|
Allarme mutui, le banche italiane più esposte
Allarme mutui, le banche italiane più esposte
Al primo posto c' è Unicredit (29% del mercato). Seguono Intesa, Monte dei Paschi, Bnl e Sanpaolo
PRIMO PIANO gli effetti della crisi economica, del boom immobiliare e dell' incognita tassi
Il primo allarme lo ha lanciato Alan Greenspan. Il presidente della Federal Reserve ha detto che i 1.500 miliardi di dollari di mutui immobiliari erogati a cittadini statunitensi sono a rischio di bolla perché c' è il pericolo di un crash del mercato immobiliare. L' allarme ha attraversato l' Atlantico ed è arrivato in Gran Bretagna dove è intervenuta Abn Amro per dire che i prezzi del mattone inglese dovrebbero scendere dal 20 al 50% per mettere a rischio i profitti delle maggiori banche erogatrici di mutui, Hbos e Northern rock anzitutto. C' è un rischio bolla anche in Italia ? La crescita dei mutui è costante. A febbraio 2005 lo stock di credito immobiliare erogato alle famiglie era di 185 miliardi, in crescita rispetto a fine 2004 (154 miliardi, piu' 22,28% sul 2003); mentre, a fine dello scorso anno, le erogazioni sono salite del 14,73% a 49,1 miliardi: ciò si spiega considerando che a oggi il 64,4% della ricchezza delle famiglie italiane è costituito da immobili e che per l' acquisto della nuova casa si ricorre al mutuo in misura del 51%, rispetto alle risorse proprie o di famiglia (24,3%) e alla vendita del vecchio immobile (24,5%). Quali sono le banche italiane più attive nel ricco business dei mutui ? Dei 49,1 miliardi del 2004 i principali istituti di credito nazionali ne hanno erogati circa 35 miliardi. In testa Unicredit, con una quota di mercato del 20%, cui va sommato il 9% circa di Unicredit Banca per la casa; poi figurano i gruppi Banca Intesa, Monte dei Paschi di Siena, Bnl e Sanpaolo Imi con quote comprese tra il 10 e il 15%. Le altre realtà bancarie tricolori hanno quote di mercato fra il 2 e il 4%: tra le più attive Banco Popolare Verona e Novara, Banca Lombarda, Credem, Carige, Popolare di Milano, Capitalia. Anche le banche straniere hanno da tempo scoperto l' Italia come terra di conquista per il business mutui: Banca Woolwich (controllata dall' inglese Barclays bank) detiene una market share del 3% seguita da Deutsche Bank Bancoposta (2,5%). Tenuto conto che il mercato del mattone è in frenata, se poi i tassi d' interesse saliranno anche nell' eurozona diventerà più difficile rimborsare i finanziamenti. "C' è da dire che i mutui italiani sono garantiti da ipoteche, che coprono in gran parte i rischi delle banche", osserva Patrizio Pazzaglia, direttore area finanza della olandese Banca Insinger. Aggiunge Roberto Anedda, direttore marketing Mutuionline: "Il rischio bolla sui mutui Usa è dovuto al fatto che il cliente può accedere a ulteriore credito revolving e il mutuo per l' americano diventa così una cash machine". "La situazione dei mutui a tasso variabile in Italia sembra paradossalmente incongruente: i mutui con durate più elevate, che dovrebbero essere quelli che necessitano di maggiore protezione, sono invece quelli più rischiosi", osserva però Egidio Vacchini di Progetica. Basta far di conto. Proprio il fatto che la gran parte dei mutui è a interesse variabile comporta in caso di rialzo dei tassi un adeguamento delle rate che potrebbe essere non più sopportabile dai redditi delle famiglie, già minati dalla recessione. la ricchezza del mattone Stock credito immobiliare alle famiglie italiane a febbraio 2005: 185 miliardi Ricchezza delle famiglie in immobili: 64,4% Risorse per l' acquisto di una nuova casa: mutuo 51%, risparmi di famiglia 24,3%, vendita del vecchio immobile 24,5%
IL MONDO 3 giugno 2005
|