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Data registrazione: Jul 2002
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Argentina, i nuovi tango bond arrivano in banca
LA RISTRUTTURAZIONE Argentina, i nuovi tango bond arrivano in banca
I 150 mila italiani che in febbraio hanno detto sì al piano di ristrutturazione della Repubblica Argentina possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Si fa per dire, certo, visto che l’offerta-capestro prevedeva un rimborso intorno al 30% dell’investimento. Ma negli ultimi mesi lo scontro giudiziario tra gli avvocati di Buenos Aires e il raider Kenneth Dart, noto speculatore di bond in default, aveva fatto tremare gli obbligazionisti in giro per il mondo. Il ministro dell’Economia Roberto Lavagna ieri ha confermato l’avvio definitivo dell’operazione ristoro, in ritardo di oltre due mesi, visto che i titoli dovevano già essere nella disponibilità dei risparmiatori dal 1° aprile. Gli ordini per l’invio dei nuovi Tango bond e per il pagamento degli interessi sono stati immessi nel sistema fin dal mattino. Anche se ci vorranno circa sette giorni per far sì che i titoli compaiano fisicamente nei portafogli e nei conti correnti dei creditori sparsi dagli Stati Uniti al Giappone. E’ prevedibile dunque che gli obbligazionisti italiani possano trovare i titoli accreditati a partire da lunedì al ritorno dal ponte. In pratica le operazioni condotte da Bank of New York prevedono la cancellazione dei vecchi bond in default, che quindi ora potrebbero vedere tramontare qualunque tipo di mercato anche parallelo, poi, giorno dopo giorno, la sostituzione con i nuovi. Per gli altri 300 mila obbligazionisti italiani che hanno preferito non accettare l’offerta sperando in un qualche rilancio il panorama si fa oggettivamente oscuro. Tutto ciò in cui possono sperare ora è la riapertura dei termini dell’offerta senza peraltro nessun tipo di miglioramento rispetto a quelli attuali. I segnali lanciati dall’Argentina su questo fronte sono stati ambigui. Ma in ogni caso è difficile che ciò avvenga prima dell’autunno. In ottobre gli argentini sono chiamati al voto per le presidenziali. Ed è molto improbabile che l’attuale presidente Nestor Kirchner che ha fatto del «successo» sull’operazione un cavallo di battaglia politico - proprio mercoledì Standard & Poor’s ha comunicato il miglioramento del rating sul rischio del Paese a «B-» - voglia sentire parlare di questi argomenti durante la campagna. Sarà importante ora vedere come si comporteranno i nuovi titoli alla prova della quotazione in Borsa. msideri@corriere.it Massimo Sideri |
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Data registrazione: Nov 2004
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Tango bond, partito il concambio
(03/06/2005) Anche l’ultimo passo è stato compiuto: l’Argentina ha dato ieri il via all’operazione di scambio dei bond caduti in default a seguito del crack finanziario che ha investito il Paese nel 2001. Il governo di Buenos Aires ha emesso nuove obbligazioni per un valore complessivo di oltre 35 miliardi di dollari, decretando così l’atto finale della più grande ristrutturazione del debito mai avvenuta. L’Argentina ha inoltre alleggerito le su casse di 680 milioni che andranno a coprire gli interessi maturati dai titolari di bond dal 31 dicembre 2004: data fittizia che le autorità sudamericane hanno scelto per l’emissione dei novi titoli. Ci saranno poi da pagare gli interessi maturati fino al 31 dicembre 2001, momento in cui è stato decretata la crisi finanziaria, mentre nessuna cedola verrà riconosciuta tra 2001 e 2003: il cosiddetto “periodo di blackout”. Stando a quanto dichiarato dal governo di Buenos Aires, il concambio dovrebbe concludersi entro sette giorni lavorativi e, a operazione ultimata, partirà la quotazione sul mercato argentino. Nulla di certo si sa invece sul possibile sbarco sui listini internazionali. Intanto, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha fatto il punto sulla situazione. Sebbene sul giudizio di lungo termine sulla ripresa economica del Paese rimangano delle incertezze, che le autorità finanziarie dovranno fugare attraverso un’efficace strategia fiscale e una decisa politica di contenimento delle spese, il parere sui nuovi titoli è decisamente positivo: per tutti, infatti, è arrivata la promozione a B-. L’unica eccezione è, naturalmente, per i bond di chi non ha aderito allo swap, su cui S&P ha mantenuto il giudizio D, cioè default. Si tratta di titoli di una valore complessivo di quasi 20 miliardi di dollari, 8 miliardi dei quali rimasti nelle mani di circa 250mila risparmiatori italiani. La loro sorte è ora legata alle iniziative che la Task force argentina, organizzazione nata proprio per tutelare gli interessi dei possessori di Tango bond del Belpaese, deciderà di adottare. L’ipotesi più probabile è che si proceda a un arbitrato presso l’Icsid, il Centro internazionale per la risoluzione delle controversie internazionali. Una soluzione in cui non ripone fiducia il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, secondo il quale l’unica opportunità per i risparmiatori traditi è quella di fare causa alle banche. Una cosa è certa: l’avvio dell’operazione di concambio rende le cose ancora più difficili. http://www.miaeconomia.it/retrieval/...&cat=Risparmio |
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Data registrazione: Nov 2004
Messaggi: 2,508
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Tango bond: Adusbef, “la strada è quella del tribunale”
03/06/2005 - 15:22 La strada maestra è quella del tribunale. Lo ha affermato il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, rivolgendosi ai risparmiatori che non hanno aderito all'offerta di concambio proposta dall'Argentina e che oramai hanno in mano solo "carta quasi straccia e per questo devono ringraziare il latitante Governo e le banche". Secondo l'Adusbef la responsabilità delle banche è confermata dalla "decisione della Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), che ha chiesto al ministero del Tesoro di comminare una multa alle banche, in quanto delle oltre 100 emissioni di bond argentini meno del 90% erano collocabili presso i risparmiatori". Fare causa alle banche per chi ha acquistato i titoli dopo il 2000 è semplice, in quanto in quel periodo "le agenzie di rating - ha spiegato Lannutti - hanno dichiarato i titoli argentini spazzatura, quindi questo significa che le banche li avevano nei loro portafogli ed hanno deciso di scaricarli sui risparmiatori. Per chi ha invece investito nei bond argentini dopo il 2000 si dovrà procedere ad un esame caso per caso ma "il tribunale potrebbe anche decidere per l'annullamento del contratto". http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=1368 |
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