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Esclusivo: Allegati audizione Consob
Come sanno coloro che seguono le vicende legate al collocamento dei bonds argentini, nell'aprile 2004 la Consob fu audita per chiarire alcuni aspetti della vicenda.
Nella relazione si fa riferimento alla descrizione dei collocamenti e si rinvia al materiale allegato, non disponibile al sito istituzionale. Grazie a Fabrizio67, il materiale (relazione più allegati) è ora downloadabile al mio sito, cartella Documenti, previa registrazione gratuita. http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=31239
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Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
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non è che l'Aduc....si fa dare l'allegato alla delibera Consob su Antonveneta...già scritto in mille modi
SULLA BASE dei fatti, delle valutazioni e delle motivazioni contenute nell'"Atto di accertamento" che è unito alla presente delibera e ne forma parte integrante; che non c'è ![]() http://www.consob.it/main/documenti/...05/d15029.html |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2004
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c'è allegato su bollettino Consob Maggio 5.1 a partire da pag. 20
http://www.consob.it/main/consob/pub...no/index.html# |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2002
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ATTO DI ACCERTAMENTO
1. La situazione dell’azionariato di Antonveneta e il progetto della Banca Popolare di Lodi 1.1. Il patto ABN-Lloyd-Benetton-Delta Erre («il patto Antonveneta ») La Antonveneta, gia` banca popolare, si era trasformata in societa` per azioni il 15 aprile 2002, data in cui le azioni della societa` sono state ammesse alle negoziazioni nel mercato regolamentato. Attualmente il capitale sociale di Antonveneta e` pari a Euro 864.791.313, suddiviso in 288.263.771 azioni del valore nominale di 3 Euro (1). Alla stessa data del 15 aprile 2002 era divenuto efficace un patto parasociale - sottoscritto in data 25 marzo 2002 e sottoposto alla condizione sospensiva della quotazione della societa` - in cui era conferito, inizialmente, il 26,994% del capitale sociale di Antonveneta. Tale percentuale e` progressivamente aumentata, sino a raggiungere, nel gennaio 2004, il 30,784% per effetto della sottoscrizione delle azioni rivenienti dall’esercizio delle obbligazioni convertibili, spettanti originariamente a ciascun azionista, del prestito convertibile ibrido a tasso fisso 1999/2009 emesso nel maggio 1999. Il patto riuniva un nucleo stabile di azionisti, raggruppati in quattro parti: la Parte ABN AMRO con il 12,6760%; la Parte Lloyd (gruppo Allianz) con il 2,7507 %; la Parte Edizione (gruppo Benetton) con il 5,0137 %, e la Parte Delta Erre S.p.A. – societa` fiduciaria espressione di un gruppo di industriali veneti e lombardi - con il 10,3444% del capitale. (2). Il patto prevedeva accordi di voto e in particolare clausole sulla nomina degli amministratori della Antonveneta. Per i primi due anni di vigenza era inoltre previsto un divieto assoluto di alienazione e, decorso tale periodo di intrasferibilita` , la possibilita` di dismettere le azioni attenendosi ad una procedura di prelazione. Per tutta la durata del patto era previsto, infine, un divieto di accrescere la partecipazione salvo alcune deroghe espressamente previste dal contratto. L’accordo, di durata triennale, prevedeva un rinnovo tacito biennale dopo la sua prima scadenza per quei soci che non avessero comunicato il diniego al rinnovo almeno tre mesi prima della scadenza (e quindi, da ultimo, fino al 14 gennaio 2005) sempre che, a tale data, le azioni per le quali fosse confermato il rinnovo rappresentassero almeno il 20% del capitale di Antonveneta. Alla data del 22 dicembre 2004 al Presidente del patto di sindacato erano pervenute dichiarazioni di diniego al rinnovo da parte di soci aderenti al patto che rappresentavano l’11,5% circa del capitale della banca, determinando cosı` la cessazione del patto nei confronti di tutte le parti in data 15 aprile 2005. Dai dati acquisiti emerge che a tale data i soggetti recedenti dall’accordo, oltre alla Parte Edizione, rappresentavano la quasi totalita` dei fiducianti di Delta Erre. Con comunicato stampa del 23 dicembre 2004 e` stata data notizia del mancato rinnovo del patto parasociale di Antonveneta e della conseguente cessazione dell’efficacia dello stesso al 15 aprile 2005. 1.2. Il progetto di BPL 1.2.1. Dagli elementi acquisiti nel corso delle audizioni tenutesi presso la Consob (in particolare dall’audizione di [...] e [...]) emerge che all’interno del patto gia` da tempo erano emersi dissapori tra i partecipanti. Tali contrasti si erano manifestati, da un lato, all’interno del nucleo Delta Erre, concretizzandosi in difficolta` e lentezza ad assumere posizioni comuni all’interno dello stesso nucleo con riferimento alle decisioni del patto, e, dall’altro, in una non piena condivisione, da parte del nucleo stesso, e della Parte Edizione della linea seguita dal management in carica; tale circostanza si concretizza gia` nei primi giorni di dicembre in preannunci o effettuazioni di disdette formali del patto esistente. 1.2.2. E’ all’interno del descritto quadro che la BPL manifesta formalmente sin dal 3 febbraio 2005 (data della prima richiesta preventiva di autorizzazione alla Banca d’Italia, volta a raggiungere la partecipazione del 14,9%, seguita l’11 febbraio dalla richiesta formale) l’intenzione di assumere una posizione stabile di rilievo in Banca Antonveneta. In tal senso le richieste di autorizzazione a Banca d’Italia appaiono fin dall’inizio riferite ad un progetto di progressiva acquisizione del controllo e aggregazione fra le due banche, i cui contorni si delineano sempre piu` nelle tre richieste di autorizzazione che si sono susseguite; tale controllo, pero` , non appare, nelle prime due richieste come un controllo solitario (al punto che nella prima richiesta di autorizzazione non e` esclusa una cooperazione con ABN Amro che pure viene nella medesima richiesta indicato come soggetto in parte responsabile di alcune tensioni verificatesi nella gestione dell’istituto (3)). L’ipotesi in quel momento presente di un possibile accordo con la banca olandese e` stata confermata dal [...] nel corso dell’audizione del 9 maggio u.s. In effetti puo` ritenersi che al 3 febbraio 2005 il progetto di BPL fosse gia` da tempo esistente e strutturato, almeno nelle sue linee essenziali. Infatti la richiesta di autorizzazione, per poter avere esito positivo, deve essere successiva ad un approfondito studio di fattibilita` e congruita` del progetto; coerentemente con tale esigenza, gia` la prima richiesta contiene riferimenti ad un progetto in avanzata fase di definizione anche con riguardo alle possibili relazioni con altri soci. Piu` precisamente nel comitato esecutivo della banca dello stesso 3 febbraio il [...] ha riferito che «a seguito dei contatti sviluppati e degli incontri effettuati dall’Amministratore Delegato, si affaccia l’opportunita` di acquisire una quota di minoranza, sia pure significativa, nella Banca Popolare Antoniana Veneta S.p.A.». La richiesta di autorizzazione precisa, fra l’altro, che: l’intervento di BPL nel capitale di Antonveneta, «a giudizio e su sollecitazione dello stesso nucleo di imprenditori locali», puo` «instaurare condizioni di corretto funzionamento della governance dell’Azienda padovana»; «detto progetto prende spunto da un elemento basilare che e` rappresentato dalla volonta` comune di mantenere e assicurare nella governance la centralita` dei soci locali all’interno del nuovo Gruppo, sia a livello di organi di rappresentanza, sia a livello di forte presidio del mercato»; «nell’ambito dei rapporti con gli attuali soci di Banca Antonveneta, Bipielle cerchera`la convergenza degli stessi su un progetto industriale, in avanzata fase di elaborazione, senza peraltro vincolare in alcun modo gli stessi, almeno fino alla data di scadenza del patto attualmente in vigore e cercando di coagulare il massimo del consenso dei soci che hanno manifestato il diniego al rinnovo del patto». Da tali affermazioni emerge come gia` prima della richiesta del 3 febbraio 2005, l’amministratore delegato di BPL avesse posto in essere contatti ed incontri, anche con soci italiani di Antonveneta aderenti al patto, finalizzati ad acquisire una partecipazione in Antonveneta allo scopo di riequilibrare la governance della banca. [...] 1.2.3. Un atto che puo` considerarsi parte del progetto complessivo, posto che ne segna la prima emersione pubblica, e` rappresentato dal superamento da parte di BPL della soglia del 2% del capitale di Antonveneta in data 14 gennaio 2005, che costituisce, d’altra parte, l’esito di una serie di acquisti iniziati il 2 novembre 2004; allo stesso modo deve essere letto l’incontro avvenuto a Milano il 19 gennaio 2005 tra BPL e i rappresentanti di ABN Amro finalizzato a trovare un accordo anche con tale azionista di Antonveneta (l’ultimo incontro con ABN, come riferito da [...] nel corso dell’audizione del 9 maggio u.s. e` avvenuto l’8 marzo 2005). L’ideazione del progetto puo` allora farsi coincidere con le date dei primi acquisti di azioni Antonveneta da parte di BPL; il periodo temporale appare il medesimo in cui iniziavano ad essere realizzate le operazioni di finanziamento di seguito riferite, che iniziano il 22 novembre 2004, data in cui BPL ha in conto proprio circa l’1% di azioni ordinarie Antonveneta. 2. Prima fase dell’operazione: finanziamenti e acquisti di azioni Antonveneta da parte di clienti di BPL e di BPL in conto proprio 2.1. Gli acquisti da parte di clienti BPL e i finanziamenti concessi dalla stessa banca Dalla documentazione acquisita nel corso degli accertamenti e` emerso in particolare che 38 soggetti hanno acquistato, tramite BPL, rilevanti quantita` di azioni Antonveneta. Il complesso di tali soggetti ha acquistato 64.272.332 azioni Antonveneta, pari al 22,296 % del capitale. Di tali soggetti: n. 36 hanno acquistato tra dicembre 2004 e febbraio 2005 e n. 2 ad aprile 2005; n. 34 hanno utilizzato per tali acquisti finanziamenti concessi dalla BPL fra i mesi di novembre 2004 e febbraio 2005; n. 2 hanno utilizzato per gli acquisti i finanziamenti concessi dalla BPL nel mese di aprile 2005; inoltre, un altro soggetto ([...]) ha avuto nel medesimo periodo una significativa crescita del suo affidamento complessivo con la banca non direttamente ricollegabile agli acquisti in questione; infine, [...], e` l’unico soggetto che non ha ricevuto finanziamenti da parte di BPL per gli acquisti di azioni Antonveneta. Il dettaglio dei finanziamenti e dell’operativita` dei soggetti finanziati e` contenuto nella tabella allegata (cfr. all. n. 1) La quasi totalita` dei soggetti finanziati ha in seguito rivenduto le azioni, realizzando notevoli plusvalenze. Solo i [...] non hanno rivenduto le azioni acquistate; inoltre, [...] tramite societa` dallo stesso controllate le ha riacquistate dopo averle vendute. Dall’analisi della documentazione acquisita si rileva che: – vi e` una stretta connessione temporale tra la data di erogazione dei finanziamenti da parte di BPL (iniziata il 22 novembre 2004) e l’effettuazione dei primi acquisti di azioni Antonveneta da parte degli stessi soggetti (avvenuta il 1º dicembre 2004); – l’operativita` dei singoli soggetti ha inizio in prossimita` dell’apertura degli affidamenti bancari mentre sia i finanziamenti che gli acquisti sono concentrati nei mesi dicembre/febbraio, con una prevalenza nel mese di gennaio; – l’importo dei finanziamenti va normalmente da un minimo di 10 milioni di Euro ad un massimo di 50 milioni di Euro per le persone fisiche; – fra la richiesta di finanziamento da parte dei soggetti e l’effettiva erogazione da parte della banca e` intercorso un intervallo medio di tempo particolarmente breve ove si tenga conto dell’importo rilevante di ciascun affidamento; in genere, per tali finanziamenti, non sono state richieste garanzie specifiche; – l’importo finanziato corrisponde al controvalore delle azioni; i finanziamenti erogati fino ai primi giorni del mese di aprile 2005 ammontano complessivamente a 1.118.000.000 di Euro, a fronte di un controvalore complessivo delle azioni acquistate pari a 1.107.988.236 di Euro (cfr. allegato n. 1); – in 31 casi su 38 le azioni acquistate sono state depositate in dossier dedicati, in cui erano depositate soltanto azioni Antonveneta, aperti a tal fine anche se il soggetto aveva gia` in precedenza dossier titoli aperti presso la BPL (4); appare determinarsi quindi una «separazione » tra i titoli gia` di pertinenza dei singoli soggetti e le azioni Antonveneta acquistate con il finanziamento BPL; |
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– gli acquisti, per la particolare modalita` di costituzione della
provvista, attraverso l’indebitamento, presentano un profilo di rischio elevatissimo; – dalla documentazione acquisita emerge che gli stessi soggetti solo in qualche caso hanno fornito una precisa motivazione nella richiesta di finanziamento. Nella maggioranza dei casi sono state addotte motivazioni generiche quali, ad es., «operazioni mobiliari o immobiliari», «investimenti di carattere finanziario», «operazioni finanziarie» o «investimenti in immobili e valori mobiliari». Nel corso delle audizioni svolte presso la Consob alcuni dei soggetti in questione hanno motivato l’investimento con generici riferimenti all’esistenza di notizie di stampa sui dissidi interni al patto Antonveneta e all’interesse di ABN a difendere il proprio investimento; tali circostanze avrebbero potuto comportare, a giudizio dei riferiti soggetti, un apprezzamento del titolo. Dalle caratteristiche della gran parte dei soggetti finanziati, che non sono investitori professionali e dalle dichiarazioni rese nelle menzionate audizioni, emerge che investimenti di importo e con grado di rischio come quelli effettuati su Antonveneta non erano usuali per molti dei soggetti interessati: diversi soggetti acquirenti hanno dichiarato in sede di audizione di non aver mai posto in essere in precedenza tale tipologia di operazioni e di non avere effettuato altri investimenti azionari di dimensioni paragonabili. 2.2. Caratteristiche dei clienti di BPL acquirenti di azioni Antonveneta I soggetti operanti, tramite BPL, in azioni Antonveneta appaiono accuratamente selezionati e possono ricondursi in linea di massima a tre categorie: a) imprenditori agricoli o industriali operanti per lo piu` in Lombardia e gia` clienti di BPL (o della controllata Banca Valori), tra cui molti soggetti legati a [...]; b) immobiliaristi; c) alcuni trader abituali gia` clienti di BPL. Categoria a) Imprenditori agricoli o industriali (30 soggetti) 1) Soggetti vicini a [...] (18 soggetti) [...omissis...] I 18 soggetti da ultimo menzionati hanno ricevuto nel periodo tra il 13 dicembre 2004 ed il 18 gennaio 2005 un finanziamento complessivo di 552 milioni di Euro con cui, nel periodo 14 dicembre 2004 – 25 febbraio 2005, hanno acquistato 27.316.207 azioni Antonveneta (pari al 9,48% del capitale), per un controvalore di 545.787.560 Euro. L’operativita` del gruppo dei 18 soggetti vicini a [...] e` compatta: – dal 14 dicembre 2004 sino al 25 febbraio 2005 il gruppo effettua quasi esclusivamente acquisti; – dall’1 al 21 aprile tutti i soggetti, tranne i [...], azzerano la propria posizione su Antonveneta realizzando plusvalenza medie del 25%. 2) Altri imprenditori agricoli o industriali (12 soggetti). [...] A fronte di finanziamenti ammontanti complessivamente a 291 milioni di Euro, il gruppo acquista 13.720.125 azioni (pari al 4,75% del capitale ed al 21,02% del totale delle azioni acquistate dai soggetti finanziati) per un controvalore totale di 286.994.245 Euro. Il complesso dei soggetti di cui al n. 1 e al n. 2 acquista 41.036.332 azioni, pari al 14,24% del capitale di Antonveneta. Categoria b): Immobiliaristi (5 soggetti). [...] Categoria c): Trader individuali. Si tratta di soggetti gia` clienti di BPL, abituati a fare operazioni rischiose [...]. Sebbene con qualche differenza nell’operativita` , anche i soggetti rientranti in questa categoria effettuano acquisti nell’arco temporale dicembre 2004 – febbraio 2005, e sono a tal fine finanziati da BPL. Tali soggetti hanno acquistato 5.786.000 azioni per un controvalore totale di 122.727.303 Euro, ricevendo finanziamenti dal BPL per 115.000.000 di Euro. Nelle rivendite delle azioni (2.847.000 azioni sono state rivendute nell’aprile 2005, le altre tra febbraio e marzo) anche tali soggetti hanno realizzato plusvalenze, di entita` mediamente minore (pari al 6% per [...] e [...] e al 18% per [...]) e rispetto ai soggetti indicati in precedenza. 2.3. Gli acquisti di BPL in conto proprio Nello stesso periodo anche BPL opera per conto proprio in azioni Antonveneta, superando il 2% del capitale il 14 gennaio 2005, considerando altresı` azioni gia` detenute in pegno con diritto di voto, pari allo 0,23% circa del capitale (cfr. la tabella in all. n. 2) In particolare, gli acquisti di BPL aventi ad oggetto azioni Antonveneta erano iniziati il 2 novembre 2004; a fine novembre BPL deteneva l’1,403% di Antonveneta; a fine dicembre ha raggiunto l’1,850%; a fine gennaio 2005 il 2,516%. Gli acquisti si sono sostanzialmente interrotti nel mese di febbraio 2005, al termine del quale BPL e` arrivata al 2,520%. Si ricorda che in tale periodo sono invece continuati gli acquisti da parte dei clienti finanziati. In data 11 febbraio 2005, previa comunicazione preventiva del 3 febbraio 2005, BPL ha chiesto l’autorizzazione alla Banca d’Italia per raggiungere il 14,9% del capitale sociale di Antonveneta. L’autorizzazione e` stata rilasciata in data 14 febbraio 2005. L’operativita` di BPL in titoli Antonveneta e` ricominciata nel mese di marzo 2005, con un incremento dei quantitativi acquistati. Al 31 marzo 2005 BPL aveva infatti raggiunto il 7,643% del capitale di Antonveneta. 2.4. [...] [...] 3. Seconda fase dell’operazione: negoziazioni di azioni Banca Antonveneta nel mese di aprile 2005 3.1. Vendite da parte dei clienti finanziati o di ex aderenti al patto e acquisti da parte di altri soggetti di azioni Antonveneta sul mercato La seconda fase si riferisce al periodo successivo alla promozione dell’OPA volontaria su azioni Antonveneta da parte di ABN Amro Bank, comunicata alla Consob il 30 marzo 2005. Evento significativo del periodo e` la scadenza del patto Antonveneta il 15 aprile 2005. Nell’aprile 2005 - soprattutto dal 7 aprile e con particolare riferimento al periodo tra il 15 ed il 22 aprile (5) - si registra una forte operativita` sul mercato, con la concentrazione dei titoli azionari Antonveneta, oggetto dei gia` descritti acquisti finanziati da BPL e di altri titoli azionari Antonveneta di proprieta` di ex aderenti al patto parasociale, nelle mani di pochi soggetti, coincidenti con quelli che si recheranno all’assemblea del 30 aprile 2005 per votare favorevolmente agli amministratori proposti da BPL, per astenersi e, in un caso, per votare una propria lista. Piu` specificatamente si verifica quanto di seguito indicato. a) Un travaso delle azioni precedentemente acquistate da soggetti finanziati dalla BPL nei termini precedentemente descritti verso la BPL stessa, [...], alcune societa` gia` presenti nella prima fase appartenenti ai [...], nuovi soggetti [...] che acquistano e partecipano all’assemblea del 30 aprile. Le vendite da parte dei soggetti finanziati presentano elementi comuni per quanto riguarda tempi, modalita` e risultato. Infatti: – l’83% circa delle vendite avviene tra il 15 e il 22 aprile; – i prezzi conseguiti sono per la maggior parte superiori al prezzo dell’OPA proposta da ABN AMRO e determinano la realizzazione di ingenti plusvalenze;– le vendite generano la quasi totale dismissione delle azioni acquistate con i finanziamenti della BPL (6). Il dettaglio di tali operazioni emerge dalla tabella allegata (cfr. all. n. 3). b) Il trasferimento agli stessi acquirenti indicati al punto a) delle azioni «liberate» dalla scadenza del patto Antonveneta di proprieta` di alcuni ex pattisti: [...]. Anche le vendite [...] presentano elementi comuni: – nel periodo che va dal 6 al 18 aprile sono stati accesi presso la filiale di Padova n. 201 della BPL appositi dossiers titoli; – in data 18 aprile i titoli Antonveneta sono stati trasferiti sui predetti dossiers per un ammontare complessivo di n. 3.983.028 azioni; – tra il 18 e il 20 aprile le azioni sona state tutte vendute. Il dettaglio di tali operazioni emerge dalla tabella allegata (cfr. all. n. 4). [...] 3.2. (segue) Le particolari modalita` delle vendite Oltre agli elementi comuni, appena descritti, le vendite di azioni Antonveneta dei 35 soggetti finanziati da BPL e quelle dei 18 ex aderenti al patto Antonveneta presentano un altro tratto comune, consistente nelle particolari modalita` con cui sono state realizzate le operazioni. Si tratta di modalita` operative tali da consentire, mediante l’esecuzione di attivita` coordinate, che le azioni messe in vendita fossero acquistate da soggetti predeterminati. E cio` , come si vedra` , non solo nel caso di utilizzo del mercato dei blocchi (dove, di norma, le controparti sono reciprocamente note prima della conclusione della operazione) ma anche nel caso di utilizzo del mercato telematico azionario (dove, di norma, le controparti non sono note prima della conclusione automatica dei contratti). Nel mese di aprile i clienti finanziati da BPL vendono n. 43.064.900 di azioni Antonveneta delle 50.721.332 complessivamente acquistate; inoltre, dopo il 15 aprile alcuni degli ex aderenti al patto di sindacato di Antonveneta vendono un totale di circa 24,24 milioni di azioni Antonveneta (di cui n. 3.946.303 sul mercato telematico azionario e n. 20.294.191 sul mercato dei blocchi). Nel mese di aprile a fronte di vendite per un totale di 67.305.394 azioni dei citati soggetti, BPL ha acquistato in conto proprio n. 61.898.126 azioni Antonveneta. Inoltre, sempre nel mese di aprile, le societa` Fingruppo e GP Finanziaria, due societa` di [...] (Finpaco- Pacop e Tikal) nonche´ alcuni nuovi soggetti [...] acquistano complessivamente 34.006.715 azioni. Le suddette operazioni sono avvenute sia sul mercato dei blocchi sia sul mercato ufficiale; come di seguito illustrato, orbene, dalle concrete modalita` di esecuzione delle operazioni di compravendita si desume che in gran parte dei casi le stesse sono state preventivamente concordate fra gli intermediari che negoziavano per conto dei committenti venditori e di quelli acquirenti. In particolare, per quanto concerne il mercato dei blocchi si evidenzia che lo stesso e` un mercato complementare a quello ufficiale ed e` caratterizzato da transazioni di importo particolarmente elevato rispetto a quello usuale e dalla ricerca della controparte che avviene per via telefonica; quest’ultima circostanza implica l’accordo sugli elementi della transazione prima della sua formale conclusione. [...] Per quanto riguarda il mercato telematico azionario, invece, normalmente l’esecuzione delle operazioni avviene mediante incrocio automatico, da parte del sistema di negoziazione, delle proposte compatibili inserite dai vari operatori; conseguentemente, di norma, la controparte non e` nota a priori. Tuttavia, nel caso specifico si e` rilevato l’inserimento di numerose proposte di negoziazione di segno opposto e di dimensioni rilevanti in maniera quasi contestuale che per la loro dinamica fanno ritenere che siano state in qualche modo coordinate e preventivamente definite. Tali ordini hanno dato luogo alla conclusione di contratti che hanno incrociato proposte di negoziazione di segno opposto inserite per conto dei soggetti sopra descritti. Da rilevare che in alcune sedute tali incroci hanno avuto un peso rilevante sui volumi complessivamente negoziati sul mercato. Al fine di una migliore comprensione degli effetti del citato coordinamento nella conclusione delle operazioni, si forniscono alcuni esempi da cui si desume con tutta evidenza la sincronizzazione nell’immissione delle proposte di negoziazione nel sistema telematico da parte dei negoziatori. Si riporta, in particolare, il caso relativo all’incrocio di un quantitativo complessivo di 2.100.000 azioni avvenuto nella seduta del 7 aprile 2005 di cui si riepilogano committenti e negoziatori nello schema seguente: Committente Negoziatore MERC SEGNO QTA PREZZO [...omissis...] [...omissis...] MTA C 2.100.000 25,692 [...omissis...] [...omissis...] MTA V 350.000 25,700 [...omissis...] [...omissis...] MTA V 1.300.000 25,682 [...omissis...] [...omissis...] MTA V 450.000 25,712 Dai dati relativi alle proposte di negoziazione (PdN) inserite sul mercato telematico azionario, si e` riscontrato che ai fini dell’esecuzione delle citate operazioni sono state immesse le seguenti PdN: |
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Dallo schema precedente si desume che tutto il quantitativo venduto
tramite [...] (prima operazione) deriva da pdn inserite sul book in maniera pressoche´ contemporanea a quelle di segno opposto inserite da [...] per conto della proprieta` della Banca Popolare di Lodi come risulta evidente, tra l’altro, dalla presenza di numeri di PdN consecutivi (7). Si notino le 5 pdn in vendita (l’ultima delle quali per conto del [...]) inserite tra le 14:27 e le 14:31 da [...] per complessive 1,65 milioni di azioni a prezzi compresi tra 25,68 e 25,7 Euro tutte accompagnate da PdN di segno opposto ed uguale quantita` immesse da [...] per il conto proprieta` della Banca Popolare di Lodi. Le altre 450.000 azioni acquistate dalla BPL per conto proprio tramite [...] che contestualmente vendeva per conto del cliente [...], pur avendo le medesime caratteristiche di sincronizzazione nell’inserimento delle PdN, si sono incrociate parzialmente per le particolari condizioni di mercato in quel momento (8). In data 19 aprile, [...] ha incrociato sul mercato n. 2.500.000 azioni Antonveneta per conto di [...] (cliente finanziato da BPL) che vendeva e [...] che acquistava. Tali operazioni sono avvenute con l’inserimento di due PdN per l’acquisto (una di 1,5 milioni e l’altra di 1 milione) e due per la vendita (una di 1,5 milioni e l’altra di 1 milione); entrambe le coppie di PdN di segno opposto sono state inserite ad 1 secondo di distanza l’una dall’altra. Inoltre, sempre a titolo di esempio, in data 20 aprile, a fronte di n. 19.638.033 azioni Antonveneta complessivamente negoziate sul mercato telematico azionario, sono stati rilevati acquisti da parte della BPL e dei citati soggetti per un totale di n. 16.172.808 azioni (pari all’82,35% dei volumi scambiati sul mercato) mentre i clienti finanziati dalla Banca e gli ex soci di [...] hanno venduto un totale di n. 14.712.633 azioni (equivalenti al 74,92% del volume di mercato). In pari data, le societa` Fingruppo e GP Finanziaria acquistano 11.400.000 azioni, di cui 2.759.000 tramite incroci con [...] e [...]; il residuo (pari a n. 8.641.000 azioni) deriva per circa il 90% da incroci con clienti della BPL. Sempre in data il 20 aprile, il gruppo [...] tramite [...] acquista sul mercato, incrociando gli ordini di [...] (clienti della BPL), n. 3.000.000 azioni. Tali operazioni sono avvenute con l’inserimento di due PdN per l’acquisto (una di 2 milioni e l’altra di 1 milione) e due per la vendita (una di 2 milioni e l’altra di 1 milione); le PdN di segno opposto relative alla tranche da 2 milioni sono state inserite a 15 secondi di distanza l’una dall’altra mentre per quelle relative alla tranche da 1 milione la differenza e` pari a 5 secondi. Infine, in data 22 aprile la societa` [...] (tramite [...]) ha acquistato sul mercato ufficiale n. 4.800.000 azioni che si sono incrociate per circa 3.800.000 con vendite effettuate da [...] per conto di clienti finanziati dalla BPL ([...]) e di [...]. Puo` dunque concludersi (sulla base delle valutazioni tecniche formulate nonche´ degli accertamenti svolti sulle operazioni, di cui si e` data esemplificazione) che le vendite di azioni Antonveneta effettuate, nel mese di aprile 2005, dai 35 soggetti finanziati da BPL e dai 18 soggetti ex aderenti al patto Antonveneta, sono state realizzate con particolari modalita` operative idonee a far conseguire i correlativi acquisti a soggetti predeterminati. 3.3. Gli acquisti di BPL in conto proprio La seconda fase e` come visto anche caratterizzata dall’operativita` in titoli Antonveneta condotta direttamente dalla BPL in parallelo con altri «grandi» compratori; in questa fase la BPL ha operato in azioni Antonveneta, con acquisti piu` rilevanti rispetto alla fase precedente. Va in proposito considerato che: in data 4 aprile 2005 la stessa BPL ha chiesto alla Banca d’Italia l’autorizzazione a raggiungere il 29,9% del capitale di Antonveneta, ottenendone il rilascio in data 7 aprile 2005; in data 22 aprile 2005 BPL ha fornito alla Banca d’Italia l’informativa preliminare riguardante l’autorizzazione all’acquisto di una partecipazione di controllo, in merito alla quale non risulta ad oggi l’emanazione di provvedimenti da parte della Banca d’Italia. Nel mese di aprile BPL – che al 31 marzo 2005 deteneva il 7,97% - ha effettuato una serie di operazioni di acquisto a seguito delle quali e` arrivata a detenere, in data 28 aprile 2005, il 29,49% del capitale di Antonveneta (tenendo conto anche delle azioni detenute a titolo di pegno pari allo 0,30% circa). 4. Terza fase: assemblea ordinaria di Banca Antonveneta del 30 aprile 2004 La terza fase e` rappresentata dall’assemblea ordinaria di Antonveneta del 30 aprile 2005, in cui intervengono i soggetti che hanno acquistato azioni nella seconda fase (con diversi comportamenti di voto), nella quale vengono nominati nel CDA di Antonveneta i 15 consiglieri di amministrazione indicati da BPL. In data 30 aprile 2004 si e` tenuta, in prima convocazione, l’assemblea ordinaria della Banca Antonveneta chiamata a deliberare in ordine all’approvazione del bilancio d’esercizio al 31.12.2004 e alla nomina dei nuovi componenti gli organi sociali. A tal fine, in data 20 aprile 2005 la Banca Antonveneta aveva diffuso un comunicato ai sensi dell’art. 66 del regolamento Consob n. 11971/99 con cui si dava notizia dell’avvenuta presentazione di 3 liste di candidati per la nomina del Collegio Sindacale e di 3 elenchi di nomi proposti per la carica di amministratore, presentati da parte degli azionisti Banca Popolare di Lodi s.c.a r.l., Magiste International S.A. (Ricucci) e ABN Amro Bank N.V. In data 28 aprile 2005 la Banca Antonveneta ha diffuso un Comunicato stampa con cui dava notizia che erano pervenute, da parte degli intermediari depositari, ai sensi dell’art. 11 dello statuto sociale, comunicazioni relative al rilascio delle certificazioni per l’intervento all’Assemblea rappresentative di una percentuale superiore al 50% del capitale sociale della banca e pertanto l’assemblea avrebbe potuto validamente costituirsi in 1^ convocazione in data 30 aprile 2005. L’assemblea, avendo raggiunto il quorum costitutivo previsto dall’art. 2368 c.c., si e` poi tenuta in prima convocazione alla presenza, all’apertura, di 299 azionisti portatori, in proprio e per delega, di n. 240.245.805 azioni, pari all’83,34% dell’intero capitale sociale (9). In relazione alle votazioni effettuate ai fini della nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione (votazione n. 8) risultavano presenti n. 366 azionisti portatori, in proprio e per delega, di n. 240.851.454 azioni, pari all’83,55% dell’intero capitale sociale. Ai fini della nomina di ciascun amministratore risultavano pertanto necessari n. 120.425.728 voti (pari al 50% piu` 1 delle azioni presenti). Le votazioni sono avvenute raccogliendo il numero di voti espressi in relazione a ciascun nome proposto. Ad esito della votazione sono stati nominati i 15 candidati presentati dall’azionista Banca Popolare di Lodi con un numero di voti variabile da n. 130.539.913 (pari al 54,20% delle azioni presenti in assemblea) a n. 129.468.756 (pari al 53,75% delle azioni presenti in assemblea). Hanno votato a favore dei nominativi presentati dalla Banca Popolare di Lodi i seguenti azionisti rilevanti (n. di azioni superiore a 1 milione): Azionista n. azioni votanti % sulle azioni presenti in assemblea % sul capitale sociale 1 Banca Popolare di Lodi (di cui n. 1.107.144 az. in qualita` di cred. pign) 84.506.927 35,086% 29,315% 2 Fingruppo Holding (Gnutti) 14.177.062 5,886% 4,918% 3 Compagnia Assicuratrice Unipol 10.856.578 4,507% 3,766% 4 G.P. Finanziaria (Gnutti) 5.700.000 2,366% 1,977% 5 Banca Carige 5.373.356 2,230% 1,864% 6 BIM Fiduciaria spa (Nuova Parva – Zunino) 3.921.568 1,628% 1,360% 7 Argo Finanziaria spa (gruppo Gavio) 3.000.000 1,245% 1,040% 8 Banca Popolare di Vicenza 1.450.000 0,602% 0,503% I voti espressi dai primi 5 azionisti di cui sopra (n. 120.613.923, pari al 50,078% delle azioni presenti in assemblea) risultavano gia` idonei al raggiungimento del quorum necessario per la nomina dei candidati presentati dalla BANCA Popolare di Lodi. I nominativi dei candidati presentati da ABN Amro hanno ottenuto un numero di voti variabile da n. 81.599.088 (pari al 33,88% delle azioni presenti in assemblea) a n. 80.566.820 (pari al 33,45% delle azioni presenti in assemblea) di cui 52.217.694 espressi dalla stessa ABN Amro. A loro volta i nominativi dei candidati presentati da Magiste International S.A. hanno ottenuto un numero di voti variabile da n. 14.386.339 a 14.364.000 (pari al 5,97% delle azioni presenti in assemblea) di cui n. 14.384.000 espressi dalla stessa Magiste International S.A. I seguenti azionisti, presenti alle votazioni con un numero di azioni superiore a 1 milione si sono astenuti: Azionista n. azioni votanti % sulle azioni presenti in assemblea % sul capitale sociale Generation Fund Ltd 3.770.000 1,565% 1,307% Finpaco Project (Coppola) 2.628.432 1.672% 1,397% Tikal Plaza (Coppola) 1.400.000 Lonati Ettore 2.500.000 1,037% 0,867% Lonati Fausto 2.500.000 1,037% 0,867% Lonati Tiberio 2.380.000 0,988% 0,867% Dall’andamento dell’assemblea si puo` osservare come: – ai fini della nomina degli amministratori proposti dalla Banca Popolare di Lodi siano risultate determinanti, oltre alle azioni acquistate dalla Banca medesima con le modalita` gia` descritte, quelle acquistate nel mese di aprile dalle societa` Fingruppo e GP Finanziaria e da altri soggetti che hanno effettuato acquisti o incrementi della propria partecipazione nella seconda fase sopra descritta; – ai fini della regolare costituzione dell’assemblea sono risultate determinanti - posto che ABN AMRO, che in quel momento disponeva di un numero minore di azioni poteva decidere di non presentarsi in prima convocazione - le azioni detenute da soggetti che si sono astenuti e che avevamo effettuato acquisti finanziati da BPL nella prima fase dell’operazione. Tali risultanze fanno ritenere possibile che i movimenti di azioni avvenuti nella prima e nella seconda fase sopra descritte siano stati preordinati al fine di ottenere un risultato dell’assemblea positivo per BPL. CONSIDERAZIONI Premessa: il ricorso a presunzioni da parte della Consob L’accertamento che la Consob e` chiamata ad operare sconta evidentemente la mancata conoscenza diretta di talune circostanze ed avvenimenti che solo i protagonisti della vicenda potrebbero confermare. In assenza di conferme da parte di costoro, tuttavia, e` legittimo, oltre che doveroso, che la Consob, al fine di accertare l’esistenza di fatti non dichiarati da chi vi risultava tenuto si avvalga di ragionamenti di tipo induttivo, atti a ricavare da una o piu` circostanze note (fatti base o indizi) altre circostanze non dotate di prova diretta. Di tale processo a carattere logico-induttivo la Consob si e` gia` servita in passato, in circostanze analoghe, e la sua piena legittimita` e` stata puntualmente riconosciuta dalle istanze giurisdizionali innanzi alle quali l’attivita` «ricostruttiva» della Commissione e` stata sottoposta a verifica (ad es. Corte d’Appello di Milano, Prima Sezione Civile, decreti del 5/28 febbraio 2003 e del 21 giugno 2003; Corte d’Appello di Torino, decreti del 21/27 febbraio 2002; TAR Lazio, Sentenza del 23/30 ottobre 2002). In particolare, la Corte d’Appello di Milano ha statuito che, al fine di dare la dimostrazione dell’esistenza di patti parasociali in relazione ai quali non siano stati adempiuti gli obblighi di pubblicita` previsti dalla legge, il procedimento valutativo di cui la Consob e` autorizzata a servirsi «non puo` che attestarsi sui principi piu` volte affermati dalla giurisprudenza di legittimita`, la quale in tema di interpretazione dell’art. 2727 c.c. ha avuto modo di riconoscere la perfetta ammissibilita`, nel nostro ordinamento di una prova per presunzioni, come strumento che permette di conseguire la conoscenza di un fatto per il quale non e` possibile dare una diretta dimostrazione, attraverso un procedimento logico-valutativo, sulla base di canoni di univocita` o di alta probabilita` con riferimento ad una connessione di avvenimenti possibile e verosimile secondo un criterio di normalita` e ragionevolezza (V. Cass. Nn. 2700/97 e 13001/2001)». Peraltro e` da precisare, secondo quanto esplicitamente riconosciuto dalla Corte d’Appello di Torino (decreti del 21/27 febbraio 2002), che la dimostrazione di un patto parasociale ad opera della Consob, venendo in considerazione il patto stesso e la sua mancata pubblicazione «nella veste di fatto illecito...non incontra peraltro i limiti previsti dal codice civile alla prova testimoniale e per presunzioni semplici»; limiti che ordinariamente impediscono il ricorso generalizzato ai suddetti mezzi di prova per l’accertamento del contenuto dei contratti. La legittimita` di un procedimento valutativo che faccia ricorso a presunzioni e` stata altresı` indirettamente confermata dalla sentenza del TAR Lazio sopra citata, che che ha giudicato corretto un precedente provvedimento della Consob con il quale, valendosi di siffatto procedimento valutativo, era stata affermata la sussistenza di un patto parasociale non dichiarato. 1. Regia unitaria e strumentalita` al progetto BPL di finanziamenti e acquisti fra novembre 2004 e febbraio 2005 1.1. L’esigenza di raccogliere azioni Antonveneta La realizzazione del descritto progetto di BPL presenta al novembre/ dicembre 2004 alcune difficolta` oggettive. Si consideri che: – BPL, a differenza dei suoi possibili partner o antagonisti (ABN, [...]), i quali, fra l’altro non possono vendere fino al 15 aprile 2005, non dispone all’inizio di partecipazioni rilevanti in Antonveneta e dunque non si trova in una posizione di parita` ; – la stessa BPL non puo` comprare piu` del 5% senza autorizzazione Banca d’Italia, per ottenere la quale deve disporre di un credibile progetto industriale; – tale progetto non puo` che essere comune ad altri soci, anche perche´ , come emerge fra l’altro chiaramente dalla preoccupazione per i ratios patrimoniali contenuta nelle richieste di autorizzazione alla Banca d’Italia (10), BPL non ha risorse proprie che le consentano di lanciare un’OPA sul 100% del capitale; – ABN ha a sua volta da tempo manifestato la disponibilita` ad incrementare la propria partecipazione nel capitale di Antonveneta. Con riguardo alla possibilita` di trovare partner stabili per il proprio progetto deve rilevarsi che: – la gran parte dei membri del patto parasociale diversi da ABN e [...], vale a dire [...] e la maggioranza dei [...], che avevano gia` manifestato una non piena condivisione della linea seguita dal management in carica, non avevano ancora deciso se mantenere il loro impegno in Antonveneta; – l’unico soggetto presente nel patto e diverso da ABN che in quel momento risulta intenzionato a rimanere nel capitale di Antonveneta e a crescere, come ha chiaramente affermato in sede di audizione (avvenuta presso la Consob il 3 maggio 2005), e` [...] - componente del gruppo [...] ed in forte contrasto con il management esistente. In questa situazione BPL e` costretta ad una fase di attesa, di definizione del progetto e ricerca di partner, ma nel frattempo deve preoccuparsi, per poter trattare su posizioni di parita` e per anticipare possibili mosse di altri soggetti interessati, che potrebbero rendere il suo progetto troppo costoso, di raccogliere, anche indirettamente, una provvista di titoli che potrebbero mancare, o essere troppo costosa, nel momento in cui il patto scade, quando fra l’altro ABN potrebbe incrementare la propria partecipazione. In un primo momento la dimensione del quantitativo da accantonare e` commisurata all’obiettivo di trattare con ABN e di avere un ruolo significativo nell’assemblea che si svolgera` per l’approvazione del bilancio 2004 e la nomina del nuovo consiglio. Posto che la media di partecipazione alle assemblee della Antonveneta e` stata in passato molto ridotta (rispettivamente del 25,46%, 32,89% e 33,3% negli ultimi tre anni) e che taluno dei soci aderenti al precedente patto si sarebbe affiancato a BPL (come emerge dalla richiesta di autorizzazione a Banca d’Italia), poteva risultare sufficiente per tale obiettivo il quantitativo di azioni che ha costituito oggetto delle descritte operazioni di finanziamento e acquisto svoltesi tra novembre 2004 e febbraio 2005, pari a circa il 19%, tenuto anche conto della possibilita` di acquisire l’ulteriore 4,99% rappresentato dalle azioni in possesso di [...]. Puo` presumersi, anche sulla base del contenuto delle richieste di autorizzazione a Banca d’Italia, che le azioni acquistate dai soggetti finanziati nella prima fase fossero in buona parte destinate ad essere acquistate dalla stessa BPL (che inizialmente aveva chiesto l’autorizzazione ad un acquisto del 14,9%) e da soci storici di Antonveneta ad essa vicini e intenzionati a crescere. Dopo l’annuncio dell’OPA di ABN, avvenuto il 18 marzo 2005, che indica il venir meno di un’ipotesi di collaborazione con BPL, tale quantitativo rischia di non essere piu` sufficiente. Cio` in quanto: – puo` presumersi che la banca olandese effettuera` ulteriori acquisti non appena lo scioglimento del patto preesistente, in data 15 aprile, glielo consentira` ; – all’obiettivo di conquistare l’assemblea si unisce quello di contrastare l’OPA, incompatibile con il progetto BPL; il che sostanzialmente richiede di raccogliere attorno a BPL la maggioranza assoluta del capitale. L’annuncio dell’OPA fra l’altro orienta inevitabilmente nella direzione della vendita la strategia di molti soci, compresi alcuni componenti del patto parasociale (specialmente [...]), rendendo dunque necessario disporre di mezzi per effettuare acquisti anche da tali soci, seppure a prezzi concorrenziali con quello dell’OPA. 1.2. Strumentalita` delle descritte operazioni di finanziamento e acquisto realizzate tra novembre 2004 e febbraio 2005 al progetto BPL 1.2.1. La valutazione del progetto e dei connessi interessi di BPL ora operata fornisce una spiegazione della gia` descritta operazione di finanziamento e acquisto realizzata fra novembre 2004 e febbraio 2005, con alcune appendici nei mesi di marzo e aprile 2005, che arrivera` a raccogliere piu` del 20% del capitale Antonveneta, e ne conferma l’unitarieta` gia` emergente dai tempi e dalle modalita` dei vari finanziamenti ed acquisti, oltre che dalle caratteristiche dei soggetti finanziati. Gia` infatti - per le loro caratteristiche - che evidenziano un modello operativo sostanzialmente sempre uguale per quanto concerne i soggetti finanziati, gli importi, le modalita` di investimento, le circostanze di accensione del finanziamento ed apertura dei conti dei soggetti coinvolti - gli acquisti in questione sono piu` facilmente spiegabili ipotizzando l’intervento di un unico soggetto che li coordina, identificabile nella BPL stessa, che ha finanziato gli acquisti sul mercato ed al quale e` riconducibile l’intermediario [...] mediante il quale i soggetti hanno operato. E’ inoltre coerente con la ricostruzione compiuta dei fatti e degli interessi di BPL ritenere che in qualche modo la stessa banca abbia formulato, direttamente o indirettamente, una proposta standardizzata di investimento ai soggetti coinvolti, evidenziando la possibilita` di realizzare tramite se´ stessa un rilevante utile su azioni Antonveneta, mostrandosi anche disponibile a finanziare importi molto elevati. Il processo presuntivo che la Consob e` autorizzata a effettuare per ricostruire i fatti considerati rilevanti dalla normativa in materia di intermediazione finanziaria e che non sono stati dichiarati porta dunque all’individuazione, sulla base di fatti noti, di un primo fatto fin qui ignorato: gli acquisti di azioni Antonveneta, quasi interamente finanziati da BPL, avvenuti con tempi e modalita` comuni, tra dicembre 2004 e febbraio 2005 sono stati realizzati nell’ambito del descritto progetto di BPL e sulla base di una proposta, direttamente o indirettamente formulata dalla stessa BPL |
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