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Decreto allattamento: Realacci, "è una beffa per le mamme"

Decreto allattamento: Realacci, "è una beffa per le mamme"
06/05/2005 - 15:43

Presentata dall'On. Ermete Realacci un'interrogazione parlamentare per chiarire "incongruenze e contraddizioni di un decreto, che sono più il frutto di un pasticcio amministrativo, oppure se davvero, come sorge spontaneo pensare, ci sia anche una buona dose di malafede che favorisce grandi interessi economici ma certo non la salute di bambini e mamme".



"Il decreto sull'allattamento è una beffa per le mamme!" E' quanto ha dichiarato l'On. Ermete Realacci presentando un'interrogazione sugli effetti del decreto DM 46/05 sulla pubblicità degli alimenti per lattanti entrato in vigore il 20 aprile.

"Su segnalazione della Lega Consumatori Acli - Toscana - ha spiegato in una nota Realacci - ho presentato questa interrogazione per capire se davvero il ministero pensa di ottenere degli effetti positivi in termini di aumento, in termini numerici e di durata del periodo in cui i bambini vengono allattati al seno della loro mamma come raccomanda ad esempio l'Organizzazione Mondiale della Sanità".

Nei giorni scorsi Lega Consumatori Acli Toscana aveva evidenziato come i divieti imposti su pubblicità degli alimenti per lattanti, previsti dal decreto, si applicheranno solo sul "latte 1" (adatto al primo mese di vita) e non per il "latte 2 (che comprende gli alimenti di proseguimento) né per tutti gli altri prodotti definiti come 'sostitutivi del latte materno': gli omogeneizzati e le tisane, i biberon e le tettarelle. In particolare, l'associazione sottolineava come è proprio per i prodotti destinati ai bambini intorno ai quattro mesi che si concentrano gran parte delle pubblicità delle aziende nei confronti delle mamme.

Nell'interrogazione Realacci chiede al Ministro del Salute come intenda limitare gli abbandoni dell'allattamento materno, in modo che aumentino i tassi di allattamento esclusivo al sesto mese e di durata dell'allattamento fino a due anni.

In particolare, viene chiesto cosa i Ministri intendano fare per limitare in modo più efficace la pubblicità non solo per il "latte 1", ma anche per il "latte 2" e gli altri sostituti del latte materno, biberon e tettarelle compresi, visto che la maggior parte degli abbandoni dell'allattamento si verifica proprio dopo 3-4 mesi dal parto, presumibilmente anche a causa della massiccia promozione di sostituti del latte materno di prodotti mirati a questa fascia di età (pubblicità, omaggi, campioni, baby club).

HC 2005 - redattore: SB
http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=717
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