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Vecchio 11-08-05, 09:05   #1 (permalink)
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Lista Compagnie aeree a rischio

Nella lista della Faa americana sono inseriti nella «categoria 2» con pesanti restrizioni. Charter con la Riviera adriatica Aerei, l’elenco delle 17 compagnie a rischio Sono di 17 compagnie di Paesi considerati a rischio. Enac: con molte nessun problema STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Negli Stati Uniti sono classificati come «Paesi di serie B»: gli uomini che governano i loro cieli e le compagnie che decollano dai loro scali non hanno superato l’esame sicurezza della Federal Aviation Administration e così i loro aerei sono stati sottoposti a pesanti restrizioni. In Italia, invece, come succede nel resto d’Europa, non solo sono trattati come gli Stati più all’avanguardia in fatto di aviazione civile, ma sono anche liberi di far atterrare e decollare i loro jet (più spesso vecchi Tupolev e Antonov) senza particolari limitazioni. Una loro compagnia viene scoperta non in regola con le norme di sicurezza? Nessun problema, basta che rimedi alla «malefatta» e torna a volare senza che nessuno mai lo sappia.
Argentina, Bangladesh, Bulgaria, Serbia e Montenegro e Ucraina. Insieme ad altri 22 Paesi nel mondo, l’America li considera a rischio e li ha declassati nel secondo livello della «checklist » in materia di sicurezza aerea («Non rispettano gli standard minimi Icao» scrive il sito della Faa pubblico). In Italia invece volano con 17 compagnie inserite dall’Ente nazionale dell’aviazione civile nell’elenco dei vettori ispezionati: una del

Un aereo delle Aerolineas Argentinas
Bangladesh (Bangladesh Biman), una dell’Argentina (Aerolíneas Argentinas), due della Bulgaria (Hemus Air e Skorpion Air), tre della Serbia e Montenegro (Diair, Jat e Montenegro Airlines) e ben dieci dell’Ucraina (Aerovis, Air UKraine, Cabi, Donbass-Eastern Ukrain, Lviv Airlines, Podilla Avia, Ukraine Cargo Airways, Ukraine International Airlines, Ukraine Mediterranean Airlines e Volare Aviation).
Molte di queste sono compagnie charter stagionali che collegano l’Est con i piccoli aeroporti della Riviera adriatica. Da Ancona a Pescara. E Rimini: qui ogni settimana un Ilyushin- 18 e un Yakovlev-42 della Lviv Airlines si danno il cambio per portare da Kiev i clienti di piccoli tour operator. In un anno e mezzo di ispezioni, secondo indiscrezioni, soltanto due di queste 17 compagnie sarebbero state trovate fuori norma, bandite dai cieli italiani e poi però riabilitate al volo: la bulgara Hemus Air e l’ucraina Podilla Avia.
Anche negli Stati Uniti gli aerei che decollano dai cinque Paesi a rischio vengono fermati solo nei casi più gravi. Ma tutti, indistintamente, sono sottoposti a limitazioni: controlli severi sia negli aeroporti Usa sia in quelli d’origine; chi già oggi vola non può aumentare il numero di collegamenti (se non ricorrendo al noleggio di velivoli di compagnie di «serie A»); chi ancora non vola può sperare di farlo, anche in questo caso, solo affittando una flotta di «primo livello». E in ogni caso ogni cittadino che decide di acquistare un loro biglietto lo fa dopo aver ottenuto tutte le possibili informazioni. Ein Italia? «Le 17 compagnie che appartengono a questi Paesi continuano a volare, certo» dicono dall’Enac. Anche perché tre di questi, Bulgaria, Serbia e Ucraina, fanno parte dell’Ecac (l’ente dell’aviazione civile che raggruppa 44 Paesi, la maggior parte europei).
«Con alcune di queste, Aerolineas Argentinas in testa (controllata un paio di volte, arriva di notte), non abbiamo mai avuto problemi» spiega il presidente Vito Riggio. «Altre invece, sono anche state fermate per anomalie gravi» aggiunge il responsabile operazioni e sicurezza Benedetto Marasà. «La differenza tra noi e gli Usa sta tutta nella classificazione pubblica dei Paesi, ma la strategia di controllo è la stessa: anche noi concentriamo le verifiche (il 50%) sui vettori che consideriamopiù a rischio». «Senza però dimenticare una cosa» aggiunge Marcello Turrini, caposcalo delle Aerolineas Argentinas a Fiumicino (quattro collegamenti la settimana con Buenos Aires): «Un conto è che gli Usa considerino di "serie B" un Paese un conto una compagnia: in Argentina ci sono tante compagnie ».
Alessandra Mangiarotti
10 agosto 2005

http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...10/aerei.shtml
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Vecchio 11-08-05, 09:06   #2 (permalink)
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Checklist Faa: in 27 Stati pochi controlli
- LA LISTA E’ quella stilata dalla Federal Aviaton Administration, organismo governativo americano responsabile della sicurezza dell’aviazione civile. Nell’elenco i Paesi del mondo sono divisi in due categorie: 1 se l’autorità di aviazione civile rispetta gli standard minimi dell’International Civil Aviation Organization (Icao) e 2 in caso contrario. L’Italia appartiene alla prima categoria. La seconda categoria è applicata se il Paese è carente di normative in linea con gli standard internazionali o se non ci sono abbastanza risorse o know how tecnico. «Retrocessione» anche nel caso di personale non istruito a dovere o documentazione carente. Le ispezioni dei tecnici avvengono negli Usa e anche nei Paesi sotto esame.

- CATEGORIA 2 La categoria 2, quella della serie B, contiene 27 Paesi, sottoposti a pesanti restrizioni. Cinque di questi Paesi operano anche in Italia, per un totale di 17 compagnie che atterrano e decollano nei nostri aeroporti. L’Enac ha collocato questi vettori nella lista italiana degli «ispezionati». Tra i Paesi ci sono Argentina (con Aerolineas Argentinas) e Bangladesh (Bangladesh Biman). Tra i «bocciati» numerosi i vettori ucraini: i charter Aerovis, Cabi, Donbass, Lviv Airlines, Podilla Avia, Ukraine Cargo Airways, Ukraine Mediterranean Airlines e le compagnie con voli di linea Ukraine International Airlines, Volare Aviation e Air Ukraine. In categoria 2 anche Bulgaria con Hemus Air e Skorpion Air (charter) e Serbia-Montenegro con i vettori Jat e Montenegro Airlines. Nella lista c’era anche la African Safari Ltd, società recentemente fallita.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...op_aerei.shtml
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Vecchio 11-08-05, 13:21   #3 (permalink)
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Tutela del passeggero: la nuova carta dei diritti vale anche per i voli low cost
08/08/2005


I voli low cost, denominati anche "no frills" ovvero senza fronzoli, sono i voli a basso costo offerti da Compagnie aeree che riescono a proporre prezzi molto competitivi rispetto a quelli dei gestori tradizionali.

Queste nuove Compagnie aeree sono in grado di garantire biglietti super economici, in quanto risparmiano sulle spese grazie agli sconti e alle agevolazioni che ottengono dalle società che gestiscono gli aeroporti, nel catering e nei servizi di bordo (praticamente assenti).

Inoltre, la vendita dei biglietti è effettuata tramite internet o rivolgendosi al call center e i biglietti cartacei sono sostituiti da una e-mail di conferma e da un codice di prenotazione, con i quali il passeggero deve presentarsi in aeroporto per i check-in. Se con i voli low cost i vantaggi per i passeggeri sono costo ridotto del biglietto, assenza di rischi di overbooking e comodità dell'acquisto on line (o tramite telefono), i disagi derivano dal fatto che i posti non sono preassegnati, che non si possono modificare orario e data di partenza e che bevande e cibi non sono compresi nel prezzo del biglietto, ma acquistabili a bordo.

Anche i passeggeri low cost, così come quelli delle Compagnie tradizionali, sono oggi tutelati dalla nuova Carta dei diritti, entrata il vigore lo scorso 17 febbraio, che prevede una serie di regole pensate nell'interesse dei viaggiatori europei (si calcola siano 590 milioni di soggetti). Più precisamente l'ambito di applicazione di tale documento riguarda:

- sciopero, diritto di informazione ed assistenza;
- rifiuto imbarco, overbooking, risarcimenti;
- cancellazione volo;
- ritardi importanti ;
- bagagli persi, danneggiati o in ritardo;
- morti o feriti per incidenti.

Il testo integrale può essere consultato sul sito: www.enac-italia.it. In caso di necessità il passeggero può rivolgersi in primo luogo a rappresentante della Compagnia aerea e successivamente, in caso di mancato rispetto degli obblighi, può presentare ricorso all'autorità competente (l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile a Roma). Inoltre, è sempre a disposizione un numero verde (0080067891011).

Fonte: Protezione Legale n. 23 Giugno 2005
http://www2.assinews.it:8080/testi/t...080805tec.html
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Vecchio 25-08-05, 10:52   #4 (permalink)
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25 agosto 2005
La sicurezza nei cieli
Liste nere, controlli, bollini blu ma i guasti aumentano del 30%


L´Enac: in Italia verifiche rigide ma d´estate con i charter è tutto più difficile




ETTORE LIVINI


MILANO - Quattro incidenti e 340 vittime in due settimane. L´agosto 2005 rischia di andare agli annali come uno dei mesi più neri nella storia del trasporto aereo. Non solo per il bilancio tragico (nell´intero 2004 i morti erano stati 457) ma anche perché i disastri di quest´estate hanno colpito trasversalmente tutto il settore. Coinvolgendo una compagnia low-cost (la cipriota Helios), voli charter e di linea, Boeing, Airbus, McDonnell Douglas e Atr. La costante? Per gli esperti solo una. Quasi tutte le compagnie coinvolte erano vettori di seconda linea di paesi con scarsa tradizione aereonautica. «Quella degli ultimi giorni è stata solo un´anomala concatenazione temporale – sostiene Silvano Manera, direttore generale dell´Enac, l´Ente nazionale per l´aviazione civile –. Certo però esiste un serio problema di controlli sulla sicurezza. In Italia e in Europa siamo tra i più avanzati al mondo. Ma negli ultimi anni si sono affacciati sul mercato piccole compagnie di paesi emergenti su cui abbiamo acceso un faro». Sette – per lo più dell´ex blocco sovietico – sono state fermate nel 2004.
Il problema, in fondo, è il boom del settore. Dal 1980 il traffico nei cieli è cresciuto del 400%. I paletti a controlli e manutenzione – almeno in Europa e Usa – sono in teoria rigidissimi. Ma farli rispettare è un altro conto: l´Enac ad esempio ha annunciato di aver portato da 32 a 52 il numero dei suoi ispettori e di aver aumentato del 15% a 462 le verifiche da inizio anno. Tanta buona volontà («abbiamo richiesto anche altri 120 tecnici» assicura Manera) ma con mezzi inadeguati visto che l´Enac deve vigilare su ben 500mila voli l´anno. La manutenzione è affidata invece alle compagnie. Ma la crisi finanziaria – dal 2001 il settore ha perso 60 miliardi – non ha certo favorito gli investimenti nel campo: secondo l´Agenzia di sicurezza del volo i guasti agli aerei in Italia sono cresciuti dai 292 del 2002 ai 408 dell´anno scorso.
Il compito comunque non è facile. Vent´anni fa da noi esisteva solo Alitalia e due o tre modelli di aerei. Oggi ci sono 32 vettori nazionali e 50 tipi di velivoli. E oltre a loro volano dai nostri aeroporti decine di charter (il 14% del traffico totale), alcuni di paesi con cultura aeronautica molto giovane e verificati dall´Enac con ispezioni che spesso si limitano al controllo dei brevetti e delle licenze e a una osservazione superficiale dello stato di manutenzione.
La soluzione? Molti vogliono un "voto", come a scuola, che testimoni il grado di sicurezza delle compagnie. Diverse associazioni di consumatori chiedono di pubblicare la "lista nera" dei vettori che non hanno autorizzazione a sorvolare i paesi più sviluppati. Proposta che sta muovendo i suoi primi passi anche in sede Ue. L´Enac, come le sue omologhe europee, si limita a render nota la "lista bianca" delle compagnie promosse dai suoi controlli. La Francia vuole un "bollino blu" per gli aerei più sicuri. Altra idea, ancora embrionale, è quella di dare a ogni aereo (e stamparla sui biglietti) una carta d´identità. Con modello, età e date delle ultime manutenzioni. Per evitare sorprese l´Enac vuole obbligare i tour operator a comunicare in anticipo chi opererà i loro trasporti. Comunque una mezza Babele. Ancor più preoccupante in mesi come agosto quando in cielo volano centinaia di charter (a Malpensa il traffico aumenta del 15%) spesso di piccole compagnie che non possono permettersi di lasciare un aereo a terra per motivi finanziari. «Un´area di stretta vigilanza» ammette Manera. Il rischio – come alcuni piloti sostengono in privato per spiegare almeno un paio di incidenti di questo agosto nero – è che si sottovalutino guasti e anomalie pur di non mandare in tilt gli operativi nei mesi più redditizi dell´anno.

repubblica
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Vecchio 25-08-05, 18:58   #5 (permalink)
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TRASPORTO AEREO. Enac: attivo numero verde per avere informazioni sulle compagnie
25/08/2005 - 17:13


Un numero verde gratuito, 800 898 121, per avere informazioni inerenti le compagnie aeree nazionali, comunitarie ed extra comunitarie, il sistema di controlli del settore e la Carta dei Diritti del Passeggero. E' quanto ha disposto l'ENAC, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, secondo quanto si apprende da una nota oggi diffusa dall'istituto.

Il numero è operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 08:00 alle 20:00. Le informazioni sono anche reperibili consultando il sito web dell'ENAC, www.enac-italia.it, collegandosi agli appositi banner.

In particolare, con riferimento alle compagnie aeree, l'ENAC ha reso disponibili, attraverso informazioni telefoniche o attraverso il proprio sito internet, i seguenti elenchi: Compagnie aeree nazionali certificate dall'ENAC; Compagnie aeree comunitarie (informazioni reperibili solo attraverso il Numero Verde 800 898 121); Compagnie aeree statunitensi operanti in Italia certificate dalla Federal Aviation Administration; Compagnie estere che forniscono ad operatori nazionali velivoli a noleggio o in code sharing.

Le notizie su altre compagnie estere autorizzate dall'ENAC ad operare voli da e per l'Italia possono essere richieste telefonicamente al Numero Verde. Sul sito è inoltre possibile consultare l'elenco degli operatori che sono stati ispezionati dall'ENAC con esito favorevole nell'ambito del Programma SAFA (Safety Assessment of Foreign Aircraft).

L'Ente precisa inoltre che programma le ispezioni secondo le indicazioni derivanti dai dati di rispondenza ai requisiti di sicurezza di cui è in possesso. Può quindi verificarsi che un operatore estero (come ad esempio quelli nordamericani) non sia ispezionato in quanto le evidenze a disposizione dell'ENAC forniscono garanzie adeguate sulla sua affidabilità tecnica ed operativa. Il programma prevede comunque che tutti gli operatori verranno ispezionati entro il 2006.

HC 2005 - redattore: SB

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=2735
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Vecchio 26-08-05, 11:22   #6 (permalink)
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Trasporto aereo: queste le 317 le compagnie straniere 'sicure'
26/08/2005

La lista dell'Enac pubblicata dal Messaggero


Dall'austriaca Abc Bedarfllug alla Yemenita Yemenia. Sono 317 le compagnie aeree straniere sicure che fanno parte della lista messa a punto dall'Enac, nell'ambito del programma 'Safa' con l'obiettivo di eliminare dall'Italia le cosiddette 'carrette del cielo'. L'elenco pubblicato mercoledì da 'Il Messaggero' è ora consultabile sul sito dell'ente nazionale per l'aviazione civile.

La lista dell'Enac, che ha il compito di controllare la sicurezza, nella doppia accezione di "safety" cioè sicurezza in volo e di "security" sicurezza a terra, "è un punto di partenza,ma non la panacea" afferma nell'articolo il presidente Vito Riggio, che propone la compilazione di una black- list affidata ad un'autorità a livello mondiale in grado di condurre in porto i controlli "più strutturali".

la lista
http://www2.assinews.it:8080/testi/i...260805var.html
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Vecchio 26-08-05, 11:23   #7 (permalink)
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26 agosto 2005
Disastri aerei, adesso si indaga sui pezzi di ricambio contraffatti

IL CASO


Adesso si indaga anche sui pezzi di ricambio. Chi sta cercando di capire cosa abbia fatto cadere l'Atr72 della Tuninter nel mare di Palermo e il 737 della Helios vicino ad Atene considera l'ipotesi che a causare le tragedie siano stati componenti dell'aereo contraffatti. E' già successo. E per questo alla Procura di Tempio Pausania (Sassari) è stata chiesta copia della lista clienti della Panaviation: la società con base a Roma finita sotto inchiesta nel 2002 con l'accusa di aver venduto a mezzo mondo pezzi di ricambio scaduti con certificazioni fasulle.
«La Tunisia è uno dei Paesi che più ha comprato dalla Panaviation», conferma Renato Perinu, il pm che ha condotto l'inchiesta. I clienti? Compagnie aeree e brokers, 200 operatori a livello internazionale. Una lista che potrebbe contenere anche i nomi della West Carribean Airways (Md80 precipitato in Venezuela) e della Tans (Boeing737 caduto in Perù). Spiega il comandante Arturo Radini, uno dei periti che ha lavorato al caso Panaviation: «Molti pezzi di ricambio contraffatti sono venduti dai brokers Usa, Florida in testa, alle compagnie del Sud America».
Una richiesta di informazioni sarebbe arrivata dal Comando generale della Guardia di Finanza. Contatti informali anche tra periti. «Perché, di fronte a un incidente anomalo come quello dell'Atr72, lo spegnimento di due motori, bisogna indagare anche sui ricambi», continua Radini. «Oggi almeno il 5% (a essere buoni) dei pezzi è contraffatto. Un problema enorme».
L'inchiesta Panaviation è chiusa da più di un anno. «Le componenti vendute in Italia sono state sequestrate», assicura il pm Perinu. «Persino le lampadine», conferma il direttore generale dell'aviazione civile Silvano Manera. L'Enac ha inviato un'allarme alle autorità di 167 Paesi. Stessa cosa ha fatto l'americana Faa. «Ma cosa abbia deciso ogni Stato non si sa — aggiunge Radini —. Quei ricambi possono essere ancora ovunque. Dai brokers Usa sono stati venduti in tutto il mondo e una volta montati è difficile individuarli: parti meccaniche, maschere d'ossigeno, bulloni». Il pensiero va a Paesi emergenti e piccole compagnie. «Deregulation e mercato nero dei pezzi di ricambio vanno di pari passo», spiega Radini. E' successo prima negli Usa: «Persino la Faa ha comprato senza saperlo pezzi contraffatti (il 33%)». E ora accade nel resto del mondo: «Dopo i tagli sul catering si è arrivati a ridurre spese per manutenzione e ricambi».

http://www.assinews.it/rassegna/arti...r260805da.html
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Vecchio 27-08-05, 10:42   #8 (permalink)
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27 agosto 2005
Aerei, la Ue vuole la black list

Nel 2004 fatte 650 ispezioni contro le 790 della Germania e le 1.500 della Francia. Il 2005 è in crescita


ROMA • Sono dodici le compagnie aeree straniere a cui l'Enac negli ultimi diciotto mesi ha sospeso l'autorizzazione a volare in Italia per le violazioni gravi alle normative internazionali sulla sicurezza. A sei di queste i cieli italiani sono ancora interdetti, mentre altre sei hanno ripreso l'attività, dopo essersi messe in regola ed aver superaro i nuovi controlli degli ispettori dell'Ente per l'aviazione civile.
Tra queste non figurava la World Focus, il vettore turco a cui la low cost italiana MyAir. com aveva affidato alcuni dei propri collegamenti interni, come il Bari Bergamo, bloccato proprio ieri sulla pista dell'aeroporto pugliese per guasti tecnici ( si veda l'articolo a fianco). La compagnia era, finora, inserita nella “ white list”, l'elenco degli operatori autorizzati consultabile sul sito internet dell'Enac. È stata cancellata ieri sera.
A garantire i 650 controlli del 2004 e gli 800 programmati per quest'anno è una task force dell'Autorità composta da 80 ingegneri, 26 ispettori di volo ( quasi tutti ex piloti) e da 32 ispettori, appositamente formati, dislocati nelle direzioni degli aeroporti.
Davanti all'Italia, per numero di ispezioni, lo scorso anno si sono posizionate la Francia, con oltre 1.500 e la Germania con 790. Dietro, la Gran Bretagna, con 122 verifiche. Le compagnie che fanno parte della black list europea sarebbero a oggi 29.
Quali siano le sei compagnie che, per ripetute e gravi inadempienze che configurano un cattivo stato della manutenzione, sono state bandite dagli aeroporti italiani non è noto. Contrariamente ai colleghi di Francia, Svizzera e Belgio e all'orientamento della Commissione e del Parlamento europeo, che lunedì prossimo riprenderà l'esame di un regolamento ad hoc, il ministro Pietro Lunardi e i vertici di Enac ed Enav hanno scelto di non pubblicare la black list italiana.
Nonostante ieri, da alcune forze politiche ( Verdi e Rifondazione comunista) e dalle associazioni dei consumatori, sia venuta la richiesta di seguire l'esempio dei cugini d'oltralpe. E da Bruxelles il portavoce del commissario Barrot ha ribadito che anche l'Italia sarà obbligata a pubblicare la lista nera, se sarà approvato il regolamento Ue proposto dalla Commissione.
L'esito delle ispezioni dell'Enac è comunque noto alle Autorità dell'aviazione civile degli altri Paesi europei perchè tutti i rapporti compilati dagli ispettori vengono inviati alla Banca dati centralizzata presso la Joint Aviation Authority di Amsterdam.
Almeno 23mila.
I controlli effettuati sulla rampa in aeroporto, quando l'aereo è fermo in pista, sono 54. In parte si tratta di verifiche documentali ( il possesso delle certificazioni previste), in parte di verifiche pratiche in cabina di pilotaggio, per controllare che le apparecchiature siano funzionanti, e nella cabina passeggeri. In questo caso l'attenzione maggiore è rivolta agli equipaggiamenti di emergenza: maschere e bombole dell'ossigeno, sedili, salvagenti, luci di sicurezza. Infine c'è il giro esterno dell'aeromobile per verificare l'eventuale perdita di fluidi, portelli non sigillati, viti mancanti, palette dei motori non in perfetto stato, ruote, carrelli, ammortizzatori e luci esterne. La stessa ricognizione che è tenuto a compiere il comandante prima di salire a bordo.
Tre i livelli di infrazione: il livello 1 ( infrazione minore) viene notificato solo al pilota, perchè adotti i provvedimenti necessari; il livello 2 ( infrazione significativa) viene comunicato al pilota e, per iscritto, all'autorità dell'aviazione civile del Paese interessato e alla compagnia aerea; il livello 3 ( infrazione grave) comporta la messa a terra del velivolo fino a quando l'anomalia non sia stata sanata. Oltre questo livello scatta una sorta di livello 4, ovvero la sospensione dell'autorizzazione a operare in Italia, come previsto dai protocolli Safa ( Safety assesment of foreign aircraft) concordati nel 1996 da tutti i Paesi europei.
Intanto anche il Comitato Ee per la sicurezza aerea che riunisce gli esperti delle aviazioni civili dei 25 Stati membri, è stato convocato per il 7 settembre « per un primo scambio di vedute sui criteri in base ai quali stabilire una lista nera consolidata europea delle compagnie non sicure » . Ieri, anche l'Ecac, la Conferenza eueropea dell'aviazione civile in cui siedono 42 Paesi, riunita in Romania, ha annunciato un piano d'azione in cinque punti per aumentare l'efficacia della lotta alle carrette dei cieli. Bruxelles: Italia obbligata a rendere nota la « lista nera » se verranno approvate le nuove norme.


http://www.assinews.it/rassegna/arti...e270805sc.html
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Vecchio 29-08-05, 08:30   #9 (permalink)
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29 agosto 2005
Francia, ecco la lista nera Sei le compagnie vietate

«Responsabili di fatti gravissimi, come volare con i motori in panne»

DAL NOSTRO INVIATO PARIGI — Sono sei le compagnie vietate in Francia e quindi iscritte nella «lista nera» che oggi — come aveva annunciato il ministro dei Trasporti, Dominique Perben — verrà diffusa su Internet ( www.dgac.fr).
Di queste sei compagnie, cinque erano già note come proibite da mesi: Air Koryo (Corea del Nord), Air Saint-Thomas (Stati Uniti), International Air Services (Liberia), Linhas Aereas de Moçambique e la collegata Transairways (Mozambico). Dopo settimane di incidenti aerei, psicosi nei viaggiatori e polemiche tra Francia e Italia sull'opportunità di stilare e diffondere l'elenco, l'unica novità è la Phuket Airlines (Thailandia), peraltro già vietata in Gran Bretagna e Olanda. L'Enac comunque conferma che «nessuna delle compagnie sospese da altri Paesi europei sta operando in Italia».
I CRITERI — «E' una lista nera come il carbone», dice Thierry Reviron, il dirigente della Dgac (l'aviazione civile francese) che l'ha stilata. «Abbiamo incluso solo le compagnie responsabili di fatti gravissimi, come volare con uno dei due motori in panne. Ecco perché sono così poche. Per decine di altre la sicurezza non è misurabile oggettivamente, resta una sensazione ». Reviron ricorda che «tre quarti degli incidenti sono dovuti all'errore umano, quindi alla preparazione e affidabilità dell'equipaggio. Su questi elementi non abbiamo alcun potere di controllo».
A che serve allora un'elenco così limitato? «E' un giusto segno di rispetto nei confronti dell'opinione pubblica, che ha il diritto di avere le stesse nostre informazioni».
I NOMI — La Air Koryo è la compagnia di bandiera della Corea del Nord: collega Pyongyang con Pechino, Mosca e Tokyo, talvolta effettua voli a più lungo raggio, comunque in Francia non può volare dal 2001. La International Air Service, liberiana, è stata vietata in Francia nel 2004, dopo un controllo disastroso all'aeroporto di Châlons-en-Champagne. La compagnia di bandiera Linhas Aereas de Moçambique dal dicembre scorso non può più volare verso Mayotte e La Réunion, territori francesi dell'Oceano indiano; il divieto è esteso alla dipendente Transairways. All'inizio del 2004 le autorità americane — su segnalazioni francesi — hanno fermato la Air Saint-Thomas, piccola società nelle Antille. Da allora non ha più chiesto la nuova autorizzazione alla Francia. La Phuket Airlines, fondata nel 2001, è proibita dal 4 giugno scorso. Il 3 aprile di quest'anno il Boeing 747-300 che riportava 400 turisti da Bangkok a Londra ha fatto scalo a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti. Finito il rifornimento, il pilota ha tentato il decollo ma quando ormai l'aereo stava prendendo velocità sulla pista è stato fermato dalle grida dei passeggeri: da uno dei motori usciva carburante. Intervento dei meccanici, secondo tentativo, e nuove urla per una perdita. Arrivati a Londra dopo una terza (più fortunata) procedura di decollo, i responsabili della Phuket minacciarono di fare causa ai viaggiatori per «allarme eccessivo».
IL CASO FLY AIR — Terzo problema in due settimane per la compagnia turca Fly Air, che però resta fuori dalla lista nera. Il 18 agosto scorso atterraggio d'emergenza a Budapest per motore in panne. Il 24, ritorno a Parigi 20 minuti dopo il decollo per un guasto all'impianto elettrico. Sabato sera, 160 turisti francesi diretti ad Antalia sono rimasti bloccati a Roissy perché la Dgac ha tenuto a terra l'aereo: documenti di viaggio e — soprattutto — pneumatici usurati. «La compagnia ci ha preso in giro — dice Fabien Guilloton, 28 anni —. Prima ha detto che l'aereo era sporco, poi che il pilota si era scordato il piano di volo». Il volo doveva partire ieri, ma la Dgac ha di nuovo negato l'autorizzazione perché il pneumatico trovato «non è compatibile con l'aereo». Una ventina di passeggeri ha annullato la vacanza, gli altri dovrebbero partire stamattina alle 8.40 con un aereo Onur Air. Che è tornato a volare dopo una sospensione a maggio in Olanda, Germania, Svizzera e Francia.

http://www.assinews.it/rassegna/arti...r290805ae.html
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29 agosto 2005
Oggi note le società alle quali è stato vietato di volare oltralpe. In settimana il ministro a Bruxelles per spiegare il no italiano
Aerei, su Internet le prime black list


Partono Francia e Belgio, Lunardi resiste. L´Enac: i nostri elenchi sicuri



L´Ente nazionale aviazione civile rassicura: "Nessuna compagnia bandita all´estero effettua scalo nei nostri aeroporti"

ETTORE LIVINI

MILANO - La Francia tira dritto sulla pubblicazione della lista nera delle compagnie aeree a rischio. La Direzione generale dell´aviazione civile di Parigi pubblica da stamane sul suo sito (www. dgac. fr) l´elenco dei vettori non autorizzati per motivi di sicurezza a volare nel Paese. Gli ultimi ritocchi sono stati dati nella serata di ieri ma fino a metà della scorsa settimana i «cattivi» inseriti nella lista erano quattro: Air Koryo (Corea del nord), Air Mozambique, Air St. Thomas (Usa) e International Air (Liberia). In contemporanea alla Francia, anche il Belgio ha alzato oggi il velo sulle compagnie bandite dal suo territorio mentre dal primo settembre toccherà alla Svizzera.
L´Italia - con il ministro Pietro Lunardi contrario alla pubblicazione di black list - deve accontentarsi per ora delle assicurazioni del numero uno dell´Enac Vito Riggio. «Nessuna delle compagnie bandite in altri Paesi della Ue è oggi operativa in Italia», ha detto ieri, dopo che «per un refuso», come aveva spiegato il direttore generale dell´ente Silvano Manera era apparsa nella lista bianca italiana una compagnia della Sierra Leone bandita nel 2004 in Gran Bretagna, altro paese Ue che già da tempo rende noti i nomi dei vettori a rischio. Dopo le denunce dell´Unione Piloti sull´esistenza di un´aerolinea che non rispetta i limiti d´impiego di piloti e tecnici, l´Enac ha deciso anche di convocare con urgenza (a dire il vero i primi esposti del sindacato risalgono a diverso tempo fa) tutte le parti interessate per far chiarezza sulla denuncia e «assicurare con chiarezza e trasparenza la sicurezza dei nostri vettori». L´ente ha anche ribadito che nel 2004 ha effettuato 650 controlli su aeromobili, collocandosi per numero al terzo posto in Europa dietro Francia e Germania mentre quest´anno sarebbe salita al secondo posto.
La distanza tra Italia ed Europa sulle black list resta comunque amplissima. Lunardi ne parlerà domani in un incontro con il suo omologo francese Dominique Perben e nei giorni prossimi dovrebbe recarsi a Bruxelles per un vertice informale con la Ue. «Se vuole insistere nelle sue posizioni deve provare a convincere i suoi colleghi del Consiglio europeo della bontà delle sue scelte - ha detto tra l´altro ieri Paolo Costa, presidente della Commissione trasporti dell´Europarlamento - altrimenti la sua opposizione alla pubblicazione delle liste nere può essere solo dannosa». Rendere noto l´elenco dei risultati dei severi controlli italiani - ha proseguito - garantirebbe anche agli altri paesi della Ue di usufruire di questo lavoro, allargando l´interdizione ai loro cieli. «Ricordo a Lunardi che l´aereo della Flash Air caduto a Sharm el Sheik nel 2004 era stato autorizzato a volare sulla Francia mentre era già stato bandito dalla Svizzera». Lo stesso ministro per le infrastrutture, per altro, si è detto d´accordo sull´estensione a tutta l´Unione degli stop alle compagnie decise dai singoli paesi.
Le sue posizioni continuano però a incendiare la polemica in Italia: «Basta balletti sulla black-list - ha ribadito ieri il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - se Lunardi vuole bandire le compagnie lo faccia subito e renda noti i loro nomi».
«La sua è una testardaggine sospetta - ha aggiunto - lascia il dubbio che voglia dare il tempo a qualcuno di attrezzarsi». In campo è scesa anche l´Intesa Consumatori: «Su tutto si può scherzare tranne che sulla sicurezza dei passeggeri - ha spiegato in una nota - Dopo le accuse dei piloti e l´insistenza con cui si nega la pubblicazione delle liste nere chiediamo che sia fatta chiarezza coinvolgendo tutte le organizzazioni di settore».

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