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Vecchio 06-12-05, 14:58   #1 (permalink)
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Fazio e i ....regali ricevuti ...

ROMA (Reuters) - A palazzo Koch si riaccende la polemica tra il governatore Antonio Fazio i dipendenti della Banca d'Italia che hanno già indetto uno sciopero per lunedì prossimo contro la gestione del personale del governatore.

Per domani il sindacato più numeroso di Bankitalia annuncia una lettera alla Banca centrale europea dove chiede di verificare se l'atteggiamento di Fazio sui regali ricevuti dai vigilati sia in linea con il codice di condotta per i membri del consiglio direttivo.

A via Nazionale, però, molti pensano che serva a poco continuare a ricorrere a Francoforte per sciogliere un nodo che resta principalmente politicoPubblicita'
. La Bce ha già detto, al termine dell'indagine informale sul ruolo svolto da Fazio nelle recenti opa bancarie, che il governatore si è mosso all'interno di un quadro normativo nazionale che gli concede forse troppa discrezionalità.

Questa volta a far scattare le critiche è un libro di due giornalisti intitolato "L'intrigo - Banche e risparmiatori nell'era Fazio" in cui si elencano i regali che avrebbero ricevuto il governatore, la moglie, il figlio e le quattro figlie dall'ex amministratore delegato della Banca popolare di Lodi oggi Banca popolare italiana Gianpiero Fiorani.

Il manager che ha tentato senza successo di scalare l'Antonveneta, a sua volta scalata dagli olandesi di Abn Amro (Amsterdam: AABA.AS - notizie) , indebitamente aiutato da Fazio, secondo i critici, avrebbe regalato nel 2003 alla famiglia più importante di via Nazionale una stilografica Cartier, un giaccone da casa e un apparecchio televisivo Sony (Monaco: 853687 - notizie) da 15 pollici, un orologio Baume & Mercier d'oro, un altro orologio Cartier, tre collane d'oro con ciondoli e un braccialetto d'oro.

Le liste dei regali, raccontano Giuseppe Oddo e Giovanni Pons, sono state sequestrate dagli inquirenti in una perquisizione a Lodi dal computer di Fiorani.

La Banca d'Italia per il momento ha scelto di non fare commenti ma i rappresentanti sindacali si augurerebbero di cuore che il governatore smentisse di aver accettato ciò che a loro è proibito dal codice di comportamento.

"Il regolamento interno degli ispettori vieta loro di accettare alcunchè possa pregiudicare o appaia pregiudicare l'imparzialità della loro valutazione", ricorda a Reuters Omero Papi segretario del sindacato dei dirigenti della banca centrale, considerata una delle sigle con l'atteggiamento più cauto nei confronti del governatore.

PARAGONI CON CASO WELTEKE

"Forse in Banca d'Italia siamo un po' bigotti, ma questa notizia non ci piace. Noi ci scandalizziamo per molto meno. Non per metterla sul personale, ma quando ero capo ufficio ho restituito un grande uovo di Pasqua", aggiunge Papi.

Come sempre più sanguigna la reazione di Luigi Leone, leader della Falbi, il sindacato che raccoglie il maggior numero di iscritti tra i dipendenti dell'istituto centrale e che si appresta a segnalare il caso all'attenzione della Bce (BCE.TO - notizie) .

"Ernst Welteke se ne è andato per aver accettato ospitalità in albergo per un weekend", ha detto Leone a Reuters.

Il sindacalista ricorda che l'articolo 3.3 del codice di condotta per i membri del Consiglio direttivo Bce ritiene "incompatibile con il principio di indipendenza sollecitare, ricevere o accettare da una fonte che non sia interna al Sebc vantaggi, ricompense, regalìe o doni, il cui valore ecceda un importo conforme alle usanze o trascurabile...che siano in qualsiasi modo connessi alle funzioni svolte in qualità di membro del consiglio direttivo".

"Entro domattina manderemo una lettera alla Bce per denunciare questa notizia dei regali e chiedere che intervengano per stabilire se un tale comportamento sia in linea con i principi etici ai quali i membri del consiglio direttivo devono attenersi", dice Leone.

Ma non tutti all'interno della banca ritengono che sia una buona idea mettere di mezzo ancora una volta la Bce sul caso Fazio che, dicono, è un problema che deve risolvere la politica.

"A far fuori Welteke non è stata la Bce ma l'opinione pubblica tedesca raccolta dal ministro del Tesoro", osserva un dirigente di via Nazionale che preferisce non essere citato.

Il dito è puntato sul disegno di legge per la tutela del risparmio che, nella sua forma attuale, introduce un termine di sette anni non rinnovabile per il mandato del governatore oggi senza durata e che potrebbe essere ulteriormente modificato per accogliere le osservazioni della Bce sulla collegialità decisionale e la proprietà dell'istituto centrale.

"Se lo approvano, cambia molto per il governatore e lui dovrà decidere cosa fare. Se poi invece facciamo a chi la spara più grossa...".
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Vecchio 13-12-05, 08:22   #2 (permalink)
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Bankitalia e scalate, l’Europa accusa Roma Al via la procedura d’infrazione. Moody’s: da Via Nazionale danni alla reputazione del sistema
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Si parte dalle norme, dall’applicazione di leggi e regolamenti. Nessun accenno, per ora, ai comportamenti personali tenuti dal Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, in occasione delle due scalate straniere: Abn Amro su Antonveneta e Banco Bilbao y Vizcaja su Bnl. Oggi la Commissione europea dà il via libera alla «procedura per infrazione» a carico dell’Italia. Il commissario al mercato interno, l’irlandese Charlie McCreevy, ha preparato la lettera «di messa in mora» già da diverse settimane. L’iter si svilupperà su un terreno molto tecnico, prendendo le mosse dall’articolo 56 del Trattato («sono vietate tutte le restrizioni ai movimenti di capitali tra gli Stati membri») fino ad arrivare alle norme che disciplinano l’attività di vigilanza dell’Istituto centrale italiano.
Discussione asettica, quindi, tutta giuridica: Bruxelles chiederà al governo italiano di dimostrare che l’attuale legislazione sulla vigilanza bancaria è compatibile con il quadro europeo. Ma a Bruxelles, quando si parla di banche italiane, nessuno pensa al Trattato, ma piuttosto ai «baci in fronte» promessi da Gianpiero Fiorani, l’allora amministratore delegato della Banca popolare italiana, al governatore Fazio. E’ un problema di credibilità, prima ancora che di legittimità. Non a caso ieri l’agenzia di rating Moody’s si è espressa in questi termini: «Le vicende legate alle due Opa estive non hanno avuto alcun impatto sulle prospettive del settore bancario, ma il ruolo svolto dalla Banca d’Italia ha chiaramente danneggiato la reputazione del sistema finanziario, generando problemi operativi alle banche coinvolte».
La decisione di Bruxelles è attesa con grande interesse dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il governo sta completando l’emendamento sui poteri e organigramma della Banca d’Italia, da inserire nel disegno di legge sul risparmio. Al momento i correttivi più importanti sono probabilmente due: mandato di cinque anni rinnovabile, ma non più a vita come ora, per il Governatore e per gli altri componenti del direttorio; garanzie per la collegialità delle decisioni. Il ministro, però, sarebbe pronto a fare un ulteriore passo, togliendo all’Istituto centrale le competenze sulle concentrazioni bancarie e passandole all’Autorità antitrust. Basterebbe un accenno al tema delle concentrazioni nella lettera di McCreevy e l’aggiunta sarebbe cosa fatta.
La Commissione, però, prende in esame, almeno per ora, i regolamenti della vigilanza, in particolare l’interpretazione dei «criteri prudenziali» (gravi rischi per la stabilità o gli interessi fondamentali del sistema finanziario) che consentono al governatore di bloccare l’espansione di una banca straniera in Italia. Compito di McCreevy, peraltro, è garantire la libera circolazione dei capitali nella Ue, mentre il dossier fusioni e acquisizioni è di competenza della Commissaria Neelie Kroes. I problemi, però, sono confinanti e da Bruxelles fanno sapere che anche la Kroes sta ancora lavorando al «caso Fazio». Mentre il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, in un’intervista al tg de «La 7» insiste: «Fazio sbaglia a non dimettersi».
Giuseppe Sarcina corriere
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Vecchio 13-12-05, 08:23   #3 (permalink)
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La procedura d’infrazione che oggi la Commissione Ue ...
La procedura d’infrazione che oggi la Commissione Ue dovrebbe varare riguarda possibili ostacoli al mercato interno europeo dettati dalla discrezionalità di cui è sospettata Bankitalia (nella foto, Antonio Fazio) nell’agire come regolatore
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Vecchio 13-12-05, 08:24   #4 (permalink)
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Wall Street Journal I doni a Fazio? Valevano da 30 a 50 mila euro
Champagne Dom Perignon, un orologio Cartier, una borsa Prada, rari testi religiosi e altri regali tra i 30 e i 50 mila euro. Così, con una stima sul valore dei regali, il Wall Street Journal è tornato ieri sui doni che Gianpiero Fiorani avrebbe fatto ad Antonio Fazio e famiglia tra il ’99 e il 2003.

ALVITO
E un giornalista querela il nipote del Governatore
Il nipote del governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, è stato querelato per minacce, ingiurie e diffamazione. La vicenda che vede coinvolto S.T., figlio della sorella del Governatore, è accaduta il giorno dell'Immacolata al centro della piazza di Alvito, nella Valle di Comino, in provincia di Frosinone.
La querela è di un giornalista de La Provincia , un quotidiano locale della Ciociaria. I motivi del diverbio sarebbero legati ad alcuni articoli del giornalista sul Governatore. Dopo l'episodio sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione. Oggi il nipote di Fazio è stato convocato in caserma assieme a quattro testimoni oculari.
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Vecchio 13-12-05, 08:24   #5 (permalink)
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Scioperano anche gli ispettori «ribelli» E il Governatore chiama i carabinieri Martedì il consiglio superiore discute la permanenza dei dirigenti dopo la pensione
il Caso Bankitalia
Come uno sciopero d'altri tempi. Antonio Fazio ieri ha schierato i carabinieri, in risposta all'agitazione dei dipendenti di Banca d'Italia. Secondo quanto riferito da fonti interne a Palazzo Koch, il Governatore nei giorni scorsi aveva scritto al Comando distaccato in Via Nazionale, chiedendo «la massima collaborazione». Diversi militari sono stati così spediti all'ingresso degli uffici, dove hanno preso il posto degli operatori nelle portinerie. «Abbiamo solo rafforzato il compito di presidio che ci compete», minimizzano i carabinieri. Ma i sindacati annunciano una nuova battaglia. «Valuteremo se promuovere un'azione legale per comportamento antisindacale. La manovra è comunque fallita, l'adesione ha raggiunto l'80-85%», esulta Luigi Leone, segretario della Falbi. E aggiunge: «Hanno scioperato anche Giovanni Castaldi e Claudio Clemente», cioè i "ribelli" che a luglio si erano rifiutati di dare l'ok all'Opa della Popolare di Lodi su Antonveneta, poi autorizzata da Bankitalia. I due dirigenti sono ora testimoni chiave nelle inchieste di Roma e Milano sulla scalata di Fiorani & soci. E ieri, mentre si attende una decisione sull'Opa di Unipol su Bnl, per la seconda volta in pochi mesi hanno mandato un segnale di dissenso all'uomo di Alvito. Fazio in apparenza non sembra curarsene. «Lo sciopero è solo un altro attacco personale, i sindacati si sono fatti strumentalizzare. Io vado avanti lo stesso», avrebbe confidato il Governatore ai suoi collaboratori. Ma la preoccupazione per il fronte interno sarebbe addirittura superiore ai timori per la procedura di infrazione dell'Ue. «Sul piano internazionale una soluzione alla fine si trova, Fazio teme un inasprimento delle tensioni interne, fughe di notizie riservate o qualche intoppo nei dossier più delicati, come il caso Unipol», dicono dal suo staff, dove raccontano di un Governatore «particolarmente amareggiato». L'agitazione era stata proclamata da tutte le sigle esclusa la Fabi (che si fermerà giovedì) per sbloccare il rinnovo del contratto. La trattativa nelle scorse settimane si era arenata sulla richiesta dei vertici della banca di una modifica al regolamento, per permettere ai dirigenti più alti di restare in servizio per 36 mesi dopo aver raggiunto la pensione.
E mentre il braccio di ferro va avanti, ieri lo sciopero - secondo i promotori - ha assunto un nuovo significato. «È stato un modo per dire no alla politica del Governatore. Non è un caso che la Vigilanza sia rimasta praticamente ferma. È uno dei settori che ha sofferto di più le scelte arbitrarie della Banca», commenta Massimo Dary, coordinatore del Sibc, uno dei sindacati indipendenti. Nel Servizio normativo, guidato da Clemente, avrebbero aderito 113 dipendenti su 150 (senza contare assenti per malattia e ferie); nel Servizio enti creditizi, diretto da Castaldi, secondo i sindacati sarebbero state presenti appena tre persone su quasi 50. «Stiamo raccogliendo i dati sulle adesioni», tagliano corto da Banca d'Italia. «È stato un grande successo», afferma Omero Papi, del sindacato dirigenti.
«In ogni caso non cambia nulla», ribattono dall'entourage del Governatore. Il numero uno della banca vuole portare al prossimo Consiglio superiore, convocato per martedì prossimo, la modifica al regolamento. Senza questa deroga, perderebbe alcuni dei suoi uomini più fidati, a cominciare da Angelo De Mattia, capo della segreteria. Il rinnovo del contratto in cambio del via libera alla modifica del regolamento: è questo lo scambio che Bankitalia vuole riproporre. La convocazione potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Ma il clima è pesante: «Noi non arretriamo di un millimetro», dicono in coro i rappresentanti sindacali. Come uno sciopero d'altri tempi, appunto.
Paolo Foschi
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