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Vecchio 26-05-05, 15:58   #1 (permalink)
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Altroconsumo: inserire i mutui ipotecari sotto "l'ombrello" del credito al consumo

Altroconsumo: inserire i mutui ipotecari sotto "l'ombrello" del credito al consumo
26/05/2005 - 11:52
Per l'associazione a difesa del consumatore chi acquista un'automobile in Italia è più tutelato di chi acquista una casa. Cinque i punti sui quali intervenire, appello del presidente Paolo Martinello al Parlamento e alle istituzioni europee.

Inserire anche i mutui ipotecari sotto l'ombrello del credito al consumo, eliminare la discrezionalità nell'utilizzo del TAEG che oggi la legge italiana permette, ampliare le possibilità di risoluzione del contratto di credito su richiesta del consumatore. Queste le principali pecche da sanare per far maturare il mercato del credito al consumo in Italia rendendolo più trasparente e concorrenziale, secondo Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo.

Il presidente dell'associazione, così, si è rivolto ai rappresentanti del Parlamento italiano, delle istituzioni europee, della Banca d'Italia e dei soggetti che operano nell'ambito del credito, quali Abi e Assofin, presenti al seminario Credito al consumo e sovraindebitamento, prospettive in Italia e in Europa, organizzato oggi a Roma presso la sede della Rappresentanza europea.

"E' urgente che l'Unione europea e il legislatore nazionale adeguino la normativa sul credito al consumo al nuovo scenario economico e alle nuove esigenze di tutela del consumatore, ha continuato Martinello, per poter contribuire alla costruzione di un mercato europeo del credito più sicuro, più trasparente e più concorrenziale".

Per Altroconsumo questi i cinque punti sui quali occorre intervenire:

- definizione di credito al consumo: attualmente la legge italiana, con il decreto n. 385/1993 disciplina esclusivamente i finanziamenti che hanno un importo tra i 150 e i 30 mila euro (conformemente alla direttiva comunitaria su credito al consumo del 1987). Restano quindi esclusi i prestiti di importo superiore e soprattutto i mutui ipotecari, esclusione che verrebbe confermata anche dalla nuova proposta di direttiva da tempo in discussione all'interno dell'Unione europea. Dunque un consumatore che acquista a rate una lavatrice o un'auto è maggiormente tutelato di chi che acquista un appartamento. I mutui rappresentano la parte preponderante del credito alle famiglie italiane: 290 miliardi di euro nel 2004, pari al 21,5% del PIL, nel 1980 era il 7,3%, nel 1990 il 10,3. Tasso annuo effettivo globale (TAEG): occorre una ridefinizione più precisa del TAEG, unico reale indicatore del costo di un finanziamento perché comprensivo di tutte le voci di spesa. Sarebbero così eliminati dubbi interpretativi e l'eccessiva discrezionalità attualmente consentita dalla normativa italiana.

- Risoluzione del contratto di credito: la normativa italiana sul credito al consumo (anche qui conforme alla direttiva comunitaria del 1987) prevede che le contestazioni del consumatore al venditore sul prodotto o servizio acquistato siano possibili solo in limitate ipotesi.

Per Altroconsumo le possibilità di risoluzione del contratto di credito su richiesta del consumatore devono essere più ampie, in particolare estese a tutti i casi in cui il finanziatore, come il più delle volte accade, sia stato scelto o indicato dal venditore. E' inaccettabile che l'esercizio dei diritti del consumatore nei confronti del venditore (in particolare il diritto di garanzia in caso di acquisto di beni non conformi o difettosi), sia di fatto impedito o limitato dall'avvenuta richiesta di un prestito.
credito "responsabile": oggi le banche dati, le cosiddette centrali di rischio, sono utilizzate esclusivamente a svantaggio dei consumatori e benché consultate da banche e finanziarie prima di decidere l'erogazione di un prestito, non determinano alcuna forma di responsabilizzazione dei finanziatori in caso di erogazione di prestiti a soggetti già troppo indebitati. Questo dovrebbe costituire uno dei punti più significativi della nuova proposta della direttiva comunitaria sul credito al consumo.

Tutela del consumatore sovraindebitato: analogamente a quanto già fatto in altri paesi europei come Francia e Germania, che hanno conosciuto nel passato rischi e conseguenze del sovraindebitamento, è necessario istituire servizi di informazione e di assistenza preventiva al consumatore per una corretta valutazione dei rischi finanziari in relazione alle capacità economiche individuali e familiari. Bisogna - secondo l'associazione -poi introdurre speciali procedure giudiziarie in caso di insolvenza del consumatore, finalizzate al ripianamento complessivo dei debiti.

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=1208
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