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Vecchio 23-04-05, 10:41   #1 (permalink)
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Polizze e fondi secondo Isvap e Bankitalia

Se ne è parlato qui
polizza assicurative "patti chiari"
Stretta di Banca d'Italia sulle Sgr

23 aprile 2005

Polizze e fondi secondo Isvap e Bankitalia

Via Nazionale e l’Authority presieduta da Giannini cambiano le regole per gestori e assicuratori

Il risparmio degli italiani rivoluzionato dalle authority. Mentre il governo è impantanato nella crisi e i provvedimenti studiati per riportare la fiducia tra gli investitori sono di fatto bloccati (il ddl risparmio è fermo al Senato, mentre il Codice unico delle assicurazioni è ancora in esame alle commissioni Finanze e Bilancio), le autorità di controllo, con una manovra a tenaglia, hanno cambiato volto al settore del risparmio, aumentando le tutele per i clienti di banche e compagnie. Da una parte la Banca d’Italia ha emanato il nuovo regolamento sulla gestione collettiva del risparmio, regolando nel dettaglio l’attività delle società di gestione dal momento dell’autorizzazione fino alla fusione tra diversi prodotti. Dall’altra l’Isvap, all’inizio di marzo, ha presentato la circolare 551/D che ha lo scopo di aumentare la trasparenza nei contratti di assicurazione vita, i cui effetti cominceranno a vedersi in questi giorni, con i primi articoli che entrano in vigore.

SCOMPIGLIO. I due documenti hanno creato scompiglio nell’industria dei fondi e, ancora di più, in quella delle compagnie assicurative. Queste ultime dovranno consegnare al cliente una dettagliata spiegazione sulle caratteristiche della polizza che intendono collocare e, soprattutto, dovranno verificare che il prodotto sia adatto al profilo di rischio e ai reali bisogni dell’assicurato. Le compagnie, infatti, dovranno chiedere al potenziale cliente caratteristiche personali quali l’età, la professione o la situazione finanziaria. E soprattutto avranno l’obbligo di accertare che il prodotto venduto sia effettivamente rispondente alle sue esigenze. In pratica il rapporto tra società e cliente viene ribaltato. Finora, la tipologia della raccolta assicurativa vita era spesso dettata dalle esigenze della compagnia stessa che, quando lanciava un nuovo prodotto, lo distribuiva a pioggia sulla clientela attraverso campagne di vendita. L’Isvap ha voluto dire basta e ha messo i bastoni tra le ruote dell’ingranaggio. Adesso le compagnie, se non vogliono rischiare di rispondere in tribunale dei loro errori, dovranno ideare e vendere polizze che si adattino effettivamente alle esigenze dell’assicurato. Evitando, per esempio, di «piazzare» una copertura della quale il cliente già dispone. Sulle modalità dell’applicazione di queste norme, peraltro, si è aperto un acceso dibattito che vede coinvolti in prima fila gli agenti e i distributori (vedere altro articolo a pagina 27), considerato che anche loro potranno rispondere in prima persona di eventuali «collocamenti forzati».

CHIAREZZA. Per quanto riguarda il risparmio gestito, la Banca d’Italia è intervenuta su due piani differenti. Da un lato ha dato un bel giro di vite al controllo sull’attività e, soprattutto, sui costi applicati dalle società di gestione. Ma, allo stesso tempo (recependo la direttiva europea Ucits III), ha aperto la strada alle innovazioni che potranno allargare l’operatività delle Sgr, premiando quelle che scelgono di fare una gestione attiva allontanandosi dai benchmark. I tecnici, coordinati da Antonio Fazio, hanno fatto chiarezza sulle modalità di applicazione delle commissioni di performance (quelle che il gestore trattiene quando supera il benchmark) e dei costi d’ingresso nei piani d’accumulo, oltre all’introduzione di una commissione massima (fee cap). E hanno poi predisposto norme più dettagliate per la preparazione del regolamento dei fondi comuni che deve essere presentato agli investitori. Per esempio: il documento deve indicare le modalità di determinazione del compenso della società di gestione, specificando i parametri di riferimento per il relativo calcolo, che devono essere facilmente verificabili.

NIENTE HEDGE. C’è infine una curiosità che emerge se si analizzano le novità arrivate nel settore del risparmio e che accomuna Isvap e Banca d’Italia, nonostante i settori regolamentati siano diversi: la repulsione per gli hedge fund. Nel regolamento dell’Istituto di vigilanza assicurativo non c’è traccia di un possibile investimento delle compagnie in fondi speculativi, che l’Isvap (come ribadito più volte) considera troppo rischiosi e adatti solo a un risparmiatore esperto e facoltoso (nonostante molte compagnie vendano in Italia, in libera prestazione di servizi, polizze con hedge fund). E anche Bankitalia, nonostante l’apertura ai derivati, limita il possibile investimento in hedge al 6% del patrimonio.
Anna Messia
http://www.assinews.it/rassegna/arti...f230405as.html
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Vecchio 23-04-05, 10:42   #2 (permalink)
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23 aprile 2005

L’industria del gestito diventa trasparente

Con il prospetto informativo, l’investitore avrà a disposizione tutti i dati relativi ai costi, alle performance realizzate e agli obiettivi di rendimento

LA RIVOLUZIONE DEL RISPARMIO/2 Era attesa poco più di un anno fa la nuova regolamentazione sui fondi comuni d’investimento e sulle società di gestione del risparmio. Per l’esattezza il 13 febbraio del 2004. Alla fine, comunque, l’Italia ce l’ha fatta e ha recepito la famosa Ucits III, la direttiva comunitaria nata con l’obiettivo di creare un mercato unico europeo per gli Oicr (Organismi di investimento collettivo del risparmio). Il provvedimento emanato da Banca d’Italia venerdì 15 aprile era atteso non solo dalle Sgr, ma anche dai risparmiatori, che da oggi potranno contare su una maggiore trasparenza. «Il cambiamento di più ampia portata - spiega Claudio Tosato, vicedirettore generale di Mps Am - è rappresentato dall’introduzione di un prospetto informativo facile da consultare e in grado di fornire al risparmiatore in maniera chiara, sintetica e dettagliata una serie di informazioni rilevanti». È questo il caso delle performance passate, degli obiettivi di rendimento, delle commissioni e di tutti i costi previsti dal fondo. «E importanti novità - continua Tosato - riguardano anche le spese». In particolare, il compenso della Sgr comprenderà, oltre alla commissione di gestione, soltanto la provvigione di incentivo (o di performance), che sarà trattenuta quando il gestore riuscirà a fare meglio dell’indice di riferimento, ovvero il benchmark del fondo, o l’obiettivo dichiarato di rendimento. E nel caso in cui il regolamento del fondo non indichi un indice di riferimento o un obiettivo di rendimento, la provvigione di incentivo sarà calcolata con il metodo dell’high water mark: una clausola in base alla quale il gestore si impegna a non prelevare la performance fee in caso di perdita di valore del fondo e fin tanto che le perdite non saranno reintegrate. «Con questo meccanismo - puntualizza il vicedirettore generale di Mps Am - si crea un allineamento tra gli interessi del gestore e quelli del cliente». Non bisogna dimenticare, comunque, che le commissioni saranno prelevate anche in caso di rendimenti negativi, purché la performance del fondo sia superiore al benchmark. Inoltre, la Banca d’Italia ha stabilito che il periodo di osservazione ai fini del calcolo delle provvigioni d’incentivo dovrà essere pari almeno a un anno. «Altra importante novità - prosegue Tosato - riguarda il significativo rafforzamento del sistema di controllo del rischio, sia di mercato sia operativo. E questo, per le Sgr che non si sono ancora adeguate, potrebbe tradursi in un aggravio di costi». Ma quella che forse doveva essere l’innovazione più attesa dal risparmiatore, ovvero l’apertura all’industria alternativa, non è arrivata. O meglio, l’apertura in un certo senso c’è stata. Ma stando alle disposizioni della Banca d’Italia l’investitore retail difficilmente riuscirà a beneficiare dei vantaggi tipici degli hedge. Sì, perché in base al nuovo regolamento gli Oicr armonizzati potranno investire nell’industria alternativa soltanto attraverso i fondi non armonizzati (per una quota massima del 30%); per questi ultimi, infatti, Banca d’Italia ha previsto la possibilità di investire fino al 20% in fondi speculativi. L’esposizione agli hedge, dunque, potrà raggiungere un tetto massimo del 6%, una percentuale davvero irrisoria per riuscire a ottenere una riduzione della volatilità. Ma cosa più preoccupante è che per raggiungere l’industria alternativa le Sgr dovranno costruire un F3 (fondo di fondi di fondi) o un F4, con conseguente aggravio di costi per il risparmiatore.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...230405as2.html
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Vecchio 23-04-05, 10:43   #3 (permalink)
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23 aprile 2005

Polizza inadeguata? Compagnia multata

L’Isvap ha stabilito che i prodotti devono essere venduti solo se adatti al cliente. Ma è scontro tra società e agenti sulle modalità di attuazione

In questi giorni le compagnie di assicurazione sono molto attive. Devono preparare i numerosi documenti che, a partire da dicembre, dovranno consegnare ai loro clienti, come la proposta di assicurazione e le schede sintetiche redatte secondo i principi dell’Isvap contenuti nella circolare 551/D. Inoltre devono predisporre i fascicoli che saranno obbligate a presentare in corso di contratto, come la lettera di conferma di investimento dei premi per le unit linked (le polizze vita che investono in fondi comuni), l’estratto conto annuale e le comunicazioni obbligatorie nel caso di perdite superiori al 30% (sia per le unit sia per le index linked, le polizze legate a indici). Ma sono soprattutto due articoli predisposti dall’istituto guidato da Giancarlo Giannini a suscitare preoccupazione negli assicuratori: l’articolo 29, che sarà in vigore a partire da giugno, e ha lo scopo di sciogliere i conflitti d’intesse, e l’articolo 28 che riguarda l’adeguatezza dei contratti offerti obbligando le compagnie a verificare che la polizza venduta sia adatta alle caratteristiche del cliente. Una regola che vale già per gli altri prodotti finanziari (come i fondi comuni o le obbligazioni) e che ha spesso permesso a clienti mal consigliati di riavere indietro i capitali. Anche gli assicuratori dovranno quindi cambiare registro. L’Isvap stabilisce infatti che le compagnie, entro agosto, dovranno impartire istruzioni agli intermediari (cioè agenti e reti di vendita), affinché acquisiscano dal contraente ogni informazione utile a valutare l’adeguatezza del contratto offerto in relazione alle esigenze assicurative e previdenziali e alla sua propensione al rischio. A tal fine gli intermediari dovranno chiedere al contraente informazioni su età, attività lavorativa, nucleo familiare, situazione finanziaria e assicurativa, oltre alle aspettative in termini di copertura, durata e rischi finanziari connessi. Informazioni delle quali dovrà essere mantenuta prova documentale. Chi gestirà questi dati? Proprio su questo punto è nato un acceso dibattito tra società e reti di vendita. Le compagnie sarebbero interessate a conoscere tutti i dettagli dei clienti per riuscire a creare prodotti che siano il più possibile rispondenti alle loro caratteristiche. Gli agenti però non hanno intenzione di rendere note informazioni preziose e dettagliate sui loro assicurati. E sperano di dover semplicemente consegnare alle società mandanti un questionario che delinei il profilo di rischio del potenziale cliente.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...230405as3.html
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Vecchio 23-04-05, 10:44   #4 (permalink)
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23 aprile 2005

Le index linked mostrano il rating debole E si scoprono strumenti ad alto rischio

Quando una index linked nasce, il rating minimo che può avere è A3 di Moody’s e A- di Fitch o di Standard & Poor’s, che corrisponde a una qualità medio-alta dell’obbligazione sottostante la polizza. Esiste cioè un’adeguata capacità di rispettare gli impegni, minacciata però da una probabile vulnerabilità ai cambiamenti delle condizioni economiche. Durante la vita del contratto, che per questi prodotti è in media tra i cinque e i sette anni, c’è però la possibilità che la qualità dell’emissione deteriori. Dal primo aprile scorso (con l’entrata in vigore dell’articolo 12 del regolamento 551/D dell’Isvap) questa informazione viene fornita ai risparmiatori, perché le compagnie sono obbligate a pubblicare il rating aggiornato dell’emittente o la denominazione e il rating aggiornato del garante, con l’indicazione dell’agenzia che ha emanato il giudizio. Ebbene, guardando i prodotti attualmente in commercio si scopre che ci sono sei polizze che hanno un rating che esprime incertezza. Tra queste figura Formula Borsa Sicurezza Più, proposta da Lloyd Italiaco Vita (gruppo Royal & SunAlliance), che da Moody’s ha ricevuto un giudizio Ba3: ciò implica l’esistenza di strumenti speculativi che restringono le garanzie nel lungo periodo, nel caso le condizioni economiche diventino sfavorevoli. In una situazione analoga si trova Azione più 8/2/2008 offerta da Po Vita (Sai e CariParma e Piacenza), che ha un rating BB- di S&P (che corrisponde appunto al Ba3 di Moody’s).
Che cosa conviene fare quando si scopre che la propria polizza è diventata più rischiosa? In linea di massima conviene mantenere la calma, perché questi prodotti a scadenza riconoscono il capitale iniziale e soprattutto vengono recuperati i caricamenti impliciti applicati al momento della sottoscrizione, che possono superare il 7% dei premi. E poi il deterioramento del rating probabilmente avrà avuto effetti negativi sul valore delle quote, rendendo
http://www.assinews.it/rassegna/arti...230405as4.html
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Vecchio 23-04-05, 10:45   #5 (permalink)
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23 aprile 2005

Cirasola (Sna): «Siamo in attesa di indicazioni»

«Non c’è scontro con le società. Ma i dati sensibili dei nostri clienti non possono essere forniti alle aziende». È questa la posizione di Vincenzo Cirasola, vicepresidente del Sincato nazionale agenti di assicurazione, sulle modalità di attuazione del principio di adeguatezza sancito dalla nuova circolare Isvap sulle polizze vita. «Stiamo lavorando insieme alle compagnie per capire come applicare queste regole - aggiunge - Aspettiamo da loro le indicazioni che ci dovranno fornire entro agosto. Credo che anche nel nostro settore dovrebbe funzionare come per gli altri prodotti finanziari, cioè con la compilazione di questionari a risposta multipla per delineare
http://www.assinews.it/rassegna/arti...230405as5.html
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Vecchio 23-04-05, 10:45   #6 (permalink)
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23 aprile 2005

E per chi sbaglia sanzioni e ricorsi

Ma chi controllerà che le compagnie e gli agenti non infrangano le norme? Ovviamente l’Isvap, che avrà potere sanzionatorio verso le società che non si adegueranno. Interventi amministrativi potranno essere attuati (dal Collegio di garanzia, un organo arbitrale) anche nei confronti degli agenti e loro collaboratori con richiami e censure, fino alla radiazione dall’Albo. In caso di ricorso stragiudiziale o in tribunale da parte del cliente, la violazione del regolamento dimostrerebbe inoltre la colpa della compagnia o del distributore, anche se i diritti per l’assicurato sarebbero più blandi rispetto al Testo unico della finanza. Lo spettro di interruzione dell’attività dovrebbe costituire però di per sé un deterrente per gli agenti e collaboratori a commettere scorrettezze, così come le multe potrebbero frenare le società a violare le regole. Anche se L’Isvap ha più volte ribadito che le sanzioni previste per le tipologie di violazioni commesse nel ramo dell’Rc auto spesso non sono sufficienti a costituire un vero deterrente.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...230405as6.html
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