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Antitrust su Polizze, farmaci e prezzi
9 giugno 2005
ANTITRUST Polizze, farmaci e prezzi, il Catricalà pensiero per il rilancio del mercato ROMA — Assicurazioni, farmaci, caro prezzi. E, per cominciare, due ministri nel mirino per presunto conflitto d'interessi. Sono passati quasi cento giorni dall'insediamento di Antonio Catricalà alla guida dell'Antitrust, ma i primi provvedimenti danno già la misura del nuovo corso. « L'Antitrust esiste dal 1990 e numerose battaglie sono state combattute e vinte da questo organismo, ma molti risultati concreti non si vedono » ha detto ieri in un'intervista a « Radio anch'io » l'ex segretario generale di Palazzo Chigi, con un passato socialista da cui è nato un forte sodalizio con l'ex premier Giuliano Amato. La prova? « I prezzi sono saliti » e in più « in Italia non c'è ancora una vera cultura sulla concorrenza » . Per superare l'impasse Catricalà ha la ricetta: una comunicazione « più precisa e più diretta » . Detto, fatto. Alla prima seduta compie una minirivoluzione interna: un nuovo capo di gabinetto, Luigi Fiorentino ( già uomo di fiducia di Carlo Azeglio Ciampi e Amato), con funzioni di coordinamento allargate a tutta l'Autorità, a scapito delle prerogative del segretario generale. Ma, soprattutto, una vera e propria direzione della comunicazione, affidata a Roberto Sommella, cui si affiancherà un responsabile dei rapporti con l'Ue. Il potenziamento è in linea con l'obiettivo di arrivare dritto al cittadino per fargli comprendere « che la concorrenza e la libertà di mercato sono valori fondamentali » . Perciò i primi provvedimenti aggrediscono temi vicini al consumatore: un'indagine sui prezzi degli ortaggi; un intervento sui farmaci, per dire che il decreto sulla liberalizzazione dei prezzi va bene « ma si può obbligare i medici a prescrivere il solo principio attivo » e consentire la vendita dei prodotti da banco anche nei supermercati. E ancora, un parere sulle assicurazioni per sollecitare l'obbligatorietà dell'indennizzo diretto. Per finire, un'indagine sul calcio professionistico. Siamo lontani dalle istruttorie da cui il predecessore, Giuseppe Tesauro, fece scaturire le maximulte per Telecom, Rai, Mediaset e le assicurazioni. Anche i toni sono più distesi: « Telecom ha una posizione dominante, ma questo non implica l'essere abusivi » . Oppure: « Penso che il settore assicurativo sia sulla strada del cambiamento » . Il neopresidente è attento a tracciare i propri confini: sulle banche ricorda che l'Antitrust, in base alla nuova legge sul risparmio, « non ha una competenza piena » . Il conflitto d'interessi del premier Silvio Berlusconi, « non è un tabù, ci mancherebbe » . Ma i primi provvedimenti sul tema riguardano l'ex ministro dei Beni culturali, Guliano Urbani e la responsabile dell'Istruzione, Letizia Moratti. Con le imprese la nuova Antitrust dialoga: ieri Catricalà ha incontrato il leader di Confindustria, Luca di Montezemolo. A fronte del periodo di crisi, si sta studiando l'adozione di procedure più rapide che evitino l'apertura di inutili istruttorie su concentrazioni e fusioni. Catricalà non ritiene che i 22 milioni di dotazione all'Antitrust siano tali per cui « si chiuderà entro un anno » , come aveva profetizzato Tesauro. « Non sono moltissimi — ammette — però è una cifra considerevole » , purché « ogni lira che il cittadino spende » abbia « un ritorno in termini di risultati » . http://www.assinews.it/rassegna/arti...090605ba2.html |
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9 giugno 2005
Catricalà insiste: vanno corretti accessi e tariffe ROMA • Ridurre il protezionismo nelle professioni e promuovere la concorrenza. Questa la ricetta per fare dell'Italia « un Paese appetibile e competitivo » proposta ieri dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà intervistato a Radio Anch'io, su Radio Uno. Nelle professioni l'apertura al mercato è ancora scarsa, denuncia Catricalà: secondo il quale non c'è proporzione tra la qualità del servizio che gli Ordini danno e le garanzie che la legge assicura loro. « Anche i limiti all'accesso sono eccessivi » spiega Catricalà, precisando tuttavia che « bisogna distinguere tra le categorie che hanno bisogno del numero chiuso per sopravvivere e quelle che lo usano per lucrare eccessivamente » . Il Garante lamenta quindi la mancanza di « pubblicità su qualità e costo delle prestazioni » , con tariffe fissate in modo autoreferenziale dagli Ordini. Con il mercato globale, « se non diventiamo un Paese competitivo, con una più facile burocrazia, con una migliore possibilità di accesso alle professioni e ai servizi, soccomberemo » , afferma Catricalà. Per il presidente dell'Antitrust — che ieri su questi temi è stato ospite anche di Luca Cordero di Montezemolo, a una riunione del Comitato scientifico del Centro studi di Confindustria — bisogna far capire che « concorrenza e libertà di mercato sono valori fondamentali per lo sviluppo e la nostra stessa sopravvivenza economica » . Eppure, nella concorrenza i risultati latitano. Negli ultimi anni, rileva Catricalà, « i prezzi, anziché ridursi, sono saliti » . Così, in molti settori, i cittadini percepiscono una bassa concorrenza e hanno difficoltà a confrontare le tariffe. A partire dalle assicurazioni dove, annuncia il Garante, Antitrust e Ania apriranno un tavolo per rivedere il rapporto assicurazione assicurato. Tra le misure in cantiere, la sostituzione del Cid nell'Rc Auto con un contratto obbligatorio che preveda « il risarcimento diretto da parte della propria compagnia » . Sul fronte farmaci, per il presidente dell'Authority bisogna abbassare i prezzi e ridurre gli sprechi: obbligando il medico a prescrivere « il solo principio attivo » e lasciando al paziente la scelta del farmaco, creando « confezioni a dosaggio limitato » e distribuendo i farmaci da banco nei supermercati. Interrogato sulla telefonia, il Garante ricorda che l'Autorità sta monitorando Telecom Italia per posizione dominante e che l'azienda pare meglio disposta verso la concorrenza. Quanto poi alle autostrade, Catricalà giudica « ingiustificata » la richiesta di una commissione in caso di uscita autostradale unica Telepass Viacard. Quindi, due ultime battute: sul Ddl risparmio ( « purtroppo sulle banche l'Autorità non ha una competenza piena » ) e sulla vicenda della pubblicità della presidenza del Consiglio appaltata quasi tutta a Mediaset ( « Il conflitto di interessi non è un tabù ma sulle pubblicità non siamo competenti). http://www.assinews.it/rassegna/arti...e090605ta.html |
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9 giugno 2005
Trecento segnalazioni senza risposta così la politica snobba l´Antitrust Dalle tlc alle professioni, tutti i silenzi di governo e Parlamento Dal 1991 l´authority trasmette, per legge, pareri su norme e riforme Ma le istituzioni trascurano le richieste e i consigli in materia di concorrenza Un indicatore della scarsa sensibilità del Paese alla cultura del libero mercato Il presidente Catricalà: "O liberalizziamo o il nostro sistema Paese soccombe" MARCO PATUCCHI ROMA - Quasi trecento tra segnalazioni e pareri. Un fiume di documenti che negli ultimi quindici anni ha percorso i pochi chilometri di distanza tra la sede dell´Autorità garante della concorrenza e i palazzi della politica - Presidenza del Consiglio, Camera e Senato - per poi affondare nel mare magnum dell´indifferenza istituzionale dove nuotano con agilità lobby e gruppi di interesse. Lettere che partono, arrivano e vengono praticamente cestinate. La cultura antitrust dello Stato italiano si misura così, con quel silenzio assordante che da sempre accoglie le indicazioni e le richieste dell´Authority sulle leggi che, a suo dire, impediscono o frenano l´apertura dei mercati. Le segnalazioni al governo e alle camere rientrano nei compiti assegnati all´Antitrust dalla legge costitutiva, al pari dei procedimenti su concentrazioni, abusi di posizione dominante, pubblicità ingannevole e - missione assegnata di recente - conflitti d´interesse. Ma per le segnalazioni e i pareri la strada è perennemente in salita. «Dall´entrata in vigore della legge antitrust nell´ottobre del 1990 - si legge nella Relazione annuale trasmessa in questi giorni a palazzo Chigi e al Parlamento, frutto del lavoro del presidente uscente Giuseppe Tesauro e canovaccio per il successore Antonio Catricalà - l´Autorità ha inviato quasi 300 segnalazioni che, pur nel rispetto di eventuali altre esigenze di carattere generale, individuano soluzioni regolatorie meno invadenti di quelle in vigore o di quelle proposte. Molto raramente il Parlamento, il governo e gli Enti locali hanno dato seguito ai suggerimenti dell´Autorità, anzi nella maggior parte dei casi sono stati ignorati senza neppure una risposta o un dibattito». Questo desolante atto d´accusa spiega meglio di ogni altro indicatore i ritardi del nostro Paese nelle graduatorie internazionali della concorrenza e della competitività. Non ultima quella dell´Ocse che sollecita interventi soprattutto nei trasporti, nei servizi professionali, nel commercio, nell´energia: se l´Italia cancellasse le barriere alla concorrenza - spiega l´organizzazione parigina - il tasso di occupazione potrebbe crescere di tre punti percentuali, pari a circa 650mila nuovi posti di lavoro. Senza contare gli effetti benefici per i consumatori su prezzi e tariffe. All´Antitrust si respira un clima di rabbia mista a frustrazione: «Noi - spiegano gli economisti e i tecnici dell´ Authority - possiamo intervenire solo quando il testo è stato varato e spedito in Parlamento e, quindi, i giochi sono ormai fatti: le parti interessate hanno già detto la loro e il consenso politico è già stato raggiunto. Così le nostre segnalazioni vengono completamente ignorate o, tutt´al più, incassano rarissime e risentite controdeduzioni». E pensare che il rapporto tra l´Antitrust e la politica era iniziato nel miglior dei modi: proprio la legge costitutiva dell´Autorità, infatti, imponeva al Garante di predisporre tre rapporti al Parlamento su altrettante normative: appalti pubblici, distribuzione commerciale e imprese concessionarie. Tre documenti che segnarono in modo decisivo il processo di riforma preparando la strada (in piena Tengentopoli) alla legge Merloni, alla legge Bersani e alla nascita delle Authority dell´energia e delle comunicazioni. Un´ottima partenza, ma un seguito imbarazzante se si considera l´esito delle successive 300 segnalazioni. Ordini professionali, trasporti, servizi pubblici locali, poste e decine di altri settori sottoposti a nuove normative, ma scarsissima attenzione dell´esecutivo e del legislatore ai consigli dell´Antitrust. Uniche eccezioni, i recepimenti delle direttive comunitarie: in quel caso, il vincolo europeo conferisce peso alle indicazioni dell´Antitrust che registrano un livello di sensibilità adeguato da parte delle istituzioni italiane. Ma si tratta, appunto, di rare parentesi: per il resto il canale delle comunicazioni tra l´Autorità garante e i palazzi della politica continua ad essere a senso unico. Esemplare il caso della legge sull´autotrasporto: nel 1992 l´Antitrust segnala al governo che il sistema tariffario previsto dalla nuova normativa rappresenta un freno alla concorrenza e, l´allora ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi - in uno dei sporadici casi di puntuale risposta governativa all´Antitrust - si impegna ad intervenire; nel 2001, però, la legge ancora non è stata modificata e, così, tocca al ministro della Funzione Pubblica, Franco Bassanini, promettere la correzione. Nulla cambia, però, fino ai giorni nostri, visto che è di qualche tempo fa l´approvazione in Parlamento di una legge delega che impegna l´attuale governo a riformare la normativa sull´autotrasporto. Chi vivrà vedrà. Nell´infinita attesa di questa e di tutte le altre risposte del governo e del Parlamento, il Paese continua ad arrancare sulla strada del libero mercato. «Di fronte alla competizione globale - ha detto proprio ieri il neopresidente dell´Antitrust, Antonio Catricalà - l´Italia ha due strade: aprirsi alla concorrenza liberalizzando i propri mercati, o soccombere. Se non ci rendiamo conto di dover diventare un sistema Paese appetibile e competitivo con una più facile burocrazia, con una migliore possibilità di accesso alle professioni e ai servizi, soccomberemo. E con noi soccomberanno tutti i privilegi». http://www.assinews.it/rassegna/arti...p090605an.html |
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