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Vecchio 19-05-05, 09:23   #1 (permalink)
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ipotesi fallimento banca o sim

correggetemi se sbaglio ,in caso di fallimento di una banca o di una sim il fondo di garanzia interverrebbe per una cifra pari a 103000 euro per conto corrente?questa vale per la liquidita' ma se eventualmente ci fosse un portafoglio titoli o altro?
i 103000 euro è la somma complessiva di tutto o sono 2 cose separate,quindi per esempio avere un portafoglio di 5 miliardi e poterlo trasferire in altro istituto senza particolari problemi?
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Vecchio 19-05-05, 09:27   #2 (permalink)
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no c'è anche altro..quello a cui alludi è il fondo interbancario per i depositi; poi c'è il cd. sistema di indennizzo per i crediti vantati verso la sim che opera a determinate condizioni
http://www.fondonazionaledigaranzia.it/reg_oper.htm
questo è il sito.
E' un ente di diritto privato.
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Vecchio 19-05-05, 09:28   #3 (permalink)
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Fondo di Garanzia e Fondo Interbancario di Garanzia delle Banche ( febbraio 2002)

Tutte le SIM italiane aderiscono obbligatoriamente al Fondo Nazionale di Garanzia (Fondo di Garanzia) che garantisce, in caso di fallimento, un risarcimento fino all'importo di 20,000 Euro. Per le banche bisogna prendere in considerazione due istituzioni con funzioni simili:

- il Fondo Nazionale di Garanzia (Il Fondo Italiano di Garanzia ), a cui aderiscono (obbligatoriamente) SIM e Banche che "svolgono servizi di investimento" per i privati e che ha un massimale di 20.000 euro

- il Fondo Nazionale di Tutela dei Depositi (Il Fondo Italiano di Tutela dei Depositi)a cui aderiscono le sole Banche italiane che hanno depositi di privati, e che ha un massimale di 103.000 euro.
http://www.tuttotrading.it/tuttoecon...lti/fb201.html
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Vecchio 19-05-05, 09:29   #4 (permalink)
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I Fondi delle Sim:I fondi DEPOSITATI dai clienti alle SIM

fondi DEPOSITATI dai clienti alle SIM per fare trading in proprio, non sono dei semplici "crediti" come quelli dei fornitori, ma sono stati assoggettati dal legislatore ad una normativa specifica e molto rigorosa, concepita proprio per evitare che possano nascere problemi di questo tipo a causa di un possibile "fallimento" delle SIM stesse.

Tutti i fondi liquidi versati dai clienti - ad esempio -debbono, entro le 24 ore successive, venir depositati esclusivamente in conti correnti bancari, denominati "conti terzi" tenuti IN MODO BEN SEPARATO dai fondi di proprietà della SIM,.

La SIM può scegliere la banca/le banche che preferisce, ma coi soldi non può farci null'altro, per quanto fruttuoso ee "sicuro", nemmeno investirli in Buoni del tesoro - per intenderci - che potrebbero perdere valore.

Con questi soldi, sempre liquidi - la SIM può unicamente provvedere al pagamento degli acquisti dei clienti, incluse ovviamente le proprie commissioni...

E nemmeno si possono utilizzare i fondi del cliente A per "far credito" al cliente B: in banca il conto corrente coi soldi dei clienti, può anche essere uno solo, ma la SIM deve tenere una sua contabilità separata per ogni cliente di modo che "a nessuno" manchino mai i propri fondi, e se un cliente per un qualsiasi motivo "va in negativo", la SIM deve disporre per ripianare la situazione di fondi propri, da aggiungere al "conto terzi".

La normativa qui è molto rigorosa: ad esempio noi a Directa permettiamo di operare sul mercato USA, e abbiamo bisogno di avere dollari per fare settlement col nostro negoziatore, ma, siccome - per facilitare l'operatività dei clienti - non abbiamo voluto aprire ai clienti - come fanno normalmente gli altri operatori - dei conti in dollari e movimentiamo semplicemente la loro disponibilità in euro, allora NON possiamo convertire una parte del conto terzi in dollari.

Il fondo in dollari che utilizziamo - e che è essenziale ci sia, per poter evitare operazioni di cambio continue e dispendiose - può essere finanziato solo con fondi nostri, perché cambiare gli euro del conto terzi in euro in dollari, è escluso esattamente come lo sarebbe il convertirlo in Buoni del tesoro...
<
Tutto questo lavoro e questa separatezza però ha un buon ritorno, perché alla fine i fondi, che stanno in questi "conti terzi", ben separati dai "fondi propri", in caso di fallimento della SIM non possono "per legge" essere "aggrediti" dai creditori della SIM.

Cioè anche se la SIM fallita ha debiti privilegiati verso lo Stato o i dipendenti..., questi possono rivalersi unicamente sul patrimonio "proprio" della SIM, di cui il conto terzi non fa assolutamente parte, e questo rimane disponibile per rimborsare i legittimi proprietari.

A questa costruzione bella ma in sé "astratta", si aggiungono in pratica alcuni molto opportuni controlli esterni:
per quanto riguarda i fondi - le SIM, proprio come le banche, sono infatti sotto l'occhio della Banca d'Italia che controlla costantemente la solidità del loro bilancio e, nel caso in cui i fondi propri si assottiglino, al di sotto di certe percentuali da essa stabilite, per evitare qualsiasi tipo di "equivoco", ben prima che ci sia un "fallimento" può intervenire per sospenderne semplicemente l'attività.
(Tutta la solidità del sistema finanziario dipende da questo tipo di cautele e di controlli della Banca d'Italia, alla fine, anche perché servirebbe a ben poco imporre alle SIM di tenere i soldi in conti bancari se poi fossero le banche a poter fallire...)

Gli stessi meccanismi sono in funzione in tutti i paesi evoluti: ad esempio l'anno scorso in Germania la banca/broker on-line Systracom, è stata "chiusa" dalle autorità di controllo tedesche, senza bisogno che fallisse, ma solo perché - stante la crisi del TOL - i suoi dati di bilancio erano scesi sotto i livelli di sicurezza richiesti (e ovviamente i clienti sono stati agevolmente rimborsati)

Ovviamente questo vale in primo luogo se la SIM "si comporta come prescritto", ma il non farlo configurerebbe non a un "normale fallimento", ma un vero reato da parte degli amministratori.

E, altrettanto ovviamente, una cosa è depositare presso una SIM dei liquidi per fare TOL, una ben diversa è darle dei fondi "da gestire":
solo nel primo caso vale questo discorso del "conto terzi" tenuto liquido e in conti bancari... nel secondo la SIM ha invece il diritto-dovere di investire, di comperare e vendere Buoni del tesoro e dollari e quant'altro, coi soldi dei cliente, e qui l'esito può essere "lecitamente", molto cattivo o molto buono, senza che si possa sindacare più di tanto.
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Vecchio 19-05-05, 09:29   #5 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da FabioGalletti
no c'è anche altro..quello a cui alludi è il fondo interbancario per i depositi; poi c'è il cd. sistema di indennizzo per i crediti vantati verso la sim che opera a determinate condizioni
http://www.fondonazionaledigaranzia.it/reg_oper.htm
questo è il sito.
E' un ente di diritto privato.
grazie fabio
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Vecchio 19-05-05, 09:32   #6 (permalink)
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Il conto corrente bancario strumentale nella gestione individuale di portafoglio: trattamento tributario.

http://www.tidona.com/pubblicazioni/maggio03_1.htm
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Vecchio 19-05-05, 11:41   #7 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da FabioGalletti
I Fondi delle Sim:I fondi DEPOSITATI dai clienti alle SIM

fondi DEPOSITATI dai clienti alle SIM per fare trading in proprio, non sono dei semplici "crediti" come quelli dei fornitori, ma sono stati assoggettati dal legislatore ad una normativa specifica e molto rigorosa, concepita proprio per evitare che possano nascere problemi di questo tipo a causa di un possibile "fallimento" delle SIM stesse.

Tutti i fondi liquidi versati dai clienti - ad esempio -debbono, entro le 24 ore successive, venir depositati esclusivamente in conti correnti bancari, denominati "conti terzi" tenuti IN MODO BEN SEPARATO dai fondi di proprietà della SIM,.

La SIM può scegliere la banca/le banche che preferisce, ma coi soldi non può farci null'altro, per quanto fruttuoso ee "sicuro", nemmeno investirli in Buoni del tesoro - per intenderci - che potrebbero perdere valore.

Con questi soldi, sempre liquidi - la SIM può unicamente provvedere al pagamento degli acquisti dei clienti, incluse ovviamente le proprie commissioni...

E nemmeno si possono utilizzare i fondi del cliente A per "far credito" al cliente B: in banca il conto corrente coi soldi dei clienti, può anche essere uno solo, ma la SIM deve tenere una sua contabilità separata per ogni cliente di modo che "a nessuno" manchino mai i propri fondi, e se un cliente per un qualsiasi motivo "va in negativo", la SIM deve disporre per ripianare la situazione di fondi propri, da aggiungere al "conto terzi".

La normativa qui è molto rigorosa: ad esempio noi a Directa permettiamo di operare sul mercato USA, e abbiamo bisogno di avere dollari per fare settlement col nostro negoziatore, ma, siccome - per facilitare l'operatività dei clienti - non abbiamo voluto aprire ai clienti - come fanno normalmente gli altri operatori - dei conti in dollari e movimentiamo semplicemente la loro disponibilità in euro, allora NON possiamo convertire una parte del conto terzi in dollari.

Il fondo in dollari che utilizziamo - e che è essenziale ci sia, per poter evitare operazioni di cambio continue e dispendiose - può essere finanziato solo con fondi nostri, perché cambiare gli euro del conto terzi in euro in dollari, è escluso esattamente come lo sarebbe il convertirlo in Buoni del tesoro...
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Tutto questo lavoro e questa separatezza però ha un buon ritorno, perché alla fine i fondi, che stanno in questi "conti terzi", ben separati dai "fondi propri", in caso di fallimento della SIM non possono "per legge" essere "aggrediti" dai creditori della SIM.

Cioè anche se la SIM fallita ha debiti privilegiati verso lo Stato o i dipendenti..., questi possono rivalersi unicamente sul patrimonio "proprio" della SIM, di cui il conto terzi non fa assolutamente parte, e questo rimane disponibile per rimborsare i legittimi proprietari.

A questa costruzione bella ma in sé "astratta", si aggiungono in pratica alcuni molto opportuni controlli esterni:
per quanto riguarda i fondi - le SIM, proprio come le banche, sono infatti sotto l'occhio della Banca d'Italia che controlla costantemente la solidità del loro bilancio e, nel caso in cui i fondi propri si assottiglino, al di sotto di certe percentuali da essa stabilite, per evitare qualsiasi tipo di "equivoco", ben prima che ci sia un "fallimento" può intervenire per sospenderne semplicemente l'attività.
(Tutta la solidità del sistema finanziario dipende da questo tipo di cautele e di controlli della Banca d'Italia, alla fine, anche perché servirebbe a ben poco imporre alle SIM di tenere i soldi in conti bancari se poi fossero le banche a poter fallire...)

Gli stessi meccanismi sono in funzione in tutti i paesi evoluti: ad esempio l'anno scorso in Germania la banca/broker on-line Systracom, è stata "chiusa" dalle autorità di controllo tedesche, senza bisogno che fallisse, ma solo perché - stante la crisi del TOL - i suoi dati di bilancio erano scesi sotto i livelli di sicurezza richiesti (e ovviamente i clienti sono stati agevolmente rimborsati)

Ovviamente questo vale in primo luogo se la SIM "si comporta come prescritto", ma il non farlo configurerebbe non a un "normale fallimento", ma un vero reato da parte degli amministratori.

E, altrettanto ovviamente, una cosa è depositare presso una SIM dei liquidi per fare TOL, una ben diversa è darle dei fondi "da gestire":
solo nel primo caso vale questo discorso del "conto terzi" tenuto liquido e in conti bancari... nel secondo la SIM ha invece il diritto-dovere di investire, di comperare e vendere Buoni del tesoro e dollari e quant'altro, coi soldi dei cliente, e qui l'esito può essere "lecitamente", molto cattivo o molto buono, senza che si possa sindacare più di tanto.
quindi il giorno dopo un eventuale fallimento il conto titoli deve essere trasferito ad altra banca d'ufficio.
insomma in entrambe i casi non si corrono rischi sui titoli in portafoglio
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Vecchio 19-05-05, 12:28   #8 (permalink)
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quindi il giorno dopo un eventuale fallimento il conto titoli deve essere trasferito ad altra banca d'ufficio. dove l'hai letto?
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Vecchio 19-05-05, 15:49   #9 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da FabioGalletti
quindi il giorno dopo un eventuale fallimento il conto titoli deve essere trasferito ad altra banca d'ufficio. dove l'hai letto?
chiedo venia leggendo velocemente ho frainteso la cosa che invece riguarda la liquidita'.
non ho capito invece come si comporta il portafoglio titoli.
ti chiedo pazienza sonoun po'
ranat non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-05-05, 16:06   #10 (permalink)
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Ci mancherebbe, non preoccuparti

http://www.fondonazionaledigaranzia.it/reg_oper.htm

Nel caso di insolvenza, previa insinuazione nel passivo, puoi avere un indennizzo dal fondo nell'ammontare massimo di 20mila euro se non riesci ad ottenere soddisfazione dalla procedura fallimentare.
Ora, nei giorni scorsi Voltaire aveva posto un quesito: se la Sim viene posta in liquidazione volontaria? Beh, a tal fine occorre che non vi siano comunque rapporti pendenti per chiudere la liquidazione, per capirci; quindi il dubbio che aveva sulla causa postuma direi che escluderei.

Chiusa la parentesi, per tornare a noi c'è quindi una tutela assai ampia per le somme su c/c mentre è più circoscritta per gli strumenti finanziari
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