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Frodi creditizie: tre regioni ad alto rischio
25/05/2005 - 14:01
Sono Campania, Toscana e Lazio le regioni più a rischio per le frodi nel settore del credito. Presentato oggi il primo rapporto dell'Osservatorio sulle frodi creditizie del CRIF. In aumento del 3% le anagrafiche sospette. E' stato presentato questa mattina il primo volume dell'Osservatorio sulle Frodi Creditizie realizzato da CRIF, gruppo italiano specializzato nello sviluppo e nella gestione dei sistemi di supporto decisionale e di informazioni creditizie per i mercati del credito al dettaglio, utilizzando statistiche tratte da Fraud Analyser, il servizio antifrode di CRIF. L'Osservatorio - ha spiegato Beatrice Rubini, Marketing Unit Manager - ha l'obiettivo di raccogliere le informazioni frammentarie esistenti sul fenomeno delle frodi creditizie fornendo, al contempo, una panoramica sugli strumenti di prevenzione. I dati elaborati evidenziano un andamento crescente delle anagrafiche sospette: nel 2004 si è registrato, infatti, un incremento pari al 3% rispetto all'anno precedente; i dati più frequentemente alterati dai frodatori sono l'indirizzo (91%), le generalità (27%) e i documenti (4%). Le vittime preferite dai frodatori sono soggetti con una buona storia creditizia (50%); la maggior concentrazione di anagrafiche sospette si registra nella fascia di età compresa tra i 36 e i 45 anni. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale del fenomeno, dalle statistiche emerge che le aree più a rischio sono il Centro e il Sud dell'Italia, in particolare Toscana, Lazio, Sardegna e Campania sono le regioni a più alto rischio. Dallo studio emerge, inoltre, che in Italia esistono fattori congiunturali e culturali tali da favorire la crescita del fenomeno. Tra i primi fattori vi sono: la crescita del credito al consumo, l'erogazione dei finanziamenti presso i punti vendita nonché i tempi di istruttoria ridotti. L'eccessiva riservatezza dei soggetti coinvolti nel fenomeno e la scarsa consapevolezza dei consumatori circa il problema costituiscono i fattori culturali. Per quanto riguarda i fattori positivi utili per prevenire il fenomeno, l'osservatorio fa riferimento alla possibilità di verificare, attraverso le liste elettorali, sia la congruenza dei dati anagrafici dichiarati che la reale esistenza del soggetto. HC 2005 - redattore: VC http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=1186 |
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28 maggio 2005
Truffe, nel 2004 bloccati contratti sospetti per 1,4 mld Frodi & finanza / Colpito il 5% del credito al consumo C' è chi, come Banca d'Italia, ne quantifica il danno per il sistema del credito in 1,6 miliardi di euro l'anno. Altri istituti si sono spinti a indicare un danno di 2 miliardi l'anno. Considerato il volume del credito al consumo, che nel 2004 ha raggiunto i 39,34 miliardi di euro, l'incidenza del fenomeno sarebbe pari al 5% delle erogazioni. Le frodi creditizie, in particolare di quelle basate sull'utilizzo di identità false o rubate, sono in crescita anche in Italia. E secondo l'Associazione bancaria italiana ( Abi) eAssofin, l'associazione delle imprese del credito al consumo, stimano che la percentuale di successo sia pari al 40% dei tentativi di truffa. Ma l'Italia, anche rispetto ad altri Paesi europei, si sta dotando di strumenti sempre più avanzati che consentono di contrastare il fenomeno. Lo rivela il primo Osservatorio sulle frodi creditizie presentato da Crif, un gruppo italiano fondato a Bologna nel 1988 e presente in Europa e America, che sviluppa e gestisce sistemi di supporto decisionale e di verifica delle informazioni creditizie per gli intermediari finanziari, quali banche, assicurazioni, società finanziarie e delle telecomunicazioni. L'analisi quantitativa sulle frodi condotta da Crif ha preso in esame i dati provenienti da 45 tra banche e società finanziarie che utilizzano i supporti informatici Crif e, secondo i dati di Assofin aggiornati al novembre scorso, rappresentano circa il 36% del mercato del credito al consumo nazionale. Le statistiche sono state elaborate sulla base del totale delle richieste di finanziamento che hanno portato alla realizzazione di anagrafiche sui dati personali della clientela. Il supporto utilizzato, Fraud Analyser, consente di verificare contemporaneamente su diverse banche dati la congruenza e la validità dei dati forniti dal cliente, incrociando le informazioni prese, tra le altre, dalle liste elettorali, dall'elenco telefonico, dalla banca dati del ministero dell'Interno sui documenti smarriti e rubati. Le analisi sulle allerte, che il sistema invia automaticamente quando rileva anomalie, hanno evidenziato che le anagrafiche di richiesta di credito sospette di frode, come mostrato nella tabella in alto, sono cresciute tra il 2003 e il 2004 dal 13 al 16 per cento del totale. « In termini economici » , spiega Enrico Lodi di Crif, « l'utilizzo di questo sistema ha portato a decidere di evitare finanziamenti che, per le sole anagrafiche a rischio, nel 2004 sono stati pari a un valore di 1,4 miliardi di euro. Se si considerano i volumi di credito al consumo che nel 2004 sono stati gestiti con Fraud Analyser, le frodi evitate rappresentano il 3,4% del flusso di credito annuale » . Tradotto in altri termini, il dato significa che a 191mila italiani è stato evitato il rischio di essere vittima di frodi o furti d'identità. Nicola Borzi http://www.assinews.it/rassegna/arti...s280505tr.html |
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