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Assofin è in prima linea contro l'esercito dei cloni
23 aprile 2005
Assofin è in prima linea contro l'esercito dei cloni Crimini finanziari / Furti di identità in crescita Controlli anti truffa sul 3% delle richieste di finanziamento Ecco le norme di comportamento per ridurre i pericoli C' è chi ha chiesto un finanziamento e si è visto bloccare la transazione: la sua identità era stata utilizzata per comprare beni e servizi mai stati pagati. Chi si è visto addebitare rate di finanziamenti mai stipulati. Chi ha scoperto di essere segnalato tra i « cattivi pagatori » per contratti mai sottoscritti. Il furto di identità ( la sottrazione di documenti o l'uso di documenti falsi per impersonare persone diverse o inesistenti e portare a segno truffe) è in pieno boom anche in Italia. A Genova di recente è stato scoperto un commerciante che utilizzava le fotocopie dei documenti dei clienti per compiere acquisti. E solo a marzo Assofin, l'Associazione italiana del credito al consumo, ha dovuto diramare alle imprese associate due circolari per segnalare episodi di furti di identità. In Italia non sono disponibili dati precisi. Per una serie di motivi: l'intermediario truffato spesso non denuncia il reato per timore di pubblicità negativa, in particolare se si tratta di aziende che spesso transano direttamente con il danneggiato; oppure la denuncia resta nelle mani della polizia e non viene diffusa tra banche e finanziarie; infine, e non si tratta di casi rari, il cittadino scopre di essere stato truffato solo dopo mesi o anni. All'estero, però, alcuni Paesi hanno strutture di verifica che centralizzano le informazioni su questi reati: ciò avviene dove il credito al consumo è molto maggiore che non in Italia, e dove quindi il danno di queste truffe è decisamente superiore. Secondo le ultime statistiche del Cifas ,l'organismo britannico che registra tutti i dati sui furti di identità per sventare i tentativi di frode, nel 2003 le vittime nel Regno Unito sono state 43mila ( 32mila nel 2002). I casi invece sono passati da 74mila nel 2002 a 101mila nel 2003, di cui 16mila con l'identità di persone decedute. Con danni pesanti: oltre a ripercussioni psicologiche a volte molto dolorose, il numero di ore impiegate da una vittima per rimettere a posto le cose può variare da 60 a 400, con costi fino a 8mila sterline ( oltre 12mila euro). Secondo il Governo di Londra, le truffe c o n false identità nel 2002 han n o causato danni per 1,3 mi liardi di sterline ( 1,8 miliardi di euro), ma si tratta di stime per difetto. E il dato Usa non è da meno, visto che per i soli prestiti si stimano danni annuali per un miliardo di dollari. E secondo la Federal Trade Commission, l'ente che tutela dei consumatori, nel 2004 sarebbero state 247mila le denunce per furto di identità presentate negli Usa, con danni per 548 milioni di dollari per i soli cittadini che sono coinvolti. Secondo Assofin uno dei rischi principali per il furto di identità sta nella sottrazione o smarrimento congiunto di numerosi documenti personali, che consentirebbero ai truffatori di recuperare molte informazioni convergenti da utilizzare nelle verifiche di autenticazione ( come il cognome da nubile della madre). Ma non sempre per realizzare le truffe serve il furto di documenti: esistono reti illegali che, per appena 300 euro, vendono kit di documenti fiscali, lavorativi e di identità con cui ottenere finanziamenti. Perciò Assofin, l'Abi ( Associazione bancaria italiana), l'Associazione delle imprese di assicura zione ( Ania), le banche dati finanziarie ( Experian e Crif) e società di tlc hanno costituito un tavolo di studio per migliorare la prevenzione. Ovviamente nel mondo delle imprese il problema è, non da ieri, tra quelli più avvertiti. Per questo, insieme ad altri motivi, gli investimenti in sicurezza crescono e si differenziano, sulla base delle esigenze concrete delle aziende. Secondo Fabio Pennati, director di Deloitte e responsabile dell'area security, « le imprese del credito, le più sensibili a questi rischi, mettono in campo una vera e propria barriera di protezione dei dati sensibili: si va da strumenti informatici che proteggano la rete aziendale da intrusioni, sia esterne che interne, a procedure per realizzare la tracciabilità dei dati sensibili, a strumenti di enquiry esterni per la verifica dei dati e dei documenti di indentità. Ma il vero obiettivo delle imprese più esposte, come quelle creditizie, è raggiungere il livello di quella che in gergo è definita " autenticazione forte" » , spiega Pennati. « Sono procedure ancora costose, ancora non applicate su larga scala che integrano i documenti personali con l'informatica: le procedure biometriche, ad esempio, in grado di garantire che ai documenti corrispondano alcune caratteristiche fisiche individuali non falsificabili » . Secondo Fabio Tortora, strategic marketing director e responsabile delle linee antifrode di Experian, una delle principali banche dati creditizie italiane e mondiali, « in Italia non esistono dati sul furto di indentità. Ma il fenomeno è in crescita: riteniamo che nel 2004 sia più che raddoppiato. Su tutte le interrogazioni di banca dati rivolte a Experian, per i controlli sui nuovi clienti che chiedono prestiti o effettuano transazioni, almeno il 2 3% riguarda verifiche su rischi di frode. Ma, a parte il database che riporta i numeri dei documenti rubati o smarriti, lanciato su Internet dalla Polizia di Stato, non esistono strutture istituzionali a sostegno delle imprese. Una lacuna da colmate. « Tuttavia » , conclude Tortora, « occorre anche più attenzione da parte dei cittadini. Chiunque dovrebbe segnare sempre i numeri di tutti i propri documenti e conservarli in un luogo sicuro, per poterli segnalare in caso di denuncia di furto o smarrimento. Altra buona regola è non concedere mai a nessuno di fotocopiare i propri documenti e di conservarne le copie, come avviene, ad esempio, in albergo. Anche perché, se il documento è stato fotocopiato, qualcuno può utilizzarlo per le truffe e, poiché non è stato rubato o smarrito, nessuno può bloccare le transazioni controllando se il suo numero compare sul sito Internet della Polizia. Il che consente un vantaggio enorme ai truffatori. I rischi crescono se si gettano nella spazzatura più documenti integri con dati personali, come gli estratti conto bancari. A volte basta un po' di attenzione per evitare di correre rischi » . Nicola Borzi Gettyimages http://www.assinews.it/rassegna/arti...s230405as.html |
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