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Ortofrutta: prezzi troppo cari, Italia perde quota nei mercati del nord Europa
Ortofrutta: prezzi troppo cari, Italia perde quota nei mercati del nord Europa
06/05/2005 - 14:10 Dal 1999 al 2004 le nostre esportazioni di ortofrutta nei paesi del Nord Europa sono diminuite del 21,9%. A sottolinearlo è Confagricoltura in occasione di Macfrut, evidenziando la preoccupante flessione dell'export verso questi tradizionali, importanti, mercati di sbocco per i nostri prodotti ortofrutticoli. "Negli ultimi 4 anni -sostengono gli agricoltori - abbiamo perso significative quote di mercato, a favore delle produzioni del Nord Africa e del Sud America. Tra le cause, i prezzi dei nostri prodotti, troppo elevati rispetto a quelli provenienti da Paesi terzi e la struttura della domanda dei paesi Nord-europei, in generale più attenta ai prezzi e meno sensibile sui temi della qualità o della specificità del prodotto". Per superare questa situazione - spiega Confagricoltura - occorre recuperare i mercati tradizionali, ma anche e soprattutto puntare sui nuovi mercati, cercando l'appoggio delle Istituzioni per attivare un programma nazionale di promozione all'estero, ottenere la piena tutela dei marchi di origine a livello WTO e rafforzare la collaborazione con l'Istituto del Commercio Estero e le Camere di Commercio. "Le imprese Italiane all'estero - ha detto Vecchioni - in questo senso possono fare da "sponda" per far conoscere, promuovere e soprattutto diffondere le nostre produzioni nei nuovi mercati". Più in generale Confagricoltura sta promuovendo incontri con le associazioni della GDO e con quelle degli esportatori, per realizzare azioni comuni finalizzate a promuovere il consumo di prodotti ortofrutticoli, rafforzare la nostra presenza sul mercato estero e fornire al consumatore produzioni nazionali sicure dal punto di vista alimentare ad un prezzo ragionevole. HC 2005 - redattore: NZ http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=709 |
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Frutta e verdura 'pericolose' per la salute, lo rileva Panorama
06/05/2005 - 17:31 I consigli di MDC Milano per i consumatori. Insalata al cadmio, funghi allo zinco e, per finire, una bella mela all'arsenico. Non è il menù di un serial killer, ma sono le sostanze rinvenute su frutta e verdura acquistata a Milano e fatta analizzare dal settimanale Panorama nel corso di un'indagine sul "Business Agroalimentare". Naturalmente il tutto in dosi molto superiori al limite massimo di tollerabilità giornaliera. Secondo gli addetti ai lavori si potrebbe trattare di un inquinamento "a monte" legato ad un più generalizzato inquinamento ambientale di origine industriale. A sottolinearlo è il Movimento Difesa del Cittadino di Milano. "I consumatori già preoccupati da scandali e truffe - commenta la responsabile dello Sportello Salute & Gusto di Milano Lucia Moreschi - devono imparare a far fronte anche a questa nuova emergenza". Qualche consiglio? Come suggeriscono i nutrizionisti - prosegue la responsabile- è sempre bene lavare con cura ( e a lungo) frutta e verdura, privilegiare i frutti con la buccia, consumare cibi di stagione (sicuramente meno trattati chimicamente) ed evitare i frutti tropicali freschi (generalmente raccolti prima della maturazione e trattati con sostanze anti-immarcimento). Ma fronteggiare l'emergenza non è sufficiente, conclude Moreschi -occorre colmare il vuoto legislativo per alcune sostanze tossiche (arsenico, zinco rame e mercurio non sono normati per i vegetali) e intensificare controlli e analisi: la legislazione alimentare dovrebbe tener conto anche delle sostanze inquinanti di origine antropica che, sempre più spesso, finiscono nei nostri piatti". HC 2005 - redattore: NZ http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=727 |
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