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Sani o ammalati nel futuro
8 aprile 2005
Fa discutere l'iniziativa di un laboratorio Usa: risultati via posta Sani o ammalati nel futuro: previsioni personali con il Dna DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK — Eveline Ginzburg, una terapista di 62 anni di Los Angeles, ha deciso di sottoporsi al test del Dna dopo aver scoperto di avere il colesterolo alto, nonostante la rigorosa dieta e l'esercizio quotidiani. « L'esame ha rivelato che ho ereditato da mio padre un gene che mi rende vulnerabile alle malattie cardiache — racconta — così ho iniziato a prendere un farmaco abbassa colesterolo e da allora non ho più avuto problemi » . Eveline non è la sola. Secondo uno studio pubblicato ieri sulla prima pagina del Washington Post , la Ginzburg fa parte di quel numero crescente di americani che hanno deciso di farsi fare l'identikit genetico personalizzato: sono giovani e vecchi, uomini e donne, ricchi e non. Scopo: riprogrammare l'esistenza, alla ricerca di un futuro più sano e longevo. IL BOOM — Fra le società che hanno contribuito all'impennata di questi tipi di test c'è la Genelex Corp. di Seattle, che per circa 400 dollari offre a chiunque l'opportunità di eseguire un vero e proprio pronostico genetico, in grado di identificare pregi e soprattutto difetti del DNA. Lo scopo: anticipare, prevenendole, le malattie in agguato, destinate a ogni essere umano dalla natura. Quando la Genelex ha inaugurato il suo « nutritional genetic test » , nel 2002, la sua clientela era composta solo da ricchi californiani, soprattutto attori e magnati di Silicon Valley. « Oggi abbiamo gente di tutti i ceti, — esulta il fondatore della ditta Howard Coleman, — malati cronici, atleti, semplici salutisti » . Per farsi fare il test basta spedire dentro una busta un campione di materiale genetico: una goccia di sangue, un campione di saliva, un capello. Dopo qualche settima il responso torna indietro, informando il paziente su cosa il futuro ha in serbo per lui. E consigliandogli farmaci e cambiamenti di dieta e stile di vita. RISCHI — Oggi esistono test che possono identificare il rischio di sviluppare circa 2000 malattie, dal diabete ai tumori. E alcuni laboratori promettono addirittura di individuare la propensione genetica all'alcolismo e al gioco d'azzardo. « Queste ditte hanno spinto la scienza medica in un territorio fino a ieri in mano a Dio e agli oroscopi » , osserva il Washington Post . Approfittando del boom, cliniche e palestre da Los Angeles a New York hanno cominciato ad offrire ai propri clienti la cosiddetta « dieta al Dna » : costosissimi menu e supplementi multivitaminici personalizzati, per « nutr ire i geni » e correggere le lacune ereditarie di ognuno. « E' l'alba di una nuova era, — incalza Coleman — questi test rivoluzioneranno la sanità. Che diventerà sempre più su misura e non più generica e impersonale » . LE CRITICHE — Ma non tutti sono filo test. I più critici accusano la nuova industria di far leva sull'ipocondria e sulla paura della morte della gente per arraffare miliardi. « E' un mito che questi test genetici abbiano un'alta valenza di pronostico, — punta il dito Sujatha Byravan, direttore esecutivo del Council for Responsible Genetics, — . Un sacco di gente vi si sottopone inutilmente per paura delle malattie e per disinformazione » . I contrari di questa nuova « moda » tirano in ballo anche la privacy: in mancanza di leggi rigorose, chi si sottopone ai test è vulnerabile alla discriminazione sia da parte delle assicurazioni mediche che dei datori di lavoro. Ma l'aspetto che preoccupa di più gli esperti è il fatto che la materia non sia regolata dalla Food and Drug Administration e quindi i laboratori come Genelex possono promettere qualsiasi miracolo nei loro spot, senza temere multe e sanzioni. « L'approccio diretto laboratorio consumatore è sempre catastrofico » dice Nancy Wexler, docente di medicina alla Columbia University. E aggiunge: « C'è da aspettarsi che qualcuno rinuncerà ad aver figli per paura di trasmettere geni cattivi » . I test prima di nascere: ecco cosa si può predire ROMA — I ricercatori hanno un sogno. La carta genetica prenatale. Poter predire, prima che venga al mondo, se e quali malattie un bambino potrebbe sviluppare da grande. Sarà possibile? « Lo studio genomico completo nel feto e nell'adulto non è possibile oggi perchè non conosciamo tutti i geni il cui numero, tra l'altro, è molto inferiore a quello che si immaginava. Arriviamo a 23 mila appena, mentre fino a 5 anni fa, prima del sequenziamento del genoma, si credeva fossero 100 mila » , ridimensiona i sognatori Bruno Dallapiccola, genetista dell'università La Sapienza. Oggi non si può, ma un domani? « Io sono contrario, non ha senso fare lo studio totale del benessere del feto. Non ha senso già adesso individuare la predisposizione genetica a certe malattie a meno che non ci sia una storia familiare che renda giustificabile il ricorso a determinate analisi. Per motivare un'analisi sono indispensabili due elementi: la conoscenza dei fattori di suscettibilità a una certa malattia e la disponibilità di cure. Invece molti laboratori privati offrono test a tappeto, a costi molto alti. Bisogna fermarli, imporre delle regole a quelli che io definisco venditori di fumo » . Cosa si può sapere oggi attraverso gli esami prenatali, vale a dire il prelievo dei villi coriali nel primo trimestre di gravidanza e del liquido amniotico entro la quindicesima settimana? « Tutt i i test sul Dna e cromosomici postnatali possono essere compiuti anche sul feto attraverso queste due tecniche di prelievo, ma, ripeto, occorre il supporto di un quadro clinico di riferimento sui genitori. Che senso ha dire a una mamma che il figlio un giorno potrebbe sviluppare l'Alzheimer? Che valore riveste questa indicazione generica e terrorizzante se, oltretutto, l'Alzheimer neppure si può curare efficacemente? Immaginiamo la disperazione della donna che in molti di questi centri non riceve informazioni adeguate sulle implicazioni del test » . In teoria dunque si può sapere con l'esame del Dna anche se un bimbo avrà problemi nell'assorbimento dei grassi? « Sì, ma è folle volerlo scoprire. Non è etico rivelare ai genitori se il figlio in gestazione da grande correrà nella sua vita il rischio di sviluppare malattie semplici, cioè determinate dal l'alterazione di un singolo gene, oppure quelle complesse, nelle quali, oltre ai geni, c'è l'influenza dell'ambiente o altri fattori. Parliamo delle patologie cardiovascolari, psichiatriche o del sistema nervoso, una gamma infinita » . Quali sono i test molecolari più gettonati? « Fibrosi cistica, talassemia e quelli su un gene della sordità e del ritardo mentale » . « I test prenatali sono giustificati solo nelle gravidanze in donne sopra i 35 anni e quando il concepimento riguarda coppie portatrici di un rischio specifico. Ricordo che il prelievo del materiale biologico è invasivo. Dopo l'amniocentesi c'è una probabilità su 100 di interrompere la gravidanza, con i villi coriali la percentuale di abortire aumenta del 3% » http://www.assinews.it/rassegna/arti...r080405sa.html |
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