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Tremonti: ‘coste ai privati’
Tremonti: ‘coste ai privati’. Legambiente risponde: 'proposta senza senso'
26/04/2005 - 17:21 Legambiente: 'la vendita dei litorali non e' ne' finanza ne' creativa'. "Ma sì, vendiamo spiagge e coste e lanciamo una decina di gare d'appalto per la costruzione di aeroporti a quattro piste nel meridione. Con l'aggiunta del condono edilizio già varato dallo stesso Tremonti, il turismo se ne gioverà senz'altro!". Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, boccia con sarcasmo le proposte del vicepremier Tremonti sulla vendita delle coste ai privati per rilanciare il turismo nel sud Italia. "La vendita dei litorali non è né finanza, né creativa. E' una provocazione di pessimo gusto o la proposta di una mente monomaniacale - continua Della Seta -. Il neovicepremier non ha aspettato quarantott'ore per rilanciare progetti di vendita del demanio, ai quali aveva dimostrato di essere affezionato già ai tempi della Patrimonio Spa.". "E' difficile che questo progetto di Tremonti possa attecchire - prosegue il presidente di Legambiente - ma le sue parole inquietano ugualmente perché indicano una delle vie che questo governo predilige. Un'idea di sviluppo suicida, esattamente opposta a quella che i fatti stanno dimostrando sia giusta. Il rilancio della nostra economia non passa attraverso la svendita del territorio e la distruzione delle risorse ma attraverso una loro tutela. E' la qualità che premia il turismo e porta soldi all'Italia, non le colate di cemento in riva al mare" . HC 2005 - redattore: NZ http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=495 Privatizzazione spiagge: prime reazioni dalle regioni spiagge 26/04/2005 - 17:33 Sardegna: "Le spiagge costituiscono patrimonio e bene indisponibile della comunità nazionale". Campania: "Dopo quattro anni di silenzio assordante del governo Berlusconi sul turismo, ora se ne escono con la vendita delle spiagge". Indignate dalla proposta del neo vicepremier Tremonti di vendere le coste italiane ai privati, le regioni italiane non hanno esitato a denunciare il loro dissenso. L'Assessore all'Urbanistica della regione Sardegna, Gian Valerio Sanna ha dichiarato: "La proposta del Ministro, valutata quale esigenza di far quadrare i conti nazionali, è una ipotesi abbastanza grave dal punto di vista della sottovalutazione da parte dello Stato che le spiagge costituiscono patrimonio e bene indisponibile della comunità nazionale, che mal si presterebbero ad una attività di compravendita, mentre invece andrebbero tutelate e valorizzate: esattamente quello che sta facendo in questo momento la Regione Sardegna". L'Assessore Sanna ha, inoltre, lanciato una provocazione: "Noi vogliamo infatti conservare i litorali per tutelarli, e quindi paradossalmente saremo interessati persino ad acquistarli se fosse necessario". E ha aggiunto: "Lo Stato in ogni caso non potrebbe certo vendere le spiagge, prima di tutto perché ci sono delle norme legislative che non lo consentono; così come anche una apposita norma statutaria prevede che tutti i beni dello Stato che non trovassero più utilità potrebbero essere ceduti direttamente alla Regione e quindi noi saremo i recettori a titolo gratuito di quello che Tremonti vorrebbe vendere". Neppure dalla Regione Campania giungono dichiarazioni favorevoli, infatti, l'assessore regionale Teresa Armato ha affermato: "Si resta davvero stupefatti di fronte a questa boutade del neo vicepremier Tremonti. Dopo quattro anni di silenzio assordante del governo Berlusconi sul turismo, dopo le tardive promesse dello stesso Presidente del Consiglio, puntualmente deluse, il mancato finanziamento della legge 135 sulla riforma del turismo, la mancata riforma dell'Enit, la quadruplicazione dei canoni demaniali che ha dato un durissimo colpo al sistema della balneazione, ora se ne escono con la vendita delle spiagge". E conclude: "Pare che non ci sia davvero nulla di buono da aspettarsi da questo secondo esecutivo di centrodestra, che passa disinvoltamente dalla finanza creativa a quella balneare". HC 2005 - redattore: LS http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=495 |
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Roma, 26 aprile - "Se Tremonti vuole continuare su questa strada ce lo dica subito, perche' allora vuol dire che questo governo ha i giorni contati". Lo ha detto a Radio Radicale il vicepresidente della Camera, Publio Fiori, che ha aggiunto: "Tremonti propone di dare le spiagge ai privati. Potremmo allora cominciare con il vendere le Alpi. Se si tratta di sistemare i conti del Paese svendendolo allora non ci siamo. Se questo e' l'inizio e' un inizio molto negativo, non credo che si possa fare dell'Italia un grande mercato da dare a privati , non credo che possa essere questa la strada. Berlusconi spieghi a Tremonti che proprio per questo suo modo di impostare la politica ha avuto un primo stop quando fu tolto dal ministero dell'Economia. Se vuole continuare su questa strada ce lo dica subito, perche' allora vuol dire che questo governo ha i giorni contati".
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Uno studio operativo del Tesoro: concessioni fino a 50 anni
Il progetto è stato ultimato nei giorni scorsi dalla Patrimonio spa Litorali all'asta, c'è già un piano Previsti introiti per 4-5 miliardi di ROBERTO PETRINI ROMA - Tremonti è uscito allo scoperto, attirandosi ironie e contumelie da alleati di governo e oppositori: i più teneri hanno giudicato la sortita del vicepremier, ed ex ministro dell'Economia, alla stregua di una semplice provocazione. E invece lo studio operativo per vendere le spiagge c'è. E' stato elaborato dalla società Patrimonio spa, controllata dal ministero del Tesoro, cui spetta il compito di valorizzare le risorse immobiliari e artistiche dello Stato, guidata da Massimo Ponzellini. Lo studio è stato ultimato nei giorni scorsi e proposto tra le varie opzioni da inserire nella Finanziaria 2006. Riguarda la valorizzazione delle 12 mila concessioni demaniali, affidate ad altrettanti operatori e ditte balneari, in parole povere bagnini e stabilimenti, con tanto di cabine e ombrelloni. L'operazione parte dalla considerazione che le 12 mila concessioni in essere rendono allo Stato una cifra che viene considerata esigua e che è valutata, ai prezzi del 2005, in 25-30 milioni di euro. Da anni si cerca di far crescere questo gettito, tanto che nella Finanziaria 2004 si è deciso un aumento del costo delle concessioni fino al 300 per cento, una norma in tal senso è stata approvata ma la sua applicazione è rimasta in mezzo ad un guado, dopo innumerevoli rinvii, per l'opposizione degli operatori del settore. Lo studio della Patrimonio valuta inoltre che la riscossione dei canoni di concessione è attualmente piuttosto disordinata: incassa lo Stato ma gli esattori sono in qualche caso le Regioni, in altre le capitanerie di porto, in altre ancora il ministero dei Lavori Pubblici o i Comuni. Così la Patrimonio ha pensato di avanzare un'opzione agli operatori balneari, che attualmente hanno concessioni della durata media di sei anni, in modo di allungare il periodo di concessione a circa 50 anni. Non si tratterebbe dunque di una vendita (come del resto ha precisato ieri lo stesso Tremonti) ma di un aumento di durata e canoni che sarebbe attuato, operativamente, dal ministero delle Infrastrutture e dall'Agenzia del territorio (cioè il vecchio demanio). La proposta, che si ispira a quanto è stato fatto in Gran Bretagna, potrebbe essere accolta con favore dai bagnini che sarebbero posti nella condizione di fare investimenti con un orizzonte temporale più ampio e con maggiore certezza. Le stime elaborate dalla Patrimonio spa, valutano che se solo la metà dei 12 mila operatori accogliesse l'offerta del Tesoro, l'incasso per l'erario sarebbe a regime di 4-5 miliardi di euro. A questo punto interverrebbe la parte finanziaria, e creativa, del meccanismo: gli incassi futuri di tutte le concessioni verrebbero cartolarizzati, cioè si chiederebbe un anticipo ad una serie di operatori finanziari che a propria volta emetterebbero obbligazioni sul mercato per reperire le risorse da fornire all'erario. L'incasso già dal 2006 sarebbe di 2-3 miliardi di euro e potrebbe essere computato tra le entrate della prossima Finanziaria. Le risorse, si spiega infine, non andrebbero a riduzione del debito ma sarebbero impiegate al Sud per realizzare infrastrutture e per migliorare l'assetto delle coste. (27 aprile 2005) http://www.repubblica.it/2005/d/sezi...aggepiano.html |
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Verdi: no a privatizzazione spiagge, sì a giusti canoni d'affitto
26/04/2005 - 18:19 Arriva il commento del coordinatore nazionale dell'esecutivo dei Verdi, Angelo Bonelli. "Invece di pensare a vendere le spiagge italiane e chinarsi davanti ai potenti imprenditori, il governo dovrebbe pensare a ristabilire i giusti canoni di affitto degli arenili, che oggi sono irrisori e provocano una continua perdita di entrate allo Stato" Bonelli ha spiegato: "Oggi in Italia i gestori degli stabilimenti balneari pagano affitti irrisori: uno stabilimento di 5mila metri quadrati paga un affitto mensile di 320 euro al mese, meno dell'affitto di un appartamento di 70 metri quadrati di edilizia popolare. Una concessione balneare costa 0,72 euro a metro quadro". Ha affermato, infatti, che si tratta di "cifre irrisorie che pongono un vero e proprio problema di giustizia e fanno perdere allo Stato milioni di euro ogni anno. A tutti gli stabilimenti d'Italia è applicata la tabella C prevista dalla legge 342/98, ovvero la tariffa più bassa a metro quadrato. Lo scorso anno lo Stato ha incassato dai canoni balneari 54 milioni di euro. Una nullità. Se fosse stata applicata la tariffa A, quella ad alta valenza turistica come il nostro Paese richiede, - continua Bonelli - le entrate sarebbero state quattro volte più alte. Oggi per farsi un bagno una famiglia spende circa 32 euro, ma allo Stato non tornano che le briciole". A conclusione, l'esponente dei Verdi aggiunge: "Lo Stato dovrebbe tutelare e gestire al meglio le risorse ambientali del Paese invece di trattarle continuamente come merce da svendere. In sostanza il vice premier Giulio Tremonti vuole definitivamente legalizzare la privatizzazione degli arenili (l'occupazione delle aree demaniali marittime che in Italia è del 40%) che impedisce di accedere liberamente al mare. E per cosa? Per nulla, al massimo per incassare quattro euro e tirare a campare". http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=512 |
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Il ritorno della finanza creativa
Ora tocca ai bagnini. In vista della stagione estiva e mentre le ferie agostane cominciano ad avvicinarsi a grandi passi, il vicepremier ed ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, prima ancora che il governo ricevesse la fiducia, ha lanciato un'altra delle sue idee di finanza creativa. Stavolta tuttavia non sono i mercati internazionali, le grandi conglomerate immobiliari o i beni artistici dello Stato, ad entrare nel mirino delle operazioni finanziarie proposte dal ministro. Ma molto più modestamente spiagge e ombrelloni. Cambia l’oggetto, ma non il metodo. L’idea parte da una considerazione realistica: in Italia ci sono 12 mila stabilimenti balneari dati in concessione dallo Stato ad altrettanti bagnini o operatori turistici; queste concessioni rendono poco, circa 2530 milioni di euro l’anno. Perché non farle rendere di più? Uno studio della Patrimonio, spa cui spetta il compito di valorizzare i beni dello Stato, ha pianificato l’operazione. Bisogna allungare, si è detto, il tempo delle concessioni e portarle dalla attuale durata media di sei anni a circa cinquant’anni. In questo modo gli incassi si moltiplicherebbero e potrebbero arrivare a regime a circa 45 miliardi di euro. Ma quei soldi si incasserebbero solo arrivati al capolinea dei cinquant’anni. Invece all’Italia i soldi servono subito. Come fare? Ecco che arriva la finanza creativa. Basta chiedere un anticipo alle banche o alle società finanziarie di quei soldi ed incassare subito 23 miliardi di euro che potrebbero essere inseriti direttamente nella Finanziaria 2006. Ma la finanziaria o banca come farebbe ad anticipare queste risorse allo Stato? Semplicemente emettendo un prestito obbligazionario: le cedole verrebbero pagate, periodicamente, man mano che le rate delle concessioni cinquantennali saranno giunte a destinazione. Funzionerà? L’esperienza delle vecchie cartolarizzazioni, fatte per «comprare tempo» in attesa di condizioni migliori dell’economia, ci hanno dimostrato che gli ostacoli sono più di uno. Ad esempio un analogo meccanismo messo in opera per le case degli enti previdenziali sta andando incontro a più di un problema. La Scip 2 , cioè la società incaricata di comprare gli immobili e di pagarli emettendo obbligazioni, a causa di una arresto delle vendite delle case, non è stata in grado nell’aprile dello scorso anno di avere le risorse necessarie per rimborsare gli obbligazionisti e di conseguenza il Tesoro si è dovuto far prestare l’occorrente da due banche straniere con tanto di carico di interessi. Tanto che qualcuno si è chiesto: ma non era meglio emettere qualche Bot in più? http://www.repubblica.it/supplementi...024klatur.html |
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FINANZIARIA. Svendita delle spiagge. Legambiente: "Ecco il regalo del Governo"
16/12/2005 - 11:31 "Ecco il pacco del governo per il Natale degli italiani". E' ironico Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, nel commentare la sopravvivenza della norma che dal Decreto Competitività è ricomparsa magicamente nel maxiemendamento della finanziaria. In sostanza si autorizza la realizzazione di insediamenti turistici di qualità di interesse nazionale anche tramite concessione di beni demaniali marittimi che autorizzerebbe, di fatto, la vendita degli arenili e ancora più grave la realizzazione di qualsiasi opera infrastrutturale. "Questa maggioranza - continua Della Seta - non tiene i piedi per terra. E' impensabile svendere un patrimonio che è di tutti gli italiani per rimpinguare le casse statali. Tra l'altro i commi da 602 a 612 fanno pensare sulla serietà dei provvedimenti messi in campo dal governo per superare il pantano economico dell'Italia. Dopo il condono e la svendita di beni statali, ora anche quella delle spiagge con annesso bonus per edificare a piacere. È un governo che in cinque anni non ha saputo tutelare il nostro ambiente e i diritti dei cittadini soprattutto se onesti". HC 2005 - redattore: NZ http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=4921 |
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Gamma Ray Burst
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E' impensabile svendere un patrimonio che è di tutti gli italiani per rimpinguare le casse statali.
Roberto Della Seta, presidente di Legambiente Proponga lui una soluzione... Però che non sia il solito aumento di pressione fiscale perchè allora basta un qualsiasi analfabeta per farlo, non c'è bisogno di nessun solone della partitocrazia ladrona e corrotta pagato migliaia di euro al mese per dare aria alla bocca. Anzi meglio ancora, visto che fra qualche mese presumibilmente tutti questi signori della finta opposizione ritorneranno al governo, se ne occupino. Sono sicuro che risolveranno tutto in poche settimane. PIL al 5% Deficit dimezzato Debito pubblico in discesa (IMMEDIATA) Piena occupazione Pensioni per tutti a 45 anni Opssss, ma se non ricordo male questi hanno governato negli anni boom dell'economia mondiale mentre vagheggiavano l'ulivo planetario. Perchè hanno cambiato in 5 anni 3 presidenti del consiglio e una 40na di ministri ?
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