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Vecchio 06-12-05, 15:09   #1 (permalink)
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Come chiedere risarcimento quando treno non è in orario

Pochi diritti ai viaggiatori che subiscono ritardi. I più penalizzati rimangono i pendolari. Far valere il diritto al rimborso non è facile, ma non dategliela vinta

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a cura di Altroconsumo 16 novembre us

Le prestazioni del trasporto ferroviario in Italia rimangono insoddisfacenti. E questo nonostante i regolari proclami ottimistici delle Ferrovie dello Stato: più treni e più puntuali. La realtà è però ben diversa: i viaggiatori, soprattutto i pendolari, sono costretti a subire i regolari ritardi dei treni e a pagarne le conseguenze, ad esempio arrivare tardi al lavoro. Ai viaggiatori occasionali è riconosciuto qualche diritto, se il treno è un intercity o un eurostar, ma senza esagerare. Ai pendolari neppure questo: un abbonamento non dà diritto a nessun bonus. Non se ne parla neppure in caso di viaggio su regionali e interregionali. Eppure ci sono alcuni strumenti, sebbene pochi, che avete a disposizione per far valere i vostri diritti.



Come farsi risarcire

Treni in ritardo, treni soppressi all’ultimo minuto, vagoni con l’aria condizionata o il riscaldamento che non funzionano: che fare? Partiamo da alcuni casi concreti segnalati dai nostri soci (di Altroconsumo, n.d.r.).

– Il treno intercity Milano-Genova su cui viaggiava G.M. è arrivato con venti minuti di ritardo. Il nostro socio può chiedere il bonus?

Trenitalia non prevede rimborsi per un ritardo di venti minuti. In caso di intercity il viaggiatore ha diritto a chiedere il rimborso solo se il treno ha un ritardo superiore ai 30 minuti (fa fede l’ora riportata dall’orologio della stazione di arrivo). Trenitalia prevede un bonus solo per i treni veloci. Già è grave che su un percorso così breve (Milano-Genova), circa un’ora e mezza di viaggio, il treno accumuli venti minuti di ritardo. Che in più non sia previsto un rimborso è a dir poco vergognoso.



– A.B. ogni giorno prende un treno interregionale, per raggiungere il posto di lavoro. Lo scorso inverno, per un’intera settimana, è stato costretto a viaggiare in carrozze gelide senza riscaldamento. Il nostro socio ha diritto al rimborso?

No. Nessun bonus spetta ai passeggeri di treni interregionali con abbonamento mensile per disservizi e ritardi. Vale lo stesso discorso anche per i viaggiatori senza abbonamento. Abbiamo chiesto alle Ferrovie di risarcire almeno i pendolari che sono vittime di un disservizio ripetuto (come nel caso del nostro socio, per una settimana di seguito), prevedendo uno sconto sul costo dell’abbonamento per il mese successivo. Sono più tutelati i viaggiatori di treni veloci che possono però chiedere il bonus solo se hanno fatto scrivere sul biglietto dal personale di bordo la natura del disservizio.

– La nostra abbonata R.A., partita da Roma, è stata costretta a interrompere il viaggio perché una volta arrivata a Firenze il treno che doveva prendere con la coincidenza è stato soppresso all’ultimo minuto. Può chiedere il rimborso della tratta annullata?

Sì. Anche se il biglietto è stato parzialmente utilizzato, il viaggiatore può chiedere il rimborso del costo per la tratta non fatta. Bisogna però ricordarsi di chiedere al personale di viaggio di scrivere sul biglietto il motivo che vi costringe a interrompere il viaggio: per motivi personali, per aver perso la coincidenza perché il treno su cui viaggiava è arrivato in ritardo, per annullamento del treno per decisione dell’autorità pubblica (ad esempio a causa di una manifestazione di lavoratori in sciopero sui binari o di una calamità naturale). Altrimenti, niente bonus.

– S.F. ha dovuto rinunciare al viaggio per motivi personali dopo aver acquistato il biglietto di un treno intercity in biglietteria alla stazione. Può ottenere il rimborso totale del biglietto?

Sì, ma solo sotto forma di bonus. Se invece si chiede il rimborso in denaro contante, sarà tolto il 20% del valore del biglietto. In entrambi i casi, se il biglietto è già stato convalidato, si hanno a disposizione 30 minuti per richiedere il rimborso alla biglietteria della stazione di partenza. Senza convalida si hanno due mesi a partire dalla data di emissione, presso qualsiasi biglietteria. In alcuni casi le ferrovie restituiscono l’intero importo in denaro del biglietto, ma si tratta di situazioni straordinarie: il treno viene soppresso; il treno viene annullato per decisione dell’autorità pubblica; il treno parte con un ritardo pari o superiore a un’ora; non vi sono posti disponibili nella classe per la quale il biglietto è valido. In questi casi però, per avere diritto al rimborso totale, si deve chiedere al personale ferroviario di scrivere sul biglietto la motivazione del mancato viaggio o di attestare il ritardo o la mancanza di posto sul treno.

Per i biglietti acquistati online si può presentare domanda di rimborso alla biglietteria telefonica chiamando (a caro prezzo) il numero 892021 oppure 199166177 o si può inviare una email all’indirizzo rimborsi@trenitalia.it.
Se il biglietto è stato già ritirato dal viaggiatore, si deve inviare la domanda di rimborso alle Ferrovie dello Stato, Divisione Passeggeri-Vendita e Assistenza-Rimborsi, viale dello Scalo San Lorenzo 16, 00185 Roma. Lo stesso discorso vale per i biglietti acquistati tramite biglietteria telefonica. In entrambi i casi il rimborso avverrà tramite riaccredito dell’importo sulla carta di credito.
Nel caso di biglietto acquistato con carta di credito presso una macchina self-service bisogna presentare la richiesta alla biglietteria della stazione in cui si trova la macchina e il rimborso avverrà con assegno o bonifico bancario.


Pochi sconti per un pugno di pendolari

In caso di ritardi e disservizi, chi ha l’abbonamento mensile o annuale al treno non ha diritto ad alcun tipo di rimborso. Lo ribadisce anche la nuova normativa delle Ferrovie. Per fortuna, dopo numerose proteste da parte dei pendolari, in alcune regioni (per esempio, Lombardia, Piemonte e Liguria) sono stati concordati con le Ferrovie e la Regione alcuni indennizzi a favore dei pendolari che viaggiano con un abbonamento. L’indennizzo consiste in sconti (dal 10 al 20%) nel caso di mancato rispetto da parte di Trenitalia degli standard minimi di puntualità dei treni, detto “indice di affidabilità”. Vale solo, lo ricordiamo, per chi viaggia sui treni regionali. L’indice è calcolato mensilmente e per ciascuna direttrice di viaggio. In tutte le stazioni delle regioni che hanno stipulato l’accordo con le Ferrovie, l’indice di affidabilità si trova esposto ogni mese ed è contemporaneamente pubblicato su Internet all’indirizzo: http://www.regionale.trenitalia.it/.

Ecco cosa chiedono i viaggiatori...

I viaggiatori non ne possono più di treni sporchi, costantemente in ritardo, gelidi in inverno e con temperature tropicali in estate. Per non parlare della sicurezza, che lascia molto a desiderare.

– Chiediamo che siano cambiate alcune delle norme che riguardano i meccanismi di controllo e, soprattutto, le sanzioni nei confronti dei passeggeri e che anche le ferrovie siano costrette a rispettare le regole, prima fra tutte quella di far arrivare i treni puntuali.

– Consideriamo iniquo e insoddisfacente il sistema dei rimborsi. Chiediamo alle ferrovie di rivedere il sistema dei rimborsi che attualmente crea passeggeri di serie A e passeggeri di serie B, come se il disagio fosse più o meno grave a seconda del tipo di treno considerato: i bonus sono previsti solo per determinate tipologie di treni (intercity ed eurostar, treni di categoria superiore e che costano di più); chi invece viaggia sugli altri treni (regionali e interregionali) non ha gli stessi diritti. Il sistema dei rimborsi dovrebbe invece basarsi sul principio per cui tutti i passeggeri pagano il biglietto, quindi tutti devono essere equamente tutelati in caso di malfunzionamento del servizio. Tutti hanno diritto ad arrivare puntuali. Le ferrovie devono prevedere più casi di rimborso, la somma rimborsata deve aumentare e il diritto di rimborso deve essere esteso a tutti gli abbonati e a tutti i tipi di treni.
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Vecchio 06-12-05, 18:21   #2 (permalink)
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Una volta non c'era bisogno di chiedere il risarcimento perché tutti i treni arrivavano in orario
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Vecchio 23-12-08, 13:35   #3 (permalink)
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giulioandreotti non è ancora classificato
richiesta risarcimento

Posso chiedere il risarcimento del biglietto se il treno REGIONALE al momento della partenza non aveva alcun ritardo mentre durante il tragitto ha accumulato ben 3 ORE E MEZZA di ritardo per un tragitto di appena 100 km, considerando che già oltre due ore prima della partenza trenitalia sapeva dei "presunti smottamenti", dei quali non ha segnalato nulla?
E' assurdo che per un viaggio di 2 ore e 15 minuti si debba impiegare 6 ORE!!
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