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Allarme sui fondi Consob raddoppia il carico tariffario
12 ottobre 2005
Stop ai contributi statali per le Authority, dovrà finanziarsi sul mercato Allarme sui fondi Consob raddoppia il carico tariffario LUCA IEZZI ROMA - Raddoppio dei contributi da richiedere al mercato, la paura di non riuscire a far fronte alle nuove necessità di vigilanza e, ancor più grave, il rischio di perdere anche un parte della libertà di azione insieme alla propria autonomia finanziaria. Con queste premesse non sorprende che l´articolo 14 della Finanziaria stia creando perplessità, se non allarme, tra i vertici Consob. La scure di Tremonti si è abbattuta su tutte le autorità indipendenti che, come recita il comma due dell´articolo in questione, dovranno finanziarsi solo grazie alla contribuzione degli "utenti" del mercato di riferimento. Lo Stato conta di risparmiare così 65 milioni di euro dal 2006 lasciando però in qualche ambasce la Consob, l´Autorità per le comunicazioni, la Covip e l´Autorità per i lavori pubblici. Tra tutti proprio gli uomini guidati da Lamberto Cardia rischiano di subire il contraccolpo peggiore. Attualmente il sistema di finanziamento della Consob prevede un contributo statale che copre il 36% delle entrate mentre i vigilati versano il resto. Nel bilancio preventivo del 2005 lo stanziamento pubblico vale 27,7 milioni di euro (già ridotto di 2 milioni rispetto al 2004) su entrate complessive di 76,4 milioni. La sparizione del sostegno pubblico arriva nel momento in cui la Consob è chiamata a potenziarsi, per ottemperare alle nuove attribuzioni della direttiva comunitaria sul market abuse. Dopo tanti anni di inadeguatezza dovrebbe trasformarsi nel vero "cane da guardia" dei mercati. E le vicende finanziarie degli ultimi anni (Parmalat, Cirio e le Opa bancarie) dimostrano quanto ci sia bisogno di un vigilante efficiente. Cardia può incrementare l´organico dell´autorità fino a 600 addetti (contro gli attuali 450) un aumento che di certo peserà sul bilancio (le spese del personale nel 2005 sono preventivate a 49 milioni di euro). Invece ora ogni piano di potenziamento dovrà essere riconsiderato di fronte alla necessità di "scaricare" sui vigilati la quota statale. Le prime stime dicono che le quote di contribuzione potrebbero anche raddoppiare. All´incertezza sul bilancio si aggiunge un altro pericolo: sempre l´articolo 14 prevede che i livelli di contribuzione che le Autorità dovranno richiedere saranno definiti da un decreto del ministero dell´Economia che di fatto si troverà a determinare il budget delle Autorità che evidentemente saranno meno indipendenti se la quantità di risorse verrà decisa dal ministero. Attualmente i livelli di contribuzione vengono decise da una delibera della Consob che definisce le tariffe per categoria di vigilati (banche, agenti di cambio, società emittenti obbligazioni o azioni, promotori finanziari, gestori, società di revisione, società di gestione dei mercati come Borsa Italiana o Mts). Delibera poi recepita da un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Se la norma dovesse superare l´approvazione parlamentare, gli effetti saranno immediati: infatti è previsto un "periodo transitorio" per il 2006, ma in realtà i fondi saranno negati da subito e le autorità potranno contare su un "prestito" da restituire dopo ottobre 2006 (per la Consob l´anticipo é di 7,4 milioni), di certo non in grado di scongiurare il rischio della paralisi dell´attività. Repubblica |
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Sarebbe sufficente che gli importi delle sanzioni finissero nelle casse della Consob che sarebbe finanziata non da tutti indiscriminatamente, ma solo dalle società, banche, amministratoti, società di revisione che non rispettano le regole del mercato.
Da come si stanno comportando queste società ricaverebbero un gruzzoletto niente male e sarebbero incentivati a fare dei controlli seri altrimenti non si porta a casa lo stipendio.
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