9 aprile 2005
Vuoi far causa al promotore? Attenzione alla scelta del foro
Aumentano i ricorsi dei clienti insoddisfatti. Ma è meglio evitare i tribunali di Parma e Milano
RISPARMIO & GIUSTIZIA Il mercato dei promotori finanziari arranca ormai da più di tre anni. La crisi di raccolta ha provocato un aumento dei tagli di personale e delle cessioni. Ma parallelamente a questo fenomeno c’è stata un’altra attività che invece è cresciuta e si è anzi nutrita delle difficoltà della distribuzione: si tratta dei ricorsi dei clienti insoddisfatti, che nelle aule di tribunale hanno tentato di ottenere la restituzione dei loro capitali. I dati Consob confermano un sensibile incremento delle presunte irregolarità a carico dei promotori: il numero degli esposti ricevuti dall’autorità di vigilanza nel 2003 è stato di 461, contro i 332 del 2002 e i 360 del 2001. «C’è stato un incremento consistente dei clienti che hanno fatto causa ai loro consulenti - conferma l’avvocato Carlo Emilio Esini, esperto del settore - Visto l’andamento negativo dei prodotti, i risparmiatori hanno fatto valere eventuali errori formali». Ma quali sono i consigli da dare a chi si appresta a chiedere risarcimenti? «La cosa migliore - risponde Esini - è chiudere la pratica con una transazione per riavere indietro rapidamente i capitali. Altrimenti, se si va in giudizio, i tempi si allungano molto». Se il ricorso davanti ai tribunali è però inevitabile, bisogna scegliere il foro migliore. Il cliente ha tre possibilità: il tribunale della città nella quale risiede, quello del luogo dove lavora il promotore e infine la magistratura che opera nella sede della società di distribuzione alla quale appartiene il consulente. Qual è la scelta migliore? «Non ci sono regole generali - dice Esini - ma alcuni tribunali sono noti per avere riconosciuto le ragioni dei clienti su determinate controversie. Per esempio, a Mantova e a Venezia ci sono state importanti sentenze sui bond argentini». Mentre Bari ha emesso una rivoluzionaria ingiunzione a una società che è stata così obbligata a consegnare al cliente documenti relativi ai suoi investimenti. Non mancano fori noti per aver penalizzato i clienti. Ad esempio a Parma è stata riconosciuta la regolarità dei piani My Way e For You, venduti dal Monte Paschi. E conviene stare alla larga da Milano se il promotore ha ricevuto denaro contante (cosa vietata dai regolamenti), perché i magistrati riconoscono spesso un concorso di colpa del cliente.
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