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Vecchio 27-05-05, 11:11   #1 (permalink)
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DDL risparmio

Buongiorno.
Sapete che fine ha fatto la legge sul risparmio che fu approvata alla Camera?.

Quando ci sarà il "passaggio" al Senato??

grazie
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Vecchio 27-05-05, 11:32   #2 (permalink)
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C'è cartella in questo thread

Adesso sì che il risparmio è tutelato.....
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Vecchio 27-05-05, 14:44   #3 (permalink)
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Posto ultima riunione presente sul sito del senato in merito al decreto legge risparmio per aggiornamento su iter (dovrebbe riprendere il 1 Giugno 05)

http://notes9.senato.it/W3/Lavori.ns...A?OpenDocument

http://notes9.senato.it/W3/Lavori.ns...2?OpenDocument
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Vecchio 01-06-05, 09:09   #4 (permalink)
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1 giugno 2005

La riforma del risparmio? Ferma in commissione


Tabacci: legge pronta da maggio. Ma è bloccata perché tocca il ruolo del Governatore


ROMA — L'ultimo stop risale alla fine dello scorso mese di aprile, quando le Commissioni Finanze e Industria del Senato decisero di rinviare l'esame del disegno di legge sulla riforma del risparmio in attesa di chiarimenti sulla situazione politica generale. Nel frattempo la crisi di go verno si è risolta con un mini rimpasto ( che non ha coinvolto il ministro del Tesoro Domenico Siniscalco, nella foto ) ma del provvedimento che ha lacerato per mesi governo e Parlamento non si è saputo più nulla. « Ignoro il percorso del ddl al Senato, quindi non sono in grado di fare previsioni » , ha dichiarato ieri il presidente della Commissione Attività Produttive della Camera Bruno Tabacci, nel corso di una intervista a Skytg24. « E' dal maggio scorso — ha proseguito l'esponen te dell'Udc — che siamo pronti con un testo importante per la legge sul risparmio, ma poiché questo testo tocca anche la natura e il ruolo del governatore della Banca d'Italia, è stato bloccato » . Nata come bipartisan, la riforma si è poi trasformata in legge della sola maggioranza

http://www.assinews.it/rassegna/arti...010605ba3.html
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Vecchio 01-06-05, 09:14   #5 (permalink)
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1 giugno 2005

Risparmio, il Senato cancella il conflitto tra banca e impresa

Il disegno di legge sul risparmio non toccherà gli imprenditori-banchieri. Il Senato è infatti pronto a cancellare le norme contenute nel provvedimento approvato dalla Camera e nato per limitare il conflitto d’interessi tra banche e imprese, rimettendo l’intera questione nelle mani di Bankitalia. Lo rivela a Finanza & Mercati il presidente della commissione Finanze del Senato, Riccardo Pedrizzi, annunciando che questa mattina (termine ultimo per le proposte di modifica dei senatori) i due relatori del provvedimento, Maurizio Eufemi (Udc) e Giuseppe Semeraro (An), presenteranno un emendamento per l’abrogazione del comma 4 quater dell’art. 8. Quello, cioè, che stabilisce che «i soggetti che svolgono funzione di amministrazione, direzione o controllo presso una banca o i sottoscrittori di patti, non possono essere debitori nei riguardi della stessa banca per un ammontare che superi i tre quarti delle partecipazioni detenute». La stessa norma, che modifica il comma 4 dell’art. 53 del Tub (Testo unico bancario), fissa una soglia di rilevanza dell’1 per cento del capitale con diritto di voto. Ciò significa che i soci con debiti superiori allo 0,75 per cento del capitale (compresi coloro che fanno parte di un patto di sindacato), non potranno esercitare il diritto di voto sulle azioni possedute. Inoltre, il sostanziale divieto di possedere partecipazioni superiori a un punto percentuale del capitale con diritto di voto, costringerebbe i grandi soci a dismettere rapidamente le proprie quote azionarie rilevanti. «E ciò - spiega a F&M Semeraro - darebbe un duro scossone agli assetti azionari delle banche, rendendole ancora più vulnerabili alle scalate da parte degli istituti stranieri». Ecco perché, spiega il relatore del disegno di legge a Palazzo Madama, il Senato raccoglierà l’appello lanciato a più riprese dal mondo del credito (vedi Finanza & Mercati dello scorso 16 marzo, ndr) rimettendo l’intera questione nelle mani del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, che «deciderà caso per caso».
http://www.assinews.it/rassegna/arti...010605ba4.html

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Vecchio 04-06-05, 17:00   #6 (permalink)
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4 giugno 2005

Ddl risparmio, a Bankitalia il rapporto credito imprese





ROMA • Quasi quattrocento emendamenti, di cui circa 90 dell'opposizione. Appena dopo il referendum il disegno di legge sul risparmio riprenderà l'iter parlamentare, con il voto degli emendamenti presentati nelle commissioni Industria e Finanze.
Non sono modifiche di poco conto: un emendamento dei relatori prevede che nel rapporto banche imprese, sarà la Banca d'Italia a stabilire le regole per la concessione di credito agli imprenditori azionisti, superando la soglia prevista dal ddl. Sempre i relatori prevedono che le agenzie di rating non dovranno rispettare l'obbligo di diffusione delle informazioni privilegiate già previste per gli analisti finanziari.
Si punta anche a ripristinare le sezioni speciali dei tribunali, con una delega al Governo da esercitare entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge. Regole più severe anche per le stock option: sarà la Consob a stabilire le regole a cui dovranno attenersi le società quotate, definendo gli obblighi di comunicazione al mercato e gli obiettivi cui legare gli incentivi. Verranno puniti con la reclusione gli intermediari che operano, non essendo iscritti all'elenco della Banca d'Italia. Infine i relatori hanno ripristinato il ruolo della Covip come autorità della previdenza complementare, come previsto dalla riforma delle pensioni.
L'opposizione ha rilanciato il mandato a termine del Governatore: c'è chi lo fissa a massimo sette anni, chi invece pensa ad un incarico di cinque anni, rinnovabile. I Ds hanno riproposto anche il passaggio della concorrenza bancaria all'Antitrust.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...e040605ri.html
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Vecchio 06-06-05, 17:01   #7 (permalink)
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Il Ddl risparmio torna sui bond argentini
(06/06/2005)



Una proposta sulla stessa falsariga l’avevano già fatta in modo bipartisan la Lega e i Democratici di sinistra. Alla fine però è stata bocciata. Questa volta arriva invece dalla voce più moderata della politica italiana, dall’Udc, l’unione dei democratici cristiani, e più precisamente dalla bocca di Maurizio Ronconi, presidente della commissione Agricoltura.

E l’emendamento è sempre a quel disegno di legge sul risparmio che ormai viaggia intorno all’anno e mezzo di gestazione e all’indomani del crac della Parmalat doveva dare una svolta al sistema finanziario italiano.

Per adesso è fermo in Senato e tra accelerate, poche, e brusche frenate, molte, stenta a trovare la dirittura d’arrivo. L’emendamento prevede che siano gli istituti bancari coinvolti nelle transazioni delle obbligazioni argentine cadute in default a sostituire i vecchi bond con nuove obbligazioni quindicennali.

Secondo il senatore centrista tale soluzione sarebbe a costo zero per lo Stato e costerebbe poco anche alle banche. Anzi per gli istituti di credito sarebbe un modo per riacquistare la fiducia dei clienti e per disporre di nuova liquidità, rimettendo in circolazione circa 8 miliardi di euro di quei risparmiatori che ora detengono obbligazioni argentine.

“Una opposizione a tale soluzione - precisa Ronconi - smaschererebbe gli istituti bancari, autorizzerebbe i clienti a massicci ricorsi per ottenere l'immediata restituzione di tutto il capitale, farebbe comprendere le vere intenzioni dello stesso mondo bancario anche alla luce dei defatiganti e sino ad oggi inutili ricorsi della task force dell'Abi”.

Chiare e argomentate le intenzioni di Ronconi. Certo, non si capisce perchè una proposta bocciata qualche mese fa, quando ancora lo swap argentino non era avvenuto, dovrebbe essere accolta adesso

http://www.miaeconomia.it/retrieval/...&cat=Risparmio
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Vecchio 22-06-05, 08:51   #8 (permalink)
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22 giugno 2005

Ddl risparmio, il governo vuole congelare la norma anti-Monte

Vittoria delle ex Casse di risparmio: verso l’accantonamento dell’emendamento che limiterebbe al 30% i diritti di voto delle Fondazioni nelle banche Intanto si arena la discussione nelle commissioni Industria e Finanze del Senato. Il mancato parere sulla copertura finanziaria fa slittare le votazioni

«Giù le mani dal voto delle Fondazioni nelle banche». La lobby degli enti nati dalle ex Casse di risparmio ha ottenuto ciò che voleva: il previsto emendamento al ddl sul risparmio che introduceva a partire dal primo gennaio 2006 il congelamento al 30% dei diritti di voto detenuti dalle Fondazioni nel capitale delle banche è stato accantonato sine die. Secondo quanto risulta a Finanza & Mercati il governo avrebbe deciso di non decidere sull’emendamento presentato da uno dei relatori al ddl, Maurizio Eufemi. Una clausola dirompente nei confronti di una sola banca, il Monte dei Paschi di Siena, che è controllato al 49% dall’omonima Fondazione, presieduta da Giuseppe Mussari. In ogni caso, la questione rappresentava un altro capitolo della battaglia che le Fondazioni hanno di volta in volta con il Tesoro e con la Banca d’Italia. E quello di ieri va visto come un successo per le ex Casse e il loro presidente Giuseppe Guzzetti che si batte da due anni per conservare la libertà decisionale su come investire le ingenti risorse degli enti. Intanto ieri nelle commissioni Finanze e Industria del Senato, il governo, rappresentato dal sottosegretario all’Economia Maria Teresa Armosino, e i relatori, Eufemi e Giuseppe Semeraro, hanno espresso i pareri sugli emendamenti ai primi 15 articoli (su 41) del disegno di legge. Ma i lavori procedono a rilento rispetto alla serrata tabella di marcia preventivata per l’esame dei 380 emendamenti. A far slittare le votazioni, il cui avvio era atteso per ieri, è stato il mancato parere della commissione Bilancio sulla copertura finanziaria delle modifiche al testo. I pareri sugli emendamenti ai primi 17 articoli, però, sarebbero già pronti. La discussione proseguirà oggi. L’inizio delle votazioni sugli emendamenti, secondo il presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama, Riccardo Pedrizzi, «potrà comunque avvenire entro questa settimana». Nonostante il rinvio, ha poi assicurato Eufemi, «il Senato rispetterà la tabella di marcia». Il testo dovrebbe essere licenziato per la terza lettura alla Camera prima della pausa estiva. L’andamento dei lavori ha però suscitato i malumori del capogruppo della Margherita in commissione, Renato Cambursano. «Anziché occuparsi di materie estranee all’argomento, come quella di mettere le mani sulle Fondazioni - ha detto - i relatori farebbero bene a preoccuparsi più seriamente dei conflitti d’interesse che sono stati la vera causa dei default di Cirio e di Parmalat». Non solo. In commissione, secondo Cambursano, si starebbe tentando di sopprimere le norme «faticosamente raggiunte a Montecitorio sulla circolazione dei prodotti finanziari presso gli investitori professionali, pesante concausa dei danni subiti dai risparmiatori».
http://www.assinews.it/rassegna/arti...220605ba2.html
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Vecchio 23-06-05, 12:15   #9 (permalink)
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23 giugno 2005

Alla Camera riparte il Ddl risparmio

ROMA • Una stretta sulle società off shore, che operano nei cosiddetti paradisi fiscali. Mentre sono rimaste inalterate, rispetto al testo approvato alla Camera, le regole sulla presenza delle minoranze nei consigli di amministrazione. Dopo una lunga pausa, dovuta al calendario del Senato e al referendum, il disegno di legge sul risparmio si è rimesso in moto.
Ieri le commissioni Finanze e Industria del Senato hanno cominciato la votazione degli emendamenti, arrivando all'articolo 6. Si sono fermate all'emendamento che prevede la sterilizzazione di diritti di voto per le Fondazioni per la quota azionaria superiore al 30% del capitale delle banche, nelle assemblee straordinarie e ordinarie, una modifica sulla quale l'opposizione sembra intenzionata a dare battaglia e sulla quale ci sono divergenze di opinioni anche nella maggioranza. Tant'è che l'emendamento è stato accantonato per un ulteriore approfondimento.
Sarà ritirato, invece l'emendamento inserito in extremis che riguardava la possibilità per le assicurazioni di superare il 15% nell'azionariato delle banche: i relatori, come ha spiegato Giuesppe Semeraro, di An, hanno preso questa decisione dal momento che il testo unico bancario già permette alle compagnie di assicurazione di andare oltre quella soglia, con l'autorizzazione della Banca d'Italia.
Le votazioni per ora stanno procedendo senza intoppo: oggi si andrà avanti e, come spiega il presidente della commissione Finanze, Riccardo Pedrizzi, An, « di questo passo le commissioni potrebbero dare il via libera la prossima settimana » . In tempo, quindi, per garantire il voto dell'aula di Palazzo Madama entro luglio e passare alla terza lettura, alla Camera, prima della sessione di bilancio. L'articolo 1 è stato approvato senza modifiche: e quindi almeno uno dei membri del consiglio di amministrazione sarà espresso dalle liste di minoranza. All'articolo 2, è stato elimintato quel passaggio in cui si prevedeva che il collegio sindacale potesse denunciare al tribunale eventuali irregolarità: resterà in vigore la norma attuale, che prevede questa possibilità se si configurano danni alla società. All'articolo 3 sulle azioni di responsabilità, viene eliminata la possibilità che l'azione possa comportare la revoca degli amministratori con il voto unanime del collegio sindacale.
Infine all'articolo 6 sulle società off shore, è previsto che la Consob dovrà stabilire i criteri in base ai quali è consentito alle società italiane quotate in Borsa e quelle emittenti strumenti finanziari diffusi di controllare imprese con sede in uno degli Stati non trasparenti, che saranno individuati con un decreto dei ministri della Giustizia e dell'Economia.
Tra i criteri sono prese in considerazione le ragioni di carattere imprenditoriale che motivano il controllo e l'esigenza di assicurare la completa e corretta informazione societaria. L'emendamento prevede anche che la Consob possa denunciare i fatti in tribunale.
Sulle Fondazioni, invece, si sta cercando una formulazione comune da parte di tutti e due i relatori ( l'emendamento porta la firma di Maurizio Eufemi, Udc, e non di Semeraro, An), condivisa anche dal Governo.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...230605mp4.html
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Vecchio 28-06-05, 08:42   #10 (permalink)
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28 giugno 2005

Ddl risparmio in alto mare «La riforma slitterà al 2006»

Il provvedimento alla Camera solo dopo la pausa estiva. Ma una quarta lettura in Senato rischia di far inciampare il ddl nella prossima campagna elettorale Bruni (Bocconi): «Legge già superata Bisogna stralciare i punti più urgenti»

Il disegno di legge sul risparmio rischia di tornare in alto mare per poi arenarsi definitivamente nelle secche del Parlamento. Potrebbe essere questo l’effetto dell’emendamento anti-Mps, approvato in questi giorni dalle commissioni Finanze e Industria del Senato, che sterilizza al 30% il voto delle Fondazioni bancarie negli istituti di credito. L’allarme arriva proprio dal fronte parlamentare, dove la modifica proposta dai relatori Maurizio Eufemi (Udc) e Giuseppe Semeraro (An) ha riacceso il dibattito all’interno della maggioranza e sembra destinata a far slittare il provvedimento almeno al prossimo anno. A confermare la possibilità di un ulteriore rinvio sono anche i segnali provenienti da Palazzo Chigi. «L’obiettivo resta quello di approvare la riforma entro la fine della legislatura e cioè maggio 2006», ha dichiarato a Finanza & Mercati il sottosegretario all’Economia, Maria Teresa Armosino, che non esclude però la possibilità di nuovi ritardi. «Il governo - ha spiegato - non può stringere i tempi. La partita è tutta nelle mani del Parlamento». Ed è qui che iniziano i problemi. Perché se anche il Senato trovasse la giusta compattezza per licenziare il ddl entro la pausa estiva («contiamo di approvarlo in aula prima di agosto», dice Eufemi), il testo dovrebbe poi tornare alla Camera, dove Bruno Tabacci ha già iniziato a riordinare le file del partito della «moralizzazione» ed è pronto a tornare all’attacco sui nodi irrisolti del provvedimento. A cominciare dalle competenze di Bankitalia, dal conflitto di interessi banca-impresa, fino al fatidico emendamento sulle Fondazioni. «Il Senato faccia quello che vuole - avverte il presidente della commissione Attività produttive - quando toccherà a noi vedremo». E a sostegno di Tabacci, questa volta, sono pronte a schierarsi anche la Margherita, che solo qualche giorno fa si è opposta apertamente alla norma anti-Mps, e gran parte dei deputati Ds. Insomma, una nuova giostra di modifiche e contromodifiche che, seppure ricalcasse i tempi del Senato, andrebbe avanti per altri tre-quattro mesi (anche perché si accavallerebbe con la manovra Finanziaria che deve essere approvata entro il 30 settembre). Calendario alla mano, la riforma arriverebbe in Senato per la sua quarta lettura non prima di dicembre. A quel punto una corsa contro il tempo, considerate anche la pausa natalizia e l’imminenza della campagna elettorale, sarebbe possibile ma altamente improbabile. Ci sono anche ipotesi più pessimistiche. Per il senatore Enrico Morando, vicepresidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama e punto di riferimento del centrosinistra sulle questioni economiche, il provvedimento rischia di arenarsi già prima della quarta lettura. «Anche in Senato - dice - non è certo il caso di gridare vittoria. L’esame dell’aula deve ancora iniziare e non è escluso che vi possa essere qualche sorpresa per la maggioranza. Specie sull’emendamento anti-Mps». In buona sostanza, il risultato più verosimile è che si arrivi alla fine del 2005 senza un nulla di fatto e con pochissimi mesi a disposizione. «A questo punto sarebbe meglio cambiare strada», spiega Franco Bruni, professore di Economia all’Università Bocconi di Milano. «È una situazione assurda. Non ha senso portare a termine una legge di questo tipo senza un clima bipartisan. E soprattutto in tempi così lunghi: i provvedimenti che saranno approvati domani rischiano di essere già superati oggi». Un esempio per tutti? «Il Parlamento europeo sta discutendo la nuova normativa Ue sui comitati audit nelle società per azioni, che rischia di interferire col testo in discussione al Senato». L’economista lancia una proposta: «A questo punto sarebbe meglio liberarsi dei capitoli più spinosi e approvare un mini-provvedimento che approvi subito le norme su conflitto banca-impresa, società di rating e internal auditing. Oppure si rischia di restare a mani vuote».
http://www.assinews.it/rassegna/arti...280605ba2.html
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