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Vecchio 06-05-05, 10:31   #1 (permalink)
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La Cina accetta il Google dimezzato

La Cina accetta il Google dimezzato
Il regime pechinese dà il suo ok agli investimenti della multinazionale: portale .cn e sede a Shangai. Tra censure e concorrenza la grande G insegue un mercato vastissimo

06/05/05 - News - Pechino (Cina) - Semaforo verde per Google, re della ricerca su Internet. Le autorità cinesi approvano la proposta strategica presentata dalla grande G, ansiosa di assicurarsi una posizione dominante nel mercato asiatico: l'apertura di un distaccamento locale, quasi sicuramente a Shanghai, nonché un nuovo sito esclusivamente pensato per la Cina. Finora Google ha semplicemente fornito una versione in lingua mandarina del proprio motore di ricerca, opportunamente depurata e censurata (punto-informatico.it/p.asp?i=49753).

Il "nuovo" servizio avrà invece un indirizzo con estensione.cn e sarà gestito in maniera autonoma da impiegati cinesi. Questo, garantiscono gli esperti del Googleplex, permetterà di fidelizzare l'utenza cinese, culturalmente diffidente verso i prodotti occidentali. Google dovrà tuttavia adattarsi alle disposizioni del Ministero dell'Informazione di Pechino: "L'azienda si trova di fronte ad un dilemma", garantisce Xiao Qiang, studioso dei massmedia cinesi, "perché da una parte c'è il fascino irresistibile del mercato orientale, dall'altra il peso schiacciante della censura governativa".

I vertici della grande G non hanno mai nascosto di voler fare ben poco (punto-informatico.it/p.asp?i=49174) contro le rigide norme di Pechino: dura lex sed lex, specie quando si intende conquistare un bacino d'utenza grande come quello cinese.

Si accende così la sfida con Baidu (www.baidu.cn) e con Yahoo (www.yahoo.com), attualmente il numero uno delle ricerche sul web in mandarino. Chen Wen, consigliere ministeriale per internet, è convinto che Baidu sia nettamente in vantaggio, "poiché basato in Cina. Ma entro un paio d'anni i servizi di Google lo schiacceranno". Ed è proprio Baidu ad accendere i toni dello scontro, progettando di entrare nel listino NASDAQ entro l'anno prossimo, per poi espandersi eventualmente in Occidente.

Nel frattempo Google ha deciso di acquistare una piccola quota del popolare motore di ricerca cinese: che sia il preludio ad una futura acquisizione? Un portavoce di Baidu getta acqua sul fuoco: "Il grande mercato cinese è abbastanza largo per tutti e due". Ma ad ogni modo i cinesi di Baidu, fondato nel 1999 da un giovane studente di Pechino, non escludono "la possibilità di cooperazione con qualsiasi azienda. La Cina necessita di potenti motori di ricerca, perché il nostro paese non ne ha ancora capito le infinite potenzialità".
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52679
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Vecchio 06-05-05, 10:37   #2 (permalink)
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Il trillo della censura
di Luddist - Basta con gli SMS personali che arricchiscono i gestori, meglio fare come la Cina che via SMS ti avverte: se scendi per strada a manifestare ti arrestiamo

06/05/05 - Telefonia - Roma - È il nuovo stadio evolutivo degli SMS, i messaggini che gli utenti di telefonia mobile hanno imparato a conoscere ormai da anni: se in mezzo mondo costituiscono una quota enorme dei guadagni degli operatori del settore, in Cina stanno invece conoscendo una curiosa metamorfosi.

Quasi sotto silenzio è passata una notizia di grande rilievo, secondo cui per tentare di reprimere le manifestazioni anti-giapponesi, le autorità pechinesi avrebbero deciso di ricorrere non solo agli arresti preventivi, alla forza bruta dei carriarmati antisommossa, alla chiusura di siti e blog o a nuovi filtri censori su siti internazionali ma anche, appunto, agli SMS.

In Italia si sono levate polemiche di ogni genere sui messaggini che, di quando in quando, il nostro Governo ha preso l'abitudine di recapitare sui cellulari degli italiani, l'ultima volta in occasione del mega pellegrinaggio a San Pietro, ma noi siamo solo dei dilettanti: in Cina la diffusione a pioggia di SMS sta per trasformarsi in un inedito strumento di prevenzione.

Per cercare di evitare nuove manifestazioni, infatti, la polizia cinese sta inviando enormi quantità di SMS ad altrettante quantità di cinesi, avvisando che nutrire pubblicamente sentimenti anti-nipponici può mettere nei guai, ritenendo così di scoraggiare ulteriori manifestazioni pubbliche: il carattere privato degli SMS rende questi messaggini qualcosa di più personale di un avviso affisso sulla pubblica piazza, qualcosa che è difficile ignorare e persino impossibile dichiarare di non aver mai ricevuto.

L'SMS, nato come strumento di messaggistica personale, divenuto sistema di informazione pubblica in Italia, in Cina sta conoscendo dunque un nuovo stadio evolutivo: qui adesso la censura preventiva arriva con un trillo direttamente sui numeri personali dei cinesi, anche di coloro che nonostante tutto non intendono spedire atomiche su Tokyo per vendetta. Cinese avvisato, cinese salvato.

Luddist (luddist@deandreis.it)

Gli ultimi interventi di Luddist:
La liberazione del Videogioco (punto-informatico.it/p.asp?i=52295)
Non chiamateli squatters (punto-informatico.it/p.asp?i=52231)
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52650
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Vecchio 06-05-05, 12:49   #3 (permalink)
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Mi è venuto in mente il Grande Fratello... quello vero pero'
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