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Vecchio 27-04-05, 09:36   #1 (permalink)
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VoIP, è diluvio

VoIP, è diluvio
In Italia una situazione inedita: il mercato si va frammentando in una quantità di diverse modalità, operatori ed offerte. Punto Informatico disegna il quadro di una revolution che avanza rapida. Parlano gli operatori

Un boom annunciato?

27/04/05 - Telefonia - Roma - Sull'Italia è pioggia di servizi VoIP. Gli operatori attivi sfiorano ormai la ventina, usciti come funghi, moltiplicati rispetto all'inizio dell'anno, quando è partita la corsa all'oro (punto-informatico.it/p.asp?i=51600) della telefonia su Internet. È come una moda, un business a cui tutti i provider vogliono accedere; pochi gli assenti, tra i quali spiccano Wind (www.libero.it), Tiscali (www.tiscali.it) e MC-link (www.mclink.it). Anche loro stanno però per adeguarsi al trend. Wind e Tiscali lanceranno le proprie offerte entro l'estate; MC-link tra un mese, come anticipa a Punto Informatico.

Questa abbondanza di provider e di offerte è un fenomeno particolare, tutto italiano: "non ho mai visto un mercato così frammentato...Negli altri Paesi europei ci sono due provider dominanti e gli altri sono rivenditori. Qui invece ne vedo tanti indipendenti, ognuno con un buon business davanti a sé", ha detto infatti Patrick Lelorieux, vice presidente EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa) di Linksys, divisione di Cisco Systems, una delle principali aziende del settore.

Sembrerebbe una fortuna per gli utenti, che così hanno più possibilità di scelta, in un labirinto di offerte in cui c'è però anche il rischio di perdersi; tanto più che in questi giorni a moltiplicarsi non sono soltanto i provider VoIP, ma anche le offerte di cui ciascuno di loro dispone.

Da oggi per esempio è disponibile "Chiama Free", la prima offerta tutta a consumo di Parla.it (www.parla.it), operatore del gruppo di France Telecom. Ne parla in anteprima a PI Enrico Noseda, il direttore marketing: "nell'offerta principale, Chiama L'Italia, c'è un canone che include illimitate chiamate nazionali; ora ne abbiamo una che invece non ha costi fissi e ciononostante dà gratis agli utenti un numero geografico nazionale". Il solo prefisso disponibile è per adesso lo 02 (mentre quasi tutti gli altri operatori VoIP permettono di scegliere numeri di qualsiasi città). "Stiamo aspettando che il Garante delle Telecomunicazioni si pronunci sulle regole per l'assegnazione dei numeri da usare con il VoIP. Nel frattempo, ci siamo quindi limitati ad acquistare una partita di numeri 02".

Le tariffe a consumo sono 1,9 cent al minuto, IVA inclusa, per chiamate nazionali, senza scatto alla risposta. Sono abbastanza competitive: Squillo, di NGI (www.ngi.it) chiede infatti 1,19 cent al minuto, più però 7,75 cent di scatto alla risposta e 5 euro al mese per il numero geografico (opzionale). Unidata non ha scatto alla risposta ed è uno dei pochi operatori, con Parla.it e Messagenet (www.freenumber.it), a dare gratis il numero geografico nazionale; però chiede 2,1 cent al minuto per le chiamate nazionali. Le tariffe verso i cellulari e le internazionali di Chiama Free sono come quelle di Chiama L'Italia (punto-informatico.it/p.asp?i=51600) e sono, né più né meno, in linea con il mercato. Adesso quindi Parla.it ha un piano commerciale a tutto tondo, provvisto di tariffe con e senza canoni. Con Chiama Free è necessario acquistare, a 98 euro, il modem-router di Parla.it, dotato di una porta che fa da adattatore VoIP dei normali telefoni. Chiama L'Italia permette invece di averlo in comodato d'uso gratuito.

Si noti che Parla.it è uno dei pochi operatori VoIP a usare un hardware proprietario, basato su protocollo H323; il più recente e ormai il più popolare è invece il SIP. La ragione? "Crediamo che l'H323 sia più robusto e affidabile", dice Eric LeBihan, amministratore delegato di Parla.it. "Non è vero, il SIP è ottimo. La verità è che così facendo Parla.it obbliga gli utenti a usare il proprio router. Con gli altri provider è invece possibile scegliere l'hardware di diverse marche", dice Luca Spada, amministratore delegato di NGI. "Mi rendo conto che per l'utente smaliziato può essere un limite, ma per l'utente di massa, che è il nostro target, è un vantaggio non avere l'imbarazzo della scelta su quale hardware acquistare. Uno dei punti di forza della nostra offerta è appunto l'installazione: semplice, guidata e automatica", ribatte Noseda. Questione di punti di vista e, forse, anche di target.

Parla.it non è un caso isolato: anche altri provider, presenti da mesi sul mercato, in questi giorni stanno rivedendo le proprie offerte per fronteggiare una concorrenza diventata via via più folta e agguerrita. Vira (www.vira.it) ha abolito i piani con scatto alla risposta e ora ne ha due, divisi per target: la famiglia e l'azienda. Vira Home è a consumo: le chiamate nazionali costano 1,7 cent al minuto, IVA inclusa. Vira Pro ha un canone di 23,88 euro al mese, dove sono inclusi 1.100 minuti di chiamate nazionali (su rete fissa) mensili. Oltre questa soglia, il prezzo è di 1,8 cent per le chiamate nazionali. È una tariffa che sembra sfidare la semi flat di Squillo, con cui si pagano 1,19 cent le chiamate oltre i 1.000 minuti inclusi nel canone di 19,90 euro al mese Iva inclusa.

Unidata (www.voice.uni.it) invece aggiornerà il listino entro l'estate: "permetteremo agli utenti che comprano la nostra Adsl di sottoscrivere offerte con un certo numero di minuti di chiamate nazionali inclusi nel canone. Inoltre abiliteremo, primi in Italia, l'addebito diretto su carta di credito", dice a Punto Informatico Fabio Romano, responsabile organizzazione di Unidata. Quasi tutti le offerte VoIP per consumatori permettono di pagare solo tramite traffico prepagato, acquistato online con carta di credito; Unidata fin dal lancio consente l'addebito tramite Rid su conto corrente. "Attivare un Rid è però laborioso, per questo motivo vogliamo abilitare l'addebito automatico sulla carta di credito inserita dall'utente nei nostri server sicuri", dice Romano. Gli operatori VoIP che si rivolgono alle aziende permettono di pagare anche con bolletta. Un'opzione che invece sono pochissimi operatori VoIP residenziali ad offrire: per esempio, Parla.it e Wooow (www.wooow.it).

Un'altra novità di questi giorni è che il VoIP, quasi un contagio nazionale, sta penetrando e conquistando anche gli operatori che finora non vi avevano creduto. Ecco il quadro.

I ritardari recuperano terreno

Tra gli operatori che arrivano ora ci sono i nomi di una miriade di piccoli provider; ma anche di grandi: è il caso di Colt (www.colt-telecom.it), uno dei principali operatori in fibra nazionali. A metà aprile ha lanciato un'offerta che include un'inedita flat europea rivolta alle grandi aziende (almeno 50 postazioni): 24,50 euro al mese Iva esclusa, per ogni utente, che comprendono illimitate chiamate nazionali e verso numeri di rete fissa in Paesi Colt, ossia Austria, Belgio, Francia, Danimarca, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

"Sono i Paesi dove abbiamo cablato la nostra decennale rete in fibra ottica e dove quindi possiamo raggiungere buone economie di scala sul traffico IP voce", spiega Achille De Tommaso, l'amministratore delegato. Per ogni utente l'azienda deve poi pagare 20 euro al mese IVA esclusa, che comprendono il noleggio di un telefono IP e del centralino virtuale, installato presso Colt. L'utente lo gestisce da remoto. Il vantaggio è che l'azienda non deve affrontare una spesa iniziale (per i telefoni e il centralino) per passare al VoIP. Sono caratteristiche analoghe a quelle dell'offerta VoIP di Elitel (www.elitel.it). "Tra un mese avremo un'offerta anche per le piccole e medie imprese", dice De Tommaso, a conferma che la guerra per il VoIP è appena cominciata.

A fare rumore ora e nei prossimi mesi sono e saranno anche i provider medio piccoli, molti dei quali si sono appena affacciati alla scena del VoIP. Tra quelli non citati in un precedente articolo (punto-informatico.it/p.asp?i=51600) di PI, ci sono Alcotek (www.alcotek.it), Ehiweb (www.ehiweb.it), Micso (www.micso.it), Netlab (www.talkho.it), NoCable (www.nocable.it) e SìADSL (www.sinphonia.it). Si distinguono, per l'originalità delle tariffe, Alcotek e Ehiweb. Il primo abbina il VoIP alla propria nuova offerta ADSL: a 34,90 euro al mese IVA inclusa dà un'ADSL 4.096/256 Kbps con 20 Kbps garantiti e, gratis ogni mese, 400 minuti di chiamate nazionali e 100 minuti verso i cellulari.

Ehiweb, come Digitel Italia (www.digitelitalia.com), si distingue invece perché fa pagare solo lo scatto alla risposta delle chiamate nazionali (il resto è gratis). È comunque abbastanza elevato: 12 cent, pari a circa 6 minuti di telefonata con Parla.it. Lo scatto è invece di 7,74 cent con Digitel Italia; inferiore a quello applicato da Squillo (7,75 cent), che in più fa pagare i minuti della telefonata nazionale, gratis invece con Digitel. Però Digitel non permette di scegliere l'hardware con cui chiamare, bensì obbliga a usare un kit telefonico omologato, venduto al prezzo di 200 euro IVA esclusa.

Alessandro Longo
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52527
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Vecchio 29-04-05, 11:47   #2 (permalink)
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Un VoIP dal cellulare
Un nuovo servizio di Rete Italy consente di chiamare a tariffe VoIP tramite il proprio cellulare, ulteriore segno della vitalità delle netcalls

29/04/05 - Telefonia - Torino - Rete Italy (www.reteitaly.com), operatore storico del settore, ha appena lanciato un servizio che permette di chiamare in VoIP da qualsiasi cellulare, qualunque sia il gestore telefonico utilizzato. Risparmiando così sulle chiamate all'estero (ma non sulle altre).

In realtà il servizio è un VoIP ibrido, perché sfrutta in parte la rete normale e in parte quella dati. Dopo avere sottoscritto l'offerta (che non prevede canoni) è possibile chiamare con il proprio cellulare, dall'Italia, uno speciale numero di rete fissa di Rete Italy, che funziona da centralino: instrada la chiamata da rete normale a quella VoIP di Rete Italy, verso il numero di destinazione, che l'utente deve inserire in un secondo momento. I due numeri (del centralino e del destinatario) vanno inseriti uno dietro l'altro, senza bisogno di digitare una password, poiché l'autenticazione dell'utente è automatica. Nel modulo sottoscritto quando ci si abbona, occorre infatti indicare il proprio numero di telefono di cellulare, così che Rete Italy possa autenticarlo e farlo passare in automatico nei propri sistemi.

I costi? Sono duplici: quello della chiamata al numero di rete fissa di Rete Italy (variabile a seconda del piano sottoscritto con il proprio operatore), più il prezzo della telefonata VoIP - 8,28 centesimi di euro al minuto, IVA inclusa e senza scatto alla risposta, verso Europa, Nord America e Hong Kong, per esempio. I prezzi VoIP sono gli stessi del servizio base di Rete Italy, con cui è possibile chiamare da telefono di casa o dall'ufficio.

Se da una parte c'è la scomodità di dover comporre prima il numero di Rete Italy e poi quello del destinatario, dall'altra in questo modo si risparmia sulle chiamate all'estero. Per esempio, con Unica New di Tim il prezzo per una chiamata verso gli USA è di 50 centesimi al minuto, più 16 cent di scatto alla risposta. Se l'utente Unica New chiama tramite Rete Italy paga invece 16 cent di scatto più 19 cent al minuto (IVA inclusa), che è il costo verso il numero di rete fissa, più gli 8,28 cent della telefonata VoIP. In totale, 27,28 cent, invece che 50 cent al minuto, con pari scatto alla risposta. È ovvio invece che non ha senso usare il VoIP di Rete Italy per telefonate ad altri cellulari o a numeri di rete fissa nazionali, perché in quel caso si pagherebbe doppia tariffa.

Rete Italy ha costruito il proprio business su questo tipo di VoIP, Phone to Phone, che non usa la connessione dell'utente a Internet ma che si basa su un centralino remoto. Però dal mese scorso ha anche un'offerta VoIP tramite ADSL, Integra (integra.reteitaly.com). Nessun operatore nazionale, invece, ha ancora un servizio VoIP basato su cellulari connessi a Internet. A differenza di quanto accade in Gran Bretagna (punto-informatico.it/p.asp?i=52435), dove British Telecom e Vodafone hanno lanciato un servizio che permette di chiamare tramite cellulare su rete Wi-Fi.
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52565
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Vecchio 02-05-05, 10:02   #3 (permalink)
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Skype debutta sugli smartphone
Una versione del celebre client di telefonia IP gira sugli smartphone basati su Windows Mobile: per ora consente unicamente di comunicare tramite messaggistica istantanea

02/05/05 - Telefonia & C. - Lussemburgo - Dopo essere diventato il client VoIP per antonomasia nel mondo dei personal computer, ad aver recentemente debuttato sui PDA, Skype ha ora portato la propria icona bianco-verde sugli smartphone Windows Mobile.

Una prima versione beta di Skype for Smartphone è stata annunciata la scorsa settimana sui forum di skype.com e può essere scaricata da qui. http://www.skype.com/go/getskype-smartphone L'attuale release preliminare manca della possibilità di effettuare chiamate vocali e fornisce esclusivamente le funzionalità di instant messaging.

Tarmo Tali, product manager di Skype, ha spiegato in questo post http://forum.skype.com/viewtopic.php?t=25340 che "la potenza della CPU e della connettività di rete dei telefoni attualmente sul mercato non è sufficiente per consentire chiamate vocali con Skype". Il manager ha tuttavia detto che il proprio staff "è al lavoro per ridurre l'uso della rete nella versioni future".

Tali ha avvertito gli utenti che, a seconda del numero di contatti presenti nella propria rubrica, l'attuale beta di Skype for Smartphone
può generare traffico per diversi megabyte al giorno anche in modalità stand-by: chi utilizza una connessione ad Internet a consumo dovrebbe dunque avvalersi dell'opzione che disconnette automaticamente Skype quando non è in corso alcuna chat.

"Skype si basa su di una piattaforma peer-to-peer e di natura richiede una maggiore comunicazione con gli altri peer rispetto ad un sistema di messaggistica basato su server", ha spiegato il manager di Skype.

La società lussemburghese ha già rilasciato una versione matura di Skype in grado di girare sui PDA Pocket PC basati sul sistema operativo Windows Mobile 2003: in questo caso le funzionalità di telefonia sono attive, ma il processore minimo richiesto ha un clock di 400 MHz. Di recente anche annunciato lo sviluppo di Skype per i PDA phone di i-mate, basati su Windows Mobile Pocket PC Phone Edition.
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52578
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Vecchio 03-05-05, 12:16   #4 (permalink)
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Tiscali, una falla nel VoIP
Segnalata da Punto Informatico e subito tappata dall'operatore. Permetteva di telefonare in tutto il mondo. Gratis

03/05/05 - Telefonia - Roma - Chiamare gratis in tutto il mondo, sfruttando un bug del VoIP di Tiscali: il sogno di ogni phreaker è stato realtà, fino alla settimana scorsa. Bastava impostare l'indirizzo IP di un server Tiscali (www.tiscali.it) in un adattatore o un telefono IP per poterli usare e chiamare gratis ovunque. L'hanno scoperto alcuni utenti e l'hanno segnalato a Punto Informatico nei giorni scorsi. Tiscali, avvisata, ha chiuso la falla nel giro di 24 ore, guastando la festa a chi, in questo modo, chiamava gratis da settimane o addirittura da mesi.

Il problema era rilevante, perché la notizia circolava ormai nei newsgroup e per sfruttare la falla bastava usare una connessione di Tiscali; non servivano insomma conoscenze da phreaker ma solo la capacità di impostare un indirizzo IP nella finestra di configurazione dell'adattatore o del telefono VoIP usati.

In particolare, bisognava inserire come gateway il 213.205.4.83, con porta 5060, senza far la registrazione del client. Il server infatti non richiedeva alcuna user name o password per fare passare il client e permettergli di chiamare.

Come segnalano fonti vicine a Punto Informatico, il trucco è stato provato con successo su vari dispositivi VoIP: il Grandstream BudgeTone 102, il Cisco Ata 186, il Fritz Box Fon, il Lynksys Pap2. Per scoprire l'indirizzo del server fallato, pare che gli utenti abbiano analizzato, con uno sniffer, il traffico che passa per la propria scheda di rete mentre si usa l'applet del sito netphone.tiscali.it. Quell'indirizzo di server è quindi relativo a Netphone, storico servizio VoIP di Tiscali, con cui, ufficialmente, è possibile fare e ricevere chiamate; ma, sempre ufficialmente, solo tramite PC e verso numeri di rete fissa nazionale. Invece, sfruttando questa falla, si poteva chiamare in tutto il mondo tramite adattatore o telefono VoIP, se si era connessi con Tiscali.

Se la connessione era con un altro operatore, la chiamata partiva, il telefono di destinazione squillava, ma non si sentiva l'audio, come segnalato a Punto Informatico. Un altro aspetto curioso della vicenda è che il server fallato era SIP, mentre NetPhone, tradizionalmente, è basato su protocollo VoIP H323, che è meno recente, ma era quello in voga fino a un paio di anni fa.

Se non fosse stato un server SIP, non avrebbe potuto funzionare con gli adattatori e con i telefoni VoIP testati, che usano infatti questo standard. La presenza di un server SIP è segno, forse, dei lavori in corso che Tiscali sta facendo in questi giorni per il lancio (previsto nei prossimi mesi) di un servizio VoIP completo, più evoluto rispetto a NetPhone, e che funzioni anche con telefoni normali forniti di adattatori.

"Ci teniamo a specificare", dice infatti un portavoce di Tiscali, rispondendo alla segnalazione del bug, "che è importante non confondere il servizio Netphone con il servizio Voice Over IP di prossimo lancio. La differenza sostanziale è che Netphone di Tiscali permette di effettuare chiamate voce da telefono a PC, da PC a telefono e da PC a PC, mentre il servizio di VoIP che verrà prossimamente lanciato permette di effettuare chiamate voce da telefono a telefono ed usa una piattaforma completamente diversa".

Sono invece assai generiche le spiegazioni fornite da Tiscali riguardo al bug scoperto dai lettori di Punto Informatico. In sostanza, l'operatore si trincera dietro l'affermazione secondo cui nessun sistema di sicurezza è perfetto. "Tiscali Italia applica di regola adeguate misure di sicurezza messe a punto sulla base dei numerosi e particolarmente rigidi test effettuati durante tutta la fase di sviluppo dei servizi fino al loro rilascio. Questo permette alla società di limitare al massimo qualsiasi tipo di "attacco". Ovviamente, come avviene per tutti i prodotti/servizi con una forte componente tecnologica, esistono alcuni momenti di maggiore vulnerabilità che tipicamente emergono, come in questo caso, durante le fasi di migrazione o aggiornamento dei servizi. In tali casi si adotta il principio di azione-reazione immediata appena si identifica il problema. In linea generale dunque, Tiscali Italia è proattiva nell'ambito della sicurezza dei propri servizi, fermo restando che il termine sicurezza al 100 per cento è sostanzialmente "utopico"."

Alessandro Longo
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52618
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Vecchio 04-05-05, 11:20   #5 (permalink)
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Sempre più VoIP in città
Ariatel cavalca l'onda del successo del Voip e offre agli utenti la possibilità di divorziare da Telecom Italia. Occhio alla banda minima

04/05/05 - Telefonia - La Spezia - Continua la corsa degli operatori per accaparrarsi una fetta del nascente mercato VoIP; l'ultima mossa in questo senso è di Ariatel (www.ariatel.it) che offre servizi sia per i clienti business sia per i privati. Ariatel consente, come tutte le altre offerte in circolazione (punto-informatico.it/p.asp?i=52527), il distacco dell'utenza da Telecom Italia (www.telecomitalia.it) oppure di avere una linea aggiuntiva VoIP.

Ariatel vende il VoIP come opzione di un'offerta ADSL a 4.096/256 Kbps, che costa 39 euro al mese.
Sono tre le tariffe alternative per il VoIP. "Ricaricabile" non prevede costi di attivazione ma il pagamento di un canone annuale di 50 euro che dà diritto ad un numero geografico da attivare sulla connessione ADSL di qualunque operatore; le ricariche, i cui tagli vanno dai 25 ai 100 euro, possono essere effettuate direttamente online e le chiamate nazionali vengono tariffate 1,15 centesimi di euro al minuto a qualsiasi ora e giorno con scatto alla risposta di 7,5 centesimi.

La tariffa Flat5 prevede invece un costo mensile di 15 euro ed offre il numero geografico e la possibilità di chiamare, indipendentemente dalla durata della telefonata, ad un costo fisso di 5 centesimi

La soluzione One Solution è invece pensata per chi decide di sostituire del tutto Telecom con Ariatel; con 50 euro al mese fornisce il collegamento ADSL e la possibilità di chiamare numeri fissi nazionali e locali a 5 centesimi di euro indipendentemente dalla durata della conversazione.

Sono invece a disposizione dei clienti business cinque diverse opzioni, in relazione alle diverse esigenze aziendali.
Tutte le chiamate verso cellulari vengono tariffate 21,8 centesimi di euro al minuto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18.30 e il sabato dalle 8 alle 13 mentre nelle restanti fasce orarie scatta la tariffa ridotta per cui ogni chiamata è tariffata 15 centesimi al minuto. Per tutte le chiamate verso cellulare, l'addebito alla risposta è di 12,5 centesimi.
Le tariffe delle telefonate internazionali cambiano in relazione al Paese chiamato ma per tutte è previsto il pagamento di uno scatto alla risposta di 15 centesimi.

Ariatel dunque, come molti altri operatori anche piccoli, cavalca l'onda del successo riscosso dalla tecnologia Voice-Over-Ip che, secondo una ricerca In-Stat, dovrebbe raggiungere la maturità completa entro il 2014: dunque entro 10 anni la maggior parte dei servizi di telefonia viaggeranno sul Web e a beneficiare di questa situazione saranno sia gli utenti che le aziende e le pubbliche amministrazioni.

Abbinare l'ADSL 4 Mbps a un VoIP è un'idea che è già venuta al provider Alcotek (www.alcotek.it). L'idea, marketing, che si vuole trasmettere è forse che il VoIP funzionerebbe al meglio grazie all'alta banda di picco di queste ADSL. È però un ragionamento poco condivisibile, visto che sono ADSL dotate di solo 20 Kbps di banda garantita (punto-informatico.it/p.asp?i=52137). E questo, più della banda di picco, è il valore importante per garantire la qualità di una telefonata VoIP. C'è bisogno infatti di un'ADSL che dia, stabilmente, almeno 30-40 Kbps simmetrici di banda disponibile per la chiamata.
A questo scopo, per il VoIP sono consigliabili ADSL con almeno 32 Kbps garantiti.
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52634
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Voip, tre proposte per la telefonia

Elettronica Sillaro presenta le soluzioni Micronet per le comunicazioni aziendali attraverso Internet


Il Voip si può senz'altro definire come un’infrastruttura alternativa per le comunicazioni telefoniche. Di fatto, in sostituzione delle comuni linee telefoniche pubbliche o private (centralini), si utilizzano le reti dati che sfruttano il protocollo TCP/IP tipico di Internet e delle Intranet aziendali per il trasporto delle informazioni.
I vantaggi per un’azienda che utilizza il Voip sono notevoli. Il risultato dell'adozione di questa tecnologia da parte di un'impresa, infatti, si traduce in un grande risparmio o addirittura nell'annullamento dei costi per le comunicazioni vocali.
In pratica si ha immediatamente una riduzione dei costi di comunicazione, l’integrazione semplice, grazie all'utilizzo della stessa rete dati, anche per la trasmissione del traffico voce e, inoltre, le organizzazioni e le aziende con più sedi hanno la possibilità di comunicare fra loro a costo zero.
Infine, c’è un forte abbattimento dei costi per le chiamate internazionali per le aziende e Organizzazioni con sedi in paesi internazionali differenti.
Elettronica Sillaro distribuisce diverse soluzioni di questo tipo firmate Micronet:
[KIT BRANCH OFFICES]
Collegamento fra sedi distaccate di una stessa azienda. Dedicato alle aziende con sedi distaccate che hanno bisogno di comunicare fra di loro e vogliono farlo azzerando i costi telefonici.
La soluzione proposta richiede semplicemente l'interconessione fra le sedi (internet o intranet) e la presenza, in ogni sede, di un centralino telefonico.
I dispositivi VoIP creano il collegamento fra i due centralini, "deviando" le chiamate interne sulla infrastruttura di rete[.KIT extCREATE]
Estensione del collegamento telefonico e fax ad una sede distaccata. E’ possibile aggiungere degli interni alla rete telefonica aziendale, senza stendere cavi e in assenza di cavo telefonico. Il VoIP è anche questo. Infatti se c’è la necessità di inserire delle postazioni telefoniche in una sede distaccata collegata in rete (Internet o Intranet) con la sede principale, sarà sufficiente utilizzare il kit extCreate e i nuovi telefoni lavoreranno come normali interni telefonici.
[KIT FREEPHONE]
Collegamento telefonico gratuito fra 2 qualsiasi postazioni remote. Se è presente un abbonamento ADSL flat le telefonate sono gratis in tutta Italia a qualsiasi ora. Questa soluzione può essere installata ovunque per collegare due postazioni (case, uffici,..) dotate di abbonamento internet ADSL. Funziona con qualsiasi abbonamento ADSL, anche con IP dinamico.
Elettronica Sillaro è stata fondata nel 1977 a Castel San Pietro Terme e nel 1979 ha inaugurato la prima produzione esclusiva. Nel 1982 Sillaro ha cominciato a proporre i propri prodotti dedicati alla memoria Ram e alla comunicazione seriale e parallela, di cui le schede multifunzione SUPER4 costituiscono il prodotto di punta. Attualmente l'azienda occupa uno staff di 30 persone e propone al mercato soluzioni di elevata qualità con le linee di prodotto: Networking, Prodotti di Comunicazione, Memorie. Nel 2002 ha creato Safe Age, una business unit interamente dedicata al mondo dello Storage e Sicurezza che raggruppa sotto il suo marchio importanti brand del settore. Sillaro è stata nominata Distributore n.1 di Kingston Technology per 3 anni di seguito, dal 2001 ad oggi; rappresenta Micronet in esclusiva per l’Italia e conta fra i suoi fornitori vendor come Lava, Computer Associates, NetASQ e Sony. Il fatturato ha superato i 20 miliardi nel 2001 ed ha continuato a crescere ad un ritmo del 1015% annuo fino a raggiungere i 15 milioni di Euro nel 2004. Il commercio elettronico, attivo dalla fine del 2002, ha contribuito a questi incrementi.
(M.d.A.)


http://www.repubblica.it/supplementi...026fokone.html
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Vecchio 16-05-05, 08:26   #7 (permalink)
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VoIP, fine del far west italiano?
Il Garante TLC potrebbe introdurre regole che equiparano i servizi VoIP a quelli voce tradizionali su rete fissa. Ma non c'è ancora nessun accordo tra le parti. Quali obblighi per gli operatori?

16/05/05 - Telefonia - Roma - Possibilità di chiamare i servizi di emergenza (113,112...), portabilità del numero, identificativo chiamante: sono alcune delle cose che il VoIP al momento in Italia non può fare ma che potrebbe permettere in futuro. È quanto si propone il Garante delle Telecomunicazioni (www.agcom.it). L'ha esposto in un documento presentato il 12 maggio agli operatori riuniti.

L'obiettivo è applicare ai servizi VoIP le stesse regole in vigore nel mercato della telefonia fissa tradizionale. Obbligo quindi di concedere la portabilità di un numero VoIP all'utente che vuole cambiare operatore, per esempio (adesso c'è solo la portabilità da fisso a VoIP, né l'inverso, né da VoIP a VoIP). Oppure la preselezione automatica. O l'interoperabilità dei servizi (chiamate tra utenti VoIP di operatori diversi). Sono regole ormai assodate per i servizi voce tradizionali e che ora si cerca di trasferire, in qualche modo, anche nei servizi VoIP.

Diventano sempre più necessarie man mano che il mercato VoIP matura e si affolla di operatori (punto-informatico.it/p.asp?i=52527). Adesso è allo stadio di far west o quasi. Prova ne sia che non è ancora definito in modo esplicito l'obbligo per gli operatori di permettere alle forze dell'ordine di intercettare le chiamate degli utenti. È uno degli elementi che il Garante ha voluto inserire nelle proprie linee guida per il futuro. Una questione delicata già avanzata negli USA dall'FBI (punto-informatico.it/p.asp?i=47390).

Attenzione, però, il documento non è ancora ufficiale. Non si sa quando queste linee guida potranno essere applicate al mercato, poiché manca ancora un accordo tra le parti: "In riunione non c'è stata convergenza tra gli operatori sulle posizioni espresse dal Garante in quel documento", spiega a Punto Informatico Stefano Quintarelli, presidente di AIIP (www.aiip..it), la principale associazione dei provider italiani. "Per riassumere, gli ISP sono più vicini a Telecom Italia che agli altri operatori telefonici (OLO) su alcuni temi (numerazione) e più lontani su altri (interoperabilità)".

Per esempio: adesso le regole vogliono che gli operatori VoIP non possano di per se stessi assegnare numeri geografici; quando lo fanno si appoggiano infatti a OLO, operatori dotati di licenza e di centrale telefonica. Tra i più usati dagli operatori VoIP, a riguardo, c'è Eutelia (www.eutelia.it). Passare dagli OLO costa, però, il che si riflette nei canoni mensili chiesti da quasi tutti gli operatori VoIP agli utenti che vogliono numeri geografici. Gli operatori VoIP vorrebbero non avere bisogno degli OLO, che però non sono d'accordo a cambiare questo stato di cose; da qui le divergenze.

Sono temi che il VoIP dovrà affrontare per dirsi davvero maturo, in Italia, e per dare un servizio migliore e più economico al pubblico. Attendere oltre sarebbe rischioso: la crescita del mercato VoIP, se non supportata da regole chiare, potrebbe portare a squilibri e anomalie, tali da impattare anche sul mondo della telefonia fissa tradizionale. Per esempio: al momento Telecom non deve concedere agli altri operatori portabilità e interconnessione sui numeri aggiuntivi assegnati con il servizio Alice Mia (www.alicemia.it). Se l'utente cambia operatore (passando a Wind o a Fastweb), perde quei numeri; è in ogni caso obbligato a usarli con i servizi e le tariffe di Telecom (e non di Tele2, per esempio). È in virtù dell'obbligo all'interconnessione, infatti, che un utente Telecom può telefonare con Tele2, Tiscali o Infostrada. L'anomalia del VoIP in questo caso fa comodo a Telecom. Potrebbe ingigantire gli squilibri presenti nel mercato di rete fissa man mano che cresce il numero di utenti.

Resta inteso che, nelle intenzioni del Garante, le nuove regole non si applicheranno agli operatori che fanno un VoIP semplice, senza numeri di telefono assegnati, e che permettono di chiamare solo via computer.

Alessandro Longo
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52811
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Vecchio 16-05-05, 08:28   #8 (permalink)
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Meno di 20 euro per un'ADSL
Tiscali rende disponibile un'offerta VoIP e un'ADSL a 19 euro al mese. Quest'ultima però solo per gli utenti shared access, tecnologia destinata forse a segnare il futuro dell'ADSL italiana

16/05/05 - Telefonia - Cagliari - Alla fine ce l'ha fatta Tiscali (www.tiscali.it) a lanciare la propria offerta VoIP. L'ha dotata di due opzioni flat e una a consumo e la renderà disponibile da questa settimana. Da circa sei mesi diceva che sarebbe arrivata "presto"; e nel frattempo il mercato si è affollato di offerte dei concorrenti (punto-informatico.it/p.asp?i=52527). L'entrata di Tiscali non fa quindi poi tanto rumore, soprattutto perché le tariffe poco si discostano da quelle dei concorrenti. Le opzioni flat, per esempio, sarebbero apparse originali se fossero state lanciate qualche mese fa.

Deve averlo pensato la stessa Tiscali, visto che, per richiamare l'attenzione, ha accompagnato il lancio del VoIP con quello di una nuova ADSL. È ora la più economica sul mercato: 19 euro al mese IVA inclusa, flat rate, e a 1.280/256 Kbps. Scende inoltre a 34,95 euro al mese l'ADSL 12 Mbps. Entrambe sono però rivolte a chi è coperto da shared access, che adesso raggiunge il 30 per cento degli utenti presso cui arriva l'ADSL di Telecom Italia. Questa quota non è quindi pari al 30 per cento della popolazione totale italiana, ma è di meno: è il 30 per cento dell'83 per cento degli abitanti (quest'ultima è infatti la percentuale di popolazione coperta da ADSL di Telecom). La quota sarà del 50 per cento entro il 2005, prevede l'operatore.

A chi non è raggiunto da shared access, Tiscali intende dare un contentino, come annunciato venerdì: un'ADSL 4 Mbps, a 29,95 euro al mese IVA inclusa. Sono 10 euro in meno rispetto al canone di Alice 4 Mbps. Tiscali 4 Mbps è però basata sul listino all'ingrosso stabilito da Telecom per le ADSL a 4 Mbps, che prevede circa 20 Kbps di banda garantita. Alcuni provider hanno quindi espresso forti dubbi (punto-informatico.it/p.asp?i=52137) che ne possano derivare connessioni di qualità.

Gli utenti shared access sono favoriti, da Tiscali, anche sul piano del VoIP. Solo per loro, infatti, è disponibile la tariffa a consumo, oltre alle due flat rate, per telefonare via Internet. Gli utenti non coperti da shared access possono invece abbonarsi solo a queste due, quindi in ogni caso sono costretti a pagare un canone.

La ragione, come conferma un portavoce di Tiscali a Punto Informatico, è che gli utenti in unbundling danno maggiori profitti e quindi l'operatore può permettersi di servire loro il VoIP senza avere un'entrata fissa assicurata. In ogni caso, unbundling o no, bisogna essere utenti dell'ADSL di Tiscali per attivarne il VoIP.

La scelta di dedicare il VoIP ai propri utenti ADSL è piuttosto inconsueta nel mercato degli operatori che si rivolgono al pubblico di massa. L'offerta a consumo ha tariffe abbastanza in linea con il mercato (forse appena più basse della media): 1 cent al minuto le urbane, 3 cent le interurbane. Scelta che farà discutere, visto che la differenza tra urbane e interurbane, con il VoIP, è un non senso tecnologico. C'è anche uno scatto alla risposta, di 7,75 cent. La flat che comprende illimitate chiamate nazionali costa 19 euro al mese (89 cent in meno di Parla.it (www.parla.it), che Tiscali sembra così sfidare). La semi flat costa 19 euro al mese e comprende 600 minuti di chiamate nazionali. L'eccedenza si paga come nel piano a consumo. In tutti i piani, per le chiamate verso i cellulari il prezzo è di 21 o 14 cent, a seconda se si chiama in fascia piena o ridotta, più 12,5 cent alla risposta.

Alessandro Longo
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52808
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Vecchio 17-05-05, 10:29   #9 (permalink)
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Il VoIP flat di Telecom Italia
In sordina, esce un'offerta che solleva già polemica tra gli operatori: un canone di 15 euro al mese permette chiamate illimitate gratuite tramite ADSL. Anche per chi l'ADSL ce l'ha a consumo

Roma - Quando vuole, Telecom Italia sa rinunciare a modelle e a corridori ed essere discreta, perfino e soprattutto se si tratta di lanciare un'offerta destinata a fare tremare il mercato: una flat rate VoIP rivolta agli utenti Alice che sottoscrivano i servizi Alice mia. A 15 euro al mese IVA inclusa (più i 4,95 euro di Alice Mia) è possibile fare illimitate chiamate nazionali, inviare infiniti SMS e MMS verso qualsiasi numero di rete fissa di Telecom Italia, purché si usino i telefoni associati ai cinque numeri aggiuntivi creati con Alice Mia. L'offerta flat è apparsa nei giorni scorsi sul sito di Alice, semi nascosta, in basso nelle pagine e con caratteri minuscoli. Ha acquisito il nome di Alice Mia Voce, dopo essersi chiamata per un po' di tempo Alice Mia Full Services.

L'aspetto eccezionale dell'offerta non è il canone: Parla.it e Tiscali ne chiedono uno inferiore, 19,89 e 19 euro al mese rispettivamente, per fare illimitate chiamate nazionali. Ciò che soltanto Telecom Italia riesce al momento a fare, poiché proprietaria della rete, è un'altra cosa: un piccolo gioco di prestigio. Permettere anche agli utenti con ADSL a consumo di chiamare in VoIP a tariffa flat, con Alice Mia Voce. Ossia senza pagare il tempo di connessione quando telefonano.

Già: gli utenti a consumo sono il grosso del parco ADSL, 75 per cento delle linee, quota che diventa circa il 95 per cento se si considerano solo quelle attivate presso famiglie. Adesso questi utenti hanno un'offerta che riesce a conciliare l'inconciliabile. Quando navigano, pagano a consumo. Quando alzano il telefono collegato al router Alice Gate (portato a casa dell'utente Alice Mia) continuano a sfruttare la connessione ADSL, "ma su un canale virtuale a parte, always on e a tariffa flat", spiega a Punto Informatico Guido Tripaldi, membro del consiglio direttivo dell'AIIP (l'associazione dei principali provider italiani) ed esperto di servizi VoIP. "Così Telecom può rivolgersi al grosso del mercato ADSL, precluso a noi operatori alternativi: quello delle connessioni a consumo", aggiunge.

Com'è noto, quando chiama con il VoIP, l'utente paga sia le chiamate sia la connessione. "Per questo motivo", nota Tripaldi, "sarebbero servizi destinati ad attecchire soltanto presso gli utenti con connessioni flat...che però sono una piccola parte del totale. Il grosso degli utenti, grazie ad Alice Mia, rischia di finire in mano a Telecom".

Certo, i provider non ci stanno a subire quella che considerano "una mossa anticoncorrenziale". Il mese scorso hanno inviato, attraverso l'AIIP, una diffida a Telecom contro la flat Alice Mia, le cui caratteristiche erano infatti note loro già da aprile. Ne era apparsa una fuggevole notizia sul sito 187.it, poi cancellata. Ed era stata inclusa nelle slide del discorso fatto da Riccardo Ruggiero, amministratore delegato Telecom, durante la presentazione dei piani industriali. Curioso: Alice Mia Voce, all'epoca "Full Services", appare nelle slide ma non è descritta a voce da Ruggiero, che invece si è soffermato sul passo successivo in programma: nei prossimi mesi il VoIP di Telecom sarà lanciato anche all'utenza business. Si noti che a Telecom, comunque, la parola VoIP non piace: non appare nemmeno una volta sul sito. Alice Mia, per il grande pubblico, non è chiamata VoIP. Tale è descritta soltanto nel discorso di Ruggiero.

Tentennamenti? C'è chi ritiene che a Telecom non convenga istruire il grande pubblico su questa alternativa alla rete fissa tradizionale. Basta peraltro una ricerca in rete per scoprire una molteplicità di operatori, che magari permettono di avere il VoIP senza la linea e il canone di Telecom.

La questione, com'è ovvio, è aperta. La diffida degli operatori non ha sortito effetti, l'offerta alla fine è apparsa sul sito; sebbene, forse per prudenza e per evitare ulteriori polemiche, sia stata lanciata senza fare troppo rumore. L'AIIP aveva chiesto a Telecom di rinunciare alla flat VoIP; o almeno di lasciare gli utenti Alice Mia liberi di scegliere di telefonare con qualsiasi operatore VoIP tramite quel canale virtuale always on. Così anche i concorrenti avrebbero potuto sfruttarlo per rivolgersi all'utenza dotata di ADSL a consumo.

Al momento la situazione è in sospeso, non si sa se la proposta degli operatori sarà accolta. Né Telecom risponde a Punto Informatico, che, già venti giorni fa aveva chiesto una replica alle accuse fatte dagli operatori ad Alice Mia Voce.

I rischi in ballo sono però facili da immaginare e hanno anche tratti paradossali. Il VoIP nelle mani dei provider ancora fino a pochi mesi fa poteva essere pensato come l'arma con cui sarebbe stato forse possibile scardinare gli equilibri della telefonia fissa tradizionale; adesso invece già minaccia di apparire come la possibile futura contrada, una delle tante, del regno di Telecom Italia. Essere i soli operatori a potersi rivolgere agli utenti dotati di ADSL a consumo può avere infatti un effetto dirompente sul mercato.

Il punto è che le regole, nel settore VoIP, sono in ritardo. Telecom può sfruttare questo stato di far west per accumulare quote di mercato e mettere in ginocchio i rivali; quando, eventualmente, sarà costretta ad aprire Alice Mia ai concorrenti potrebbe essere troppo tardi, i giochi saranno fatti. E allora, se i concorrenti saranno deboli, si potrà persino permettere di alzare i prezzi del VoIP, equipararli a quelli della telefonia fissa. La novità sarà ridotta ai vecchi schemi del business.

Il rischio per gli utenti, secondo qualcuno, è quello di vedersi strappate le promesse del VoIP sotto il naso. Non solo. Il VoIP già si è trasformato per Telecom in un'opportunità, da minaccia che poteva essere per il business tradizionale.

"Su quei numeri aggiuntivi di Alice Mia Telecom non è tenuta a rispettare gli obblighi che le sono stati imposti, in quanto operatore dominante, nel settore della rete fissa", spiega Tripaldi. Per esempio, non c'è portabilità dei numeri aggiuntivi di Alice Mia: o con Telecom o niente. Gli utenti che non vorranno perderli non cambieranno operatore. Una fetta dell'utenza verrebbe così bloccata, in barba alle esigenze del libero mercato.

Alessandro Longo

http://punto-informatico.it/pi.asp?i=52849
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Vecchio 19-05-05, 10:16   #10 (permalink)
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Si aprono spiragli per la VoIP flat di Telecom
I provider dicono: Telecom Italia ha deciso di fissare una riunione con noi per affrontare la questione. Ha contribuito alla svolta, forse, l'articolo di due giorni fa su Punto Informatico

Roma - Evolve la questione dell'offerta VoIP flat, di cui ha parlato in esclusiva Punto Informatico due giorni fa. Ora c'è una prima mano tesa da parte di Telecom Italia ai provider. A segnalarlo a PI è Stefano Quintarelli, presidente di AIIP (l'associazione dei principali provider italiani), che spiega: "oggi sono stato contattato da un responsabile di Telecom, che si è detto disposto a un incontro, credo nei prossimi giorni, per ascoltare le nostre ragioni sulla questione Alice Mia Voce". Sulla quale, come segnalato sono numerose le rimostranze espresse dai provider: la definiscono, in una parola, anticoncorrenziale.

AIIP aveva mandato a Telecom una diffida, a riguardo, di cui ora si discuterà in riunione; però la diffida risale a circa un mese fa: curiosa coincidenza vuole che la situazione si sia sbloccata proprio due giorni dopo l'uscita dell'articolo di Punto Informatico. Avrà contribuito a convincere Telecom ad agire? "È probabile", dice Quintarelli.

Che cosa chiederanno i provider a Telecom durante la riunione? Soprattutto "di avere l'interoperabilità con i numeri di Alice Mia". In soldoni, vogliono che i propri utenti VoIP possano chiamare via ADSL quei numeri aggiuntivi creati con Alice Mia.

È un nodo cruciale: "se non ci sarà interoperabiltà, tutti gli utenti VoIP potrebbero finire in mano a Telecom", spiega Quintarelli. Perché? Per una combinazione di fattori. Telecom ha il 70 per cento del mercato ADSL. Alice Mia funziona soltanto su ADSL Telecom. I clienti Alice Mia si possono chiamare tra loro gratis, via ADSL (lo stesso accade tra utenti di altri operatori VoIP). Un utente VoIP di Squillo, Parla.it o Tiscali (per esempio) scoprirà presto che molti dei propri amici sono utenti di Alice Mia (vista la forza di mercato di Telecom nell'ADSL e il fatto che non si può avere Alice Mia senza Alice ADSL). Se non potrà chiamarli, mancando l'interoperabilità tra servizi, sarà tentato di passare ad Alice Mia, per finire quindi nel gruppo più folto di utenti che possono chiamarsi tra loro gratis. Conseguenza: abbandonerà il proprio operatore e passerà a Telecom sia per il VoIP sia per l'ADSL. In più, abbandonerà eventuali propositi di disdire la linea di Telecom e di passare a Wind o a Fastweb; o di chiamare solo con cellulare o tramite VoIP su linea aggiuntiva. Alice Mia e Alice ADSL non possono vivere, infatti, senza contratto di linea fissa Telecom. Nasce un circolo vizioso (per i concorrenti) e virtuoso (per Telecom).

I due fattori si influenzerebbero a vicenda, infatti: il pubblico di Alice Mia diventerebbe sempre più folto e per gli utenti ci sarebbero sempre meno motivi per abbonarsi a operatori alternativi. Senza l'interoperabilità dei servizi, Telecom potrebbe prendere tanti piccioni con una fava: dominare il mercato VoIP, rafforzare la propria supremazia in quello dell'ADSL e della telefonia fissa tradizionale. Il rovescio della medaglia è che perderebbe un po' di entrate se gli utenti prendessero a chiamarsi tramite VoIP invece che con la rete normale; però riuscirebbe così a salvaguardare i canoni riscossi per la manutenzione della linea, che sono una parte consistente dei ricavi totali. Il che non è male, soprattutto visto che il mercato voce su fisso è in saturazione, con margini di profitto in costante declino, come denunciato dal bilancio trimestrale di Telecom pubblicato a maggio.

Problemi e rischi noti ai provider, che infatti "già da tempo hanno chiesto a Telecom di concedere l'interoperabilità VoIP. Ci hanno risposto che possiamo farlo passando dalla rete telefonica pubblica, invece che su IP. È come se un nostro utente per mandare una mail a un loro utente, dovesse passare da un fax. Antieconomico, ingiustificato dal punto di vista tecnologico e limitativo dell'innovazione (videochiamate, instant messaging, file transfer eccetera)".

Secondo AIIP, il caso di Alice Mia Voce è l'ultimo di una serie di vicende incentrate sul VoIP, nelle quali "Telecom Italia ha sempre prima accelerato e poi fatto brusche frenate", racconta Quintarelli.

Primo esempio: "l'anno scorso Telecom ha accelerato portando sul mercato il telefono di Alice; come AIIP abbiamo chiesto a Telecom di consentire ai nostri associati di interoperare. Il risultato è stato che piuttosto di cooperare, Telecom ha frenato preferendo ritirare l'offerta dal mercato".
Secondo: "a dicembre ci ha detto che le linee "DSL solo Dati" (che sono l'intelaiatura su cui si poggia la VoIP) non le avrebbero più fornite. Più che una frenata, una retromarcia. A gennaio ci hanno detto "ci siamo espressi male, continuiamo a darle" (forse, perché sarebbe stato illegale)". Opinione di AIIP è che "queste successive accelerazioni e frenate, da parte di un colosso come Telecom, generano confusione nel mercato e anche sfiducia nella tecnologia, come ci riportano dei clienti di alcuni associati. È un peccato perché con questo comportamento ondivago non si favorisce l'innovazione tecnologica in Italia".

Alessandro Longo

http://punto-informatico.it/servizi/ps.asp?i=52907&r=PI
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