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Clamoroso!4,2 miliardi di euro frodati al fisco da banche internazionali
Gdf: banche internazionali accusate di truffa per 4,2 mld a danni Stato italiano
29/07/2005 Sequestrate 42.000 istanze rimborso crediti imposta. Azioni erano di proprietà di fondi d’investimento USA La Guardia di finanza ha sequestrato 42.000 istanze di rimborso di crediti d’imposta sui dividendi dei titoli azionari italiani per un totale di oltre 4,2 miliardi di euro. Le domande sono state avanzate da soggetti esteri, tra cui Jp Morgan, Lehman Brothers, Goldman Sachs, allo Stato italiano. I dati sono stati presentati due giorni fa nel corso di una conferenza stampa. Il Comando generale della Gdf comunica che i finanziari del nucleo regionale della polizia tributaria Lazio hanno “individuato e bloccato un meccanismo di frode ai danni dello stato italiano, perpetrata mediante l’uso strumentale delle disposizioni previste nelle convenzioni internazionali adottate per evitare le doppie imposizioni.” In particolare ben 36.342 istanze di rimborso sono state prodotte, dalle anglosassoni Lehman Brothers internationale Europe, Goldman Sachs international e Jp Morgan security limited, per un valore di 2,2 mld di euro. Mentre le restanti 5.636 istanze, per un valore di 1,9 mld di euro, sono state prodotte da soggetti francesi. Lo Stato italiano, è stato spiegato nel corso della conferenza, di questi rimborsi ha già pagato 250 milioni di euro. L’indagine, partita circa un anno fa sotto la direzione della Procura della Repubblica di Pescara, ha individuato e bloccato il meccanismo di frode ai danni dello Stato italiano che si basava sulla richiesta di rimborso del credito d’imposta su dividendi derivanti da azioni, per effetto delle apposite convenzioni bilaterali stipulate dall’Italia con l’Inghilterra e la Francia, avanzate da intermediari esteri. L’attività investigativa delle Fiamme Gialle ha permesso di rilevare che, con l’approssimarsi della data di stacco del dividendo, sui ‘conti titoli’ di banche d’affari inglesi e francesi veniva trasferito un’ingente quantitativo di azioni provenienti da soggetti di diverse nazionalità. Nel periodo immediatamente successivo allo stacco del dividendo, questi titoli rientravano nella disponibilità degli originari titolari creando in questo modo il presupposto necessario per precostituire lo status di beneficiario e di chiedere il rimborso di crediti d’imposta allo Stato italiano. Le azioni in realtà, spiega la Gdf, per la maggior parte dell’anno “erano di proprietà di soggetti, soprattutto fondi d’investimento Usa, riconducibili a stati con i quali non risultano stipulate convenzioni che prevedono questo rimborso”. Le indagini sono ancora in corso e al momento sono stati segnalati all’autorità giudiziaria diversi operatori del settore di nazionalità inglese per truffa aggravata ai danni dello stato e 6 banche d’affari con sede nel Regno Unito e negli Stati Uniti per responsabilità amministrativa. Fonte: Adnkronos |
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Data registrazione: Mar 2004
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infatti ieri ho cercato su internet ma c'era poco o niente è molto bello vedere con che naturalezza "provano" a fare queste rapine cosi si fanno i soldi
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#10 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
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Scoperta frode sui crediti d'imposta, per 4 miliardi e 200 milioni di euro
Articolo pubblicato il: 2005-07-28 Un meccanismo di frode ai danni dello Stato italiano perpetrata con l'uso strumentale delle disposizioni previste nelle convenzioni internazionali adottate per evitare le doppie imposizioni è stato scoperto dal Gruppo depressioni frodi del comando nucleo regionale polizia tributaria Lazio della Guardia di Finanza. Quasi 42 mila istanze di rimborso di crediti di imposta, per un totale di oltre 4 miliardi e 200 milioni di euro, avanzate da soggetti esteri allo Stato italiano sono state sequestrate dalle Fiamme Gialle: si tratta di istanze prodotte da soggetti anglosassoni e francesi. L'attività investigativa della Guardia di Finanza ha permesso di rilevare che, con l'approssimarsi della data di stacco del dividendo, sui "conti titoli" di banche di affari inglesi e francesi veniva trasferito un ingente quantitativo di azioni provenienti da soggetti di diverse nazionalità. Nel periodo immediatamente successivo allo stacco del dividendo, tali titoli rientravano nella disponibilità degli originari titolari creando in questo modo il presupposto necessario per precostituire lo status di beneficiario e di chiedere il rimborso di crediti di imposta allo Stato italiano. Le azioni in realtà per la maggior parte dell'anno erano di proprietà di soggetti, soprattutto fondi di investimento Usa, riconducibili a stati con i quali non risultano stipulate convenzioni che prevedono questo rimborso.Tramite un'attività di intelligence partita circa un anno fa e denominata "Easy Credit", che tre banche d'affari statunitensi si procuravano al momento dello stacco dei dividendi sulle azioni acquistate numerose azioni di società italiane di proprietà di fondi di investimento Usa, tramite contratti di prestito. Le azioni venivano poi passate a consociate inglesi e francesi che, grazie a convenzioni stipulate con il nostro Paese, potevano richiedere i rimborsi. http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=42152 |
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