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Vecchio 05-05-05, 22:11   #1 (permalink)
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Investitori istituzionali, il 515% nell’immobiliare

Investitori istituzionali, il 515% nell’immobiliare



Se escludiamo le famiglie, in particolare italiane, che da sempre vedono nella proprietà di immobili un elemento di sicurezza, e guardiamo le cose dal punto di vista degli investitori istituzionali, l’investimento nel mattone è uno fra i tanti modi di impiegare il denaro. Certo non è una sicurezza assoluta. Infatti anche il mattone può dare qualche delusione. Un ponderoso studio di Ubs fa un po’ di chiarezza su un settore le cui possibilità di guadagno vengono forse esagerate, ma che resta, a certe condizioni, un ottimo strumento di diversificazione.
I ricercatori dell’Ubs giudicano appropritata un’allocazione negli immobili di una quota tra il 5 e il 15 per cento del proprio patrimonio. Questa quota dovrebbe consentire agli investitori di sfruttare in modo ottimale i vantaggi di questa categoria di investimenti.
Nell’investimento immobiliare, dicono gli studiosi dell’Ubs, ci sono due regole di fondo: gli immobili hanno caratteristiche simili a quelle dei bond, e quindi la loro quota va ridotta nei momenti di aumento della propensione al rischio, quando cioè le Borse appaiono pronte a un grande balzo. La seconda regola è che, per un investitore istituzionale, è inutile, e anzi dannoso, esporsi su singoli cespiti. Molto meglio, invece, investire in strumenti indiretti, ovvero in quote di fondi immobiliari, come gli americani Reits o similari.
Ma attenzione: il portafoglio, secondo Ubs, deve essere molto diversificato. Perché occorre tenere d’occhio le dinamiche demografiche, quelle più generali economiche, e la delocalizzazione di posti di lavoro. In quest’ottica i mercati europei potrebbero essere svantaggiati nei prossimi anni, come potenzialità di crescita, rispetto a quelli asiatici, che i ricercatori di Ubs considerano più promettenti in termini di aumento dei fitti, e quindi di ritorni per l’investitore.
In ogni caso, anche in Europa resteranno vincenti le grandi aree urbane che, grazie alle infrastrutture di cui dispongono e all’ampia offerta a livello di occupazione continueranno a esercitare una forte attrattiva.
http://www.repubblica.it/supplementi...038fondis.html
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