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Istat: solo con gli «swap» deficit entro il 3 per cento
CONTI PUBBLICI
Istat: solo con gli «swap» deficit entro il 3 per cento ROMA - Senza gli swap, pratica considerata lecita dall’Ue, il deficit pubblico italiano del 2004 avrebbe superato i limiti di Maastricht, collocandosi al 3,1%. I dati rilevati ieri dall’Istat differiscono da quelli comunicati a Bruxelles un mese fa che fissavano il deficit 2004, secondo i criteri contabili Ue, al 3% del pil, poi non certificati da Eurostat. La differenza è dovuta proprio agli swap, operazioni finanziarie condotte normalmente a cavallo di fine anno, grazie alle quali parte del deficit o del debito viene «translato« sull’esercizio successivo. Nel 2004 gli swap sono stati pari allo 0,1% del pil, mentre negli anni passati avevano raggiunto dimensioni più rilevanti. Il Tesoro sottolinea che i dati validi per Maastricht restano quelli calcolati in precedenza. |
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05 aprile 2005
Le notizie di Corriere via SMS: invia CORRIERE al 48436 Il calcolo differisce nelle modalità tecniche da quello ai fini di Mastricht Istat, rapporto deficit/Pil al 3,1% senza swap Il dato comprensivo degli swap, diffuso a marzo scorso, collocava al 3% il rapporto deficit/Pil ROMA - Si è attesta al 3,1% il rapporto deficit/Pil nel 2004: lo comunica l'Istat precisando che la rilevazione, conforme alle regole del Sec95, differisce dalla stima calcolata ai fini di Maastricht relativamente al trattamento delle operazioni di swap, che nella notifica per il rispetto dei parametri di Maastricht incidono sul calcolo dell'indebitamento. I tecnici dell'Istat precisano che la differenza tra il dato diffuso in giornata e il 3% calcolato il primo marzo sta proprio nel trattamento delle operazioni di swap. Ai fini del rispetto del Patto di stabilità, gli swap vengono infatti considerati a tutti gli effetti interessi e incidono quindi sul calcolo dell'indebitamento. Nei conti calcolati invece secondo il regolamento sec95, le stesse operazioni vengono considerate partite finanziarie con un impatto quindi nullo sull'indebitamento. Nel 2004 il peso degli swap è stato quindi dello 0,1%. Guardando solo al quarto trimestre dello scorso anni, il deficit-Pil è stato pari all'1,4% contro il 2,5% dello stesso periodo del 2003 (anche in questo caso il calcolo è conforme alle regole del sec95). Nel 2004 l’incidenza dell’avanzo primario delle amministrazioni pubbliche italiane nei confronti del Pil si è ridotto al 2%, peggiorando rispetto al 2,4% registrato nel 2003. L’avanzo primario misura l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche al netto degli interessi passivi. Nei soli ultimi tre mesi dell’anno l’avanzo primario è invece salito al 3,8% nei confronti del Pil, contro il 2,7% dello stesso periodo dello scorso anno. |
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13 aprile 2005
Le notizie di Corriere via SMS: invia CORRIERE al 48436 E' la prima fase del procedimento previsto dal Patto di stabilità Ue avvierà procedura deficit contro l'Italia Il Commissario europeo agli Affari Economici Almunia: conti fuori controllo per il nostro Paese BRUXELLES (BELGIO) - La riforma del patto di stabilità non salva per ora l'Italia. La Commissione Ue avvierà la procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia. Lo ha detto il commissario dell'Ue Joaquin Almunia, a Lussemburgo, precisando che la Commissione preparerà una relazione ai sensi dell'articolo 104 comma 3 del Trattato di Maastricht proprio quello che stabilisce gli obiettivi da raggiungere per i Paesi che appartengono all'area euro. L'articolo in questione rappresenta la prima fase della procedura nell'ambito della sorveglianza di bilancio. La procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia verrà lanciata «tra qualche mese, forse prima di giugno» ha aggiunto Almunia che ha poi spiegato: «Nei prossimi mesi forse prenderemo nuove decisioni» per i deficit di Francia e Germania, «ma finora i passi adottati sono sufficienti». «Stiamo aspettando i risultati delle discussioni sulle riclassificazioni statistiche in particolare per il 2004», ha proseguito il commissario Ue, aggiungendo che «per il momento siamo preoccupati per le previsioni economiche pubblicate la settimana scorsa, che segnalano un possibile deficit 2005 sopra il 3% e per l'anno prossimo sopra il 4%». «Stiamo cercando di avere conclusioni il più presto possibile, in ogni caso ho intenzione di presentare alla Commissione un rapporto sulla base dell'articolo 104.3 del Trattato sull'Italia, che significa il lancio di una procedura per deficit eccessivo o per il rischio di deficit eccessivo», ha aggiunto Almunia. «Come sapete, in entrambi i casi, la Commissione deve presentare un rapporto ai sensi dell'articolo 104.3 e vedere quali sono le conseguenze dell'analisi», ha precisato il commissario Ue. Quanto ai tempi del rapporto, Almunia ha precisato che intende presentarlo «nel mese di giugno». Durante la conferenza stampa il commissario aveva inizialmente usato il condizionale affermando che l' avvio della procedura poteva essere deciso «forse entro giugno». Ma poi, successivamente ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti, ha precisato che la relazione sarà fatta «in tutti i casi». La relazione 104.3 rappresenta solo l' avvio della procedura di sorveglianza dei bilanci. La relazione, presentata dal commissario, deve essere approvata dall'insieme dei commissari e sottoposta all'approvazione dell'Ecofin che ha l'ultima parola: in pratica l'avvio della procedura non significa che automaticamente ci saranno misure nei confronti dell' Italia. http://www.corriere.it/Primo_Piano/E.../deficit.shtml |
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13 aprile 2005
Le notizie di Corriere via SMS: invia CORRIERE al 48436 «Le finanziarie elettorali non pagano» Siniscalco: «Non ci sarà una manovra bis» Il ministro dell'Economia dopo l'allarme conti lanciato da Almunia: «Il problema, inutile negarcelo, è di crescita». Il ministro dell'Economia Siniscalco (Afp) LUSSEMBURGO - A fronte della procedura per deficit eccessivo annunciata dalla commissione europea, il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, esclude sia una manovra bis che una finanziaria elettorale. Quanto alla manovra correttiva, il ministro ha affermato: «Al momento, con i dati dei primi tre mesi, non ne vedo le condizioni». Mentre, per quanto riguarda la prossima legge finanziaria, Siniscalco ha escluso una finanziaria elettorale: «Spero di convincere i miei colleghi ma non è un lavoro facile». Commentando la situazione dei conti pubblici italiani, il minisitro ha poi aggiunto: «Il problema, inutile negarcelo, è di crescita. Se un paese non cresce, o cresce sotto il potenziale, è evidente che i conti pubblici si deteriorano». http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...niscalco.shtml |
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12 aprile 2005
Le notizie di Corriere via SMS: invia CORRIERE al 48436 Allarme della Corte dei Conti sul bilancio pubblico Conti pubblici, «il governo valuti interventi» I magistrati contabili invitano a integrare la Finanziaria e avvertono: rischi per il ritardo nel rinnovo dei contratti pubblici ROMA - Integrare la manovra di bilancio per far tornare i conti. Conti che nel periodo 2001-2004 delineano «un quadro molto più critico» rispetto al precedente, con deficit sempre prossimi al 3% del Pil e «rafforzano le preoccupazioni sulla fragilità delle condizioni della finanza pubblica in Italia». Un quadro preoccupante, delineato dalla Corte dei Conti nella sua relazione al Parlamento sugli effetti delle leggi di spesa nell' ultimo trimestre 2004, compresa la legge finanziaria. E dopo l'avvertimento del commissario Almunia sull'imminente procedura per deficit eccessivo da parte di Bruxelles, i magistrati contabili indicano una via d'uscita: una manovra bis, ipotesi però già esclusa dal ministro Siniscalco. Di fronte a uno scenario macroeconomico e di finanza pubblica meno favorevole di quello previsto, osserva la Corte dei Conti, «al governo è ovviamente riservata la valutazione circa l'opportunità di procedere all'adozione di interventi correttivi in grado di integrare la manovra di bilancio approvata dal Parlamento, al fine di mantenere invariati gli obiettivi di disavanzo e di debito definiti nel programma di stabilità recentemente approvato dalla Commissione europea», affermano i magistrati contabili. E nella sua relazione la Corte dei Conti osserva: «E' verosimile» che il Pil «dovrà essere rivisto in senso peggiorativo» ed è auspicabile che la prossima trimestrale di cassa valuti le implicazioni sul quadro tendenziale del 2005 dei risultati del deficit 2004 rispetto alle stime finora elaborate dall' esecutivo. CONTRATTI PUBBLICI - La Corte dei Conti ha anche lanciato un allarme: «Il sistematico ritardo che caratterizza, da anni, il rinnovo dei contratti del pubblico impiego aggrava i rischi di inosservanza dei parametri di compatibilità economica che dovrebbero tener conto dell'impatto dei rinnovi sui conti pubblici». Per i magistrati contabili bisogna fare attenzione al fatto che su un solo anno si scaricano anche i costi degli arretrati che verranno pagati. DA CONDONO EDILIZIO 1,6 MILIONI - La Corte di Conti ha anche previsto un gettito boom per il condono edilizio. La prima rata ha dato un gettito di 1.651 milioni di euro e questo consente di prevedere che, in attesa delle altre due rate di versamento, le previsioni del governo di 3,1 miliardi saranno superate raggiungendo quota 5,503 milioni, stimano i magistrati contabili. A conti fatti per il condono edilizio si profila un boom di gettito superiore del 77% alle previsioni del governo. http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...te_conti.shtml |
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