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Vecchio 22-04-05, 09:22   #1 (permalink)
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Sace Spa al primo bilancio Più forte la tutela all'estero

Sace Spa al primo bilancio Più forte la tutela all'estero
GARANZIE EXPORT • Al Tesoro dividendo di 242 milioni Nel 2004 balzo del 45% per i volumi assicurati



MILANO • La Sace, la Società italiana per l'assicurazione dei crediti all'export, chiude il suo primo bilancio da società per azioni con un aumento dei volumi assicurati del 45% a 5.258 milioni di euro, e un utile netto rettificato di 268 milioni di euro. Al ministero dell'Economia, azionista unico, il Cda ha proposto la distribuzione di un dividendo da 242 milioni di euro. Ai risultati di bilancio del 2004, non confrontabili con quelli del 2003 quando Sace non era ancora una Spa, hanno contribuito il consolidamento delle attività tradizionali di assicurazione del credito all'esportazione, e lo sviluppo di nuovi servizi per sostenere le esigenze di internazionalizzazione delle imprese italiane.
La Sace rileva che i dati del bilancio 2004 sono coerenti con il piano industriale, che indica un obiettivo di volumi assicurati a oltre 10 miliardi entro il 2007.
Il bilancio approvato ieri registra un utile lordo d'esercizio di 581 milioni di euro, di cui 256 milioni di euro di proventi straordinari. Tra gli elementi da segnalare i recuperi, che hanno raggiunto un miliardo di euro, principalmente per effetto del rimborso di crediti ristrutturati nell'ambito dell'accordo con i maggiori Paesi debitori.
Il capitale sociale risulta pari a 7,8 miliardi. I premi incassati sono pari a 123,9 milioni, con un decremento del 28% rispetto al 2003 riconducibile a una riduzione di rischiosità del portafoglio di Sace. Gli indennizzi ammontano a 85 milioni, in calo del 22% rispetto al 2003.
Il numero delle operazioni di Sace Spa è cresciuto a 918 con un incremento del 16% rispetto al 2003. Il bilancio dell'utilizzo degli strumenti Sace da parte delle piccole e medie imprese indica un totale di 720 operazioni, pari al 78% del totale, ma al 10% del valore. Il 60% delle operazioni svolte dalle Pmi fa riferimento a prodotti online, e il 24% a polizze multiexport.
L'analisi della tipologia di domande ricevute evidenzia una crescita delle richieste di copertura per il rischio commerciale ( insolvenza della controparte) mentre diminuiscono le domande per la copertura da rischio politico/ sovrano, per la mutata percezione del clima politico economico da parte delle imprese italiane ( il 38% degli impegni relativi a rischio politico/ sovrano, il 62% relativo a rischio commerciale/ corporate).
La ripartizione geografica delle operazioni vede in primo piano il Medio Oriente, dove sono state condotte operazioni, alcune di grande entità, a tutela del rischio delle imprese soprattutto nel settore energetico. Per quanto riguarda invece il portafoglio prodotti, si segnala l'aumento delle operazioni di finanza strutturata.

INTERVISTA / LORENZO BINI SMAGHI
« Vince l'autonomia di gestione »

MILANO • Un dividendo di 242 milioni di euro per il Tesoro, l'azionista unico, cui si aggiungono 70 milioni circa di tasse pagate. Non può che essere soddisfatto Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Sace, per il contributo che la società ha dato alle casse dello Stato e alla causa del recupero di competitività dell'Azienda Italia, così come testimonia il primo bilancio da Spa.
Trasformatasi da ente pubblico in società per azioni proprio nei tre anni e mezzo di presidenza del quarantottenne Bini Smaghi, Sace ha infatti macinato risultati più che soddisfacenti « producendo valore per l'azionista e per il sistema delle imprese » . Grazie anche a un cambiamento di pelle improntato alla logica del mercato e alla trasparenza. Con nuovi prodotti, a partire dal credit insurance. Lo sottolinea in questa intervista il presidente, in partenza per Francoforte dove dal 1 ? giugno sostituirà Tommaso Padoa Schioppa nel board della Bce.
Quale il risultato maggiore conseguito negli anni al vertice di Sace? Essere riusciti ad affermare l'autonomia gestionale della nuova Spa con una gestione più vicina al mercato. La crescita continua di utili e volumi assicurati dal 2001 a oggi dimostra che, se si lavora col polso del mercato, si può creare valore anche se si perseguono obiettivi pubblici.
E anche oltre le aspettative. Per Sace non solo abbiamo registrato nel 2004 un + 45% per i volumi, ma abbiamo superato gli obiettivi del piano industriale di 600 milioni.
I fattori principali di tale successo? Innanzitutto le persone che lavorano in Sace che hanno creduto nel progetto di rilancio fin dall'inizio. Infine ci siamo dati un sistema di accountability, con verifica e certificazione puntuale degli impegni presi. È tanto più importante per una società pubblica e non quotata come è Sace.
Cosa lascia in eredità al suo successore? Un'azienda sana, dinamica e giovane. Con obiettivi ambiziosi al servizio della competitività del Paese. Per questo è essenziale che venga garantita anche in futuro l'autonomia gestionale.
E il risultato più significativo del bilancio 2004? Il risultato tecnico operativo è di 36 milioni di euro. Chi sa di assicurazioni sa che si tratta di un risultato molto buono.
Le Pmi però in passato hanno spesso denunciato difficoltà ad accedere agli strumenti Sace...
Per noi le Pmi sono un obiettivo importante e registriamo al riguardo trend positivi. Certo sebbene l' 80% del totale delle operazioni sia relativo a Pmi, in valore esse rappresentano ancora solo il 10%, per circa 400 milioni. Va detto però che quando noi assicuriamo grandi operazioni, queste mettono in moto tutto un indotto fatto anche di piccole e medie aziende.
Comunque nel 2005 entrerà in funzione un nuovo sistema informatico che permetterà risposte più veloci alle imprese e vareremo nuovi prodotti.
È cambiato l'approccio.
Non aspettiamo più che le aziende vengano da noi ma andiamo a cercarle proponendo pacchetti strutturati di prodotti come la polizza multiexport: una novità che consente di seguire le imprese su tutti i mercati.
Quali i progetti di Sace per sostenere la concorrenza dei big del settore stranieri, le cosiddette Ecas? Ci confrontiamo con dei giganti. Con Sace Bt, la società per il breve termine costituita a giugno 2004, e la complementarietà dei prodotti stiamo recuperando rapidamente quote di mercato. Oggi abbiamo prodotti per tutte le esigenze delle imprese. E la filosofia del pacchetto ci consente di essere interlocutore unico per le diverse esigenze. Altro obiettivo importante è riportare le banche italiane a lavorare con le aziende che esportano attraverso la riassicurazione del credito, prendendoci i rischi della controparte.
Le Ecas straniere, a partire dalla francese Coface, spesso sono privatizzate. A quando un ingresso dei privati in Sace? Il progetto c'è per Sace Bt: dobbiamo farla crescere e allargare il business ad altri settori. Una volta rafforzata, ci potrà essere l'apertura al capitale privato. Dovrebbe essere possibile nel giro di tre anni. In cantiere ci sono anche progetti di alleanze all'estero e in Italia.
Calo di competitività. Funziona meglio il Sistema Paese? Abbiamo perso competitività in tanti settori diversi. Abbiamo la stessa moneta, ma in 5 anni il costo del lavoro in Italia è aumentato di 15 punti percentuali rispetto alla Germania. Abbiamo perso anche sul fronte del sostegno finanziario alle aziende. E per questo Sace insieme alle banche italiane sta cercando di colmare il gap rispetto ai nostri concorrenti. Lo faremo in due anni. Bisogna però lavorare anche sugli altri fronti, a cominciare dal costo del lavoro e dalla produttività. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e220405sa.html
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