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#1 (permalink) |
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Mica male èh..
Data registrazione: Jul 2004
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Aste giudiziarie
"Diritti di proprietà pari ad 1/6 su fabbricato costituito da: 4 magazzini della superficie complessiva pari a mq....."
Vedo molte aste giudiziarie,come quella nell'esempio, in cui si mette all'asta una frazione di una proprietà. Se l'acquistassi, poi come funziona? Chi decide cosa farne? Un unico soggetto potrebbe acquistare tutto in un secondo momento, ma se non ci si accorda sul prezzo? Se sono stato poco chiaro ditemelo. Grazie a chi interverrà |
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#2 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Dec 2003
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Se ritieni che la porzione pro-quota possa concretamente trasformarsi in piena proprietà di una parte dei beni, puoi partecipare all'asta e farti aggiudicare la quota, e poi affidare tutto ad un legale che avvierà una domanda di scioglimento della comunione chiedendo l'assegnazione in proprietà esclusiva di un determinato bene, in sostituzione della quota. Esemplificando: Asta per 1/2 di un appartamento di 150 mq. Assegnazione della quota di 1/2 dell'intero Causa per scioglimento della comunione CTU (Consulenza Tecnica d'ufficio) che stabilisce che l'appartamento può essere trasformato in due bilocali di valore corrispondente ( + o -) con eventuali conguagli da un proprietario all'altro. Sentenza di scioglimento della comunione. All'esito, ti trovi proprietario di un appartamento di 75mq (esemplificando) eventualmente dovendo versare o ricevere qualcosa dall'altro proprietario. |
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#3 (permalink) | |
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Mica male èh..
Data registrazione: Jul 2004
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Perchè poi se il CTU mi dice che questa divisione del bene non si può fare devo rimanere per forza in proprietà comune. E' così? |
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
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Aste, arriva la trasparenza con le nuove norme in vigore
BARBARA ARDU ara ardù Roma Comprare casa a un’asta immobiliare diventerà forse più facile, più veloce e più trasparente. Il forse è d’obbligo, perché le nuove norme che sono entrate in vigore dal primo marzo non sono una via obbligata per i tribunali che procedono alla liquidazione degli immobili né tantomeno prevedono sanzioni. Ma la strada è stata aperta e la rivoluzione (in parte in atto già dal 1998 quando venne approvata la prima legge che ha semplificato le procedure), è ancora tutta da compiersi. Gli operatori però sono ottimisti. Già oggi i cambiamenti si vedono. «Alle aste immobiliari gli affari non si fanno più. Ormai i prezzi sono quasi quelli di mercato». Questa battuta, che si sente sempre più spesso, sintetizza, secondo un operatore del settore, i mutamenti del mercato: più trasparente e più aperto al pubblico. Dal primo marzo le cose dovrebbero andare ancora meglio. Sono infatti entrate in vigore le norme che dovrebbero velocizzare le procedure, rivoluzionare la gestione delle aste e ampliare lo spettro degli operatori. Porte aperte infatti non più solo ai notai, ma ad avvocati e commercialisti. La novità più rivoluzionaria riguarda la procedura d’asta. Fino al primo marzo gli immobili andavano all’incanto con un’asta pubblica. Da oggi invece la procedura principe sarà quella della trattativa privata. Il pubblico non si affollerà più in una stanza dove a vincere sarà il miglior offerente, ma invierà la propria offerta in busta chiusa. La trattativa dunque non si svolgerà in base all’importo indicato nell’avviso d’asta e con l’alzata di mano. Sparisce il banditore. L’aspirante acquirente infatti dovrà fare un’offerta irrevocabile d’acquisto, impegnandosi per il prezzo indicato. E nel caso di più offerte valide sarà una gara tra gli offerenti a decidere chi si aggiudicherà l’immobile. Base di partenza, in questo caso, sarà il prezzo dell’offerta più elevata. L’altra novità riguarda la liberalizzazione della delega nella gestione dell’immobile messo all’asta che potrà essere affidata oltre che ai notai anche a commercialisti e avvocati. Non solo. Se prima a curare la vendita era il debitore (che non sempre ha interesse a vendere) da oggi questa funzione potrà essere affidata ad altri, commercialisti in primo luogo, ma anche altri operatori del settore. Dunque sarà più facile visitare l’immobile e anche averne la disponibilità. Il primo risultato di questa semplificazione sarà quello di accorciare i tempi. Ad esempio dove c’è il pubblico le turbative d’asta sono maggiori. È stato stimato che per mettere in moto la procedura e arrivare alla conclusione oggi ci vogliono circa 90 mesi (contro i 12 della media europea). Con le nuove norme i tempi dovrebbero accorciarsi a 24. Certo non si arriva agli standard europei ma il recupero è sostanzioso. L’auspicio, tra gli operatori del settore, è che le norme vengano applicate. Per esempio che venga nominato il custode d’asta. Anche perché sono i tribunali che hanno l’ultima parola su come dovrà svolgersi la vendita giudiziale. Acquistare all’asta ha infatti i suoi vantaggi, primo fra tutti quello di risparmiare sui costi dell’intermediazione, da quelli dell’agenzia fino alle spese notarili. Solo in un caso non si risparmia sul notaio: se si ricorre a un muto. E a farlo sono in molti, anche perché da due anni c’è un accordo tra l’Abi, l’associazione bancaria italiana e il tribunali italiani che consente di aprire un mutuo e di goderne solo se l’acquisto va a buon fine. Tanto però si può partecipare. «In due anni dice Luigi Capaldo, responsabile del settore affari legali dell’Associazione bancaria siamo riusciti a stringere convenzioni con il 50 per cento dei tribunali. Da 4 siamo passati a 80. C’è ancora però parecchia strada da fare, ad esempio piazze grandi come quelle di Torino e Venezia sono ancora fuori». E sul mercato c’è l’imbarazzo della scelta. Ogni anno si fanno 10mila operazioni. Oltre il 60% per cento riguardano immobili residenziali mentre il 19% si riferisce al comparto commerciale. L’altro 21% è fatto invece da cessioni di capannoni industriali, alberghi o attività agricole. Affari&Finanza |
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#7 (permalink) |
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Hai da accendere?
Data registrazione: Sep 2001
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vorrei partecipare ad un'asta per un piccolo appezzamento di terreno limitrofo ad una mia proprietà
ora, ho notato che nell'avviso è ordinata la pubblicazione su un quotidiano non meno di 30gg prima dello svolgimento dell'incanto La pubblicazione è avvenuta solo sabato scorso, tredici giorni prima della data dell'asta Puo' essere motivo di annullamento dell'asta stessa? |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Jul 2002
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2005
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Vorrei aggiungere un paio di quesiti sulla proprietà al 50%.
X è sposato in regime di separazione con Y; si separano. X ci vive dentro e y vende la sua quota a Z. Zeta che diritti ha su quel l'immobile.? - Poichè x non ha mai firmato un contratto di locazione (l'immobile è suo) zeta ha una proprietà inutile o puo' percepire un minimo affitto? - puo' Z costringere X a vendere l'intera proprietà incassando il 50% della vendita? ringrazio a chi risponderà. |
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#10 (permalink) | |
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Hai da accendere?
Data registrazione: Sep 2001
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è il 29/3 vista su internet nel giorno in cui è stata pubblicata, con indicazione del quotidiano su cui pubblicizzarla sul quale però nn è mai apparsa prima(lo leggo tutti i giorni) il termine nn mi sembra proprio rispettato ma corro qualche rischio o no, senno' me ne frego l'importo è oltretutto risibile |
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