nel gruppo di testa) stava definendo un piano di finanziamento per le attività turistiche della famiglia Tanzi ( Parmatour ), un buco nero da sempre.
Oggi il grande accusato del gigantesco crac dice che a farsi avanti fu Fiorani, proponendogli di comprare le azioni. L’operazione, ne è quasi certo, avvenne in occasione dell’aumento di capitale di allora della banca (chiuso a metà aprile 2003). E i soldi per l’acquisto dei titoli? Ci pensò Fiorani, secondo Tanzi, che attivò un finanziamento della banca. Le garanzie sul prestito? Non sarebbero state richieste, sempre secondo Tanzi. La Bpi, interpellata, non ha fornito alcun dettaglio sull’operazione.
Che siano ricordi nitidi od offuscati, resta il fatto che oggi l’ex patron del gruppo di Collecchio è allo stesso tempo un azionista importante e un problema per la banca. Il problema è che sul debitore Tanzi (persona fisica) non sarebbero stati fatti tutti i necessari downgrading , almeno fino a quando Fiorani è rimasto in banca. Insomma, molto ottimismo e pochi accantonamenti. Solo con l’ultima semestrale, secondo fonti attendibili, si è deciso di abbandonare l’ottimismo e di ammettere implicitamente (cioè con 20-30 milioni di copertura prudenziale, uno dei maggiori importi dopo Ricucci) che forse Tanzi non è particolarmente solvibile. Non si sa tuttavia se il «rischio Tanzi» sia stato totalmente spesato (in proposito la banca non ha rilasciato commenti).
In realtà il vero autogol della Lodi fu quando comprò, con un tempismo fatale, 100 milioni di bond Parmalat. Di lì a pochi giorni (dicembre 2003) l’impero di Collecchio sarebbe crollato. Poi partì l’inchiesta; Fausto Tonna e Calisto Tanzi, i principali imputati del crac da 15 miliardi di euro con 100 mila risparmiatori coinvolti, chiamarono in causa le banche.
Oggi fa effetto rileggere un comunicato della Lodi datato 11 febbraio 2004, il giorno in cui si seppe che Fiorani era indagato per aggiotaggio e che Tonna sparava contro la banca. «Sconcertante - scriveva la Lodi - è il fatto che proprio le persone che hanno contribuito, con comportamenti a dir poco delinquenziali, a creare un danno economico e di credibilità a tutto il Paese, riferendo all’autorità giudiziaria fatti non rispondenti al vero, determinino un ulteriore gravissimo danno di immagine alla banca. (...) Sarà presentata denuncia nei confronti di coloro che l’hanno ingannata e truffata».
Mario Gerevini mgerevini@corriere.it
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Vecchio 09-12-05, 20:43   #5 (permalink)
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9/12/2005 14:20 - Parmalat: protezione Chapter 11 prorogata all'8 febbraio 2006
Parmalat ha comunicato che la protezione giudiziale dalle azioni dei creditori applicabile al Gruppo (section 304, contenuta nel Chapter 11, testo che disciplina le procedure di insolvenza negli Stati Uniti), inizialmente estesa da parte del Tribunale Federale di New York fino alla data del 9 dicembre 2005, è stata prorogata fino all'8 febbraio 2006. L'udienza di discussione, in merito all'eventuale ulteriore rinnovo del medesimo provvedimento, è stata fissata per il 7 febbraio 2006.
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Vecchio 12-12-05, 15:17   #6 (permalink)
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Intervento di una azionista di minoranza all'assemblea ordinaria azionisti Parmalat Spa, 8 novembre 2005


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Vecchio 12-12-05, 15:50   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da tegio
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Vecchio 12-12-05, 16:16   #8 (permalink)
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RISPARMIO. Parmalat, respinta la costituzione di parte civile delle associazioni di consumatori
19/12/2005 - 17:01


"Non è stato riconosciuto il ruolo che le associazioni di consumatori hanno da sempre in difesa dei risparmiatori, contro i soprusi delle banche e delle finanziarie. Da anni tuteliamo con ogni mezzo i cittadini da truffe di ogni sorta. Ora i risparmiatori truffati nella vicenda Parmalat avranno oggettivamente meno difesa". E' quanto ha affermato il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli a seguito della decisione del tribunale di Milano di escludere la costituzione di parte civile tutte le associazioni di consumatori nel processo dell'azienda.

In particolare, il giudice ha annesso al processo la maggior parte delle migliaia di risparmiatori coinvolti nel crac Parmalat. Il processo è stato rinviato al 12 gennaio, data in cui verranno presentate le eccezioni alle questioni preliminari.

"Dopo il Parlamento - si legge in una nota del Codacons - che ancora non approva la legge sul risparmio ora anche la magistratura rifiuta l'azione delle associazioni dei consumatori che senza dubbio poteva dare utile sostegno ai singoli risparmiatori.


HC 2005 - redattore: SB
http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=4977
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Vecchio 20-12-05, 13:38   #10 (permalink)
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RISPARMIO. Parmalat, respinta la costituzione di parte civile delle associazioni di consumatori
19/12/2005 - 17:01


"Non è stato riconosciuto il ruolo che le associazioni di consumatori hanno da sempre in difesa dei risparmiatori, contro i soprusi delle banche e delle finanziarie. Da anni tuteliamo con ogni mezzo i cittadini da truffe di ogni sorta. Ora i risparmiatori truffati nella vicenda Parmalat avranno oggettivamente meno difesa". E' quanto ha affermato il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli a seguito della decisione del tribunale di Milano di escludere la costituzione di parte civile tutte le associazioni di consumatori nel processo dell'azienda.

In particolare, il giudice ha annesso al processo la maggior parte delle migliaia di risparmiatori coinvolti nel crac Parmalat. Il processo è stato rinviato al 12 gennaio, data in cui verranno presentate le eccezioni alle questioni preliminari.

"Dopo il Parlamento - si legge in una nota del Codacons - che ancora non approva la legge sul risparmio ora anche la magistratura rifiuta l'azione delle associazioni dei consumatori che senza dubbio poteva dare utile sostegno ai singoli risparmiatori.


HC 2005 - redattore: SB
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