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Stretta di Banca d'Italia sulle Sgr
Stretta di Banca d'Italia sulle Sgr
Modifiche sulle commissioni: performance positive e negative si compensano MILANO • La Banca d'Italia inasprisce le regole sulle commissioni d'incentivo che le Sgr possono applicare ai fondi comuni d'investimento. Quell'extra rendimento che il gestore può ricavare quando realizza extra performance dovrà essere, rispetto al passato, maggiormente coerente con la politica d'investimento realizzata. E, soprattutto, il prelievo delle commissioni dovrà avvenire con cadenza non inferiore ai 12 mesi compensando, all'interno, le performance positive con quelle negative. Le nuove regole sono in arrivo con il nuovo « Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio » che Via Nazionale ha ieri licenziato dopo una lunga gestazione avviata nella primavera dello scorso anno. Il provvedimento, che nei prossimi giorni dovrebbe essere seguito da un atto analogo da parte della Consob per la parte di sua competenza ( i prospetti informativi delle casse d'investimento), razionalizza la normativa di vigilanza che fa capo alla Banca d'Italia, aggiornandola alle nuove direttive europee sul risparmio gestito. Le 400 pagine del nuovo regolamento dettano le disposizioni in materia di autorizzazione, adeguatezza patrimoniale, partecipazioni al capitale, organizzazione amministrativa e controlli interni, vigilanza che le Sgr dovranno rispettare. E soprattutto indica la disciplina cui dovranno sottostare i regolamenti contrattuali dei fondi. Con particolare attenzione erano attese dai gestori le nuove regole in tema di commissioni di performance anche per la rilevanza che simili fonti di ricavo hanno raggiunto per molte Sgr. L'ampia libertà assicurata finora aveva consentito ai money manager di incassare le commissioni d'incentivo anche a fronte di un deludente risultato della gestione. Utilizzando ad esempio periodi di rilevazioni molto brevi ( mensili, trimestrali) e quindi lucrando sui " rimbalzi" parziali di mercati molto volatili. Oppure comparando la performance della gestione, ai fini della commissione, a parametri di riferimento incoerenti con la politica di'investimento del fondo. Ora si cambia regime. La Banca d'Italia ha schematizzato in quattro possibili fattispecie le possibilità di incassare la extra commissione. Quest'ultima dovrà essere correlata al superamento di un benchmark esterno di riferimento. O comunque scattare dopo che sia stato raggiunto un obiettivo di rendimento « coerente con la politica d'investimento » . Oppure essere incassata al superamento della quota massima mai raggiunta dal fondo ( il cosiddetto sistema high watermark). È infine contemplata la possibilità " individuale", la più rispettosa degli interessi dei singoli sottoscrittori, annullando effetti " mutualistici" che diversamente si possono manifestare. Quella che la commissione sia prelevata per ciascuno al momento del riscatto della quota, e sia pertanto calcolata sull'effettiva extraperformance realizzata a vantaggio di quel singolo investitore. Tra le altre novità del provvedimento fanno spicco le regole più rigide sui controlli interni dei fondi ma anche le maggiori possibilità operative lasciate alle società nell'investire in prodotti derivati o nel costituire fondi di fondi con quote di hedge fund. http://www.assinews.it/rassegna/arti...160405ba5.html |
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16 aprile 2005
Fondi comuni, è arrivata la rivoluzione di Bankitalia Parte la rivoluzione per i fondi comuni italiani. Venerdì 15 è stato pubblicato l’atteso regolamento della Banca d’Italia che disciplina questi strumenti. Le novità contenute nel fascicolo di 400 pagine sono numerose e vanno dall’introduzione di un limite massimo di provvigioni, alla semplificazione delle procedure di accesso al mercato fino all’estensione dell’uso di derivati. A sollevare le maggiori polemiche nei mesi precedenti nel mondo delle sgr sono state però le novità previste per il calcolo dei costi d’incentivo (quelle applicate quando il gestore supera il benchmark del fondo) che dovranno essere prelevate su base annuale e dovranno prendere a riferimento indici coerenti con la politica del fondo. L’obiettivo di Via Nazionale è evitare che il gestore trattenga queste spese nel mese in cui il fondo batte l’indice, anche se il mese successivo non riesce più a superare lo scoglio del benchmark. Il prelievo annuale garantirà invece un confronto con un arco temporale più lungo. E cambiamenti si preannunciano anche per i costi di sottoscrizione. «La prassi, utilizzata nel caso dei piani pluriennali, di prelevare anticipatamente parte delle commissioni di sottoscrizione non deve tradursi di fatto in una compressione del diritto al rimborso - scrivono da Via Nazionale - A tal fine l’ammontare delle commissioni anticipate non deve superare né un terzo del totale delle commissioni né un terzo dell’ammontare del primo versamento». Rivoluzioni che costringeranno le società di gestione a cambiare i loro piani tariffari e che rischiano di avere effetti negativi sui conti delle aziende che fino a oggi hanno fatto affidamento su questi introiti. Ma, a sentire i gestori, non sono solo grane quelle contenute nel documento di Banca d’Italia. «L’autorità di controllo ha esteso le possibilità di utilizzo dei derivati, ha regolamentato i fondi indice e chiarito meglio le politiche d’investimento attuate - sostiene Claudio Tosato, vice direttore generale di Monte Paschi asset management - Novità che, insieme a una migliore gestione delle commissioni di performance, saranno uno stimolo al miglioramento dell’industria». http://www.assinews.it/rassegna/arti...160405ba2.html |
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