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Data registrazione: May 2005
Messaggi: 28,161
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Costi chiusura conto non specificati
Quando nelle condizioni non viene specificato se la chiusura del conto è a spese zero oppure ha un costo, posso intenderlo come a costo zero?
Grazie per le gentili risposte.
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2005
Messaggi: 28,161
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Nello specifico si tratta del conto e-family di Bnl. Il punto è che proprio sulle condizioni "pubblicate" su Internet non viene specificato nulla. Dato che, che io sappia, la pubblicità a mezzo Internet ha effetto legale al pari di quella cartacea, mi chiedo se, qualora decidessi di chiudere il conto, è corretto che io citi tale fonte in caso di problemi (ormai mi aspetto di tutto) con la filiale, dopo avere salvato copia della videata.
Non vorrei che l'impiegato di turno se ne uscisse con frasi del tipo : "il sito non è aggiornato, chiudere il conto e-family costa...."
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
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Consumatori, illegali le spese di chiusura del c/c
(09/05/2005) Sono illegali e vessatorie le pratiche bancarie di far pagare le spese di chiusura dei conti correnti e custodia titoli, anche nel caso in cui l’uscita dal conto venga decisa in seguito a modifiche unilaterali di tassi, prezzi ed altre condizioni da parte degli istituti di credito. Questa la nuova denuncia partita da Adusbef e Federconsumatori che - come si legge in una nota congiunta - si preparano a dare battaglia, con citazioni in tutta Italia ed inviti a non pagare questi pedaggi feudali. Una pratica, quelle per la chiusura dei conti, che secondo i dati forniti dalle due associazioni costa ai correntisti una media di 130-170 euro, anche in caso di modifica unilaterale dei tassi e delle condizioni Mentre i costi di chiusura e il trasferimento dei titoli a custodia arrivano a superare anche i 1.500 euro. Importi ingiustificati che, fanno sapere Adusbef e Federconsumatori, negli ultimi tempi sono ulteriormente saliti: ben 337 istituti, cioè il 40% delle banche italiane, hanno infatti rincarato i costi. E in proposito, le due associazioni ricordano che a difesa del diritto di recesso dei consumatori, se le banche hanno rincarato i costi, c’è la normativa speciale in materia bancaria (Testo unico bancario) e la decisione favorevole ai correntisti che il giudice del Tribunale di Bolzano ha pronunciato nei giorni scorsi sull’applicazione ai contratti di conto corrente delle spese di estinzione del conto stesso. Il Tribunale - si legge nel comunicato diffuso - ha sancito l’abusività della clausola che prevede l’obbligo del cliente di corrispondere una somma a titolo di “commissione richiesta estinzione conto” anche nell’ipotesi in cui il diritto di recesso sia stato esercitato dal cliente a seguito della comunicazione da parte dell’istituto di credito della unilaterale modificazione dei tassi, prezzi ed altre condizioni”. Ecco un vademecum utile sulla chiusura del conto corrente. Se il conto corrente non è “in rosso”, il titolare può chiuderlo quando vuole ed eventualmente trasferirlo in un’altra banca. La richiesta deve essere comunicata all’istituto di credito in forma scritta, allegando il libretto con gli assegni non utilizzati, tessera bancomat e carta di credito. I tempi per l’effettiva chiusura dipendono dalle operazioni che sono ancora in sospeso sul conto: pagamenti tramite carta di credito e assegni, accrediti di stipendio o pensione, ecc. Questi i costi che la banca addebiterà al correntista (riducendo così il deposito da trasferire): •spese di tenuta conto dal 1° gennaio dell’anno al momento della disdetta del conto •spese di invio dell’estratto conto finale •spese di chiusura (fissate in misura standard) •eventuali addebiti di interessi passivi. Se sul conto sono stati depositati anche titoli, l’operazione di trasferimento ad altra banca è decisamente più costosa, ma il titolare potrebbe decidere di mantenere in vita il conto corrente anche solo a questo scopo, trasferendo esclusivamente il deposito monetario. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...Conti+correnti |
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