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Vecchio 11-07-05, 09:01   #1 (permalink)
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Gioco in difesa per le credit card

11 luglio 2005
Gioco in difesa per le credit card

STRUMENTI DI PAGAMENTO & FRODI • Tra le tutele il limite di 150 € di addebito per gli importi non riconosciuti prima della denuncia

S i può fare di più per la " blindatura" degli strumenti elettronici di pagamento. Il recente furto dei dati di 40 milioni di titolari di carte di credito, avvenuto negli Stati Uniti, ma anche l'esistenza di veri e propri mercati neri online in cui comprare e vendere informazioni per perpetrare frodi utilizzando carte di pagamento dimostrano che i livelli di sicurezza del settore possono e devono ancora essere migliorati.
Operazioni a rischio. Ciò vale non solo per quanto riguarda l'utilizzo di dati sensibili in Internet, ma anche per le transazioni presso esercizi commerciali e sportelli automatici, dato che anche in questo caso non mancano soluzioni più o meno ingegnose che consentono ai malintenzionati di entrare in possesso delle informazioni necessarie per effettuare spese a danno dei titolari.
Nonostante l'incidenza delle frodi nella maggior parte dei mercati sia attualmente al di sotto dello 0,1% dei volumi transati ( un livello ritenuto " fisiologico" allo stato attuale delle cose) per il singolo cittadino che resti vittima di operazioni non autorizzate tale piccola percentuale può essere causa di disagi non indifferenti, se non quando di un vero e proprio danno economico. Nella peggiore delle ipotesi, infatti, l'intero importo oggetto di operazioni fraudolente può essere addebitato al titolare.
Le norme. Del resto la materia — in attesa che prenda corpo un disegno di legge per l'istituzione presso il ministero dell'Economia di un archivio unico per prevenire le frodi — è regolata solo da due norme, una delle quali nemmeno cogente. Se per quanto riguarda gli acquisti online, infatti, il decreto legislativo 185/ 99 offre una tutela piuttosto ampia al consumatore, non altrettanto può dirsi per i prelievi agli sportelli automatici o gli acquisti negli esercizi commerciali.
L'unico riferimento in proposito si trova nella Raccomandazione comunitaria 97/ 489, relativa alle transazioni effettuate con strumenti elettronici: invita i circuiti emittenti a non addebitare al titolare ( per gli utilizzi non autorizzati) alcuna perdita economica dopo che questi abbia notificato il furto o la perdita della carta e a limitare l'addebito a 150 euro prima della notifica ( esclusi i casi di dolo e colpa grave). Ma tale norma non è cogente e ogni circuito emittente è libero di agire come ritiene opportuno. Inoltre la raccomandazione contiene definizioni riguardanti il concetto di « colpa grave » del titolare e di obbligo di attuazione delle « ragionevoli precauzioni utili al fine di tenere al sicuro lo strumento e gli elementi che ne consentono l'impiego » delle quali, come confermato dall'Abi, non esiste una definizione condivisa.
Le società. Ciò non esclude che alcune società offrano un livello di tutela ben superiore a quanto raccomandato. È il caso, ad esempio, di American Express, che a fronte di un utilizzo fraudolento limita la responsabilità dei suoi clienti a soli 15 euro. Però, precisano, « finora neppure questo importo minimo è stato mai addebitato ai nostri clienti, anche se la denuncia di smarrimento è avvenuta con ritardo » e tale livello di tutela vale sia nel mondo reale che in Internet.
Addebitano al massimo 150 euro, sempre che il cliente abbia preso le dovute precauzioni in merito all'utilizzo della carta, Diners, Citibank e Barclaycard mentre BankAmericard valuta caso per caso, cercando di limitare comunque gli addebiti ai titolari. CartaSi, infine, ha una policy più articolata: non applica mai la franchigia in caso di frode o in caso di smarrimento e furto, se il titolare ha attivato il servizio di notifica via Sms. Non è previsto invece alcun rimborso a fronte di prelievi di contante che per essere completati richiedono l'utilizzo del codice di identificazione personale ( pin).
Il pin. Proprio il pin rappresenta da una parte un elemento di sicurezza, ma dall'altra in caso di transazioni fraudolente determina una presunzione di responsabilità da parte del titolare il quale, secondo quanto precisato nella Raccomandazione, ha il dovere di custodirlo con cura e al quale, come conferma l'Abi, non si può risalire da un'analisi pur sofisticata dei dati contenuti nella banda magnetica presente sulla carta.


Più protetti con microchip e Sms
Oltre alle azioni di banche e società un disegno di legge sull'archivio unico
I l fenomeno delle frodi con carte di pagamento è preoccupante, anzi no. Dipende dai punti di vista. Secondo diversi addetti ai lavori, almeno per quanto riguarda l'Italia, le dimensioni del fenomeno pari allo 0,1% delle transazioni, non devono essere considerate preoccupanti, soprattutto se messe in relazione alla situazione esistente in altri Paesi dove si supera lo 0,5 per cento.
Difese attuali e future. Tuttavia la situazione non può essere considerata proprio rosea, dato che le banche prima e ora anche il Governo si stanno dando da fare per rafforzare le difese. In discussione al Parlamento, infatti, c'è ora un disegno di legge relativo alla creazione di un archivio informatizzato per la raccolta di dati rilevanti al fine di individuare e prevenire attività fraudolente.
Le banche, dal canto loro, hanno già sviluppato Bankpass web per ciò che concerne le transazioni online e da qualche anno sono impegnate nell'attuazione della transizione dalle carte a banda magnetica a quelle dotate di microchip.
Una soluzione, quest'ultima, ritenuta più sicura anche per quanto riguarda i tentativi di clonazione, ma che stenta a diffondersi nel nostro paese e non solo.
Verso il microchip. Le ultime indicazioni in merito, fornite dall'Abi, prevedono solo nel 2006 l'avvio di una massiccia migrazione alla nuova tecnologia per quanto riguarda i terminali « Pos » e gli « Atm » e un periodo di circa quattro anni per completare il processo. Le previsioni elaborate in precedenza si sono scontrate con quelle che l'Abi definisce « scelte del mercato » . In sostanza ci si è resi conto che determinati investimenti potrebbero comportare benefici inferiori alle spese e quindi anche in futuro le scelte dei singoli attori potrebbero differenziarsi.
Anche una volta completata la migrazione, infatti, non è detto che tutte le società emittenti impongano per ogni transazione l'utilizzo del pin abbinato alla nuova carta con microchip: è quanto invece si sta cercando di realizzare in Gran Bretagna con il programma « Chip and pin » . Ognuna sarà libera di valutare il rapporto costi benefici dal punto di vista della sicurezza e della politica commerciale nei confronti dei suoi clienti.
Le altre iniziative. Già oggi, comunque, le iniziative in proposito non mancano. Sempre per quanto riguarda le transazioni online, Visa e MasterCard, i due principali circuiti internazionali, hanno messo a punto sistemi che consentono di ridurre le frodi. Per ora in Italia « Verified by Visa » è offerto solo da BankAmericard ai suoi clienti, mentre CartaSi lo metterà a disposizione dal prossimo autunno, insieme a Securecode di MasterCard.
Sia Diners che American Express, dal canto loro, hanno implementato un servizio di analisi delle transazioni che consente di individuare in tempo reale o addirittura prevenire utilizzi fraudolenti a carico dei titolari. Un'attività svolta anche da CartaSi che è così riuscita a ridurre le frodi del 30% negli ultimi due anni fino a raggiungere un valore pari allo 0,047% del totale.
Notifica via Sms. Si vanno sempre più diffondendo, infine, i sistemi di notifica immediata via Sms di ogni transazione superiore a un determinato importo stabilito dal titolare. Già offerto da Diners e da CartaSi, dal prossimo autunno sarà disponibile anche per i clienti di BankAmericard. Tale soluzione si rivela particolarmente utile a fronte di frodi perpetrate senza che sia necessaria la presenza della carta, come gli acquisti a distanza. Un fenomeno in aumento e contro il quale l'introduzione del microchip difficilmente darà risultati positivi nel breve termine.


Rimborso per il raggiro online

A lmeno per quanto riguarda gli acquisti online, l'attivazione di servizi di notifica a pagamento può tranquillamente essere evitata, dato che la legge tutela efficacemente il titolare di una carta di pagamento a fronte di utilizzi fraudolenti.
7 La tutela per gli acquisti online. L'interessante precisazione arriva da Vincenzo Somma, responsabile dell'ufficio studi economico giuridici dell'associazione di consumatori Altroconsumo: « Una volta tanto la legge ( articolo 8 Dgls 185/ 99, ndr) offre una tutela adeguato. Se si riesce a dimostrare l'utilizzo fraudolento, l'emittente della carta è tenuto a rimborsare il titolare e dimostrare ciò è piuttosto semplice.
Per esempio è già sufficiente il fatto che il bene acquistato anziché al domicilio del titolare sia stato spedito altrove, magari dall'altra parte del mondo » . Beninteso, i servizi di notifica o sistemi di sicurezza specifici sono utili e, se gratuiti, possono benissimo essere utilizzati. Non è il caso, però, di farli pagare ai consumatori perché, come ha precisato Somma in tal caso è come se si volesse far pagare l'antifurto ai clienti di un supermercato.
7 Le prepagate. Sempre sul versante costi, meritano una citazione le carte prepagate, che vengono spesso presentate come meno rischiose per il titolare rispetto a una carta tradizionale. « In realtà il livello di sicurezza è uguale, però ci possono essere costi di gestione superiori » afferma Somma.
Al titolare di carte di pagamento, invece, secondo Altroconsumo è giusto richiedere un atteggiamento socialmente responsabile, che comporti quindi un'adeguata soglia di attenzione nell'utilizzo di questi strumenti di pagamento e la puntuale segnalazione di eventuali situazioni anomale in modo da collaborare al funzionamento del sistema.
Dunque a fronte di un quadro normativo che, quantomeno per ciò che riguarda le transazioni online, tutela in modo adeguato i titolari, l'associazione auspica che tale contesto non venga modificato introducendo limitazioni per i rimborsi a fronte di una mancata attivazione da parte dei consumatori di sistemi di prevenzione e controllo magari a pagamento.
7 Transazioni non via Rete. Per quanto riguarda le transazioni non avvenute via Internet, invece, la normativa è piuttosto carente e, come sottolinea Mauro Novelli dell'Adusbef, « già diversi anni fa il commissario europeo Mario Monti aveva dato indicazioni alle società emittenti di ridurre la franchigia a carico dei titolari in caso di utilizzo fraudolento, ma ciò non è avvenuto, così spesso la decisione è lasciata alla buona volontà dell'emittente » .
Sarebbe auspicabile, secondo l'associazione, una maggior diffusione degli Sms di notifica, che però dovrebbero essere previsti quale servizio standard anziché venir attivati su richiesta del cliente, come avviene ora.
Comunque sulla base delle segnalazioni riguardanti il mondo finanziario che quotidianamente arrivano all'Adusbef, le frodi attuate con carte di pagamento non costituiscono un'area particolarmente critica.
Tuttavia l'andamento delle segnalazioni ha una certa stagionalità e tende a incrementare in autunno, quale conseguenza dell'accresciuto utilizzo, anche all'estero, di questi strumenti durante le vacanze dei mesi estivi.
E più in generale chi utilizza di rado le carte e altrettanto di rado tiene sott'occhio gli addebiti e gli estratti conto ha più probabilità di scoprire in una volta sola addebiti consistenti rispetto a chi le usa quotidianamente. Utili i sistemi di notifica ma spesso sono a pagamento

http://www.assinews.it/rassegna/arti...e110705ca.html
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Vecchio 30-07-05, 09:28   #2 (permalink)
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30 luglio 2005
Carte di credito, regole anti frode


Approvate le disposizioni che garantiscono più tutele anche per i bancomat

ROMA • Un archivio informatico in cui confluiscono dati e informazioni segnalati dalle società, dalle banche e dagli intermediari finanziari che emettono carte di pagamento e gestiscono i relativi circuiti commerciali. È la risposta alle frodi con carte di pagamento del disegno di legge approvato ieri in via definitiva dalla commissione Finanze al Senato.
L'archivio sarà istituito presso l'Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento del ministero dell'Economia e delle finanze. Potrà essere consultato dalle stesse società segnalanti i dati e raccoglierà le informazioni sui punti vendita e sugli esercizi commerciali cui sia stata revocata la convenzione per motivi di sicurezza o per condotte fraudolente. Non solo. Nell'archivio finiranno anche i dati identificativi delle transazioni che i titolari delle carte di pagamento non riconoscono o denunciano all'autorità giudiziaria. E poi le coordinate degli sportelli bancomat manomessi. Le società dovranno anche segnalare le informazioni sui punti vendita e sulle transazioni anche solo a rischio di frode. L'Ufficio centrale antifrode del ministero potrà poi chiedere alla Banca d'Italia l'accesso all'archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento.
Questi i punti cardine del sistema di prevenzione delle frodi sulle carte di pagamento. Un fenomeno, secondo il relatore del provvedimento Antonio Agogliati ( Fi), aumentato, negli ultimi dieci anni, in maniera esponenziale, sia per il numero di casi, sia per il volume economico delle singole operazioni. « Dopo anni di clonazioni e di contraffazioni delle carte di credito — ha commentato Agogliati — finalmente gli italiani potranno effettuare con maggiore tranquillità le operazioni di pagamento con carte di credito e bancomat » .
A rendere ancora più sicure le operazioni era anche prevista la " personalizzazione" di carte di credito e bancomat, con la foto del titolare. Per evitare di allungare i tempi e arrivare all'approvazione del disegno di legge, il relatore ha però ritirato l'emendamento e ha trasformato la previsione in un ordine del giorno approvato dal Governo.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...300705ba7.html
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