Cremonini porta le carte in Borsa e alla Consob
VITTORIA PULEDDA
Due anni esatti. Tanto è durata la presenza dei fondi chiusi capofila Arca impresa e Barclays nel capitale di Marr. Se tutto andrà secondo programma, infatti, la controllata del gruppo Cremonini dovrebbe approdare prima dell’estate al listino. Nei giorni scorsi, il 29 marzo, i primi documenti con la richiesta di quotazione sono già stati inviati a Borsa italiana e alla Consob; è troppo presto per fare pronostici precisi, ma se l’iter non subirà grandi intralci entro breve dovrebbe prendere il via il processo di offerta pubblica, che vedrà Banca Imi e Merrill Lynch international come joint global coordinator.
In passato la Cremonini era incorsa negli strali della Consob: la commissione infatti chiese a suo tempo alcune integrazioni e qualche specifica in più al bilancio 2003. Ma per il momento non si percepiscono segnali di particolare attenzione intorno all’aspirante matricola.
La Marr è specializzata nella distribuzione di generi alimentari ad operatori professionali (dagli alberghi, ai ristoranti, alle mense...) ed oepra su tutto il territorio nazionale; il bilancio pro forma 2004 ha chiuso con un fatturato di 786,1 milioni di euro, un ebitda di 51,1 milioni, un utile netto di 20,7 e una posizione finanziaria netta in rosso per 12,6 milioni di euro. Dopo la quotazione, di cui non si conoscono ancora ufficialmente i contorni, molto probabilmente l’azionariato sarà composto dal gruppo che è intenzionato a mantenere la maggioranza assoluta e dal mercato; venderanno sicuramente i fondi chiusi (che ora hanno un terzo del capitale) ed è possibile che la stessa Cremonini scenda un pochino. La vendita della controllata ha già fruttato al gruppo una plusvalenza pari a 34,2 milioni di euro (contabilizzati nel 2003) ed ora potrebbe esserci un altro arrotondamento della quota.
Il marchio modenese ha chiuso il 2004 con un utile consolidato quasi dimezzato proprio a causa del fatto che nell’esercizio precedente i dati erano gonfiati dalla voce straordinaria della vendita della quota Marr (che, complessivamente, rappresenta quasi il 40% del fatturato del gruppo).
http://www.repubblica.it/supplementi...039uniuni.html