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Cirio all’attacco delle banche chiederà 2 miliardi per i bond
16 novembre 2005
Cirio all’attacco delle banche chiederà 2 miliardi per i bond
I commissari vanno contro gli istituti che collocarono le obbligazioni E dall’udienza del 23 novembre sperano di ricavare 400 milioni per i bondholder
I commissari della Cirio si preparano a una causa da quasi 2 miliardi di euro contro le banche che collocarono le sette emissioni dei Cragnotti bond. E intanto si accingono a presentare nuove prove nella revocatoria per la cessione Eurolat. Gli avvocati dell’ex impero agroalimentare, Massimo Zaccheo, Massimo Confortini e Giuseppe Niccolini, su richiesta dei commissari giudiziali, Mario Resca, Luigi Farenga e Attilio Zimatore, sono alle battute finali della stesura di una maxi revocatoria, innanzi al Tribunale Civile di Roma, contro le banche che attraverso sette emissioni collocarono sul mercato 1.125 milioni di euro di obbligazioni Cirio. I commissari eccepiscono che le banche curatrici dei collocamenti (Comit, Caboto, Abax, Banca di Roma, Unicredito e Jp Morgan) non avrebbero compiuto le opportune due diligence sui conti delle società di Cragnotti prima di procedere all’emissione dei bond. A titolo di responsabilità extracontrattuale, i legali della Cirio sarebbero orientati a chiedere la restituzione delle cifre percepite dalle banche attraverso le operazioni di collocamento, per complessivi 1.125 milioni. Inoltre gli avvocati intendono chiedere agli istituti che si occuparono del collocamento altri 900 milioni a titolo di risarcimento danni. Intanto il 23 novembre innanzi al Tribunale Civile di Roma si terrà un’udienza, giudicata «chiave» dai legali della Cirio, per la revocatoria Eurolat. Gli avvocati dell’ex impero agroalimentare chiederanno al Collegio di mettere agli atti alcuni documenti sequestrati dalla Procura capitolina alla ex Banca di Roma tra cui figura una missiva dell’allora direttore generale dell’istituto romano, Pietro Locati. Il testo ha per oggetto il «conferimento del debito Cirio spa in Eurolat spa e riduzione dell’esposizione del gruppo (Cirio)» verso la banca. Un’operazione che nel 1999 consentì all’odierna Capitalia di trasferire parte del suo indebitamento dalla Cirio (in difficoltà) alla Parmalat (allora ritenuta solida), per un importo di 278 miliardi di lire. Dal documento potrebbe dipendere il successo della causa, dalla quale i commissari si attendono nelle casse della Cirio circa 400 milioni da destinare agli obbligazionisti.
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