Bnl, Bilbao nelle mani di Bankitalia
Gli spagnoli cambiano linea e subordinano il lancio dell’Ops all’ok di Fazio. Oggi scade il termine per le liste. E il clima s’infiamma: botta e risposta al vetriolo fra Abete e Tasco
L’Ops di Bilbao su Bnl è nelle mani di Antonio Fazio. Il Bbva, contrariamente a quanto reso noto dopo il cda del 29 marzo, ha subordinato esplicitamente il lancio dell’offerta all’ok di Bankitalia. La novità emerge dalla lettura di Consob Informa, mentre s’infiamma il clima in vista dell’assemblea, con un nuovo scontro a distanza fra patto e contropatto. Ma andiamo con ordine. «Il periodo di adesione - è scritto nella newsletter della Consob - non può avere inizio prima del rilascio dell’autorizzazione da parte della Banca d’Italia». Nella prima comunicazione al mercato il Bilbao aveva subordinato «l’efficacia dell’operazione» al rilascio delle autorizzazioni «in Spagna o in Italia o nell’Unione Europea» (vedere Borsa & Finanza del 2 aprile), profilando la possibilità di avviare l’Offerta prima del disco verde di Palazzo Koch. Che cosa è cambiato? Secondo fonti legali, gli spagnoli hanno voluto mandare un messaggio: non partiamo senza l’ok di Bankitalia, ma siamo pronti a dare battaglia anche nelle aule dei tribunali civili. La Consob, dal canto suo, approvato giovedì scorso il prospetto, ha passato la patata bollente a Fazio, che deve pronunciarsi entro fine aprile. Secondo fonti autorevoli, fra l’altro, fra Consob e Bankitalia i rapporti sarebbero tesi: la commissione si sarebbe irritata per la scarsa trasparenza delle relazioni fra alcuni soci, ma alla fine avrebbe preferito non intervenire per non interferire con Via Nazionale. Oggi intanto scade il termine per presentare le liste per l’assemblea (30 aprile in prima convocazione, 21 maggio in seconda); dovrebbero essere tre: il patto Generali-Bbva-Della Valle e il contropatto di Caltagirone si sfidano per la maggioranza in cda (8 posti su 15). Poi ci sarà la lista di minoranza Mps-Vicenza. I fondi dovrebbero stare alla finestra.
Aspettando le liste, ieri i protagonisti del braccio di ferro hanno fatto scintille. La miccia è stata innescata da Luigi Abete, presidente di Bnl e del patto. «Il lancio di una contro-Opa è l’unico strumento che tutela anche i piccoli azionisti per contrastare l’Opa - ha esordito Abete che parlava alla presentazione del nuovo libro di Giuseppe Turani - È meno legittimo se invece qualche investitore interviene comprando a prezzi più alti e facendo scendere il titolo. Ancora oggi qualcuno pensa che, di fronte a un’Opa sul 100% del capitale, sia legittimo fare, organizzare o essere parte di operazioni in cui un presunto 51% blocca l’Opa e la fa decadere, sempre che chi ha lanciato l’Opa non si accontenti del 49%. Personalmente io mi accontenterei». Abete ha poi ribadito la disponibilità a restare presidente di Bnl fino al 2013. «Ci fa piacere - ha replicato Giampiero Tasco, presidente del contropatto - che dopo quattro anni Abete, che parla ormai come il presidente di una parte e non come il presidente di una grande banca, si ricordi dei 60mila piccoli azionisti della Bnl. Forse sarebbe stato più utile raggiungere degli obiettivi nell’interesse di tutti gli azionisti».
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