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Data registrazione: Jul 2002
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L'Antitrust boccia le fideiussioni Abi
17 maggio 2005
L'Antitrust boccia le fideiussioni Abi ROMA • Non passa l'esame dell'Antitrust il nuovo schema di contratto sulla " fideiussione omnibus", messo a punto dall'Abi con dieci associazioni dei consumatori, che, dopo il disco verde della Banca d'Italia, era già pronto per essere girato a tutte le Banche. La bocciatura viene dal parere pubblicato sul Bollettino settimanale dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato, dall' 8 marzo scorso presieduta da Antonio Catricalà. Nel mirino proprio le garanzie fideiussorie richieste dalle Banche a cittadini e imprese per ottenere prestiti. Secondo l'Antitrust, il contratto tipo predisposto dall'Abi contiene « clausole idonee a restringere la concorrenza » . Perchè « propone condizioni contrattuali uniformi per regolare i rapporti banca cliente nell'accesso al credito assistito da questa forma di garanzia personale » , che investe una buona fetta del mercato, accompagnando, secondo l'Authority, circa il 18% dei prestiti nel 2003. Standardizzando le condizioni commerciali che le banche applicano alla clientela, l'Abi, secondo l'Antitrust, si è sotituita all'autonomia contrattuale delle parti, stabilendo « regole suscettibili di impedire quell'efficace forma di concorrenza rappresentata dalla differenziazione dell'offerta » . In definitiva, scrive l'Antitrust, « l'Abi detta una disciplina significativamente non equilibrata degli interessi delle parti contraenti » . E, così facendo, tradisce la ratio della legge n. 154 del 1992 in materia di trasparenza bancaria, che aveva modificato la precedente disciplina codicistica introducendo garanzie in favore del fideiussore. Si ripete il destino della prima versione del contratto tipo, messa a punto nell'ottobre del 2002 e incorsa nella bocciatura della Banca d'Italia e dell'Antitrust. Oggi, a differenza di allora, lo schema predisposto dall'Abi ha convinto via Nazionale. Ma non l'Antitrust. http://www.assinews.it/rassegna/arti...170505re2.html |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2004
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Fideiussioni: Antitrust, schema di contratto limita concorrenza
17/05/2005 - 13:44 Il parere dell'Antitrust è relativo alla standardizzazioni delle condizioni contrattuali presenti nello schema di contratto concordato tra Abi e le associazioni di consumatori. Lo schema - contratto di fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie concordato tra Abi (associazione bancaria italiana) e dieci associazioni dei consumatori risulta, secondo l'Autorità Garante della Concorrenza e del mercato, lesivo della concorrenza. In particolare, nel mese di ottobre del 2002 l'ABI ha concordato il contenuto del contratto di "fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie" con le seguenti associazioni: Associazione Consumatori Utenti (ACU), Associazione Italiana Difesa Consumatori e Ambiente (Adiconsum), Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori (ADOC), Associazione Nazionale Consumatori e Utenti (Federconsumatori), Cittadinanzattiva, Confederazione Generale dei Consumatori (Confconsumatori), Lega Consumatori - ACLI, Movimento Consumatori (MC), Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Unione Nazionale dei Consumatori (UNC). Secondo l'Antitrust la restrizione della concorrenza è dovuta all'uniformità delle condizioni contrattuali previste dal contratto. In particolare, l'Autorità afferma che i contratti in questione determinano "un effetto di standardizzazione delle condizioni commerciali, aventi chiara incidenza economica, che le banche applicano alla clientela e stabilisce regole che sono suscettibili di impedire quell'efficacia forma di concorrenza rappresentata dalla differenziazione dell'offerta". Il fatto ha una sua rilevanza se si considera che, si legge nel parere, "circa il 18% dei crediti erogati dal sistema nel 2003, è gestito con questo tipo di garanzia". http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=1005 |
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#6 (permalink) | |
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revolution
Data registrazione: May 2004
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Citazione:
Dalla serie: come ci.ulare sempre i soliti (cittadini/consumatori/clienti). Veramente bravini.
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Member
Data registrazione: Jan 2003
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Nel 1991 erano state abolite le fideiussioni omnibus perche' erano un furto legalizzato, da quella data erano nate le fideiussioni limitate, ma i legali sanno girare le interpretazioni e cosi' il limite hanno cercato di farlo passare da limite massimo a limite di base, in modo da non avere limiti alle richieste, ora cercano di far rivivere le vecchie fideiussioni che mettevano sul lastrico le persone. Chi non ha vissuto quelle realta' gli sembra impossibile che siano vere, ma questa e' la realtà.
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revolution
Data registrazione: May 2004
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Il problema vero, poi, non è neanche tanto METTERLE (le fidejussioni), quanto TOGLIERLE (o per meglio dire revocarle).
Io ci sono passato, e vi posso dire che il sistema delinquenzial/massonico (il secondo termine è scontato, in quanto tutti i vertici delle maggiori banche in Italia ne fanno parte), in questo caso, raggiunge i suoi livelli massimi: sappiate (e diffondete a chi vi sta a cuore), che se anche revocate una fidejussione (facciamo un esempio di un socio di una srl che vende la propria quota e quindi decide anche di togliere le garanzie relative), la stessa rimane valida ed in essere a tutti gli effetti (che buoni non saranno mai), sino a quando la banca non accetta la revoca (cosa che nella pratica non avviene mai!). Quindi in parole povere, se voi avete una garanzia fidejussoria, la stessa praticamente ve la portate dietro per tutta la vita! Ma non basta: se dovesse succedere un disastro legato all'attività garantita, e la banca non riuscisse a rivelarsi per intero sul totale patrimonio (del garante), la fidejussione ricadrebbe sugli eredi!!! FANTASTICO!!! Quindi, riassumendo, in Italia può avvenire una cosa del genere (faccio un esempio per capire bene): Tizio è socio ed amministratore della Alfa srl, che conduce con ottimi profitti e giusti rapporti per 20 anni. Poi decide di cambiare lavoro, e cede le proprie quote, dopo essersi dimesso da amministratore, ad un altro socio della ditta. Contemporaneamente chiede la revoca della garanzia personale rilasciata alla Banca Beta per un controvalore di 1 milione di Euro. Ma la Banca non accetta la revoca. Nei 2 anni successivi la Alfa srl inizia a peggiorare la propria posizione, sino a raggiungere livelli per cui la Banca Beta chiede il rientro degli affidamenti, chiamando in causa per provvedere (visto che la ditta non ce la fa), anche il garante (teoricamente recesso) Tizio. Vi posso assicurare che in un caso come questo per Tizio sono c.azzi amari! E ditemi voi se vi sembra giusto.................. |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
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L’ABI SEMPLIFICA LA PROCEDURA SUI PRESTITI BANCARI
Al via la «fideiussione omnibus» È ai blocchi di partenza lo schema della cosiddetta «fideiussione omnibus» che semplificherà le procedure per la concessione dei prestiti bancari. Lo strumento ha ottenuto il via libera dalla Banca d'Italia che ha emesso un provvedimento su richiesta dell'Abi, che ha annunciato l'imminente diffusione dello schema alle banche. Palazzo Altieri spiega che «il modello snellisce le procedure per la concessione di prestiti, adottando una garanzia che consente alle banche di dare finanziamenti impossibili da erogare in assenza di altre forme di garanzia». La Banca d'Italia ha riconosciuto la legittimità della fideiussione omnibus, approvando la clausola che stabilisce «il pagamento a prima richiesta, funzionale a garantire l'accesso al credito bancario». «Tenendo conto delle indicazioni della Banca d'Italia - prosegue la nota di Palazzo Altieri - l'Abi eliminerà dallo schema contrattuale solo le previsioni che stabiliscono i tempi entro i quali la banca può chiedere al garante il pagamento del debito e la sopravvivenzà della garanzia per le ipotesi di invalidità dell'obbligazione garantita o di revoca dei pagamenti effettuati dal debitore». Il provvedimento di Bankitalia precisa inoltre che la garanzia personale del fideiussore costituisce uno strumento di attenuazione del rischio, «in linea fra l'altro con i requisiti contenuti nell'accordo di Basilea 2 sull'adeguatezza patrimoniale». La stampa ieri |
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