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Gennarino Fan's Club
Data registrazione: Mar 2000
Messaggi: 46,666
Popolarità: 42949685 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
FINMEK: iniziativa Aduc a tutela degli obbligazionisti
Prosegue il totale silenzio sul destino della Finmek e soprattutto su quello dei possessori delle obbligazioni.
Le poche voci che trapelano non sono affatto tranquillizzanti: il piano industriale presentato al Ministero pare contenga la parziale o (molto più probabile) totale conversione delle obbligazioni in azioni. Un'analoga indiscrezione era stata immediatamente smentita mesi fa, ora invece nessuna smentita a quanto riportato da "Economy". La conversione dei crediti in azioni comporta solo ed esclusivamente svantaggi: oltre l'ovvio peggioramento di status, da creditori a soci, vuol dire soprattutto una notevole diluizione del valore perché viene emessa una notevole quantità di titoli. Finmek, inoltre, non è quotata e le sue azioni sono cedibili in pratica solo...alle stesse banche che hanno venduto le obbligazioni ai clienti! Una promessa di quotazione sarà certo fatta per addolcire la realtà delle cose, ma non avrà alcuna valenza pratica in quella che si sta sempre piu' rivelando una delle peggiori storie degli ultimi anni, mai evidenziata come meriterebbe dagli organi di informazione. Pare, inoltre, che le banche stiano attendendo l'approvazione del piano industriale per "conciliare". I risultati dei tavoli di conciliazione sono pessimi, come abbiamo spesso evidenziato: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=108420 Le banche non possono credere di cavarsela elargendo un po' di elemosina "conciliando" con l'aiuto di qualche "paladino degli investitori" in cerca di contributi e tessere associative. Ci sono tutte le condizioni, specie per gli acquisti effettuati prima del collocamento (ma non solo) per puntare alla nullità dei contratti di acquisto con conseguente rimborso integrale del capitale investito. Nessuna informazione, infine, dalla Procura di Padova che da mesi sta indagando sulla società ed i suoi debiti: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=93487 A coloro i quali non lo avessero ancora fatto suggeriamo di presentare istanza di insinuazione al passivo seguendo le istruzioni a suo tempo pubblicate: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=95933 Aduc-Investire Informati mette a disposizione di tutti gli obbligazionisti Finmek un servizio di tutela legale che quasi certamente si renderà necessario dopo la presentazione del piano di ristrutturazione societaria. Cosa fare Per usufruire della nostra iniziativa occorre avere a disposizione i seguenti documenti: - copia dell'ordine di acquisto e della conferma di acquisto del titolo - copia (se presente) del documento generale sui rischi debitamente firmato per ricevuta - copia (se presente) della scheda attestante il proprio profilo di investitore. Se, come spesso accade, tale documentazione non è disponibile, è necessario richiederne copia alla banca. A fondo pagina è disponibile il fac-simile uno schema di lettera tipo da stampare, compilare e firmare in duplice copia. Una copia va consegnata in banca ed un'altra va fatta firmare per ricevuta e conservata. In caso di titoli co-intestati, la richiesta deve essere fatta da tutti i co-intestatari. La consegna dei documenti richiesti deve essere gratuita, come stabilito dal Garante per la riservatezza dei dati personali: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=83104 Le banche stanno continuando ad applicare commissioni: in tal caso suggeriamo di presentare ricorso: http://www.garanteprivacy.it/garante...docName=scrivi Una volta acquisita questa documentazione è necessario scrivere un promemoria con i seguenti dati: 1. Generalità, numeri telefonici, indirizzo E-mail, età, professione e titolo di studio del sottoscrittore. 2. Importo dell'investimento. Data dell’investimento. Banca presso la quale è stato effettuato l’investimento. 3. Da quanto tempo si è clienti della banca presso la quale è stato effettuato l’investimento. 4. Che tipologie di investimento sono state effettuate in passato ed in che percentuale rispetto al patrimonio finanziario detenuto presso la banca (ad esempio: frequente compravendita di azioni e/o obbligazioni rischiose per percentuali superiori al 50% del proprio patrimonio). 5. Come è stato deciso l’investimento. Di propria iniziativa, senza richiedere preventivi consigli oppure sono stati chiesti consigli ad un impiegato della banca (indicare se possibile nome e cognome e data anche approssimata del colloquio). 6. Che cosa è stato proposto dalla banca. Sono stati proposti altri investimenti in alternativa. 7. E' stato chiesto se l’investimento proposto fosse senza rischi. Che cosa è stato risposto. 8. C’erano altri testimoni al momento del colloquio con l’impiegato della Banca 9. Se gli ordini di acquisto sono stati impartiti per iscritto. Se sono stati impartiti telefonicamente, risulta che la telefonata sia stata registrata (in questo caso il cliente doveva essere informato al telefono che la telefonata sarebbe stata registrata). 10. Nel caso di ordine impartito per iscritto, la Banca ha rilasciato copie degli ordini sottoscritti. 11. Rispetto al patrimonio finanziario complessivo depositato presso la banca al momento dell'investimento, che percentuale è stata investita in bond argentini. 12. Altri particolari e osservazioni che si ritengono importanti. La documentazione ed il pro-memoria vanno inviati a Aduc-Investire Informati Finmek Via Belvedere, 98 80127 Napoli o anche all'indirizzo g.dorta@aduc.it se la documentazione è su supporto informatico. Allo stesso indirizzo si possono inviare eventuali richieste di chiarimenti. L'invio della documentazione non comporta alcun obbligo di avvalersi dell'assistenza legale. Ciascun partecipante deciderà solo in seguito se aderire o meno al servizio organizzato da Aduc-Investire Informati Tutti coloro i quali invieranno documentazione o richieste di chiarimenti saranno poi contattati e tenuti costantemente aggiornati. Come si procederà, in pratica? Dipenderà dalla specifica condizione di ciascuno. In Italia non esistono cause collettive, quindi non si può parlare di class action vera e propria ma certamente si possono riunire i danneggiati che, come nel caso delle obbligazioni comprate prima del collocamento, lamentino la stessa tipologia di danno. Sarebbe bello se si riuscisse a risolvere la questione senza far ricorso ai tribunali, ma non facciamoci illusioni. Certamente sconsiglieremo di partecipare a tavoli di conciliazione che non prevedano garanzie di un rimborso minimo molto elevato prima ancora di discutere degli specifici casi. Quanto costa Come detto, ci si augura di non aver bisogno dei legali, ma dobbiamo guardare in faccia alla realtà: le probabilità che ciò avvenga sono molto scarse. Anche in questa occasione Aduc agisce coerentemente con il proprio scopo che è, in primo luogo, quello di fornire tutte le informazioni utili per esercitare in prima persona i propri diritti e non quello di sostituirsi agli utenti e/o al lavoro dei liberi professionisti. E’ importante ribadire che il rapporto che si instaura è diretto fra professionista e cliente e che l’Aduc non svolge nessun ruolo se non quello di aver messo in contatto i due soggetti. I corrispettivi delle prestazioni professionali sono interamente di competenza dei professionisti. Compiamo questo lavoro, come al solito, in maniera totalmente gratuita e per chiunque, iscritti all’Aduc e non iscritti, ed invitiamo chi ritiene utile il nostro lavoro di sostenerlo con un contributo volontario: per i dettagli si veda qui: http://www.aduc.it/dyn/adesabb/ I legali che collaborano con Aduc sono professionisti che concordano con lo spirito dell’associazione, consci degli aspetti sociali della loro professione, e quindi si impegnano nel mantenere le proprie tariffe ai livelli più bassi possibili, compatibilmente con i minimi tariffari imposti dalla legge. Fac-simile di richiesta documentazione alla banca: Ultima modifica di Voltaire : 18-05-05 alle ore 12:05 |
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In una lettera inviata a IL Mondo, l'amministratore straordinario Gianluca Vidal invita a rivolgersi alle associazioni di consumatori che prestano consulenza in materia di investimenti per tutelare i propri diritti. Si è in attesa di un parere del Ministero delle Attività produttive sul piano di ristrutturazione. I crediti privilegiati e prededucibili sono consistenti, purtroppo, ma è stato dato mandato ad advisors esterni di valutare quali misure assumere a tutela degli obbligazionisti, per quanto possibile.
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I bond della Finmek saranno rimborsati ? Sono in possesso di bond Finmek 7% 03/12/2001 2004 in default per un controvalore nominale di 6 mila euro e da qualche mese ho in corso una diatriba con Banca Intesa per ottenere il rimborso degli stessi. Fra gli argomenti citati, oltre alla segnalazione di notizie più che buone fornite da Caboto (unico lead manager nel collocamento) che mi ha indotto all' acquisto, ho indicato un articolo apparso sulla vostra rivista il 20 novembre 2004 in cui si prospettava il pagamento, da parte di Banca Intesa, del 40% della stessa obbligazione. Come stanno le cose ? R.G., Cassano d' Adda
Banca Intesa, a suo tempo, ha smentito, tramite il proprio ufficio stampa, di aver deciso un rimborso parziale del bond in questione. L' articolo del Mondo, infatti, parlava di una ipotesi allo studio (a cui poi la banca non ha dato corso) che, in ogni caso, avrebbe rispettato le linee guida adottate dagli istituti di credito in occasione di altri default finanziari. Vale a dire una procedura di riconciliazione che riconosce solo in parte il debito nominale e che, soprattutto, ottiene l' eventuale nulla osta finale soltanto a strette condizioni da valutare caso per caso: tra cui la conoscenza finanziaria documentabile del cliente, il tipo di diversificazione del suo dossier titoli, il peso percentuale dell' investimento del bond sul totale in deposito amministrato o gestito. Il Mondo 15 luglio 2005 |
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Finmek all’ultima chiamata A fine mese la stretta con i russi Il ruolo di Sviluppo Italia L’inchiesta della Procura di Padova
Elettronica MILANO - Doveva essere il nuovo polo tecnologico italiano. Adesso, se le cose andranno bene, saranno i russi a costruirlo. Sulle ceneri di quello che rimane della Finmek di Carlo Fulchir, l’imprenditore friulano che nel 1999, partendo da Ivrea, dalla Olivetti Pc, si era messo in testa di «salvare» l’elettronica Made in Italy, salvo lasciare, dopo quattro anni, un buco da oltre un miliardo di euro e quasi tre mila persone senza lavoro. Sull’avventura di Fulchir la Procura di Padova ha aperto un’inchiesta iscrivendo nel registro degli indagati 14 persone . Per il gruppo nel frattempo si è aperto il paracadute dell’amministrazione straordinaria. E le speranze di sopravvivenza ora sono legate a un progetto che coinvolge la russa Afk e Sviluppo Italia. Il giorno della verità è vicino. Il 25 maggio il commissario, Gianluca Vidal, volerà a Mosca per incontrare i manager della Afk e ottenere una risposta al piano a cui ha lavorato in questi mesi insieme ai tecnici del gruppo che fa capo Vladimir Evtushenkov. I russi devono dare una risposta definitiva. Dire, in sostanza, se l’impegno preso a febbraio con Vidal e Sviluppo Italia per rilanciare Finmek, diventerà concreto. Il commissario spera di ottenere una conferma e il via libera al piano che coinvolge quattro stabilimenti, Santa Maria Capua Vetere, in Campania, Pagani (Salerno), L’Aquila e Padova, dove lavora oltre la metà dei dipendenti della Finmek, che facendo perno sul know how industriale di Finmek e sulla ricerca potrebbe salvare il gruppo. Il passo successivo sarebbe la costituzione di un newco partecipata per il 51% da Afk, per il 30% della società pubblica guidata da Ferruccio Ferranti e da Finmek. Il gruppo russo, 7 miliardi di dollari di fatturato, ha la forza finanziaria per rilanciare il polo dell’informatica. Per Finmek sarebbe il «salvataggio dei salvataggi». Il gruppo di Fulchir era nato infatti per salvare le aziende italiane che le grandi multinazionali come Ericsson, Siemens, Abb, Texas Instruments, avevano deciso di abbandonare dopo la crisi dell’elettronica. Un progetto sostenuto con i soldi pubblici destinati allo sviluppo nelle aree del Sud, e con finanziamenti bancari finiti anche sul mercato, come il bond da 150 milioni collocato da Caboto andato in default. Alla fine il piano di Fulchir si è rivelato solo un castello di carte, messo in piedi con una girandola di operazioni (i magistrati hanno esaminato oltre 450 mila scritture contabili), cessioni di rami d’azienda, prestiti infragruppo, consulenze milionarie a società offshore e conti in svizzera. Che hanno prodotto un buco di oltre un miliardo, una mezza dozzina di stabilimenti semideserti e un’inchiesta per bancarotta. Federico De Rosa corriere |
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