Grandi opere in ritardo, banche e assicurazioni restie ad assumere rischi
25/03/2005
Emergono più ombre che luci dall'indagine sullo stato di attuazione delle infrastrutture effettuata dalla Corte dei Conti, come previsto dalla legge obiettivo. Cantieri in arretrato e progettazioni in ritardo, con banche e assicurazioni poco propense ad assumere i rischi sulle grandi opere.
Insomma a poco più di un anno dalla fine della legislatura mancano soldi, statali o privati che siano, idee e organizzazione. E questo nonostante il grande sforzo profuso dalle Amministrazioni statali, regionali e degli enti locali interessate, in sede di concertazione per definire e selezionare i singoli interventi.
La Corte sottolinea esplicitamente lo stato di ritardo delle progettazioni generali e del perfezionamento dei nuovi istituti promossi dalla legge obiettivo per la realizzazione delle grandi infrastrutture (project finance, contraente generale, concessionari, etc.). In questo contesto banche e assicurazioni risultano essere particolarmente restii ad assumersi i rischi connessi alla remuneratività delle grandi opere.
http://www2.assinews.it:8080/testi/v...250305tec.html