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Gli oneri assicurativi dello tsunami
Gli oneri assicurativi dello tsunami
21/04/2005 Nonostante l’enormità delle conseguenze del maremoto che ha colpito numerosi paesi asiatici lo scorso 26 dicembre e gli altissimi costi umani e sociali ad esse connessi, l’onere generato per il sistema assicurativo mondiale è rimasto su valori piuttosto contenuti. A fronte di danni provocati dallo tsunami stimabili in oltre 14 miliardi di dollari, il valore monetario delle perdite assicurate è stato pari a circa 3,5 miliardi. A titolo di confronto, le perdite assicurate sono state pari al 16% di quelle provocate dai quattro uragani che hanno investito in successione il sud degli Stati Uniti nell’estate del 2004 (22 miliardi di $) e al 10% di quelle derivate dall’attentato al World Trade Center l’11 settembre 2001 (32 miliardi). Effetti dello tsunami Perdite assicurate Perdite economiche India 0,1 2,2 Indonesia 0,5 4,5 Maldive 0,5 4,8 Tailandia 0,5-1,0 >1,0 Sri Lanka 0,1 1,5 Altri Paesi 0,5 n.d. Vita, malattia e assicurazioni viaggi 1,1 n.d. Totale 3,3-3,8 >14 Fonte: Guy Carpenter; valori in miliardi di dollari Hanno contribuito a contenere l’esposizione delle imprese di assicurazione sia il limitato valore dei beni presenti nelle aree degli 11 paesi colpiti dal cataclisma sia la scarsa penetrazione delle polizze danni (infortuni, abitazione, attività commerciali, auto) conseguente al ritardo di sviluppo che soffrono le loro economie. Non è un caso che le esposizioni assicurative più significative sono risultate quelle riconducibili alle polizze stipulate da complessi turistici appartenenti a catene alberghiere straniere e a grandi complessi industriali di proprietà di multinazionali. A titolo di esempio, il danno assicurato di maggiore entità registrato in Indonesia è stato determinato dalla distruzione totale di un impianto per la produzione di cemento che ha prodotto un onere assicurativo di 50 milioni di dollari. Penetrazione assicurativa danni in vari paesi Premi pro-capite(*) % premi su PIL Europa 721 3,2 Francia 721 3,2 Germania 869 3,8 Italia 523 2,6 Regno Unito 1.117 4,8 Nord America Canada 891 4,2 Stati Uniti 1.535 5,2 Asia India 3 0,6 Indonesia 6 0,8 Giappone 595 2,2 Malesia 68 2,1 Sri Lanka 6 0,7 Tailandia 21 1,2 Fonte: Swiss Re. (*) Valori in euro; dati 2003 L’esposizione assicurativa è risultata contenuta anche a causa dell’esclusione dei danni provocati da calamità naturali dalle coperture previste dalla maggior parte delle polizze commercializzate nelle aree colpite. Le coperture per danni e per interruzione di servizio nelle strutture aziendali escludono generalmente dal pacchetto di base fenomeni catastrofali, per i quali si rende necessaria una copertura accessoria. La frequente esclusione dalle coperture assicurative dei danni prodotti da catastrofi naturali, e non solo nei paesi meno sviluppati, deriva dalla difficoltà di ricondurre un evento dall’elevato potenziale distruttivo entro validi schemi tecnici di misurazione del rischio. Per quel che concerne l’Italia la questione più rilevante è stata quella relativa alle coperture obbligatorie previste dalle polizze viaggi, incluse nei pacchetti turistici venduti dai tour operator e che, in generale, non coprono i danni provocati da eventi catastrofali. Alcune compagnie di assicurazione italiane si sono comunque attivate, in collaborazione con il Ministero degli Interni, per fornire assistenza medica e logistica ai turisti italiani assicurati, nonostante le loro polizze viaggi non prevedessero l’intervento in caso di calamità naturale. Per quanto riguarda i rimpatri anticipati la legge prevede il ricorso al fondo di garanzia, istituito nel 1995, che è finanziato con una quota dei premi pagati e assicura un'immediata disponibilità economica in caso di rientro forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di emergenze, imputabili o meno all'organizzatore. Fonte: ANIA Trends, aprile 2005 http://www2.assinews.it:8080/testi/t...210405mer.html |
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