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Attentati e coperture assicurative
8 luglio 2005
I big delle polizze contano su forti reti di protezione Manca ancora una stima dei danni ma il mercato assicurativo inglese potrà comunque contare su un ombrello protettivo. È il Poll Re, il consorzio riassicurativo sui rischi del terrorismo costituito nel 1993 in seguito agli attentati dell'Ira e rafforzato dopo gli attacchi alle Twin Towers del 2001. L'esposizione complessiva delle compagnie dirette britanniche per le esplosioni al centro di Londra, in relazione ai rischi per i fabbricati danneggiati ed alla interruzione dell'attività produttiva, non supereranno comunque i 150 milioni di sterline il plafond annuale che il protocollo pone a carico degli assicuratori diretti. Il resto, appunto, verrà pagato dal consorzio riassicurativo costituito dalle stesse compagnie ( al quale affluiscono buona parte dei premi pagati per la copertura antiterrorismo) e che a fine 2003 disponeva di un surplus di oltre 1,3 miliardi di sterline. Se anche questa cifra si dimostrasse insufficiente sarebbe direttamente il Governo ad intervenire. Negli ultimi anni accordi simili di riassicurazione per coprire i rischi emergenti degli attentati sono stati realizzati in quasi tutti i grandi paesi industrializzati, tra gli altri in Usa, Germania, Francia e Spagnia. L'eccezione è l'Italia dove non è stato fatto alcunchè nonostante l'aumentata esposizione a simili rischi in dipendenza dell'intervento in Iraq. Il risultato è che le polizze danni normalmente escludono le coperture antiterrorismo. Per tornare alla Gran Bretagna l'Association of British Insurers ( Abi), l'associazione degli assicuratori, ha diffuso ieri un comunicato per garantire tutto l'impegno delle imprese in questa circostanza. In particolare la nota precisa che, al di là dei fabbricati e dell'interruzione dell'attività produttiva, anche le polizze vita normalmente coprono le conseguenze di esplosioni ( incluse quelle derivanti da atti terroristici). Stesso discorso vale per la maggior parte del polizze sulle automobili. I maggiori problemi riguarderanno le polizze sanitarie e quelle sui viaggi, che normalmente non includono il terrorismo tra le cause dei sinistri indennizzabili. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e080705at.html |
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8 luglio 2005
Le riassicurazioni limitano le perdite Anche il settore assicurativo è stato bersagliato dalle vendite in tutta Europa. A livello continentale una sola compagnia è riuscita a chiudere la giornata con il segno positivo: la francese Cnp Assurances, che ha messo a segno un risicato guadagno dello 0,10 per cento. Tutti gli altri titoli del settore, che ha ceduto il 2,32%, hanno dovuto incassare cali significativi. La peggiore è stata la svedese Skandia (meno 3,01%) ma anche l’inglese Royal & Sun Alliance (meno 2,94%), la francese Axa (meno 2,83%) e quasi tutte le italiane (Ras meno 2,47% e Generali meno 2,37% le peggiori) hanno vissuto una giornata negativa. Ribassi meno pesanti hanno riguardato invece gli specialisti della riassicurazione, nonostante il pagamento dei danni degli attentati di Londra ricadrà in gran parte sulle loro spalle. Il numero uno al mondo Munich Re ha perso l’1,46%, il numero due Swiss Re il 2% e Hannover Re lo 0,8 per cento. Queste tre società sono riuscite a limitare i danni perché i due precedenti attenti di New York e Madrid hanno dimostrato che all’indomani di simili eventi è agevole alzare i premi delle polizze. http://www.assinews.it/rassegna/arti...080705ba3.html |
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9 luglio 2005
L’Ania prepara polizza volontaria contro il rischio attacchi terroristici L’attacco a Londra torna a mettere sotto pressione gli assicuratori. Per questo l’Ania ha allo studio una nuova polizza volontaria contro il rischio terrorismo che, anche seguendo l’esempio di altre esperienze europee, preveda il coinvolgimento dello Stato e di un pool nazionale di riassicurazione. Il progetto messo a punto dall’associazione delle compagnie si basa, tra l’altro, su una squadra di imprese assicuratrici italiane e straniere attive in Italia in regime di libera prestazione di servizi. «L’area terrorismo - ha spiegato il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai - come tutte quelle influenzate da eventi potenzialmente catastrofici, richiede la collaborazione fra il pubblico e il privato come accade negli altri Paesi europei». Il modello di questa iniziativa è nato proprio a Londra, dove nel 1993 il governo ha costituito la compagnia di riassicurazione Pool Re. Studiata in risposta agli attentati terroristici dell’Ira, la Pool Re vede la partecipazione di oltre 200 compagnie; fra queste grandi nomi europei, come Allianz, ma non la più grande società di riassicurazione al mondo, Munich Re, che ha già reso noto di non essere coinvolta nei risarcimenti. Anche per i membri di Pool Re, comunque, i danni saranno limitati perché il regolamento prevede che la responsabilità dei privati abbia come tetto massimo 255 milioni di euro per ogni singolo evento. Alcuni analisti sostengono addirittura che i danni subiti dai sistemi di trasporto non siano coperti da Pool Re. A questo si aggiunga poi il fatto che i servizi pubblici non sono quasi mai assicurati. http://www.assinews.it/rassegna/arti...090705ba3.html 9 luglio 2005 Per l'assicurazione dei rischi da terrorismo. Ania, sì a polizze pubblico-private Collaborazione fra pubblico e privato e obbligatorietà dell'assicurazione dei beni immobili con una franchigia a carico dell'assicurato: è la via suggerita dal progetto Ania per l'assicurazione contro i rischi da terrorismo. Secondo l'Associazione degli assicuratori, le polizze-terrorismo per i beni immobili dovrebbero prevedere che ´l'assicurato dovrebbe mantenere una quota modesta di rischio a proprio carico tramite una franchigia; dovrebbero essere posti limiti di indennizzo. L'assicuratore diretto', ha continuato l'Ania, ´a sua volta, dovrebbe rispondere integralmente di tutti i rischi di ammontare sopportabile; l'assicuratore diretto dovrebbe poi poter cedere a un pool nazionale di riassicurazione i rischi in eccesso alla propria ritenzione. Infine, lo stato dovrebbe intervenire quale garante ultimo della copertura del rischio e riassicurare in eccesso alle capacità del pool'. http://www.assinews.it/rassegna/arti...o090705po.html |
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Tecnica
L'evoluzione del mercato assicurativo contro il rischio terrorismo in Italia e nel mondo 30/08/2005 Dall'ANIA un nuovo studio che passa in rassegna le misure adottate nei principali mercati europei ed illustra il nuovo progetto degli assicuratori italiani Dopo l'11/9 il quadro generale delle coperture assicurative contro il rischio di danni conseguenti ad attentati terroristici è cambiato profondamente. In questa analisi l'Ania illustra le principali caratteristiche assunte dal rischio terroristico dopo il 2001 e le strategie messe in atto dai vari paesi europei ed extra-europei che hanno cercato di fronteggiare il problema. Risalta dallo studio l'importanza di dar vita a forme di collaborazione fra settore pubblico e privato, in modo da definire una rete internazionale di ripartizione del rischio - assicuratori, mercato finanziario, Stato - indispensabile per gestire potenziali di danno estremi. Il progetto messo a punto dall’Ania prevede un sistema di assicurazione volontaria contro i rischi di terrorismo, articolato su diversi livelli, con il coinvolgimento di assicurati, assicuratori diretti, un pool nazionale di riassicurazione, lo Stato. Per maggiori approfondimenti, leggi lo studio dell'Ania http://www2.assinews.it:8080/testi/A...smo_ire187.pdf |
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