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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
http://www.tuttomap.it/download/pdf/..._2005_free.pdf
http://www.freeforumzone.com/viewmes...=31239&idd=705 Per inciso: vale anche per i territori d'oltremare britannici (Cayman etc...) |
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2003
Messaggi: 288
Popolarità: 2768476 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Chiedo scusa se mi intrometto in questo Thread per porVi una domanda " personale" che non c' entra assolutamente niente col contesto; volevo sapere
il tempo "massimo" entro il quale un TOL di una qualsiasi banca puo' contestare una operazione di borsa che risulta "regolarmente" eseguita; ringrazio chi vorrà ripondermi. saluti. |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
Popolarità: 20908107 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
8 giugno 2005
Euroritenuta dal 1 luglio TASSAZIONE DEL RISPARMIO • L'Ecofin conferma l'avvio delle nuove disposizioni DAL NOSTRO INVIATO LUSSEMBURGO • Ci sono voluti 16 anni ma ormai è fatta: dal 1 ? luglio prossimo entrerà in vigore nei 25 Paesi dell'Unione europea la direttiva per la tassazione del risparmio dei cittadini Ue non residenti. « Ora si sono materializzate tutte le condizioni interne ed esterne per farlo » ha commentato ieri il premier lussemburghese Jean Claude Juncker, attuale presidente di Eurogruppo e di Ecofin al termine della riunione dei ministri finanziari. Non è stato per niente facile arrivare al traguardo: non solo perché si doveva decidere all'unanimità ma anche e soprattutto perché era indispensabile convincere una serie di paradisi fiscali fuori o dentro i confini dell'Unione ad adottare misure equivalenti. E questo per evitare che, per combattere l'evasione fiscale, si finisse per scatenare la fuga di capitali in massa dall'Europa comunitaria. I Paesi terzi coinvolti sono cinque: Svizzera, San Marino, Monaco, Andorra e Liechtenstein. Oltre ad essi, dieci territori associati o dipendenti di alcuni Paesi dell'Unione e cioè Guernsey, Isola di Man e Jersey, le Antille olandesi, Aruba, Anguila, le Isole Vergini britanniche, le Cayman, Montserrat, Turcs e Caicos Islands. La tassazione del risparmio, esclusivamente dei cittadini Ue non residenti, avverrà attraverso lo scambio di informazioni tramite le banche dove si trovano i depositi bancari od obbligazionari. Sarà l'istituto di credito a comunicare allo Stato di origine del suo cliente l'ammontare versatogli come pagamento di interessi. Saranno però esenti da questo tipo di comunicazione tutti gli altri " prodotti" finanziari, dalle azioni ai derivati. Tre Paesi dell'Unione, Lussemburgo, Belgio e Austria, sono stati irremovibili nel loro rifiuto a rinunciare al segreto bancario. Come del resto i Paesi terzi e i dieci territori dipendenti. In tutti questi Stati, in alternativa allo scambio di informazioni, sarà applicata una ritenuta alla fonte. Che dal 1 ? luglio sarà del 15% per tre anni. Dopo di che salirà al 25% a partire dal 1 ? luglio 2008. Tre anni dopo, dal 1 ? luglio 2011 l'aliquota andrà a regime al 35 per cento. La direttiva prevede che un'eventuale rinuncia al segreto bancario possa essere negoziata in sede Ocse tra l'Unione e i cinque Paesi terzi qualora in quella sede si riuscisse a raggiungere un accordo in tal senso che comprenda anche gli Stati Uniti. Presto dunque comincerà una nuova era in cui la tassazione del risparmio europeo in giro per l'Unione diventerà più efficace? La domanda è legittima nell'Europa che conosce la piena libertà dei movimenti di capitali e i cui cittadini si servono sempre più di computer e Internet per le proprie operazioni finanziarie. Secondo la maggioranza degli esperti, gli Stati che sperano di recuperare, grazie alla direttiva, entrate all'Erario, probabilmente saranno delusi. Molti investitori hanno già ristrutturato i loro depositi per sfuggire alla tassazione oppure li hanno semplicemente spostati verso altri lidi compiacenti. Singapore, tanto per fare un nome. QUI MONTECARLO I banchieri studiano le contromosse MONTECARLO • Tutto è pronto a Montecarlo per applicare la direttiva europea sul risparmio dopo il via libera definitivo del Consiglio Ecofin da Bruxelles. « Da tempo le 42 banche e le 20 società di risparmio gestito presenti a Monaco con 60 miliardi di euro di patrimonio si sono preparate all'entrata in vigore della normativa. Noi siamo pronti ad applicare la direttiva se tutti i Paesi faranno lo stesso dal 1 ? luglio » , dichiara il ministro dell'Economia e delle finanze di Monaco, Frank Biancheri, consigliere molto vicino al principe Alberto. Bianchieri è tranquillo: « La competitività della piazza monegasca mi rassicura pienamente rispetto alla capacità di rispondere alla sfida » . Una sfida che scatterà dal 1 ? luglio, quando entrerà in vigore la ritenuta alla fonte del 15% sugli interessi dei conti correnti versati alle persone fisiche non residenti. Per Montecarlo è una sfida senza precedenti perché per il periodo 2008 2010 il prelievo passerà al 20% e poi al 35% a decorrere dal 2011; in cambio non ci sarà nessuno scambio sistematico di informazioni fiscali, salvo il caso di frode tributaria con documenti falsi prodotti da terzi. Biancheri chiede a Bruxelles di estendere, « contro il rischio di delocalizzazione finanziaria, con misure equivalenti, l'accordo sul risparmio Ue alle piazze asiatiche. In teoria — spiega — il fatto che alcune giurisdizioni non siano previste dalla direttiva potrebbe creare delle delocalizzazioni di fondi europei verso le piazze asiatiche. Per questo chiedo a Bruxelles di negoziare con questi Stati lo stesso tipo di normativa. Ho fiducia nella Commissione e nella sua capacità di ottenere un accordo anche se so che non sarà facile » . Poi prosegue: « La piazza finanziaria monegasca ha prodotti competitivi. In ogni caso le persone preferiranno il contatto fisico in banca piuttosto che mandare messaggi elettronici a 10mila chilometri di distanza » . Intanto anche i banchieri locali pensano a soluzioni innovative: « La gestione fisica del conto resta a Monaco ma i capitali vengono allocati a Singapore e così non scatta la ritenuta » , spiega un finanziere. « Oppure si passa a fondi azionari o ancora si può pensare a qualcosa che non prevede interessi ma solo capital gain » , aggiunge. Jean Claude Eudes, direttore dell'Associazione bancaria monegasca, vede « un impatto modesto della direttiva compensato da esperienza e da nuovi prodotti. Certo il mondo cambia ma Monaco resta una buona piazza, ricca di talenti e in crescita costante » . Monaco: « Par condicio con l'Asia » ( Gamma) QUI BERNA La Svizzera non teme la fuga dei capitali LUGANO • Il presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri, Pierre Mirabaud, lo aveva preannunciato. Ora gli Istituti elvetici confermano: tutto è pronto per l'applicazione dal 1 ? luglio dell'imposta sui redditi finanziari dei non residenti, come previsto dagli accordi sulla tassazione del risparmio siglati con Bruxelles. La Svizzera e altre piazze esterne — come d'altronde, all'interno della Ue, Austria, Belgio e Lussemburgo — hanno ottenuto di poter conservare il proprio segreto bancario e in cambio applicheranno appunto l'imposta, inizialmente del 15% e poi negli anni successivi sino al 35%, su alcuni redditi dei non residenti e in particolare sui redditi da interesse. La Confederazione tratterrà il 25% del gettito e trasferirà il 75% allo Stato Ue di residenza. Gli accordi non prevedono che i pagamenti a persone giuridiche siano assoggettati all'imposta. Gli esperti stimano che il sistema bancario elvetico abbia investito circa 300 milioni di franchi ( circa 200 milioni di euro) per la creazione delle nuove procedure. « Siamo pronti — dice Franco Polloni, responsabile della pianificazione finanziaria e fiscale della Banca del Gottardo — e speriamo che siano pronti anche i Paesi della Ue. Negli scorsi mesi vi erano state prese di posizione all'interno dell'Unione sul pericolo che non tutti i membri fossero in grado di partire. Noi pensiamo che si debba e si possa cominciare » . Gli investimenti sono stati fatti e ora le banche svizzere sono nella situazione di chi quasi sollecita il fischio di inizio. Sulla piazza elvetica, che gestisce poco meno di un terzo dei capitali mondiali off shore, non vi sono timori su consistenti spostamenti di patrimoni su altre piazze: la tassazione non riguarda la totalità dei redditi finanziari e poi nella Confederazione si conserva una certa fiducia nel know how e nella vicinanza geografica. In Svizzera si fa però notare che l'operazione andrebbe completata comunque con analoghi accordi con piazze extra europee, ad esempio Singapore e Hong Kong. « Abbiamo fatto gli interventi necessari — conferma Stefano Coduri, condirettore generale della Bsi — e siamo in attesa. Non ci aspettiamo grandi riallocazioni di patrimoni su nuovi strumenti finanziari. Ci potrebbe essere qualche spostamento tra piazze finanziarie, questo sì, e perciò le autorità europee dovrebbero proseguire le trattative con i Paesi che non hanno aderito alle nuove regole » . Non a caso la richiesta di concludere accordi con altre e più lontane piazze era stata fatta a Bruxelles proprio dalla Svizzera. Ma si tratta di un aspetto che in questa partita, piuttosto complessa, per ora non sembra in cima alle preoccupazioni delle banche rossocrociate. Berna è pronta all'euroritenuta http://www.assinews.it/rassegna/arti...e080605ta.html |
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#10 (permalink) |
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Movimento Grilletto
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mi confermate che la tassazione non viene applicata su titoli obbligazionari emessi prima del 1/3/2001 e per i quali non è stata effettuata una riemissione aumentando il debito dell'emittente ??? e che la tassazione verrà applicata sui medesimi dal 31/12/2010 (indipendentemente dalla loro naturale scadenza)???
grazie |
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