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MINORI. Sesso Gay in pubblicità. Genitori allarmati, interviene MDC Junior
12/09/2005 - 15:23 Sesso gay in pubblicità? Sono queste le tendenze segnalate al dipartimento Junior del Movimento Difesa del Cittadino da genitori turbati alla vista di cartelloni pubblicitari di una marca di abbigliamento, le cui fotografie, realizzate da Oliviero Toscani, ritraggono due uomini intenti a "giocare" con la loro sessualità. "I genitori - spiega Lucia Moreschi, responsabile del Dipartimento Junior di MDC - ci dicono di essere in difficoltà con i figli molto piccoli nel dare spiegazioni di fronte alla domanda 'Cosa fanno? Perché quell' uomo tocca lì l' altro uomo?'" "La nostra - tiene a precisare Moreschi - non è assolutamente una critica alla libertà e all'orientamento sessuale delle persone, che rispettiamo profondamente. Solleviamo semplicemente un problema legato all'uso di immagini esposte sulla pubblica via che possono mettere in difficoltà i genitori e anche l'aspetto emotivo dei minori. E' difficile spiegare l'omosessualità a un bambino molto piccolo. Ogni cosa richiede tempo e poi possono esserci genitori non in grado di farlo. Senza inciampare nella retorica, ribadiamo il principio secondo cui la tua libertà finisce dove inizia quella di un altro", continua Moreschi. Sul sito della casa di moda si dice che "due uomini che si toccano non è nulla di scandaloso. Danno vita ad una forma di ambiguità manifesta che diventa un manifesto". "Sul fatto che non ci sia nulla di scandaloso possiamo essere d'accordo - dice ancora la responsabile del dipartimento Junior di Mdc -. Crediamo però che chi opera nel settore della comunicazione debba tenere conto della complessità e della varietà dei target. Purtroppo anche questo caso dimostra che i minori non sempre hanno l'attenzione che merita soprattutto la loro delicata fase evolutiva". MDC Junior sottoporrà la questione al Gran Giurì della Pubblicità, al fine di verificare se la campagna pubblicitaria possa risultare lesiva per lo sviluppo fisico e emotivo dei minori, e dunque se ci siano i presupposti per intervenire. http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=2994 |
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Giurì su campagna RA-RE: "E' volgare e provocatoria"
20/09/2005 - 12:19 L'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha giudicato due delle immagini della campagna di RA-RE firmata Oliviero Toscani "volgari e provocatorie". La decisione segue la segnalazione del Movimento Difesa del Cittadino. In seguito alla segnalazione del Movimento Difesa del Cittadino, dipartimento Junior, lo IAP, Istituto Autodisciplina Pubblicitaria ha deciso che la campagna pubblicitaria della RA-RE, realizzata da Oliviero Toscani in cui vengono ritratti due uomini intenti a "giocare" con la loro sessualità è "volgare e provocatoria". Lo IAP ha comunicato che "il Comitato di Controllo ha considerato due delle immagini proposte nell'ambito della campagna 'RA-RE' in manifesto contrasto con gli artt. 1 - Lealtà pubblicitaria, 9 - Violenza, volgarità, indecenza, e 11 - Bambini e adolescenti del CAP deliberando, pertanto, di procedere con ingiunzione di desistenza al fine di inibirne l'ulteriore diffusione." Il Gran Giurì ha aggiunto nella sua risposta che "l'ostentazione volgare e provocatoria di situazioni legate all'intimità sessuale (due uomini di cui uno tocca, con modalità goliardiche e triviali, i genitali dell'altro) conduca la comunicazione a scadere in una inaccettabile lesione della sensibilità del pubblico". La società di abbigliamento avrà ora un termine non prorogabile di dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento inibitorio (14 settembre 2005), per proporre motivata opposizione, con le conseguenze previste e disciplinate dall'art. 39 commi 3 e 4 del Codice. "Apprezziamo molto la tempestività con cui l'Istituto si è attivato. Indipendentemente dall'esito di questo procedimento- ha affermato Lucia Moreschi, responsabile nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, Dipartimento Junior - siamo soddisfatti di rilevare che alcuni strumenti preposti alla tutela dei minori siano presenti e attivi". Anche il Moige aveva segnalato la campagna al Gran Giurì e plaude alla decisione."Una decisione tempestiva che, speriamo, serva anche da esempio e monito per il futuro. Le segnalazioni che continuano ad arrivarci da tanti cittadini, genitori e non, confermano la manifesta volgarità di quelle immagini, non tanto - conclude il Moige - per l'orientamento sessuale quanto per il gesto. Lo stessa posa sarebbe stata volgare anche se i soggetti fossero stati di diverso sesso". HC 2005 - redattore: NZ http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=3154 |
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Gennarino Fan's Club
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Dopo le segnalazioni e le proteste l'istituto di autodisciplina
del settore decide il "congelamento" della campagna-shock Stop alle pubblicità gay di Toscani "Non affiggere più quei manifesti" Nelle immagini, che reclamizzano una ditta di abbigliamento maschile, due uomini si baciano e si toccano sulle parti intime Una delle immagini della campagna di Toscani MILANO - L'ultima campagna pubblicitaria-shock di Oliviero Toscani - cartelloni di sei metri per tre che ritraggono due uomini che si baciano e si toccano all'altezza delle parti intime - è finita nel mirino del Comitato di controllo dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria (Iap), che ne ha vietato la prosecuzione dell'affissione. I manifesti, già esposti ai primi di settembre, avevano suscitato le proteste di molti cittadini: da qui l'intervento del Comitato. Che ha ordinato non di eliminare i cartelloni già affissi - che reclamizzano la Ra-re, ditta di abbigliamento maschile - ma di smettere di affiggerne altri. L'ingiunzione è stata decisa il 14 settembre, ma è diventata effettiva soltanto dieci giorni dopo. Successivamente il testo del provvedimento è stato diffuso su internet, nel sito dello Iap. "L'ostentazione volgare e provocatoria di situazioni legate all'intimità sessuale - si legge nel testo - porta la comunicazione a scadere in una inaccettabile lesione della sensibilità del pubblico". I messaggi - prosegue il testo - "oltre a turbare un pubblico adulto, possono colpire l'attenzione dei minori che non hanno chiavi di lettura per capire le immagini, provocando loro ansia e disagio". E poi c'è "la netta incongruità tra la comunicazione pubblicitaria avente fini meramente commerciali e le immagini diffuse". "Lungi dal volere stimolare un serio e corretto approccio al tema della parità sessuale - conclude il testo - i messaggi mirano unicamente a colpire l'attenzione del pubblico ad ogni costo, turbandone la sensibilità attraverso rappresentazioni volgari tout court". "Non si tratta né di censura né di discriminazione contro gli omosessuali - hanno spiegato allo Iap - ma di semplice tutela della sensibilità dei cittadini, soprattutto dei minori. Se si fosse trattato di eterosessuali sarebbe stato lo stesso". Dello Iap fanno parte le imprese che investono in pubblicità, le organizzazioni professionali del settore e i mezzi di diffusione della pubblicità. Tutti soggetti che si sono dotati di un codice di autodisciplina. |
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