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La storia di Volare, dai viaggi in Terra Santa alle manette
La storia di Volare, dai viaggi in Terra Santa alle manette
Tutto è cominciato con l’acquisizione di AirEurope e l’ingresso di Swiss Air. Le tradizioni nel settore orafo PAOLO POSSAMAI "Volare Group è arrivata troppo tardi per Piazza Affari". Che la quotazione fosse sensata e fondata lo dichiararono fra gli altri Interbanca e JP Morgan (global coordinator) e Meliorbanca (sponsor). E la credibilità di Volare quale interlocutore non era messa in discussione da alcuno, prima dello scorso anno, tant'è che a più riprese l'impresa veneta ha negoziato partnership con Alitalia, Klm, AlpiEagles. La fallita quotazione non è l'unica delle coincidenze mancate dal primo vettore low cost italiano, la cui storia è segnata da continui cambi di rotta, fino allo schianto del fallimento e all'onta degli arresti dei fondatori. Il gip di Busto Arsizio, Adet Toni Novik, sostiene ora che Volare sarebbe stata portata al crack, con una perdita di 550 milioni di euro, attraverso distrazioni di fondi «verosimilmente finalizzati a creare la dotazione finanziaria necessaria alla costituzione del nuovo vettore (MyAir, ndr) che, e non a caso, ha utilizzato uomini, mezzi e strutture sottratte al gruppo Volare». Gino Zoccai, fondatore e presidente della compagnia aerea, a questa ricostruzione ha sempre opposto una visione opposta: i quattrini lui non li ha presi, li ha persi e ne ha persi tanti, posto che Volare Group avrebbe divorato 100 milioni di euro del patrimonio della famiglia orafa vicentina. L'origine di tutti i guai dell'ex seconda compagnia aerea italiana origina dall'acquisizione di AirEurope, che pesava più del doppio di Volare Airlines in termini di ricavi, ma che era anche pesantemente zavorrata di debiti. La scommessa di Gino Zoccai (presidente) e Vincenzo Soddu (amministratore delegato) era semplice: costruire un polo che, per massa critica, fosse in grado di reggere la competizione internazionale e di presentarsi in Borsa. La seconda malaugurata coincidenza consiste nel tracollo del trasporto aereo conseguente agli attentati dell'11 settembre. La terza coincidenza dipende dal fallimento di SwissAir, che di Volare aveva il 49,9%. La quarta coincidenza, che chiude il cerchio, ha a che fare con la fiacchissima condizione dei mercati finanziari, che ha procrastinato più volte il debutto di Volare al listino. Se e in che misura, in questo tragitto disgraziato, i piloti abbiano pure lavorato da bancarottieri e riciclatori lo appureranno le indagini giudiziarie. Di sicuro vi è la progressiva mutazione in incubo dell'avventura intrapresa da Zoccai nel '97, quando accolse la proposta dell'ex comandante delle Frecce tricolori Soddu, già artefice dell'altra compagnia aerea veneta AlpiEagles. Un sogno trascolorato in disastro che ha rischiato di travolgere anche l'impresa orafa fondata dal trisavolo di Gino Zoccai a metà Ottocento e che oggi vanta marchi famosi e stimati nella gioielleria mondiale (Zoccai e LeGi): il primo logo chiama in causa il cognome, il secondo è l'acronimo dei nomi dei fratelli Gino e Lelio. Impresa familiare non significa, però, che l'oreficeria Zoccai sia una qualsiasi fra le diecimila del settore. A parte il fatturato, che vale circa 30 milioni di euro, Zoccai è stata fra le primissime aziende di gioielleria a puntare vigorosamente sul design, sul marchio e sul marketing. Gino Zoccai ha oggi 43 anni. Entrato poco più che ventenne in azienda, sembrava chiamato a seguire i passi dei suoi avi. Non che sotto la sua gestione l'oreficeria di famiglia non abbia conosciuto innovazioni, come per esempio l'introduzione nel portafoglio clienti di nomi come Bulgari o la creazione di una rete di negozi monomarca e di shop dislocati nei centri storici italiani e, soprattutto, in importanti aeroporti internazionali. Ha avuto parte anche in rilevanti operazioni immobiliari. Ma il business del volo l'ha conquistato più d'ogni altro. Da principio Soddu gli propose di trasportare pellegrini in Terrasanta, a Fatima e Lourdes. Volare ha tuttora il 25% di Brevivet, tour operator partecipato pure dalle diocesi di Bergamo, Mantova, Brescia e dalla Compagnia di San Paolo. Brevivet organizza i viaggi, Volare Airlines mette un paio di aerei grazie ai fondi di Zoccai e al sostegno delle banche, in primis Antonveneta (esposta complessivamente per un centinaio di milioni). Volare Airlines inaugura la sua attività il 3 aprile del 1998. Due anni dopo viene acquistata Air Europe, con il sostegno di soci pesanti che sottoscrivono un bond convertibile. Sono SwissAir, San Paolo Imi, la Banca popolare di Vicenza e quella di Marostica. Nemmeno il tempo di fare progetti e cala la mannaia dell'11 settembre. Zoccai è a un bivio: ridurre drasticamente l'attività oppure rilanciare, acquistando la quota della SwissAir per circa 50 milioni di euro e sottoscrivendo l'aumento di capitale indispensabile per mantenere in quota Volare. Seguono le trattative in esclusiva con Alitalia per rilevare il ramo charter Eurofly, ma anche un negoziato che tendeva a cedere alla compagnia di bandiera il 1020% di Volare. Non se ne fa nulla. Soddu inventa la trasformazione in low cost, per tentare di cambiare il colore dell'ultima riga di bilancio, da sempre in rosso. Arrivano soci nuovi come Eduardo Eurnekian, Generali, Ligresti, Interbanca. Ma non basta. http://www.repubblica.it/supplementi...041lietiz.html |
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TUTELA CONSUMATORI. Fallimento Volare Group, i consigli dell'Aduc per i creditori
26/09/2005 - 11:01 Si e' tenuta lo scorso 20 settembre, presso il Tribunale di Busto Arsizio la prima udienza della sezione fallimentare sulla compagnia aerea Volare, soggetta ad amministrazione straordinaria sotto la guida del commissario governativo Carlo Rinaldini. Per l'occasione sono stati pubblicati gli elenchi di coloro che risultano iscritti al passivo, ed e' stata fissata un'altra udienza, il 20 novembre, per l'esame delle ulteriori istanze. Di seguito riportiamo i consigli dell'Aduc rivolti a chi vanta un credito nei confronti della compagnia aerea: Chi, in possesso di un titolo di viaggio non onorato, non ha provveduto ancora ad iscriversi al passivo lo può fare anche ora; Chi e' inserito nella lista e risulta senza problemi, deve solo aspettare e tenersi informato attraverso il nostro sito; Chi e' inserito nella lista, ma e' stato ammesso con riserva all'eventuale ammissione di altro passeggero, non deve preoccuparsi in quanto la riserva serve perchè il Tribunale deve verificare che l'altro passeggero non abbia presentato una domanda ulteriore, duplicando in tal modo le domande di rimborso; Chi, oltre alla domanda di rimborso del titolo di viaggio ha anche inviato una raccomandata A/R di messa in mora con la richiesta dei danni, prima della scadenza di un anno dal precedente invio, ne deve inviare un'altra, dove, facendo riferimento alla precedente, si rinnova la richiesta evitando in questo modo la prescrizione. HC 2005 - redattore: VC http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=3255 |
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Già presentato un ricorso al Tribunale di Busto Arsizio, dopo l’esposto contro la partecipazione della società di Cimoli Volare, Air One allo scontro con Alitalia Sulla vendita della compagnia, Carlo Toto chiama Bruxelles
MILANO - Non ha perso tempo Air One che ieri, mentre indiscrezioni sindacali in attesa di conferme davano per vincente l’offerta dell’Alitalia su Volare, ha presentato un ricorso urgente presso il tribunale di Busto Arsizio contro la partecipazione della compagnia guidata da Giancarlo Cimoli alla gara. La tesi di Air One, risultata seconda nella corsa alla compagnia finita in crac, è che la ristrutturazione in corso di Alitalia, tra presunti aiuti di Stato e ricapitalizzazione partecipata anche dal Tesoro, falserebbe la concorrenza. La stessa motivazione con la quale sempre la compagnia guidata da Carlo Toto aveva presentato un esposto a Bruxelles già in precedenza. La strategia potrebbe non finire qui. I ricorsi potrebbero lievitare e sfociare anche davanti all’Unione europea se dovesse trovare conferma la vittoria di Alitalia. Insomma, la vicenda è piena di veleni ancora prima di essere chiusa. Ufficialmente bisognerà attendere il 15 gennaio per l’assegnazione definitiva della compagnia ripescata dal crac con la rete di salvataggio della «Marzano bis» grazie a una estensione della legge voluta dal Consiglio dei ministri. E Air One non è sola nel puntare il dito contro il gruppo di Cimoli. Ieri non ha nascosto i suoi dubbi nemmeno il ministro del Welfare Roberto Maroni che si è detto «molto preoccupato per l'offerta di Alitalia perché, mentre dovrebbe garantire i livelli occupazionali, è alle prese con il sindacato per la riduzione degli organici su Roma. Non vorrei - ha aggiunto - che sotto sotto ci fosse solo il tentativo di prendersi gli slot di Fiumicino, Linate e Parigi». Il sospetto è che alla compagnia interessi solo non far andare gli ambiti e costosissimi slot, come si chiamano gli spazi aerei di decollo e atterraggio negli aeroporti, ai concorrenti. Air One in primis . La rivalità tra le due compagnie sulla tratta Milano-Roma, una delle più redditizie in Europa, parte da lontano. Dal 23 novembre del ’95 quando Air One compì il primo volo Fiumicino-Linate rompendo di fatto il monopolio di Alitalia su questa tratta. La notizia del ricorso avrebbe allarmato il commissario straordinario Carlo Rinaldini: un rinvio ulteriore lascerebbe in seria difficoltà le casse di Volare. Sempre secondo fonti sindacali, Rinaldini avrebbe valutato positivamente l’impegno e l’eventuale vittoria dell’Alitalia. Mentre Savino Pezzotta ha smentito l'indiscrezione di un incontro in cui Cimoli avrebbe manifestato ai leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil l’intenzione di trasformare Volare nella low cost Alitalia. Massimo Sideri corriere |
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Volare, bocciato il ricorso Air One Per la cessione tempi più lunghi
Il tribunale di Busto Arsizio ha bocciato il ricorso di Air One su Volare. Per l’azienda il suo ricorso non è stato rigettato ma potrà essere esaminato solo a conclusione della procedura di cessione. Alitalia dovrà poi fare i conti con Commissione europea e Antitrust. E i tempi si allungano. |
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Alitalia-Volare, alt del Tribunale I giudici accolgono il ricorso di Air One. Cimoli: scelta abnorme
ROMA - Il Tribunale di Roma blocca l’acquisizione di Volare da parte di Alitalia. Nei prossimi 30 giorni esaminerà nel merito il ricorso della concorrente Air One, che intanto si dichiara «soddisfatta». La decisione d’urgenza, assunta venerdì scorso, «inibisce» alla compagnia la partecipazione alla gara, chiedendo ad Alitalia di rinunciare a un’eventuale aggiudicazione. Ma questa giudica «abnorme» la decisione assunta perché «risponde a una domanda mai presentata da Air One» e annuncia ricorso. Infine Meridiana, che ha concorso insieme con Eurofly, farà istanza d’annullamento della gara. Ad Alitalia viene addebitata la «concorrenza sleale» in quanto la sua manifestazione d’interesse «è stata possibile solo grazie all’esistenza del prestito-ponte» (400 milioni), cioè di un «aiuto di Stato al salvataggio». Insomma Alitalia sarebbe stata scorretta perché si sarebbe avvantaggiata della disponibilità di soldi ottenuti grazie a una garanzia pubblica. Soldi che erano in possesso di Alitalia quando ha presentato l’offerta, a novembre, ma che sono stati restituiti un mese dopo, a dicembre. Data l’imminenza dell’aggiudicazione, il Tribunale ha scelto un provvedimento d’urgenza con l’intento di bloccarla. Ma il commissario di Volare, Gianni Rinaldini, fa sapere che la procedura proseguirà, che all’aggiudicazione di Alitalia manca solo la firma ministeriale e che Alitalia resta vincolata ad acquistare. Per valutare la situazione oggi si riunirà il consiglio d’amministrazione di Alitalia che esaminerà le previsioni per il 2006. Una mossa attesa, visto che domani, nell’incontro con i sindacati previsto a palazzo Chigi, questi torneranno all’attacco denunciando il mancato rispetto degli obiettivi di piano. Intanto ieri è emersa la notizia che Fintecna, una settimana fa, avrebbe deciso di posticipare di qualche mese l'acquisizione della maggioranza di Az Servizi (per ora in mano a Alitalia), di cui detiene il 49% del capitale più un 2% di usufrutto. La richiesta, che porterebbe a scavallare le elezioni, sarebbe partita da Alitalia, pressata dai sindacati. Ma questi negano che in questo modo si possa risolvere la vertenza: «Non basta. Il patto era che Alitalia non si smembrasse fino al 2008» ricorda Fabrizio Solari (Filt-Cgil). «Non servono pannicelli caldi ma soluzioni strutturali» insorge Claudio Claudiani (Fit-Cisl). Per i sindacati la diffusione della notizia sarebbe un espediente del Tesoro per sondare il terreno in vista dell’incontro di domani. Tra le altre ipotesi, circola quella di una modifica del piano che farebbe rientrare la manutenzione in Alitalia. Antonella Baccaro corriere |
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Alitalia, Scajola blocca l’acquisto di Volare Assedio all’ufficio di Cimoli. La compagnia conferma il ritorno all’utile nel 2006
ROMA - Conti 2005 «blindati» in Alitalia fino al 27 febbraio. La società ha deciso di non predisporre l’ultima trimestrale passando direttamente all’approvazione del bilancio annuale. È questa la scelta dell’amministratore delegato Giancarlo Cimoli che sembra diretta a tentare di togliere dal tavolo di palazzo Chigi, che stasera vedrà riuniti governo, azienda e sindacati, il dossier prodotto dal suo stesso consulente, McKinsey, contenente dati sull’andamento dello scorso anno e in particolare dell’ultimo trimestre. Nel dettaglio, un calo dei ricavi: -42 milioni rispetto al budget nel solo dicembre; -165 milioni rispetto all’intero anno. LE PREVISIONI - Sembra in linea con questa scelta, il fatto che il consiglio d’amministrazione di ieri, svoltosi sotto l’assedio di un centinaio di lavoratori giunti fin nella palazzina dell’amministrazione, non abbia predisposto alcun preconsuntivo 2005 e abbia invece confermato le previsioni fatte per il 2006, annunciando «uno sviluppo del network passeggeri leggermente superiore alla previsione di piano». Non solo: la compagnia ha diffuso un comunicato definendo il documento Mc Kinsey sul 2005 «stime di massima» che non sarebbero redatte secondo i nuovi principi contabili ma soprattutto non terrebbero conto dei «fondi patrimonialmente appostati». Insomma l’azienda non smentisce la drammaticità dei dati operativi ma sostiene di potervi far fronte in bilancio. Sui conti i sindacati andranno all’attacco stasera per chiedere un’«operazione verità». Lo stesso sottosegretario Gianni Letta avrebbe chiesto chiarimenti, ieri in un colloquio privato con Cimoli: sul suo tavolo per ora di ufficiale c’è soltanto il consuntivo al terzo trimestre che registrava una perdita di soli 39 milioni assai inferiore rispetto ai 145,7 (a ottobre 2005) registrati dal documento McKinsey. STOP A VOLARE - Ma i guai per Alitalia non finiscono qui. Ieri il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ha sospeso l’aggiudicazione di Volare, sulla scorta della sentenza del Tribunale di Roma che ha accolto il ricorso di AirOne. Resta infine da dipanare la matassa della vertenza sindacale. Le parti non avrebbero ancora trovato la sintesi. Il governo propenderebbe a offrire un rinvio di sei mesi all’applicazione del piano che prevede il passaggio del 51% di Az Service in capo a Fintecna. Ma i sindacati vorrebbero di più: il rinvio al 2008 o almeno un congelamento del piano a data da destinarsi. Non solo. Puntando tutto sulla propria capacità di dimostrare l’inefficienza della gestione di Cimoli, il sindacato chiederebbe l’affiancamento di un «operativo», capace di «risollevare le sorti dell’azienda». Antonella Baccaro corriere |
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Accolta la richiesta di AirOne di sospendere la gara. La decisione torna al Tar Alitalia, altolà del Consiglio di Stato Ora si allontana l’acquisto di Volare
ROMA - Alitalia rischia di perdere Volare. Ieri il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva della gara avanzata da AirOne, rimettendo al Tar la decisione sul merito del ricorso. La notizia dell’ordinanza è emersa a mercati chiusi, in una giornata in cui Alitalia ha in parte recuperato (?4,63%) la perdita registrata lunedì (-11%), anche a causa delle dichiarazioni del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, sul management. Secondo i giudici esiste un’irregolarità formale perché i criteri di valutazione delle offerte sarebbero stati decisi «successivamente all’apertura dei plichi contenenti le offerte» e dunque «dopo la conoscenza delle stesse», e comunque in assenza del notaio, assente anche al momento della valutazione delle offerte e dell’assegnazione dei punteggi. A questo punto, sostiene il Consiglio, va sospesa l’esecuzione della sentenza del Tar che aveva respinto il ricorso di AirOne, per evitare che vengano arrecati pregiudizi alla compagnia guidata da Carlo Toto. Il fatto è che Alitalia nel frattempo ha già perfezionato l’acquisto di Volare. La compagnia, a questo proposito, ritiene che il contratto sia valido. Non solo, in una nota sostiene di confidare «che l’irregolarità sia prontamente sanata, non risultando minimamente inficiata dalla pronuncia di questo giudice amministrativo la validità dell'offerta Alitalia e la valutazione che tale offerta sia la più conveniente». A questo punto non resta che attendere la pronuncia del Tar nel merito, a sua volta appellabile. Intanto Alitalia attende per metà settimana la pronuncia dell’Autorità Antitrust sull’acquisizione. Da parte sua AirOne esprime «soddisfazione» per l’ordinanza e attende «i provvedimenti conseguenti». «Per definizione, quando un organo istituzionale prende una decisione, per rispetto, non commento» ha detto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Ma la Fit-Cisl chiede al governo «un intervento capace di rilanciare l'intero settore». Sempre ieri il Consiglio di Stato ha confermato la sospensione del provvedimento dell'Enac che aveva vietato a Alitalia l'esercizio delle rotte onerate con la Sardegna. Antonella Baccaro corriere |
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n. 121 del 24-05-06 pagina 25
Un’ordinanza del Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso di Air One, sospende la gara rilevando irregolarità avvenute nel processo di assegnazione Annullata la cessione di Volare ad Alitalia di Paolo Stefanato L’atto è già esecutivo. Ma il dossier torna ora al Tar per il giudizio di merito Paolo Stefanato da Milano Torna nell’incertezza il futuro di Volare, la compagnia aerea che il commissario straordinario, Carlo Rinaldini, ha ceduto nell’aprile scorso all’Alitalia. Dopo una serie di ricorsi, con esiti diversi, presentati dalla seconda classificata nella gara, la compagnia romana Air One e dopo il pronunciamento del Tar del Lazio, che il 10 maggio aveva avallato l’acquisto da parte di Alitalia, ieri la situazione si è improvvisamente azzerata: il Consiglio di Stato ha annullato la gara sospendendo, con effetto immediato, l’assegnazione di Volare. Di fatto, il massimo organo della giustizia amministrativa «sospende gli effetti del decreto del ministero delle Attività Produttive, del 17 marzo 2006, nonché dei precedenti atti di gara». E consente al commissario straordinario di Volare di agire «autonomamente» riguardo le misure conservative da adottare «in attesa che sia rinnovata la gara». Il ruolo del commissario, dalla sentenza, appare cruciale. Perché l’appello di Air One è stato accolto non già per la motivazione principale sostenuta dalla compagnia di Carlo Toto - e cioè che Alitalia ha presentato l’offerta per Volare mentre era ancora «in odore» di aiuti di Stato - ma perché, secondo i giudici, ci sono state delle «violazioni del bando» di gara per la vendita di Volare: quanto riportato nei verbali di apertura dei plichi e di selezione delle offerte indica - secondo i giudici - che «le operazioni si sono discostate» da quanto riportato nel bando. L’ordinanza del Consiglio di Stato entra nel merito dei dettagli di analisi delle offerte indicati nel bando di gara, venendo alla determinazione che nel momento cruciale della valutazione delle offerte tecniche ed economiche, è mancata la presenza del notaio, assente anche nella fase della determinazione del rilievo dei quattro criteri di valutazione delle offerte; ma soprattutto «la ponderazione dei criteri, indicati nell’allegato A (del bando, ndr) è avvenuta successivamente all’apertura dei plichi contenenti le offerte tecniche ed economiche e, dunque, dopo la conoscenza delle stesse». Come dire che prima si sono aperte le buste, poi si è deciso con che metro valutarle. Difficile prevedere che cosa accadrà a questo punto. Sospendendo gli effetti del decreto di assegnazione emesso dal ministero, di fatto viene annullata la cessione di Volare, che quindi - intuibilmente - rientra nella gestione ordinaria del commissario. Il Consiglio dice testualmente «in attesa che sia rinnovata la gara». Sarà dunque redatto un nuovo bando? È prematuro in questo momento dirlo, perché l’ordinanza del Consiglio di Stato è la seconda fase del «giudizio cautelare», e rinvia al giudizio di merito di primo grado che dovrà essere espresso dal Tar del Lazio, presumibilmente non prima di un mese e mezzo. In quella sede sarà detta la parola definitiva sulla vicenda, salvo un ulteriore ricorso allo stesso Consiglio di Stato. La vicenda, come si vede, è intricatissima. L’ordinanza è immediatamente esecutiva. Dovrebbero essere dunque annullati tutti gli atti avvenuti nell’ultimo periodo, a cominciare dalla cessione dei rami d’azienda alla «newco» creata da Alitalia, che è stata affidata all’amministratore delegato Lorenzo Riva. Alitalia ha inoltre già pagato al commissario i 38 milioni offerti per Volare, cifra che ha contribuito (insieme agli impegni di sviluppo e di mantenimento del personale) a farle vincere la gara, in cui Air One si è classificata seconda con 29 milioni: saranno restituiti? Soddisfazione è stata espressa da quest’ultima, che dopo una strenua battaglia legale, a tutti i livelli, si vede nuovamente rimessa in gioco. Alitalia ha affidato la sua reazione a un laconico comunicato in cui «prende atto dell’ordinanza» e «confida» che le irregolarità siano prontamente sanate «non risultando minimamente inficiata dalla pronuncia di questo giudice amministrativo la validità dell’offerta Alitalia».ilgiornale |
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n. 124 del 27-05-06 pagina 24
«Lo stop su Volare non ha conseguenze economiche» di Redazione Alitalia non rileva, allo stato, «conseguenze economiche» per la pronuncia del Consiglio di Stato sull’acquisto di Volare. Lo afferma in una nota in cui la compagnia risponde alle domande richieste dalla Consob. Sulle rotte per la Sardegna, la compagnia evidenzia che «le conseguenze economiche saranno correlate al differenziale economico scaturente dall’alternativo utilizzo, in corso di individuazione, delle risorse aziendali predispose a servizio delle rotte onerate». La compagnia evidenzia tuttavia che l’attività sulle rotte in onere di servizio «si valuta abbia ancora generato, nell’esercizio scorso, un significativo risultato operativo negativo e abbia fatto prevedere per il corrente anno un risultato operativo in sostanziale equilibrio economico». Alitalia afferma che sta valutando «le convenienti e idonee azioni per far valere in sede di giustizia e amministrativa la tutela delle proprie ragioni».ilgiornale |
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