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Antitrust Si' All'indenizzo Diretto
Antitrust, sì all’indennizzo diretto
(07/06/2005) Estendere l’uso della Convenzione di indennizzo diretto (Cid)* anche ai motorini e alle macchine agricole per favorire comportamenti virtuosi da parte degli assicurati. A chiederlo è l’Antitrust, in una nota inviato al Parlamento, nella quale scrive che attualmente questa procedura “si applica ad un numero troppo limitato di sinistri.” Mentre - continua - “un sistema di assicurazione Rc Auto basato sull’indennizzo diretto presenta numerosi vantaggi: stimola la ricerca della migliore impresa da parte dei potenziali clienti e incentiva le società assicurative ad una concorrenza sulla qualità del servizio”. Questa convenzione, infatti, rende più facile la gestione di tutte le pratiche poiché l’automobilista ha come unico interlocutore la propria compagnia assicuratrice. In particolare, sullo schema di decreto legislativo relativo al Codice delle Assicurazioni, il Garante ha espresso “un apprezzamento per le finalità di semplificazione e razionalizzazione del quadro normativo che il Codice si pone”. Ma, prendendo in esame il settore dell’Rc auto, l’Authority ha osservato che si potrebbe intervenire proprio sul tema dell’indennizzo diretto, uno dei principali ostacoli alla concorrenza causato dalla natura del rapporto contrattuale che si instaura. Nell’Rc auto, infatti, l’indennizzato non è il cliente, ma è una terza parte senza vincoli contrattuali con la compagnia di assicurazione che deve effettuare il rimborso. Ciò - si legge in una nota - riduce per le compagnie, la capacità di proporre contratti che incentivino comportamenti “virtuosi”, compromettendo il meccanismo concorrenziale. Inoltre, secondo l’Antitrust, il fatto che “al momento della compilazione del contratto le parti non sanno se la Cid sarà o meno applicabile al sinistro, non consente alle assicurazioni di instaurare quella relazione continuativa con il danneggiato, predisponendo cioè quei contratti ottimali (contratti incentivanti, ricorso a carrozzerie convenzionate) che dovrebbero costituire uno dei principali vantaggi dell’indennizzo diretto. Innovazione che, scrive ancora l’Antitrust, potrebbero preveder anche l’individuazione di procedure semplificate nel caso in cui non ci sia accordo tra le parti e non si possa quindi compilare la Cid. L’autorità, infine, ha chiesto maggior trasparenza anche sulla scelta di utilizzo del Trattamento di fine rapporto (Tfr) nei fondi previdenziali. A breve - ha spiegato in proposito il Garante - i lavoratori dipendenti saranno tenuti a esprimere le proprie preferenze, potendo scegliere, tramite silenzio-assenso, di destinare il relativo ammontare all’acquisto di forme di previdenza complementare, offerte, oltre che dai fondi pensione, anche dalle imprese di assicurazione. Diventa quindi essenziale - si spiega - intraprendere iniziative che consentano al lavoratore di orientarsi facilmente verso il prodotto maggiormente rispondente alle proprie esigenze sotto il profilo qualità-prezzo”. *Ecco cosa è il Cid La convenzione di indennizzo diretto (Cid) è uno dei diversi accordi assicurativi per facilitare il pagamento dei danni auto. Prevede che l’assicurato che ha subito un danno all’automobile (di qualsiasi importo), possa rivolgersi direttamente al proprio assicuratore che liquiderà il danno facendosi poi rimborsare dalla compagnia di chi ha causato l’incidente. Per potere utilizzare la Cid è necessario che l’incidente abbia coinvolto non più di due veicoli (esclusi i ciclomotori e le macchine agricole) e che non si siano verificati danni alle persone. Al momento dell’incidente basterà compilare, di comune accordo con l’altro automobilista, il “Modulo blu”, riportando i dati richiesti, la descrizione della dinamica dei fatti e apporre le rispettive firme. Sarà quindi sufficiente consegnare al proprio assicuratore copia del modulo per attivare la procedura di risarcimento. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...NI&cat=Rc+Auto |
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7 giugno 2005
« Cid estesa ai ciclomotori » Rc auto / Le indicazioni di Catricalà ROMA • Ampliare l'ambito di applicazione della convenzione di indennizzo diretto ( Cid), e trasformarla in strumento obbligatorio per la definizione dei risarcimenti Rc auto. L'obiettivo? Migliorare la concorrenza del mercato. È la prima volta che l'Antitrust, da quando è guidato da Antonio Catricalà, interviene sulle assicurazioni. Lo fa quasi suggerendo, invece di imporre, un nuovo corso. I toni sono diversi da quelli usati fino al febbraio scorso dall'Authority. Che, sotto la presidenza di Giuseppe Tesauro, aveva fatto della battaglia contro la « volontà anticompetitiva » delle compagnie di assicurazione e della denuncia delle loro « condotte collusive » le sue bandiere. L'Antitrust riprende ora il discorso inviando al Parlamento una nota a commento dello schema di decreto legislativo relativo al Codice delle assicurazioni, attualmente all'esame delle Camere. Ma la forma, appunto, è ben diversa. Se l'Rc auto prevede oggi l'indennizzo indiretto del danno, per l'Antitrust il nuovo Codice è una buona occasione, perché, abrogando parte della normativa vigente, ha la possibilità di intervenire in questo ambito. Nella Rc auto l'indennizzato non è il cliente della compagnia di assicurazione, ma un terzo. Di qui la preoccupazione del Garante: questa situazione « riduce per le compagnie di assicurazione la capacità di proporre contratti che incentivino comportamenti virtuosi da parte dei diversi soggetti coinvolti ( danneggiati, riparatori), evitando che ciascuno di costoro, per negligenza o per interesse economico, contribuisca a elevare artificialmente l'ammontare del rimborso » . Meglio sarebbe un sistema basato sull'indennizzo diretto, con la vittima di un sinistro risarcita dalla sua compagnia di assicurazione. Secondo l'Antitrust, stimolerebbe la ricerca della migliore impresa da parte dei potenziali clienti, incentiverebbe le compagnie di assicurazione a una concorrenza sulla qualità del servizio e favorirebbe il controllo dei costi. Peccato che l'ambito di applicazione della Cid sia oggi così limitato. Copre infatti solo i sinistri che coinvolgono non più di due veicoli, esclusi i ciclomotori e le macchine agricole; inoltre devono essere state danneggiate solo cose o, da qualche mese, persone, ma lievemente. Inoltre le parti devono essere d'accordo sull'attribuzione delle responsabilità. Così, al momento della stipula del contratto, i clienti non sanno se la Cid sarà applicabile a un futuro sinistro. E le assicurazioni non possono predisporre contratti ottimali. In quest'ottica, l'Antitrust suggerisce un'estensione graduale del sistema dell'indennizzo diretto. Giampaolo Galli, direttore generale dell'Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, si dichiara disponibile a ragionarci a patto che « prima venga chiarito il quadro giuridico in cui ciò avverrà » . http://www.assinews.it/rassegna/arti...e070605ci.html |
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