Torna indietro   Forum di Finanzaonline.com > Approfondimenti di Finanza > Officine Giuridiche : Legal Financial Forum

Vai al forum
Rispondi
 
Strumenti discussione Valuta discussione Modalità visualizzazione
Vecchio 27-11-05, 18:36   #1 (permalink)
Member
 
L'avatar di FaGal
 
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0
FaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond reputeFaGal has a reputation beyond repute
Unipol, sul bond le accuse della Consob

Al centro della testimonianza l’abuso di informazioni privilegiate su obbligazioni del 2000 per 410 miliardi di lire

Unipol, sul bond le accuse della Consob

Il capo delle indagini sull’insider in Tribunale: rete occulta e società off shore tra Gnutti e Consorte

MILANO - La Consob svela una rete di «accordi occulti» che unirebbe Giovanni Consorte, il manager rosso che sta guidando Unipol alla conquista di Bnl, e il finanziere bresciano Emilio Gnutti, inquisito con Fiorani per la «scalata-pirata» (ormai fallita) ad Antonveneta. Una presunta alleanza cementata tra gennaio e febbraio 2002 con «manovre fraudolente di insider trading » su obbligazioni Unipol, offerte nel 2000 ai risparmiatori per 410 miliardi di lire. Gnutti ha già una condanna a Brescia per lo stesso reato, mentre Consorte è al suo primo processo a Milano davanti al giudice Meyer e al pm Fusco. Nell’ultima udienza ha testimoniato il capo dell’ufficio indagini della Consob, Giuseppe Portioli: il suo verbale di 87 pagine, ora trascritto dal tribunale, accusa entrambi di «profitti illeciti».

L’INFORMAZIONE PRIVILEGIATA - «Il 28 febbraio 2002 - depone il dirigente Consob - Unipol comunica al mercato che due prestiti obbligazionari saranno rimborsate in anticipo. L’informazione privilegiata era questa: se i titoli ora valgono 92 perché rimborsabili solo nel 2005, è chiaro che con l’anticipo il prezzo sale a 100, cioè al valore finale». Risultato: «Nel primo bimestre 2002 gli scambi sono esplosi: la media è passata da 141 milioni di lire a 4 miliardi, con una punta di 36 miliardi il 24 gennaio... In un mercato illiquido, è evidente che operazioni così anomale, straordinarie, fulminee e incrociate sono state pre-concordate» da «chi aveva l’informazione privilegiata».


PROFITTI PER GNUTTI, OFF-SHORE PER UNIPOL - «Banca Lombarda dal 3 al 16 gennaio rastrella titoli Unipol per 14 miliardi e il 24 gennaio vende tutto a Gnutti e a persone a lui vicine. E cioè: 12 miliardi a Romeo Liberini; 4,5 a Maurizia Gallia, segretaria di Gnutti; 11 miliardi a Ornella Pozzi che ne è la moglie; 12 ad Antonella Comensoli; 4,5 a Osvaldo Savoldi... Il profitto personale di Emilio Gnutti è nell’ordine di 1 miliardo e 700 milioni di lire».
Ma tra i 4 intermediari del boom, continua Portioli, a spiccare è Cofimo Sim, che ha fatto «in tre giorni la metà degli acquisti e delle vendite più liquide». Ma chi erano i suoi fortunati clienti? «In Lussemburgo è risultato che Cofimo ha operato per il Credit Lyonnaise, che aveva come clienti la Darington svizzera e la Hepta di Guernsey. Per Darington il beneficiario è Edoardo Latella; per Hepta, Latella, Romano Binotto e Francois Kirsham. Tutti hanno dichiarato alla banca che furono incaricati da Unipol di effettuare il rastrellamento. Erano già noti alla Consob per intermediazioni estere riservate... Binotto fu collaboratore di Berlini, il faccendiere della vicenda Ferruzzi, e poi presidente di Bell, la holding della scalata a Telecom... Gnutti era consigliere d’amministrazione di Unipol... E’ chiaro che Unipol ha deciso di togliere obbligazioni dal mercato nella maniera il più possibile riservata. Per questo si è avvalsa di intermediari che garantissero copertura e opacità: quindi Gnutti, che ha chiamato Binotto... Per Unipol il profitto è un minor rimborso: invece di 100 versa 92 o 94. L’abbiamo quantificato in oltre 6 miliardi di lire, anche se la commissione incassata da Darington e Hepta è coperta».


IL DANNO AL MERCATO - «E’ almeno pari al profitto: chi non abusa vende a 92, mentre potrebbe incassare 100. Ma il danno c’è anche senza il profitto, perché in un mercato infetto da insider bisogna offrire un premio agli investitori: gli economisti calcolano che in Messico o Thailandia, dove gli abusi non sono repressi, il costo del capitale è più alto anche del 5% rispetto agli Usa... Il Lussemburgo in questo è più trasparente di noi. Anche in Svizzera, quando facciamo rogatorie, ci dicono: gli off-shore siete voi italiani...».
Paolo Biondani corriere
FaGal non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 27-11-05, 19:41   #2 (permalink)
Gennarino Fan's Club
 
Data registrazione: Mar 2000
Messaggi: 46,666
Popolarità: 42949685
Voltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond reputeVoltaire has a reputation beyond repute
Citazione:
Originalmente inviato da FabioGalletti
L’INFORMAZIONE PRIVILEGIATA - «Il 28 febbraio 2002 - depone il dirigente Consob - Unipol comunica al mercato che due prestiti obbligazionari saranno rimborsate in anticipo. L’informazione privilegiata era questa: se i titoli ora valgono 92 perché rimborsabili solo nel 2005, è chiaro che con l’anticipo il prezzo sale a 100, cioè al valore finale». Risultato: «Nel primo bimestre 2002 gli scambi sono esplosi: la media è passata da 141 milioni di lire a 4 miliardi, con una punta di 36 miliardi il 24 gennaio... In un mercato illiquido, è evidente che operazioni così anomale, straordinarie, fulminee e incrociate sono state pre-concordate» da «chi aveva l’informazione privilegiata».


Non solo insider trading: la stessa decisione di rimborsare anticipatamente il bond fu anti-economica. Eppure nessun amministratore Unipol è stato inquisito per aver fatto perdere alla compagnia ben 14 milioni di euro.
Ecco cosa scrisse Beppe Scienza all'epoca.



Un prestito al 2,25%. Chi non farebbe i salti di gioia a trovare denaro così a buon mercato? Che dire allora della compagnia d'assicurazioni Unipol? Aveva un'obbligazione a un tasso così basso e l'ha rimborsata anticipatamente, quando invece poteva aspettare fino al 30 giugno 2005.
Di per sé la cosa dovrebbe rallegrarmi, se mi è permessa una nota personale. Infatti nella mia pagina all'Università di Torino http://www.dm.unito.it/personalpages/scienza/index.htm segnalo alcune obbligazioni interessanti, rivolgendomi soprattutto ai lettori de Il risparmio tradito o dei miei articoli. E l'anno scorso avevo consigliato, fra gli altri, anche questo titolo, che era abbastanza conveniente anche aspettando la sua naturale scadenza. Così s'è invece trasformato in un affarone, venendo a rendere (su base annua) circa il 35% netto. Chi poteva però aspettarsi un comportamento così autolesionistico da parte dell'emittente?
Rimborsando le Unipol 2000-05 2,25% (codice Abi 147627), gli amministratori della società hanno infatti procurato un bel danno agli azionisti. Anzichè restituire i 318 miliardi di lire del prestito, bastava che comprassero banalissimi Buoni del Tesoro Poliennale di pari durata. Per esempio i Btp 1-7-2005, che rendevano sul 4,65% annuo. La differenza fra i due tassi avrebbe fruttato circa 12,8 milioni di euro da adesso alla scadenza.
Analogo discorso vale per le Unipol 2000-05 3,75% (codice Abi 147628), parimenti rimborsate. Qui il danno è stato minore, ma pur sempre sui 1,3 milioni di euro. Insomma, la compagnia d'assicurazioni bolognese ha dato un calcio a quasi 27 miliardi di lire da ora al 2005.

Silenzio dei fondi. Di fronte a una scelta così perniciosa per gli azionisti, uno si sarebbe aspettato qualche reazione da quanti si vantano di tutelare gli interessi degl'investitori. In particolare dai gestori dei fondi azionari che avevano in pancia azioni Unipol. Invece niente. Silenzio di tomba. Al che delle due l'una. O non hanno capito, cosa possibile perché, a giudicare dei risultati, i gestori italiani non brillano certo per perspicacia. Oppure se ne sono accorti, ma la finanza è un salotto buono in cui non bisogna criticare chi rompe un vaso cinese, per altro non suo.

Strani acquisti. In realtà la faccenda puzza. Merita quindi andare a fondo. Infatti a inizio marzo l'Unipol comunica il rimborso alla pari dei due prestiti, che ovviamente si portano subito vicino ai 100 euro. Ma cos'era accaduto in precedenza? Andando a vedere gli acquisti in borsa,ne vengono fuori delle belle.
Si tratta infatti di due obbligazioni generalmente poco trattate, con volumi giornalieri nell'ordine dei 20-30 o tutt'al più un centinaio di migliaia di euro. Curioso quindi che in gennaio e febbraio qualcuno spunti su come un fungo e in singoli giorni compri milioni di euro del titolo al 2,25%. Il 24 gennaio addirittura 20 milioni di euro al prezzo di 93. Altri casi di volumi anomali, e un grafico, sono consultabili sempre sulla mia home page al Dipartimento di Matematica.
L'emissione al 3,75% aveva ancora meno mercato e alcune sedute non veniva neppure scambiata. Ma il 28 gennaio scopriamo un volume di 9,8 milioni di euro al prezzo di 97.
Tutti questi sono dati pubblici, facilmente reperibili sullo stesso Sole 24 Ore. Stupisce quindi nella sezione "Risparmio & Famiglia" non se ne faccia parola nella risposta a una lettera che giustamente adombra il sospetto di irregolarità (5-5-2002, p. 24). Per i giornalisti del quotidiano della Confindustria è troppa fatica consultare i numeri passati della loro testata?

Cosa fa la Consob? Una piccola indagine dell'organo di controllo sarebbe opportuna. E' infatti molto strano che qualcuno certi giorni abbia improvvisamente fatto acquisti così mastodontici, per giunta a prezzi poco convenienti. Da inizio 2002 le quotazioni del reddito fisso sono generalmente scese, quelle delle Unipol 2000-2005 invece salite. Dunque non si vede proprio l'interesse a tali acquisti, a meno di sapere in anticipo dell'imminente rimborso. Inoltre è stupefacente che ci fosse qualcuno bello pronto, per esempio il 24 gennaio, a vendere una tale barca di titoli.
Tutto questo è sorprendente. Abbiamo cercato lumi da parte dell'Unipol, ma c'è stato raccontato che le obbligazioni erano state rimborsate perché il tasso d'interesse era alto (!). Abbiamo insistito per ottenere qualche giustificazione meno strampalata, ma nonostante ripetute telefonate la stiamo ancora aspettando.
A questo punto viene addirittura il dubbio che il rimborso anticipato, in spregio agli interessi della società, sia stato deciso proprio per permettere quegli strani acquisti.
Voltaire non  è collegato   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri
Annunci 4wnet

Strumenti discussione
Modalità visualizzazione Valuta questa discussione
Valuta questa discussione:

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Disattivato
Pingbacks are Disattivato
Refbacks are Disattivato

Vai al forum


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 20:48.

Powered by vBulletin® versione 3.8.7
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.6.0

Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits
© 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer.