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Vecchio 05-12-05, 09:50   #1 (permalink)
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Ici

Scadenze Entro martedì 20 dicembre il versamento del saldo Così l’Ici presenta il conto finale Se a giugno i calcoli sono stati fatti con aliquote e detrazioni del 2005 basta ricopiare il bollettino
E ora a battere cassa sono i sindaci. Si è appena chiusa l’operazione acconto Irpef e già bisogna rimettere mano al portafoglio e pagare, entro martedì 20 dicembre, il saldo dell'imposta comunale sugli immobili per il 2005. I veterani dell’Ici non dovrebbero avere difficoltà a chiudere i conti con questa mal sopportata imposta. Qualche problema lo può incontrare chi ha comprato o venduto casa nel corso dell’anno. Ecco un breve promemoria a vantaggio di tutti. La scadenza del 20 dicembre non interessa, ovviamente, chi ha pagato a giugno l'intera imposta. Non sono chiamati al versamento nemmeno gli inquilini, i nudi proprietari e chi utilizza in modo gratuito un appartamento di proprietà altrui (ad esempio i figli nella casa dei genitori).
Anche chi ha quote di multiproprietà non è soggetto ad alcun obbligo: ci pensa l'amministratore che in seguito addebiterà la quota ai singoli proprietari. Non si paga nulla se l'importo da versare è uguale o inferiore a 2,07 euro, ma l'amministrazione comunale può aver fissato un minimo più alto.
Due strade
Per determinare il saldo bisogna ricordare non solo quanto è stato versato a giugno, ma anche come si è giunti a calcolare quella cifra perché era possibile pagare l'acconto in due modi. Con il primo si prendeva come base di partenza l'Ici pagata per l'intero 2004 (rapportata a 12 mesi in caso di acquisto nel corso dell'anno) e si divideva il totale per due, rinviando l'eventuale conguaglio a dicembre.
Il secondo sistema, quello suggerito se non si avevano dubbi sulle aliquote, prevedeva il calcolo in base alle regole 2005 e il versamento dell'Ici in due rate uguali.
Chi possiede l'immobile dal primo gennaio e non ha acquistato o venduto altre case o box (nemmeno piccole quote), se a giugno ha seguito il secondo metodo ora deve solo versare il restante 50% dell'Ici. In pratica deve ricopiare gli stessi dati del bollettino di giugno, ricordandosi di barrare la casella saldo.
Conteggi più complessi per chi a giugno ha preferito la via sbrigativa, basandosi cioè sull'Ici pagata l'anno scorso. Ora dovrà fare i conti esatti con la nuova aliquota applicata dal Comune: calcolare l'imposta (riducendola con la detrazione per la prima casa, se compete), sottrarre quanto anticipato a giugno e versare la differenza.
Ogni proprietario paga l'Ici in base alla propria quota e al numero di mesi di possesso dell'immobile: bastano più di 14 giorni per totalizzare l'intero mese.
Se ci sono più comproprietari o usufruttuari, ciascuno deve pagare in base alla propria quota e al periodo di possesso. Solo chi utilizza l'immobile come residenza abituale ha diritto alla detrazione per la prima casa.
Chi paga e chi no
Sono soggetti all'Ici i fabbricati (abitazioni, negozi, uffici, box, laboratori), le aree fabbricabili e i terreni agricoli. Devono versare l'imposta i proprietari, i soci di cooperative edilizie (anche indivise), l'usufruttuario e chi vanta un diritto reale su un immobile (ad esempio, il coniuge superstite). Per quanto riguarda il coniuge separato o divorziato, le istruzioni alla compilazione della dichiarazione non li considerano più equiparati ai titolari di diritto reale di abitazione: infatti la sentenza che assegna l'utilizzo dell'immobile non crea un diritto reale. A conferma di ciò, la recentissima sentenza della Corte di Cassazione n 18476 del 19 settembre 2005. È soggetto all’Ici anche chi ha preso un immobile in leasing.
Gli sconti
L'abitazione principale è agevolata. La detrazione, normalmente 103,29 euro, è riservata a chi utilizza l'immobile come dimora abituale e va calcolata in base al numero dei proprietari e ai mesi in cui l'appartamento è stato adibito ad abitazione principale (8,61 euro al mese da dividere in parti uguali, non conta la quota di possesso). Alcuni comuni hanno arrotondato a 104 euro, come Milano, o fissato una cifra più alta. Meglio informarsi.
Gli eredi
Chi ha ereditato un immobile deve pagare l'Ici dal giorno della scomparsa del precedente proprietario. Il coniuge superstite vanta il diritto di abitazione sulla casa di famiglia. Deve quindi pagare interamente l'imposta, anche se ci sono altri eredi che continuano a convivere con lui (i figli, ad esempio) e gli spetta per intero la detrazione.
Per gli altri immobili, ciascun erede paga da subito, pro quota, la propria Ici. Se il decesso è avvenuto nel 2005 vanno effettuati due versamenti: uno a nome del defunto e uno degli eredi, ciascuno per i rispettivi periodi di possesso. Se il decesso risale a prima del 16 giugno, gli eredi dovrebbero aver già regolarizzato la posizione dello scomparso, quindi ora effettuano il saldo solo per la loro quota.
Il ravvedimento
Chi a giugno non ha versato la prima rata o l'ha fatto in ritardo può correre ai ripari con una sanzione ridotta: il 6% della cifra da regolarizzare oltre agli interessi legali del 2,5% (0,006849 per il numero dei giorni di ritardo) dal primo luglio scorso.
*Associazione dottori commercialisti Milano



Scadenze Passo dopo passo come calcolare l’imposta. Per fare un mese bastano 15 giorni Quando il patrimonio è ballerino Conti da rifare per chi ha comprato, venduto o ereditato da metà giugno in poi
A cquisti? Vendite? Cambi di residenza? Successioni? Se il proprio patrimonio immobiliare, o la modalità del suo utilizzo, hanno subito variazioni nel secondo semestre dell'anno (o, meglio, dal 17 giugno in poi), la scadenza di dicembre è l'ultima occasione per rifare i conti e chiudere la partita con l'Ici 2005. Acquisti
Chi è diventato proprietario nel secondo semestre dell'anno, ad esempio il 12 ottobre, deve scovare la rendita catastale per ricavare il valore sul quale applicare l'Ici. In genere si cerca questo dato nel rogito o si chiede una visura catastale. Se la rendita non è stata attribuita (tipicamente per un fabbricato di nuova costruzione) o non è più attuale (per aumento dei vani ad esempio) si può chiedere aiuto alle Agenzie del Territorio (ex catasto) o agli uffici tributi dei comuni, ma attenzione alle code negli ultimi giorni.
La rendita va poi aumentata del 5% e il risultato moltiplicato per 100 se si tratta di un'abitazione o di un box, per 50 se ufficio o studio, per 34 se negozio.
Il risultato di tutte queste operazioni fornisce il valore fiscale dell'immobile, cioè la base imponibile. Su questo importo si applica l'aliquota stabilita nel 2005 dal Comune per quel tipo di fabbricato (in genere l'aliquota varia dal 4 al 7 per mille, ma può arrivare anche al 9).
Per trovare le aliquote si può consultare il sito dell' Anci-Cnc (www.ancicnc.it) o quello dei singoli enti locali ovvero rivolgersi agli uffici comunali.
Applicando alla base imponibile l'aliquota fissata dal proprio comune si ottiene l'Ici complessivamente dovuta per l'intero 2005. Ad esempio per un immobile con un valore catastale di 150.000 euro (già rivalutato del 5%) in un comune con un'aliquota del 5 per mille (ad esempio Milano) l'Ici annuale è di 750,00 euro. Quindi occorre dividere l'imposta per 12 e moltiplicare il risultato per il numero dei mesi (3, nell'esempio di rogito per la prima casa stipulato il 12 ottobre). Un mese conta per intero se il possesso è continuato per almeno 15 giorni. Si ottengono così 187,50 euro di imposta complessiva alla quale va sottratta, se spettante, la detrazione per la prima casa, cioè 26 euro, 8,66 euro al mese (104 diviso 12 per 3). In questo caso l'Ici da versare è di 161,50 euro, eventualmente da dividere tra i comproprietari.
Va ricordato che lo sconto prima casa compete per i soli mesi in cui l’immobile è adibito a residenza principale o a propria dimora. Al box di pertinenza con una propria rendita catastale si applica la stessa aliquota dell'abitazione cui è legato. I comuni possono avere indicato un numero massimo di pertinenze che beneficiano dell'agevolazione. La detrazione, se non trova capienza nell'imposta dell’abitazione principale, va a ridurre l'Ici dovuta su box, garage e cantine.
Cessioni
Deve rifare i calcoli anche chi ha ceduto un immobile tra luglio e dicembre, ad esempio prima casa venduta il 2 settembre. Se ha versato la rata di giugno utilizzando aliquote e detrazioni 2005, ora dovrà semplicemente calcolare 4 mesi di imposta e di detrazione prima casa.
Se, invece, ha pagato la prima rata Ici in base alla metà di quanto versato nel 2004, ora deve calcolare l'Ici per tutto il 2005, in base al periodo di possesso, sottrarre l’acconto e versare la differenza entro il 20 dicembre.
(Adc Milano) LORENZO GORGOGLIONE



Istruzioni Posta, web, e banche: tutte le strade per pagare
L’importante è pagare: e si può farlo con una pluralità di strumenti. Ogni ente locale ha ampia autonomia impositiva e, quindi, chi possiede immobili in vari comuni spesso deve seguire regole diverse.
Ampia scelta. Si può versare il saldo in Posta, presso il concessionario esattoriale, in banca o online. Il bollettino di conto corrente postale, di colore rosso, è uguale per tutti, sia per chi versa in un Comune che si avvale del concessionario della riscossione, sia per gli enti che incassano l'imposta direttamente. Attenzione, però, a indicare esattamente numero e intestazione del conto corrente dell'ente locale o del concessionario. Meglio informarsi in municipio o su Internet.
Nella casella dedicata all’abitazione principale va indicata la somma dovuta al netto della detrazione (che si riporta in fondo, nell’apposito riquadro). Gli importi per le pertinenze dell'abitazione principale vanno, invece, inseriti nella casella dedicata agli «altri fabbricati». Sempre più Comuni (dal 2005 anche Milano) permettono di utilizzare il modello F24, lo stesso usato per l'Irpef, con la possibilità di effettuare la compensazione dell'Ici con gli eventuali crediti di altri tributi. Attenzione, invece, all'utilizzo del modello F24 pre-compilato: non è possibile compensare il debito Ici con altri crediti fiscali.

Arrotondamenti. Tutti gli importi devono essere arrotondati al centesimo di euro (secondo decimale). Il saldo totale, arrotondato a sua volta, deve corrispondere alla somma delle singole imposte.

Internet. Anche in occasione del saldo Ici è possibile utilizzare Internet per effettuare i versamenti. Entrando nel sito www.poste.it si possono pagare online i bollettini Ici di numerosi Comuni (c'è l' elenco con i numeri di conto corrente) utilizzando il conto BancoPosta o la carta di credito (Visa e Mastercard). Con il conto BancoPosta il costo è di 1 euro, mentre con la carta di credito il costo è di 2 euro fino a 100,00 euro e il 2% del totale per importi superiori.
Chi abita in un comune convenzionato con i concessionari Esatri spa, ETR spa, Serit spa e Caralt spa (Milano, Brescia, Lodi, Pavia, Varese, Alessandria, Bari, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Salerno e Vibo Valentia) può contattare anche Taxtel chiamando il numero verde 199.191.191 o tramite il sito www.taxtel.it. Basta fornire il numero della propria carta di credito.
Il costo del servizio è di 2,32 euro comprese le spese di spedizione della quietanza fino a 258,00 euro, oltre l' 1,5% sulla parte eccedente. Sono previsti importi massimi di pagamento.

All’estero. I contribuenti non residenti in Italia possono versare l'Ici 2005 in un'unica soluzione entro il 20 dicembre pagando gli interessi del 2,5% sulla prima rata. La detrazione di 103,29 euro compete sull'abitazione principale in Italia, purché non sia locata. Può essere effettuato un unico versamento per tutti gli immobili nella Penisola, anche se in comuni diversi con vaglia internazionale intestato al Consorzio nazionale tra i concessionari del servizio di riscossione, via B. Croce 124, 00142, Roma o con bonifico bancario alla sede centrale della Banca di Roma, via del Corso, 320, 00186, Roma, sul conto corrente bancario n. 17430/31, codice Abi 3002.3, Cab 0327.07, intestato allo stesso Consorzio.


Corriere Economia
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Vecchio 13-12-05, 10:05   #2 (permalink)
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Ici e coniugi separati: ora paga il proprietario
H o letto che ci sono novità sulla tassazione degli immobili in caso di separazione e divorzio. E’ vero che il coniuge assegnatario dell’abitazione non è più obbligato, sempre e in ogni caso, a pagare le imposte? È vero, il Fisco ha cambiato opinione. Per la prima volta nelle istruzioni alla dichiarazione Ici, il coniuge separato e quello divorziato non sono più equiparati ai titolari di un diritto reale. Come già precisato da molti giudici, infatti, la sentenza che assegna l'utilizzo della casa non crea un diritto reale, ma solo un diritto personale di credito sull’abitazione. Così si è espressa anche la Corte di Cassazione (sentenza 18476 del 19 settembre).
La precisazione ha effetti non indifferenti sulle tasche dei cittadini, visto che si applica anche all’Ire (l’ex Irpef). E rimescola le carte a molti ex coniugi, complicando rapporti economici già difficili.
D’ora in poi, quindi, la casa andrà dichiarata, ai fini Ire e Ici, secondo le quote di possesso. E non più solo da colui cui è stata assegnata l’abitazione di famiglia. Quindi, se la casa è intestata al 50%, ognuno pagherà metà imposte. Se l’immobile è tutto dell’ex coniuge non assegnatario, sarà quest’ultimo a doversi sobbarcare l’onere tributario, mentre l’altro viene liberato da ogni incombenza.
E passiamo al capitolo detrazioni e deduzioni. Per quanto riguarda l’Ici, se il coniuge che abita nell’immobile è anche comproprietario potrà usufruire dell’intera detrazione. In caso contrario, immobile intestato al 100% all’ex coniuge non assegnatario, la detrazione va perduta. Ai fini Ire se gli ex partner sono comproprietari, il titolare del diritto di assegnazione è esonerato. Mentre per l’altro coniuge l’immobile può essere considerato abitazione principale, con diritto alla deduzione, se vi continuano a vivere l’ex partner, fino al divorzio, e i figli. Stesse regole se l’ex partner non assegnatario è possessore al 100%
La precisazione del Fisco è corretta e fa un po’ di giustizia: molto spesso il coniuge assegnatario è il più debole economicamente, ma era anche costretto a pagare le imposte. C’è da augurarsi che il cambiamento di rotta non crei problemi in fase di controllo visto che uno dei due partner non risulterà più soggetto passivo d’imposta.
Per l’Ici è consigliabile presentare la dichiarazione in modo da comunicare l’avvenuto cambiamento nelle modalità di uso dell’immobile. Per l’imminente saldo è forse il caso di continuare a versare secondo le vecchie regole. E poi anno nuovo, vita nuova.
Lettera firmata - Milano corriere economia
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