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Vecchio 28-05-05, 09:46   #1 (permalink)
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La Cassazione: i magistrati italiani non hanno giurisdizione verso l'Argentina

28 maggio 2005

La Cassazione: i magistrati italiani non hanno giurisdizione nei confronti dello Stato argentino

Tango bond, una nuova doccia fredda "Il giudice non può imporre rimborsi"




"Il default rientra nei poteri di uno Stato"


ROMA - Nuova doccia fredda per i risparmiatori italiani possessori di bond argentini in default. La Cassazione ha infatti stabilito che il giudice italiano non può imporre alla Repubblica Argentina di rimborsare i risparmiatori che hanno acquistato Tango bond. Non lo può fare perchè non è competente a giudicare. Secondo le Sezioni Unite della Corte, del resto,, l´Argentina nel differire il pagamento dei servizi del debito pubblico del governo nazionale ha esercitato il suo potere sovrano. Una decisione presa a tutela «dei bisogni primari di sopravvivenza economica della popolazione in un contesto storico di grave emergenza nazionale» che non può essere sindacata dalla nostra autorità giudiziaria.
La Cassazione ha così deciso su ricorso di un avvocato di Firenze che aveva ottenuto dal giudice di pace del capoluogo toscano una serie di decreti ingiuntivi con i quali si intimava al governo argentino di pagare, per ciascun decreto, 500 euro, come frazione della somma complessiva di 183 mila euro. Importo che era servito per comprare da Bnl e Monte Paschi di Siena, che già li avevano nel loro portafoglio, titoli obbligazionari (con scadenza nel 2008 e tasso di interesse annuo dell´8,125%) emessi dalla Repubblica Argentina nello stato di New York, quotati in Lussemburgo e poi rivenduti sul mercato secondario.
Per i supremi giudici (presidente Vincenzo Carbone, relatore Mario Morelli), gli stati stranieri sono esenti dalla giurisdizione civile per quegli atti attraverso i quali esplicano l´esercizio delle loro funzioni pubbliche statali, mentre possono essere «giudicati» per quegli atti, a carattere privatistico, che vengono effettuati, indipendentemente dal potere sovrano, alla stregua di un privato cittadino.
Soddisfatti i legali dell´Argentina: «Il principio affermato dalla sentenza della Corte di Cassazione è molto importante, perchè è il primo di questo tipo pronunciato dal massimo organo giuridico del nostro paese, dopo che già c´erano state otto decisioni dei tribunali in questo senso», ha detto Ferdinando Emanuele, avvocato dello studio Cleary-Gottlieb che ha difeso la Repubblica Argentina in tutti i procedimenti disputati nel nostro paese.

http://www.assinews.it/rassegna/arti...p280505bo.html
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Vecchio 28-05-05, 09:47   #2 (permalink)
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28 maggio 2005

Niente cause italiane sui bond argentini




ROMA • La corte di Cassazione affonda le residue speranze di un azione legale nei confronti del governo argentino per la vicenda dei tango bond. Con la prima pronuncia in materia, le Sezioni unite civili della Suprema corte hanno infatti negato la giurisdizione della magistratura italiana, escludendo la possibilità che un giudice nazionale costringa lo Stato argentino a rimborsare i risparmiatori " traditi". Pronunciandosi sul ricorso preventivo di giurisdizione chiesto da un avvocato che aveva acquistato da Bnl e Monte dei Paschi global bond per 183.000 euro, la Cassazione, con l'ordinanza n. 11225 depositata ieri, ha dichiarato il difetto di competenza perché il complesso di atti normativi presi dall'Argentina tra il 2002 e il 2003 ( elencati dettagliatamente dalla pronuncia) con i quali veniva stabilita la moratoria sul pagamento delle obbligazioni pubbliche per l'emergenza in materia sociale, economica e finanziaria, non fanno parte del diritto privato e, in quanto tali, non possono essere sottratti al regime di immunità.
La questione per la Cassazione deve essere risolta in applicazione del principio di diritto consuetudinario internazionale, sulla base del quale l'esenzione degli Stati stranieri dalla giurisdizione civile è limitata agli atti attraverso i quali si realizza l'esercizio delle funzioni pubbliche statali e non si estende invece a quelli che hanno natura privatistica, svincolati cioè dall'esercizio di funzioni sovrane. Un presupposto questo, messo in evidenza nel ricorso e che la Corte ha dimostrato di condividere. Dove le interpretazioni sono entrate in conflitto è sul " peso" da dare alla collocazione sul mercato borsistico di titoli del debito pubblico e alle decisioni successive dell'esecutivo argentino. Per l'avvocato investitore, si tratta di un'attività economica di diritto privato, « equiparabile a quella di qualunque altro soggetto debitore che emetta obbligazioni a fronte di prestiti e finanziamenti ricevuti dagli investitori » . E anche su questo, tutto sommato la Corte sarebbe stata d'accordo. Ma le misure successive, quelle sì, rappresentano l'esercizio di un potere sovrano sia per la loro natura di leggi di bilancio sia, soprattutto, « per le finalità pubbliche di governo della finanza per la tutela di bisogni primari di sopravvivenza economica della popolazione in un contesto storico di emergenza nazionale » . A prevalere sono così gli interessi della collettività organizzata in Stato, che quelle misure contestate hanno inteso tutelare. Non è rilevante a questo punto, sottolinea l'ordinanza, che queste leggi incidano sui diritti patrimoniali di cittadini stranieri: non è sufficiente perché si configuri una deroga eccezionale all'immunità per gli atti sovrani. Questa, infatti, può essere applicata solo quando leggi di uno Stato o atti d'imperio si presentano come lesivi dei « valori universali della dignità umana » . La stessa Corte costituzionale, nel 1992, sentenza n. 329, ha fatto rientrare nei poteri sovrani i provvedimenti di moratoria del debito estero ed il piano, successivamente predisposto, di ripianamento delle obbligazioni contratte.
La pronuncia ( conforme ad altre decisioni di giudici di Roma, Milano e Vicenza, ricorda l'avvocato Ferdinando Emanuele, dello studio Cleary Gottlieb che ha difeso il governo argentino), presa con l'autorevolezza delle Sezioni unite, sembra chiudere a questo punto la via giudiziaria delle pretese nei confronti dell'Argentina, lasciando invece aperta la strada di un risarcimento nei confronti delle banche.

http://www.assinews.it/rassegna/arti...280505ba4.html
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